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n.447 del 29.12.2020 (Parte Prima)

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Oggetto n. 2279 - Ordine del giorno n. 3 collegato all'oggetto 2066 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2021". A firma dei Consiglieri: Pigoni, Piccinini, Rontini, Taruffi, Zamboni

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

la Regione Emilia-Romagna riconosce priorità al tema del lavoro e sostiene la formazione professionale e l'orientamento quali strumenti di promozione da parte dell'Ente, di politiche attive per il lavoro per contrastare la disoccupazione, anche di lunga durata, nonché come efficace azione di lotta alla dispersione scolastica;

a tali finalità contribuiscono anche gli 8 centri di formazione pubblici presenti e attivi in Emilia-Romagna e istituiti dai Comuni la cui funzione al riguardo è stata confermata dalla legge regionale 30 luglio 2015, n. 13 "Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro unioni", che oggi occupano circa 200 dipendenti a tempo indeterminato e determinato, dei quali circa il 90% donne, e coinvolgono 1200 collaboratori che a diverso titolo operano all'interno delle strutture formative. Sono poi più di 400 i fornitori di beni e servizi a supporto delle suddette attività di orientamento e di formazione;

i centri rendono disponibili alle persone azioni formative e orientative, garantendo la qualità e la rispondenza dell'offerta alle specificità del territorio, anche attraverso un investimento continuo sulle competenze del personale;

il ruolo di pubblica utilità esercitato dagli 8 centri emiliano-romagnoli degli Enti locali ha costituito un fondamentale punto di riferimento per i giovani e [e loro famiglie supportandoli ad affrontare le scelte educative e formative e accompagnandoli nei percorsi di transizione tra istruzione, formazione e lavoro ed ha consentito di fornire concrete risposte alle persone a rischio di esclusione e marginalità aiutandole ad affrontare le situazioni di disagio sociale e sapendo attivare servizi in convenzione con gli Enti locali e valorizzando le opportunità rese disponibili dalle imprese del territorio;

fin dalla scorsa Legislatura, l'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato propri atti di indirizzo impegnando la Giunta "a continuare l'opera di sostegno ai territori nell'offerta di risposte in materia di formazione per tutti i cittadini".

Premesso inoltre che

con delibera di Giunta n. 618 del 6/8/2020 sono stati approvati i progetti per la continuità dei presidi territoriali e la realizzazione di azioni orientative che facilitino l'accesso ai servizi per il biennio 2020/2021 ai sensi dell'art. 15 della legge regionale 10 dicembre 2019, n. 30.

Considerato che

la Regione riconosce il valore che i Comuni, attraverso la loro partecipazione diretta ai centri di formazione, creano nel territorio, garantendo continuità dell'offerta orientativa e formativa e un'elevata aderenza ai bisogni del territorio, in coerenza con quanto ribadito nella legge regionale 30 luglio 2015, n. 13.

Valutato positivamente che

per dare continuità e valore a questi centri, la Regione si è impegnata per consolidare le azioni e le opportunità rese disponibili dagli Enti, in particolare per sostenerne la capacità di svolgere le funzioni di orientamento, trasferendo risorse specifiche ai Comuni coinvolti, che ammontano a 1 milione e 400mila euro sia per il 2020 che per il 2021.

Evidenziato che

il bilancio di previsione 2021-2023, sul fronte della formazione e del lavoro, ribadisce l'impegno della Regione verso la creazione di competenze, in particolare in ambito digitale e green, nonché quello per la qualificazione degli Enti e dei servizi formativi che dovranno saper cogliere appieno le opportunità di una stagione nuova delle politiche formative e per il lavoro;

a tal fine, le azioni da mettere in campo dovranno essere integrate e in grado di accompagnare la trasformazione del sistema produttivo e del lavoro, investendo sui nuovi saperi e sulle nuove competenze, sostenendo le filiere nella trasformazione dei propri processi, assicurando un contesto ricco di infrastrutture per la ricerca, la trasformazione digitale, la formazione e il lavoro. Contesto reso ancora più urgente a seguito degli effetti indotti dalla pandemia Covid-19 e dalle profonde trasformazioni economiche e sociali legate ai cambiamenti tecnologici e al sistema delle competenze.

Evidenziato inoltre che

come ribadito nei documenti di bilancio, nel 2021 sarà necessario dare continuità alle azioni formative per i giovani, i disoccupati e le donne, accompagnandone il percorso di ricerca attiva del lavoro, allargando l'offerta per la creazione delle competenze digitali necessarie alla trasformazione in corso, costruendo le condizioni per il percorso verso la nuova programmazione europea;

di conseguenza, le risorse stanziate prevedono:

- il cofinanziamento delle misure previste nel Programma FSE, annualità 2021 e 2022, per euro 26,6 milioni di euro (di cui 11,2 milioni per completare gli interventi già previsti e in parte già impegnati e 15,4 milioni di euro per assicurare continuità agli interventi nelle more dell'approvazione dei nuovi Programmi);

- le risorse per avviare il processo di trasformazione dei centri di formazione accreditati, pari a 10 milioni di euro nel biennio 2021-2022 (6 milioni nel 2021 e 4 milioni nel 2022);

- il sostegno ai processi di internazionalizzazione degli Enti di formazione, attraverso scambi sulla didattica, sulla formazione a distanza, sull'attivazione di percorsi misti con altri centri di livello europeo ed internazionale, pari ad 1 milione nel 2021.

Tutto ciò premesso impegna la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna

a mantenere l'attenzione, nella definizione degli obiettivi attesi dal processo di trasformazione e innovazione del sistema degli enti di formazione professionale, al valore che i Comuni, attraverso la loro partecipazione diretta agli enti di formazione, creano nel territorio garantendo capillarità e continuità dell'offerta orientativa e formativa, assieme ad una elevata aderenza ai bisogni della comunità e del territorio.

Approvato all’unanimità dei votanti nella seduta pomeridiana del 22 dicembre 2020

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