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n.104 del 06.05.2015 periodico (Parte Seconda)

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Approvazione delle Linee guida per il controllo della Leishmaniosi canina in Emilia-Romagna"

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Premesso che: 

  • a livello mondiale si sta assistendo al rapido modificarsi di equilibri bio-geografici consolidati che aprono nuove situazioni di rischio ecologico e sanitario. Secondo la valutazione dello European Center for Disease Control (Ecdc) i cambiamenti climatici e ambientali potrebbero aumentare il rischio di malattie trasmesse da vettori in Europa e l’importanza e l’espansione di patologie diffuse da insetti vettori;
  • i vettori delle malattie sono estremamente sensibili ai mutamenti climatici e ambientali, in particolare a variazioni di temperatura e umidità. Numerosi studi sul clima predicono che in futuro molte parti d’Europa diventeranno più calde e umide e questo potrà avere un impatto sui vettori di malattia;
  • l’attenzione su questo tema da parte delle Autorità sanitarie è alta e in agosto 2013 è stato pubblicato dall’OMS il nuovo report “ Regional framework for surveillance and control of invasive mosquito vectors and re-emerging vector-borne diseases, 2014–2020”;
  • questo tema appare particolarmente rilevante e di attualità per la Regione Emilia-Romagna che dal 2007 ha gestito operativamente casi di focolai epidemici: Chikungunya nel 2007, West Nile nel 2008, 2009, 2013 e 2014, oltre ad essere interessata con continuità da casi di Leishmaniosi sia umana che canina;
  • l’epidemiologia delle malattie trasmesse da insetti vettori è condizionata da una complessa rete di interazioni tra l’ambiente, l’agente patogeno, il vettore alato, l’uomo e, spesso, un serbatoio animale;

Dato atto che dal 2007 a tutt’oggi la Regione Emilia-Romagna ha attivato il progetto sperimentale del "Sistema integrato medico-veterinario per la prevenzione della diffusione di malattie trasmesse da artropodi in Emilia-Romagna", elaborato in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, il Centro Emiliano Romagnolo di Epidemiologia Veterinaria, il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL della Romagna, il Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Patologia Animale dell’Università degli Studi di Bologna, il Centro Agricoltura e Ambiente “G. Nicoli”, il Servizio Veterinario e Igiene degli Alimenti e il Servizio Sanità Pubblica della Regione Emilia-Romagna;

Tale progetto è di supporto alle attività di sorveglianza e controllo delle malattie da vettore per affrontare in modo efficace i problemi sopra delineati. Il progetto ha permesso di attivare un processo di integrazione tra professionalità diverse (medici, veterinari, biologi, entomologi) e ha consentito di affrontare le emergenze sanitarie di questi anni in modo efficace e tempestivo;

Considerato che tale progetto ha consolidato una rete interdisciplinare che fornisce informazioni sulle popolazioni (presenza e dinamica di popolazione) dei vettori potenziali e riconosciuti di agenti patogeni e, attraverso opportune indagini di laboratorio, sulla presenza di agenti patogeni nella popolazione dei vettori e degli animali domestici e in quella umana;

Considerato che all’interno del progetto sperimentale di cui sopra è stato sviluppato ed attuato fino al termine del 2014 un “Piano di controllo della leishmaniosi canina” destinato al controllo della malattia nei cani ospitati nei canili e alla prevenzione della diffusione del parassita nel territorio regionale;

Considerato inoltre che:

- la Leishmaniosi è una zoonosi causata da un protozoo trasmesso da insetti ematofagi e che il cane ne è il principale serbatoio;

- dal 2007 la Regione Emilia-Romagna, allo scopo di mantenere sotto costante controllo della leishmaniosi canina, ha attivato un Piano regionale di controllo della malattia;

- da tali indagini è emersa una incidenza della malattia in oggetto negli ultimi anni in costante e preoccupante aumento;

