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n.12 del 18.01.2012 periodico (Parte Seconda)

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Protocollo Quadro d'Intesa tra la Regione Emilia-Romagna e la Direzione Regionale del Lavoro per l'Emilia-Romagna

 LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA 

Premesso che

:

- in seguito all’adozione della Legge 23/12/1978, n. 833 di Istituzione del Servizio Sanitario nazionale, sono state attribuite alle Regioni specifiche competenze in materia di sicurezza del lavoro, concorrenti sul piano legislativo, esclusive su quello regolamentare ed amministrativo;

- la Regione Emilia-Romagna promuove la realizzazione di interventi diretti alla tutela della salute e della sicurezza nei cantieri, alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, al contrasto dell’irregolarità delle condizioni di lavoro, alla diffusione della cultura della sicurezza, della qualità del lavoro, e della legalità; favorendo la piena e più efficace applicazione, anche in sede locale, dei relativi strumenti normativi ed attuativi;

- il DLgs 81/08, così come modificato ed integrato dal DLgs 3 agosto 2009, n. 106 recante “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”, prevede che le Regioni e altri istituzioni ed organismi, tra cui le Direzioni Regionali del Lavoro, svolgano attività di informazione, assistenza, consulenza, formazione, promozione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro;

- il Comitato Regionale di Coordinamento esercita le funzioni di cui al DPCM 21 dicembre 2007 e all’art. 7 del DLgs 81/08, in attuazione della deliberazione della Giunta regionale n. 963 del 23 giugno 2008;

- la vigente legislazione, nel ribadire la tutela privilegiata dei lavoratori, impegna le Regioni e le Direzioni Regionali del Lavoro a coordinare le proprie competenze in funzione di una tempestiva e piena tutela di detti soggetti, confermando così la stretta interdipendenza delle funzioni dei due Enti;

- la Regione Emilia-Romagna e la Direzione Regionale del Lavoro hanno il comune obiettivo di sviluppare iniziative volte alla semplificazione dei procedimenti amministrativi al fine di rendere più efficiente ed efficace l’azione della pubblica amministrazione e offrire servizi integrati ai lavoratori e alle imprese;

- il “Patto per la tutela della salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro”, di cui al DPCM 17/12/2007, ha individuato i settori prioritari di intervento, tra i quali l’Edilizia, l’Agricoltura, le lavorazioni che espongono gli operatori a sostanze cancerogene, impegnando le Regioni e Province Autonome alla realizzazione di specifici piani regionali di prevenzione diretti alla riduzione degli infortuni e delle malattie professionali;

- la Regione Emilia-Romagna e le Direzione Regionale del Lavoro riconoscono la necessità di porre in essere un efficace sistema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro anche sulla base dell’incremento dei rispettivi patrimoni conoscitivi e tramite relazioni e azioni sinergiche, per l’efficace programmazione e pianificazione degli interventi.

Tenuto conto della normativa e della programmazione regionale nei diversi settori produttivi riguardanti la tutela e sicurezza del lavoro, in particolare:

- la Legge regionale 25 novembre 2002, n. 31 “Disciplina generale dell’edilizia” ed in particolare all’art. 47, comma 1 secondo cui la Regione opera il monitoraggio dell’attuazione della presente legge nonché l’analisi e la valutazione degli effetti che la stessa comporta sul territorio e sulla qualità dell’attività edilizia.

- la Legge regionale 4 dicembre 2003, n. 24 e s.m. “Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza”;

- la Legge regionale 1 agosto 2005, n. 17 “Norme per la promozione dell’occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro”;

- la deliberazione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, n. 175 del 22 maggio 2008 di recepimento del Piano Sociale e Sanitario 2008-2010;

- la Legge regionale 2 marzo 2009, n. 2 “Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile”, che promuove livelli ulteriori di intervento e garanzia rispetto a quanto previsto dalla normativa statale di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei cantieri edili e di ingegneria civile, temporanei o mobili, a committenza pubblica o privata;

