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n.187 del 22.06.2022 (Parte Seconda)

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Dichiarazione dello stato di crisi regionale connesso al contesto di criticità idrica nel territorio regionale

IL PRESIDENTE

Visti:

- il D. Lgs. n. 1/2018 recante “Codice della protezione civile” e s.m.i., che all’articolo 7, comma 1, definisce la tipologia degli eventi emergenziali di protezione civile e i poteri di intervento degli enti competenti lettera, con particolare riferimento alla lettera b);

- la L.R. n. 1/2005 e s.m.i. “Nuove norme in materia di protezione civile e volontariato. Istituzione dell’Agenzia regionale di protezione civile”;

- la L.R. n. 13/2015 recante “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su città metropolitana di Bologna, province, comuni e loro unioni” e ss.mm.ii.;

Premesso che:

- la scarsità di precipitazioni pluviometriche e nevose che, a partire dall’autunno 2021 ad oggi, ha interessato il territorio regionale ha comportato deflussi molto ridotti nei reticoli idrografici superficiali con valori tra i 6-7 più bassi dal 1962, simili a quelli delle ultime annate più siccitose come 2017, 2012 e 2007;

- la situazione all’inizio dell’anno 2022, che evidenzia una carenza sostanziale e generalizzata della risorsa idrica nei settori idropotabile ed irriguo, con ricadute anche ambientali, è paragonabile, ai periodi siccitosi degli anni 2003 e 2017, mentre il valore di anomalia percentuale per il mese di giugno fino al giorno 16, consiste nel -62%;

- le temperature nel mese di maggio sono state molto elevate indicando maggio 2022 come il terzo più caldo dal 1961 e quelle della prima metà di giugno mediamente superiori con punte prossime ai massimi assoluti 1991-2020;

- le previsioni meteorologiche rimangono stabili con la presenza di un anticiclone che porta ad un ulteriore aumento di temperature, con punte massime intorno ai 37° nelle pianure;

- le portate fluviali, anche del Fiume Po, sono in diminuzione e le portate medie mensili parziali di giugno risultano inferiori alle medie storiche del periodo di riferimento in tutto il territorio regionale, raggiungendo valori confrontabili con i minimi storici del periodo di riferimento nell’Emilia occidentale ed in Romagna;

- i livelli delle falde a scala regionale con abbassamenti generalizzati negli anni 2002-2003, 2007, 2012, 2017 e con la ricarica naturale degli acquiferi estremamente limitata per l’assenza di precipitazioni e per i ridotti deflussi idrici nei corsi d’acqua superficiali, fanno presumere un peggioramento generalizzato a partire dalle porzioni apicali e freatiche delle conoidi alluvionali, in particolare dei corpi idrici da Piacenza a Modena, comportando grande sofferenza al sistema irriguo e una ridotta disponibilità immediata per l’apparato radicale delle colture;

- nei 5 rami principali del delta del Po si sta verificando il fenomeno dell’ingressione (risalita) del cuneo salino, con una lunghezza di risalita già caratterizzata da valori sopra soglia e in lieve ulteriore crescita, con impatti negativi sulle condizioni ambientali dei corpi idrici e degli ecosistemi e sugli utilizzi della risorsa idrica;

- le condizioni meteo-idrologiche hanno già determinato gravi situazioni di criticità e rappresentano uno scenario particolarmente gravoso già dalle prossime settimane per l’intero territorio regionale;

Preso atto che, in considerazione dello scenario decritto, in data 21 giugno 2022 si è tenuto un apposito incontro convocato dall’Assessore all’ambiente, difesa del suolo e della costa, protezione civile, alla presenza dell’Assessore all'agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca, cui hanno partecipato l’Autorità Distrettuale del fiume Po, AiPo, l’Agenzia per la sicurezza territoriale a la protezione civile, ARPAE, la Direzione generale cura del territorio e dell’Ambiente, la Direzione generale Agricoltura caccia e pesca, la Direzione Settore tutela dell’ambiente ed economia circolare, il Responsabile dell’Area tutela e gestione della risorsa idrica, ATERSIR, i gestori del servizio idrico integrato, Anbi, CER e Enel con l’obiettivo di valutare le misure già attivate e quelle ulteriori da mettere in campo per far fronte alla grave situazione di criticità in atto;

Considerato che:

- diverse segnalazioni puntuali da parte dei gestori del servizio idrico integrato sono pervenute in merito a criticità nell’erogazione del servizio e la necessità di attivare già primi interventi quali rifornimenti con autobotti e attivazione di pozzi in subalveo e pompe galleggianti per aumentare le capacità di prelievo della risorsa;

- la disponibilità di risorsa da fiume PO è prossima a situazioni di compromissione e limitazione con aggravio di costi e standard qualitativi, con particolare riguardo ai prelievi da Palantone, Pontelagoscuro e pozzi di subalveo a valle, con una stimata potenziale criticità per circa 700.000 abitanti;

- le bonifiche hanno già attivato azioni di razionalizzazione e parzializzazione della risorsa idrica attraverso interventi operativi nonché l’utilizzazione a larga scala di sistemi di consiglio irriguo in considerazione della ridotta capacità di derivare acqua con particolare riguardo al fiume Po, senza l’utilizzo di soluzioni straordinarie e temporanee per il prelievo della risorsa che nelle prossime settimane potrebbe risultare impossibile con gli impianti esistenti;

Considerate le caratteristiche dell’evento, la sua estensione territoriale e la gravità degli ulteriori effetti attesi, è in corso di stesura la richiesta, corredata di dettagliata relazione, al Presidente del Consiglio dei Ministri di dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale, ai sensi dell’art. 24 del D. Lgs. n. 1/2018, affinché si provveda con mezzi e poteri straordinari per consentire la realizzazione degli interventi urgenti e mitigare le possibili gravi conseguenze per le persone e l’ambiente;

Visto il Regolamento regionale n. 41/2001 “Regolamento per la disciplina del procedimento di concessione di acqua pubblica” ed in particolare l’articolo 30 che disciplina la limitazione o sospensione temporanea dell’esercizio della concessione di acqua pubblica, prevedendo un elenco, anche se non esaustivo, di casi in cui l’esercizio del prelievo può essere temporaneamente limitato o sospeso;

Ritenuto di dare atto della necessità che gli enti competenti pongano in essere gli interventi necessari a contenere e ridurre le conseguenze della crisi in atto, ivi compresa l’attivazione, ove possibile, di fonti alternative di approvvigionamento idrico;

Visto l’articolo 8, della legge regionale n. 1/2005, ai sensi del quale, al verificarsi o nell’imminenza di un evento naturale che per natura ed estensione richieda una risposta immediata della Regione, il Presidente della Giunta regionale decreta lo stato di crisi regionale e provvede, per l’attuazione degli interventi necessari, nell’ambito delle attribuzioni spettanti alla Regione, anche a mezzo di ordinanze motivate in deroga alle disposizioni regionali vigenti;

Ritenuto, sulla base delle previsioni e delle valutazioni tecniche di cui sopra di dichiarare ai sensi dell’articolo 8 della legge regionale n. 1/2005 lo stato di crisi per tutto il territorio regionale, nelle more della deliberazione dello stato di emergenza che si auspica venga adottata dal Consiglio dei Ministri ai sensi del citato D. Lgs. n. 1/2018, come da richiesta sopraindicata;

Visti:

- il D. Lgs. n. 33/2013 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e ss.mm.ii.;

- la Deliberazione di Giunta regionale n. 111/2022 “Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza 2022-2024, di transizione al piano integrato di attività e organizzazione di cui all’art. 6 del D.L. n. 80/2021” ed in particolare il relativo allegato D;

- la D.D. n. 2335/2022 “Direttiva di indirizzi interpretativi degli obblighi di pubblicazione previsti dal Decreto Legislativo n. 33 del 2013. Anno 2022”;

Dato atto dei pareri allegati

decreta:

per le ragioni indicate in premessa che qui si intendono integralmente richiamate:

1. di dichiarare ai sensi dell’articolo 8, della legge regionale n. 1/2005 e s.m.i. per 90 giorni dalla data di adozione del presente Decreto lo stato di crisi in tutto il territorio della regione Emilia-Romagna per la grave situazione di siccità ed il conseguente deficit idrico che sta interessando diverse aree del territorio regionale;

2. di dare atto della necessità che gli enti competenti pongano in essere gli interventi necessari a contenere e ridurre le conseguenze della crisi in atto, ivi compresa l’attivazione, ove possibile, di fonti alternative di approvvigionamento idrico;

3. di pubblicare il presente atto nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico e nella sezione “Amministrazione Trasparente”, sottosezione “Interventi straordinari e di emergenza” ai sensi dell’articolo 42, del D. Lgs. n. 33/2013 e ss.mm.ii..

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