- alcune delle malattie infettive e diffusive a carattere zoonotico, come la Leishmaniosi, rivestono una particolare importanza per la loro intrinseca pericolosità e la loro diffusione;

Ritenuto altresì che gli insetti vettore, Phlebotomus perniciosus e Phebotomus perfiliewi, sono ormai diffusi su tutto il territorio regionale;

Ritenuto pertanto necessario dare continuità al “Piano di controllo della Leishmaniosi canina”, attuato nei precedenti anni, predisponendo apposite linee guida, al fine di:

mantenere aggiornata una mappa di rischio sulla diffusione della leishmaniosi nel territorio regionale, al fine di fornire le opportune informazioni a medici e veterinari liberi professionisti sulla situazione epidemiologica del territorio in cui operano, così da poter adottare le opportune misure di prevenzione e gli approfondimenti diagnostici ritenuti necessari;

mantenere il controllo sullo stato di salute dei cani catturati e di quelli introdotti e custoditi nelle strutture di ricovero per cani di cui alla L. R. 27/2000, al fine di fornire adeguate garanzie sanitarie ai cani in adozione e, nel caso, attuare adeguati interventi di contenimento e lotta alla diffusione dell’infezione all’interno del canile;

fornire ai veterinari liberi professionisti strumenti idonei alla conferma di sospetti clinici di Leishmaniosi in cani di proprietà al fine consentirne la notifica dei casi al SSR per mantenere aggiornata la mappa di rischio regionale;

attivare una sorveglianza veterinaria straordinaria conseguente alla segnalazione di casi umani autoctoni, al fine di disporre di un quadro della situazione epidemiologica del territorio e di adottare misure di tutela della salute pubblica per contenere il rischio di trasmissione;

individuare eventuali aree endemiche di infezione per adottare opportuni interventi.

Visti:

- il regolamento di Polizia Veterinaria DPR 32071954;

- la L. 281/1991 (legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo), che ha dettato norme per tutela degli animali d'affezione;

- la L.R. 27/2000, che regolamentando la lotta al randagismo sul territorio della Regione Emilia-Romagna ha dato risposta anche all'esigenza di prevenzione della leishmaniosi e in particolare all’art. 4 ha demandato alle AUSL, tramite i servizi veterinari i compiti di:

  • controllare lo stato di salute dei cani catturati e di quelli custoditi nelle strutture di ricovero;
  • di attuare gli opportuni accertamenti ed indagini epidemiologiche al fine di porre in essere adeguati interventi di lotta alle malattie trasmesse dai cani;

Richiamate le Linee Guida per il controllo del serbatoio canino della leishmaniosi viscerale zoonotica in Italia (Rapporti ISTISAN 04/12);

Considerato che nella specie canina la sieroprevalenza è alta e in Italia i casi segnalati nell’uomo sono circa duecento all’anno;

Ritenuto:

- di dover disporre in modo coordinato ed uniforme di strumenti operativi contro la Leishmaniosi (zoonosi di cui all’art. 5 del vigente Regolamento di Polizia Veterinaria);

- necessario controllare l’andamento del fenomeno infettivo sul territorio regionale anche attraverso la registrazione dei casi positivi all’interno della Banca Dati Regionale dell’Anagrafe degli animali d’affezione;

Dato atto che le attività previste sono descritte nell’allegato A “Linee guida per il controllo della Leishmaniosi canina in Emilia-Romagna”;

Ritenuto pertanto, di approvare il documento “Linee guida per il controllo della Leishmaniosi canina in Emilia-Romagna” di cui all'allegato A quale parte integrante e sostanziale del presente atto;

Dato atto del parere allegato;

Su proposta dell’Assessore alle Politiche per la Salute;

A voti unanimi e palesi;

delibera:

1. di approvare, per le motivazioni espresse in premessa che qui si intendono integralmente riportate, l’Allegato A “Linee guida per il controllo della Leishmaniosi canina in Emilia-Romagna”;

2. di pubblicare il presente provvedimento ed il relativo Allegato nel Bollettino Ufficiale.

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