- il Piano straordinario della formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, approvato con propria deliberazione n. 744 del 3/6/2009, che definisce un quadro complessivo ed unitario degli interventi formativi e garantisce, in accordo con le Province, una regia degli interventi formativi;

- il Programma di Governo 2010-2015 del Presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, presentato all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna il 3 giugno 2010, prevede di attivare un Osservatorio nell’ambito di un nuovo progetto per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata e mafiosa nonché di utilizzare la potestà legislativa regionale per premiare le imprese che lavorano nella legalità e colpire chi è fuori dalla legalità per quanto riguardi la sicurezza sul lavoro, le norme contrattuali, le norme sugli appalti e subappalti;

- la Legge regionale 26 novembre 2010, n. 11 “Disposizioni per la promozione della legalità e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata”;

- il Piano regionale della prevenzione 2010-2012 approvato con propria deliberazione n. 2071 del 27/12/2010 che, relativamente alla prevenzione nei luoghi di lavoro, ha previsto la realizzazione di specifici interventi di prevenzione nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura;

Rilevato che, sulla base delle previsioni normative sopra riportate e delle esperienze maturate nella realizzazione del citato Piano regionale della prevenzione 2010-2012, si è provveduto ad approvare con propria deliberazione n. 691 del 23 maggio 2011, in coerenza con quanto previsto dai rispettivi Piani nazionali, il Piano regionale 2011-2013 per la tutela della salute e la prevenzione degli infortuni nel comparto delle costruzioni e il Piano regionale per la tutela della salute e la prevenzione degli infortuni in agricoltura e silvicoltura 2011–2013.

Tali Piani prevedono: 

  • il potenziamento dell’attività di assistenza, informazione, formazione e comunicazione finora realizzata, sentito il Comitato regionale di coordinamento della Pubblica Amministrazione e tenuto conto, quanto all’edilizia, delle indicazioni dettate dalla citata Legge regionale 2/09; 
  • il potenziamento dell’attività di vigilanza, pianificata sulla base di quote annuali e di programmi diretti alla riduzione delle cause degli infortuni più gravi, effettuata dai Dipartimenti di Sanità Pubblica delle Aziende USL regionali; 
  • il potenziamento dell’attività di vigilanza congiunta o coordinata con gli altri soggetti titolari della funzione, pianificata nell’ambito dell’Ufficio operativo quanto agli obiettivi specifici, agli ambiti territoriali, ai settori produttivi, ai tempi, ai mezzi e alle risorse ordinarie che sono rese sinergicamente disponibili da parte dei vari soggetti pubblici interessati; 
  • il monitoraggio delle attività svolte per verificare il raggiungimento degli obiettivi previsti e per orientare, programmare e valutare l’efficacia dell’attività di vigilanza e di promozione della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e per corrispondere agli obblighi informativi del Comitato regionale di coordinamento verso i Ministeri competenti;

Tenuto conto della programmazione nazionale e regionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel settore della tutela e sicurezza del lavoro, in conformità a quanto riconosciuto dagli artt. 9, 10 e 11 del DLgs 81/08 e successive modifiche e integrazioni, in particolare:

- del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30” e s.m.;

- del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124 “Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro, a norma dell’articolo 8 della Legge 14 febbraio 2003, n. 30.” e s.m.;

- della Legge 4 novembre 2010, n. 183 “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro.” e s.m.;

- del Decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2011, n. 144 “Regolamento recante la riorganizzazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.”;

 - dalla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 30 luglio 2010 di approvazione del Piano triennale per il lavoro “Liberare il lavoro per liberare i lavori”, elaborato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, che delinea il quadro complessivo degli impegni del Ministero e relative articolazioni territoriali e dei conseguenti obiettivi di azione, in coerenza con lo scenario normativo di cui al citato decreto e successive modifiche ed integrazioni in materia di sicurezza e salute sul lavoro nonché di emersione dell’economia informale e di un’efficace azione di contrasto del lavoro irregolare;

Preso atto che detto Piano triennale esprime la mission della Direzione Regionale del Lavoro in campo prevenzionale, nella logica di consolidamento del ruolo istituzionale dell’Ente nel sistema delle tutele sociali;

