n.247 del 23.09.2026 periodico (Parte Seconda)
Oggetto n. 2818 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivare un tavolo di confronto con il Ministero della Cultura, il Comune di Gattatico e gli altri soggetti interessati per una valutazione aggiornata della fattibilità di un progetto di valorizzazione e di apertura al pubblico dell'area del Parco archeologico di Castellazzo di Taneto. A firma dei Consiglieri: Carletti, Arduini, Costa, Fornili
il Castellazzo è un importante sito archeologico situato a circa 1,2 km a nord-ovest dell'abitato di Taneto di Gattatico (RE) che ha restituito tracce e strutture riferibili ai resti della celtica Tannetum e poi dell'antica città romana;
contrariamente ad altri edifici dell'epoca, costruiti in legno e fango, il Castellazzo fu eretto in pietra. È costituito da un complesso rettangolare e da un terrapieno circolare a nord. Tra i reperti rinvenuti nel corso degli scavi figurano tre antiche pedine da gioco in osso e corno, che testimoniano l'importanza strategica e sociale del sito;
dal 2016 ha preso avvio un progetto di ricerca e valorizzazione relativo all’antico centro celtico e, successivamente, municipium romano di Tannetum, nei pressi dell'abitato di Taneto di Gattatico e di S. Ilario d'Enza in provincia di Reggio Emilia;
gli scavi stanno portando grandi risultati dal punto di vista della ricostruzione storica del territorio ed hanno messo in luce strutture rilevanti. Le ricerche hanno portato alla scoperta di un villaggio celtico, di strutture romane (tra cui una strada e probabilmente un anfiteatro ligneo) ed anche alla riscoperta di un fortilizio che era noto dalla toponomastica locale come “Castellazzo” ancora, in parte, visibile nel Settecento;
il Tannetum Archaeological Project è un progetto di ricerca sullo sviluppo diacronico del popolamento della media val d'Enza con focus particolare sul sito del villaggio celtico e della città romana di Tannetum, oltre che degli esiti medievali. Il progetto è nato dalle ricerche incentrate sulla topografia della provincia di Reggio Emilia in età romana e ha visto lo studio anche di Luceria e Brescello nella medesima valle; si avvale dei classici strumenti di ricerca della topografia antica associati ai più moderni mezzi scientifici e tecnologici per svelare il passato di una porzione importante e poco conosciuta di Regio Octava;
il Castellazzo è attualmente oggetto di campagne di scavo e di un forte interessamento istituzionale, anche per valorizzare l'area trasformandola in un parco archeologico visitabile;
gli esiti delle ricerche in corso da alcuni anni in località Castellazzo di Taneto, in regime di concessione di scavo nell’ambito di quanto previsto dal D. lgs. 42/2004, sono consultabili sul Geoportale Nazionale per l'Archeologia (GNA -Geoportale Nazionale Archeologia): punto di raccolta e condivisione online dei dati esito delle indagini archeologiche condotte sul territorio italiano, ossia una carta archeologica dinamica del territorio nazionale, facilmente implementabile nel tempo, di accesso libero e di facile consultazione, aperta al riuso e all'integrazione da parte di tutti gli utenti;
la competenza in merito alla vigilanza sulle ricerche e agli scavi è della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio competente per territorio (in precedenza quella di Bologna, ora la SABAP per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara);
l’ipotesi di un coinvolgimento regionale nel promuovere e sostenere la creazione di un Parco archeologico nel sito di Castellazzo di Taneto dovrà opportunamente prevedere la condivisione di un adeguato progetto di fattibilità che includa quali elementi costitutivi le soluzioni relative alla conservazione programmata delle strutture portate a luce, un modello gestionale che garantisca la sostenibilità economica e un approccio di accessibilità universale secondo i più aggiornati parametri nazionali di fruizione dei luoghi della cultura;
data la ricchezza del territorio e il grande valore di coesione sociale che la cultura può veicolare, sia opportuno favorire la prosecuzione delle ricerche archeologiche e collaborare per organizzare tutte le attività e strutture volte a rendere gli studi archeologici fruibili alla più ampia platea possibile;
ad attivare un tavolo di confronto con il Ministero della cultura, il Comune di Gattatico e i soggetti protagonisti del progetto di ricerca, per una valutazione aggiornata della fattibilità di un progetto di valorizzazione e di apertura al pubblico dell’area, nell’ambito delle forme di collaborazione istituzionale e di partenariati pubblico/privato attivabili nel contesto territoriale locale.
Approvata a maggioranza dalla Commissione VI Per la parità e per i diritti delle persone e Cultura nella seduta del 10 settembre 2026.