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n.268 del 31.07.2020 (Parte Prima)

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Oggetto n. 1259 - Ordine del giorno n. 14 collegato all'oggetto 977 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Assestamento e prima variazione generale al bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2020-2022". A firma dei Consiglieri: Montalti, Sabattini, Taruffi, Bulbi, Tarasconi, Mumolo, Zappaterra, Caliandro, Bessi, Pigoni, Bondavalli, Zamboni, Rossi, Mori, Fabbri, Maletti, Pillati, Costa, Costi, Daffadà, Rontini, Soncini, Amico

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

l’emergenza Covid-19 ha sconvolto l'economia europea, lasciando la maggior parte dei Paesi in una situazione di grave crisi economica.

Per mobilitare gli investimenti necessari, la Commissione ha proposto una duplice risposta: il programma 'Next Generation EU' che finanzierà dal 2021 al 2023 interventi finalizzati alla ripresa e al rilancio dell'economia, attraverso risorse che verranno reperite sui mercati finanziari, e il Bilancio Pluriennale (QFP) 2021-2027, che prevede 1.074 miliardi di euro per realizzare gli obiettivi a lungo termine dell'UE e preservare la piena capacità del piano per la ripresa.

Dato atto che

il Consiglio Europeo ha approvato il 20 luglio 2020 un intervento globale pari a 1.824,3 miliardi di euro che combina il bilancio pluriennale 2021-2027 e il programma 'Next Generation EU’ con una dotazione di 750 miliardi di euro. Di questi, 390 miliardi saranno costituiti da sussidi e 360 da prestiti.

Il Recovery Fund, attraverso 'Next generation EU', fornirà all'UE i mezzi necessari per affrontare le sfide poste dalla pandemia di Covid-19. ln base all'accordo, la Commissione sarà in grado di prendere in prestito fino a 750 miliardi di euro sui mercati. Tali fondi possono essere utilizzati per prestiti back-to-back e per le spese incanalate attraverso i programmi del QFP.

Il capitale raccolto sui mercati finanziari sarà rimborsato entro il 2058.

Rilevato che

è previsto un meccanismo di allocazione ("allocation key") che riconosce che la crisi da Covid-19 ha colpito simmetricamente tutti i Paesi membri, ma sta producendo effetti asimmetrici, colpendo proporzionalmente molto di più i paesi del sud dell'Ue.

Alla luce di queste valutazioni all'Italia verranno destinate il 28% delle risorse previste dal Recovery Fund con 82 miliardi di euro di finanziamenti a fondo perduto e 127 miliardi di prestiti, per un totale di 209 miliardi di euro di aiuti.

Sottolineato che

gli importi disponibili nell'ambito della NGEU saranno assegnati a sette singoli programmi: Recovery and Resilience facility, ReactEU, Horizon Europe, InvestEU, Rural Development, Just Transition Fund e RescEU.

ln particolare il Recovery and Resilience facility verrà destinato a finanziare investimenti e riforme con una dotazione complessiva pari a 672,5 miliardi di euro.

ReactEU, con 47,5 miliardi di euro destinerà finanziamenti supplementari agli attuali programmi di coesione.

Evidenziato che

gli Stati membri dovranno predisporre piani nazionali per l'utilizzo dei fondi destinati nell'ambito di 'Next Generation EU'. I piani dovranno essere approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata su proposta della Commissione entro due mesi dalla presentazione.

I piani dovranno essere coerenti con le raccomandazioni specifiche per Paese formulate dalla Commissione, ma nella valutazione si terrà conto anche della crescita potenziale, della creazione di posti di lavoro e dell'impatto sociale ed economico sulla transizione verde e digitale.

Il Recovery Fund a prescindere dalle valutazioni sullo strumento è dunque l’occasione per l’Italia di rendere la propria economia più competitiva, moderna e più equa, con l’impegno che tali risorse siano utilizzate per accompagnare la transizione verde e quella digitale, nonché per le riforme strutturali, a beneficio in primis di chi è stato colpito di più dalla crisi Covid-19.