Rappresentati dalla Direzione Regionale del Lavoro per l’Emilia-Romagna alla competente Direzione generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali i contenuti del presente Protocollo ed acquisito dalla stessa Direzione il nulla osta a procedere; 

Ritenuto pertanto di continuare a collaborare con la Direzione Regionale del Lavoro per l’Emilia-Romagna mediante l’approvazione di un Protocollo Quadro d’Intesa tra la Regione Emilia-Romagna e la Direzione Regionale del Lavoro per l’Emilia-Romagna (Allegato A);

Viste le Leggi regionali:

- 26 novembre 2001, n. 43 “Testo Unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e s.m.;

- 15 novembre 2001, n. 40 “Ordinamento contabile della Regione Emilia-Romagna, abrogazione delle L.R. 6 luglio 1977, n. 31 e 27 marzo 1972, n. 4”;

Richiamate le seguenti proprie deliberazioni, esecutive ai sensi di legge:

- n. 1057 del 24 luglio 2006, concernente “Prima fase di riordino delle strutture organizzative della Giunta regionale. Indirizzi in merito alle modalità di integrazione interdirezionale e di gestione delle funzioni trasversali”;

- n. 1663 del 27 novembre 2006 recante “Modifiche all’assetto delle Direzioni generali della Giunta e del Gabinetto del Presidente”;

- n. 2416 del 29 dicembre 2008 concernente “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/08. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/07”;

- n. 1173 del 27/7/2009 concernente “Approvazione degli atti di conferimento degli incarichi di livello dirigenziale (decorrenza 1/8/2009)”;

- n. 2220 del 28 dicembre 2009, concernente “Istituzione di un servizio presso la Direzione generale “Programmazione territoriale e negoziata, Intese. Relazioni europee e Relazioni internazionali”;

- n. 2060 del 20 dicembre 2010, concernente “Rinnovo incarichi a Direttori generali della Giunta regionale in scadenza al 31/12/2010”;

- n. 1048 del 18 luglio 2011, concernente “Riorganizzazione della Direzione generale Programmazione territoriale e negoziata, Intese. Relazioni europee e Relazioni internazionali. Autorizzazioni relative ai Dirigenti Professional della Direzione generale Sanità e Politiche sociali e dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale”;

- n. 1049 del 18 luglio 2011 “Assunzione di Dirigente ai sensi dell’art. 18, L.R. 43/01 per rinnovo dell’incarico di Responsabile di Servizio presso la Direzione generale “Programmazione territoriale e negoziata, Intese. Relazioni europee e Relazioni internazionali”;

 - n. 1222 del 4 agosto 2011 “Approvazione degli atti di conferimento degli incarichi di livello dirigenziale (decorrenza 1/8/2011)”;

Dato atto del parere allegato;

Su proposta dell’Assessore regionale alle Attività produttive. Piano energetico e Sviluppo sostenibile. Economia verde. Autorizzazione unica integrata, Gian Carlo Muzzarelli;

 a voti unanimi e palesi

delibera:

1. di approvare lo schema di “Protocollo Quadro d’Intesa tra la Regione Emilia-Romagna e la Direzione Regionale del Lavoro per l’Emilia-Romagna” parte integrante e sostanziale della presente deliberazione (Allegato A); 

2. di dare atto che alla sottoscrizione dello stesso provvederà il Presidente della Giunta regionale, o suo delegato, il quale potrà effettuare modifiche formali e non sostanziali al testo; 

3. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico (BURERT).

COMUNICATO DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO OPERE E LAVORI PUBBLICI. LEGALITÀ E SICUREZZA. EDILIZIA PUBBLICA E PRIVATA

Si comunica che in data 30 novembre 2011, in Bologna, è stato sottoscritto dalle Parti il “Protocollo Quadro d’Intesa tra Regione Emilia-Romagna e Direzione Regionale del Lavoro per l’Emilia-Romagna” approvato con la deliberazione della Giunta regionale n. 1400 del 3 ottobre 2011.

Il Responsabile del Servizio

Leonardo Draghetti

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it