n.266 del 22.10.2025 periodico (Parte Seconda)

RISOLUZIONE - Oggetto n. 698 - Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere, in sede di Conferenza Stato-Regioni e presso il Governo, l'adozione di misure urgenti e coordinate per il mantenimento e il rafforzamento dei servizi bancari nei Comuni montani, rurali e delle aree interne. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini, Aragona, Sabattini, Quintavalla

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

Premesso che

negli ultimi anni si è registrata una crescente preoccupazione in merito alla progressiva contrazione della presenza di servizi essenziali nei territori montani, rurali e nei piccoli Comuni. Tale fenomeno, che si manifesta in forme sempre più strutturali, rappresenta una delle principali cause dello spopolamento di queste aree, con effetti particolarmente marcati sulle fasce più giovani della popolazione, attratte da contesti urbani maggiormente dotati di infrastrutture e opportunità;

tra i principali attori coinvolti in questa dinamica di arretramento vi sono gli istituti bancari, la cui presenza fisica sul territorio ha subito una drastica riduzione. Secondo i dati ufficiali forniti da ISTAT e Banca d’Italia, nel solo anno 2024 il saldo tra sportelli bancari aperti e chiusi è stato negativo per 508 unità, portando il numero complessivo di filiali attive a meno di 20.000. In conseguenza di tali chiusure, oltre 230.000 cittadini si sono ritrovati privi di un presidio bancario nel proprio Comune di residenza.

Considerato che

ad oggi, ben 3.381 Comuni italiani – pari al 42,8% del totale nazionale – risultano completamente privi di sportelli bancari, con oltre 11 milioni di cittadini che non hanno accesso diretto alla rete bancaria fisica. La desertificazione bancaria colpisce in modo particolarmente severo le aree montane e interne, generando impatti critici non solo per la popolazione anziana e fragile, ma anche per il tessuto imprenditoriale locale e per le amministrazioni pubbliche, che si trovano prive di un interlocutore bancario di prossimità;

le strategie di razionalizzazione adottate dagli istituti di credito, pur comprensibili in un’ottica di efficienza gestionale, appaiono inadeguate rispetto alla funzione sociale e territoriale che il sistema bancario è chiamato a svolgere. In particolare, tali strategie sembrano disallineate rispetto al principio costituzionale di uguaglianza sostanziale, che impone alle istituzioni – pubbliche e private – di rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto l’accesso ai diritti fondamentali.

Rilevato che

la presenza di servizi bancari rappresenta una condizione imprescindibile per garantire la permanenza delle comunità nei territori, sostenere l’economia locale, favorire l’inclusione finanziaria e assicurare pari opportunità di accesso ai diritti di cittadinanza;

la progressiva desertificazione bancaria, culminata recentemente con la chiusura della filiale di Intesa Sanpaolo a Pian del Voglio – che segna il definitivo disimpegno del gruppo, tra i principali operatori del settore a livello nazionale, dal territorio di San Benedetto Val di Sambro – e della imminente chiusura il 21 giugno 2025 a Monghidoro, rappresenta un ulteriore e preoccupante segnale di arretramento dei servizi essenziali nelle aree interne. Tale dinamica rischia di ampliare in modo strutturale e irreversibile il divario tra aree urbane e territori periferici, compromettendo la coesione territoriale e sociale del Paese e minando i principi di equità e inclusione che devono guidare l’azione pubblica;

appare imprescindibile un intervento pubblico coordinato, strutturale e di lungo periodo, finalizzato a contrastare il fenomeno della desertificazione bancaria e, più in generale, il progressivo arretramento dei servizi essenziali nei territori fragili. Tale intervento deve essere orientato alla promozione di un modello di sviluppo territoriale equo, sostenibile e inclusivo, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e con i principi costituzionali di sussidiarietà, solidarietà e coesione territoriale. Solo attraverso un’azione sinergica tra istituzioni, sistema bancario, enti locali e società civile sarà possibile garantire pari opportunità di accesso ai diritti di cittadinanza e rafforzare la resilienza delle comunità locali.

Impegna la Giunta regionale

a promuovere, in sede di Conferenza Stato-Regioni e presso il Governo, l’adozione di misure urgenti e coordinate per il mantenimento e il rafforzamento dei servizi bancari nei Comuni montani, rurali e delle aree interne, anche attraverso l’introduzione di strumenti che disincentivino la chiusura indiscriminata di sportelli fisici e sportelli automatici (ATM), riconoscendo la funzione pubblica e sociale che tali presidi svolgono nei territori più fragili;

a rafforzare il confronto strutturato con gli istituti di credito operanti sul territorio regionale, al fine di individuare soluzioni condivise per garantire la continuità dei servizi bancari fisici, con particolare attenzione alle esigenze delle fasce più vulnerabili della popolazione e delle comunità meno servite, continuando contestualmente nell’implementazione di servizi innovativi per la clientela che, pur non finalizzati a sostituire in toto la presenza fisica degli sportelli, possono rappresentare un’alternativa sinergica e funzionale al tradizionale modello commerciale della rete bancaria;

a sostenere e incentivare, anche attraverso il ricorso ad innovazioni tecnologiche e allo sviluppo di forme di collaborazione tra pubblico e privato, l’apertura di nuovi sportelli da parte di operatori bancari a vocazione territoriale, valorizzando il loro ruolo di presidio economico e sociale e coinvolgendo attivamente le rappresentanze delle imprese, dei lavoratori, degli enti e delle comunità locali, in coerenza con i principi di sussidiarietà e coesione territoriale e con le azioni già intraprese per il rilancio delle aree interne attraverso l’attuazione delle Stami (Strategie territoriali per le aree montane e interne).

Approvata all’unanimità dalla Commissione II Politiche economiche nella seduta del 7 ottobre 2025.

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