Il piano di ripresa deve essere l'occasione per trasformare l'economia e lottare contro le disparità e le disuguaglianze che si stanno aggravando come conseguenza di una crisi che ha pesantissimi effetti sociali, anche in termini di perdita di posti di lavoro.

Valutato che

la dimensione del Bilancio Pluriennale (QFP) 2021-2027 pari a 1.074,3 miliardi di euro rappresenta una ulteriore opportunità per finanziare le politiche comunitarie e raggiungere obiettivi a lungo termine, condivisi a livello europeo, preservando inoltre la piena capacità del piano di risanamento.

II QFP coprirà i seguenti settori di spesa: Mercato unico, innovazione e digitale; Coesione, resilienza e valori comuni; Risorse naturali e ambiente; Gestione delle migrazioni e delle frontiere; Sicurezza e difesa; Cooperazione internazionale, Riforma della pubblica amministrazione europea.

Considerato che

il 30% delle spese totali del Bilancio Pluriennale (QFP) e di 'Next Generation EU' sarà destinato a progetti relativi al clima. Più in generale tutti i programmi del QFP pluriennale e di 'Next Generation EU', e i relativi piani nazionali, avranno come prerequisito quello di rispettare l'obiettivo dell'UE di neutralità climatica entro il 2050, gli obiettivi climatici dell'UE per il 2030 e l'accordo di Parigi.

Evidenziato inoltre che

la risposta alla crisi che stiamo attraversando passa attraverso la programmazione di politiche ed interventi lungimiranti, che mettano al centro i territori ed i cittadini, anche dando spazio al protagonismo delle Regioni e degli enti locali, ovvero dei livelli istituzionali che, per la loro prossimità ai cittadini, possono dare risposte adeguate alla grave crisi che stiamo attraversando.

A tal fine nella Risoluzione VII/004, durante la prima seduta plenaria post lock down, il Comitato europeo delle Regioni ha inserito tra le sue priorità la promozione della coesione come bussola di tutte le politiche dell'Unione. Una coesione economica, che veda le regioni impegnate a fare da tramite tra i cittadini e l'Unione Europea, ma anche una coesione valoriale che guidi i territori verso una crescita economica sostenibile, verso opportunità di lavoro stabili e soprattutto verso l'uscita dalla crisi causata dal Covid-19.

Tenuto conto che

la Regione Emilia-Romagna ha un positivo primato nell'utilizzo dei fondi europei: per entrambi i Programmi Operativi Regionali (POR FESR-Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e POR FSE-Fondo Sociale Europeo) la Commissione europea ha comunicato lo scorso anno il raggiungimento dei target, prima regione italiana per stato di avanzamento della programmazione 2014-2020.

È stato inoltre firmato pochi giorni fa un accordo tra la Regione Emilia-Romagna ed il Governo sulla riprogrammazione dei Fondi europei in risposta alla crisi pandemica, grazie al quale arriveranno 250 milioni di euro per coprire le spese sanitarie dell'emergenza Covid-19 in Emilia-Romagna, a partire da quelle già sostenute.

Tenuto infine conto che

nella definizione del Bilancio Europeo per il prossimo settennio e del Recovery Fund in gioco c'è l'esistenza stessa dell'Europa, una pronta ripresa e la possibilità per l'Europa di competere nel mondo globalizzato, con giganti come la Cina e gli Stati Uniti.

Tutto ciò premesso e considerato,

impegna la Giunta

a farsi portavoce in tutte le sedi istituzionali opportune affinché, alla luce delle decisioni prese in merito al Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 e al Recovery Fund, vi sia un ampio e concreto coinvolgimento delle Regioni e degli enti locali non solo nella fase di impiego e spesa delle risorse, ma sin dalla fase della loro programmazione, creando le condizioni per un nuovo protagonismo dell'Europa delle Regioni e degli enti locali dando nuova enfasi e attuazione alla governance multilivello, principio strutturante l'azione pubblica europea, valido per tutte le politiche aventi un forte impatto territoriale e l'unico in grado di avvicinare le decisioni ai bisogni ed alle istanze dei cittadini.

Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 28 luglio 2020 

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