n.157 del 17.06.2026 periodico (Parte Seconda)

Oggetto n. 2602 - Risoluzione per esprimere piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Electrolux Italia Spa e per impegnare la Giunta a concorrere attivamente, in piena collaborazione con il Governo, il Ministero delle Imprese e del Made in ltaly, le organizzazioni sindacali e tutte le istituzioni coinvolte, ai lavori del tavolo ministeriale del 25 maggio 2026 e a quelli successivi, promuovendo azioni concrete a tutela dell'occupazione e della continuità produttiva. A firma dei Consiglieri: Ancarani, Pestelli, Valbonesi, Trande, Lembi, Critelli, Lucchi, Proni, Carletti, Gordini, Aragona, Burani, Calvano, Parma, Ferrero, Evangelisti, Quintavalla, Costi, Casadei

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

Premesso che

in data 11 maggio 2026, nel corso di una riunione del Coordinamento nazionale convocata a Venezia, la società Electrolux Italia Spa — multinazionale operante nella produzione di elettrodomestici e presente in Italia con cinque stabilimenti — ha presentato alle organizzazioni sindacali un piano di ridimensionamento delle attività produttive italiane che prevede circa 1.700 esuberi complessivi, pari a quasi il 40% degli attuali occupati del gruppo nel Paese (circa 4.000), con la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi (AN) e il ridimensionamento dei siti di Porcia (PN), Susegana (TV), Solaro (MI) e Forlì (FC);

in relazione allo stabilimento di Forlì, in viale Bologna, secondo le prime stime sindacali si potrebbero contare circa 400 esuberi, con il sostanziale dimezzamento dell'attuale forza lavoro e un forte ridimensionamento della capacità produttiva del sito;

le organizzazioni sindacali, a seguito della comunicazione aziendale, hanno proclamato lo stato di agitazione permanente e indetto otto ore di sciopero nazionale per la giornata del 12 maggio 2026;

Rilevato che

la vicenda si inserisce in una crisi industriale che da anni interessa il gruppo: già nell'ottobre 2013 era stato annunciato un piano di riduzione del personale con circa 1.500 esuberi in Italia;

nel gennaio 2014, a seguito di forti mobilitazioni sindacali e istituzionali, il cosiddetto "Piano Polonia" fu rivisto con un patto firmato il 15 maggio 2014 a Palazzo Chigi tra azienda, organizzazioni sindacali, Governo e Regioni, che consentì di evitare la chiusura degli stabilimenti italiani a fronte di un impegno aziendale di investimenti per 150 milioni di euro e di sacrifici organizzativi per le lavoratrici e i lavoratori; nel 2022 una nuova procedura comportò 222 esuberi nazionali, di cui 96 a Forlì;

l'annuncio dell'11 maggio 2026 rappresenta pertanto un ulteriore, grave aggravamento di una crisi che continua a mettere in discussione il futuro di migliaia di lavoratrici e lavoratori;

Considerato che

lo stabilimento di Forlì costituisce una realtà industriale storica e strategica e uno dei principali poli occupazionali del comprensorio, con un rilevante indotto economico e produttivo collegato;

il licenziamento di circa 400 lavoratrici e lavoratori avrebbe conseguenze pesantissime non solo per le famiglie coinvolte, ma per la tenuta economica e sociale dell'intero territorio, con un impoverimento del tessuto produttivo e ricadute particolarmente gravi sulle fasce più fragili;

gran parte del personale coinvolto è composta da donne con un'età media elevata, prossima ai sessant'anni, condizione che renderebbe particolarmente difficile un eventuale reinserimento nel mercato del lavoro;

secondo le prime informazioni sindacali la decisione aziendale sarebbe collegata alla volontà di interrompere a Forlì la produzione di piani cottura a gas e a induzione e di forni di fascia bassa, trasferendone parte in Polonia o Thailandia e mantenendo nel sito esclusivamente le linee di alta gamma;

la vertenza evidenzia una criticità più ampia che riguarda il sistema industriale italiano ed europeo, segnato da un progressivo calo produttivo, dalla crescente competizione internazionale e dall'incidenza dei costi energetici e delle materie prime sulla competitività delle imprese;

Preso atto che

l'amministrazione comunale di Forlì ha espresso solidarietà ai lavoratori, anche attraverso la presenza del Sindaco, di esponenti della Giunta e del Consiglio comunale alla mobilitazione, e che il Consiglio comunale di Forlì ha approvato in modo trasversale una mozione a sostegno del sito produttivo e dell'occupazione del territorio;

la Regione Emilia-Romagna, attraverso la propria Giunta, ha immediatamente espresso vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori e la disponibilità ad attivarsi a tutela dell'occupazione e della continuità produttiva;

il 21 maggio 2026 si è tenuto a Forlì, presso la sede della Provincia di Forlì-Cesena, un tavolo di confronto sulla vertenza convocato dal presidente della Regione Emilia-Romagna e dall'Assessore regionale al Lavoro, alla presenza del Presidente della Provincia, del Sindaco di Forlì, dei sindaci dei territorio forlivese, dei parlamentari, dei consiglieri regionali, delle organizzazioni sindacali e della Rappresentanza Sindacale Unitaria dello stabilimento; al termine del confronto la delegazione regionale ha raggiunto il presidio dei lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento di viale Bologna, a conferma di un sostegno istituzionale ampio, unitario e trasversale alla battaglia in difesa dell'occupazione;

in quella sede il Presidente della Regione Emilia-Romagna, in posizione condivisa con i presidenti delle altre Regioni interessate dalla vertenza (Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche e Veneto), ha espresso una netta contrarietà al piano di riorganizzazione presentato dall'azienda e ha ribadito la volontà delle Regioni di presentarsi con una voce unitaria a tutela dei lavoratori e della continuità produttiva al tavolo convocato per il 25 maggio 2026 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l'obiettivo di valutare e promuovere azioni concrete a tutela dei lavoratori e della continuità produttiva;

il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie deve rappresentare una priorità condivisa dell'intera politica, locale e nazionale, e un terreno comune di collaborazione istituzionale tra Regione, Comune e Governo, al di là delle appartenenze;

Tutto ciò premesso e considerato

esprime

piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Electrolux Italia Spa auspicando una definizione condivisa e positiva della vertenza, senza ricadute sul personale in servizio e sulle relative famiglie;

impegna la Giunta regionale

a concorrere attivamente, in piena collaborazione con il Governo, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le organizzazioni sindacali e tutte le istituzioni coinvolte, ai lavori del tavolo ministeriale del 25 maggio 2026 e a quelli successivi, promuovendo azioni concrete a tutela dell'occupazione e della continuità produttiva;

a spendersi, congiuntamente al Governo, agli enti locali e alle organizzazioni sindacali, al fine di richiedere all'azienda garanzie concrete in ordine al mantenimento delle produzioni, dei livelli occupazionali e degli investimenti nello stabilimento di Forlì, nella consapevolezza della rilevanza strategica che il comparto dell'elettrodomestico continui a essere produttivo e radicato in Italia;

a garantire il pieno coinvolgimento delle istituzioni territoriali e organizzazioni sindacali, a partire da quelle forlivesi, nel monitoraggio costante della vertenza e nelle interlocuzioni relative al futuro del sito, valorizzando il lavoro già avviato con le amministrazioni locali e le altre Regioni coinvolte dalla vertenza;

a mantenere aggiornata l’Assemblea sull'evoluzione della vertenza, sugli incontri svolti e sulle iniziative assunte a tutela dello stabilimento e dei lavoratori.

Approvata all’unanimità dalla Commissione II Politiche economiche nella seduta del 25 maggio 2026.

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