n.204 del 29.07.2026 periodico (Parte Seconda)

Oggetto n. 1013 - Risoluzione per impegnare la Giunta a tutelare, in tutte le sedi istituzionali, il comparto produttivo dell'aceto balsamico e di quello tradizionale di Modena e di Reggio Emilia, garantendo l'applicazione rigorosa dei disciplinari DOP e IGP, e a sostenere la candidatura Unesco della tradizione dell'aceto balsamico. A firma dei Consiglieri: Muzzarelli, Castellari, Sabattini, Costi, Paldino, Donini, Arduini, Costa, Critelli, Fornili, Albasi, Ferrari, Carletti, Lembi

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

Premesso che

L’aceto balsamico tradizionale di Modena DOP, l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia DOP e l’aceto balsamico di Modena IGP rappresentano non solo prodotti di eccellenza del patrimonio agroalimentare regionale, ma anche elementi identitari profondamente radicati nella cultura, nella storia e nell’economia dei rispettivi territori.

Il comparto produttivo dell’aceto balsamico coinvolge una rete articolata di aziende in larga parte a conduzione familiare o cooperativa, e costituisce un volano economico rilevante per l’intera Emilia-Romagna, con ricadute occupazionali, turistiche e commerciali.

I disciplinari DOP e IGP che regolano la produzione dell’aceto balsamico garantiscono standard qualitativi elevati, una filiera tracciabile e sostenibile, nonché l’autenticità riconosciuta e tutelata.

Considerato che

negli ultimi anni si sono moltiplicati tentativi di imitazione e usurpazione delle denominazioni, sia sul mercato interno che internazionale, compromettendo la credibilità e il valore dei prodotti autentici.

In particolare, l’apertura da parte della Commissione Europea all’utilizzo improprio del termine “aceto balsamico” da parte di produttori di altri Paesi ha suscitato la ferma opposizione dei Consorzi di tutela e delle istituzioni territoriali, sollevando il rischio di una pericolosa erosione del sistema delle Indicazioni Geografiche europee.

I Consorzi di tutela dell’aceto balsamico di Modena e dell’aceto balsamico tradizionale hanno più volte espresso preoccupazione rispetto a questi rischi, chiedendo con forza un’azione politica coesa e trasversale a difesa delle denominazioni protette.

Tenuto conto che

La Regione Emilia-Romagna, attraverso le sue politiche agroalimentari, ha sempre promosso e valorizzato la qualità, la distintività e la sostenibilità dei prodotti certificati DOP e IGP, riconoscendone il ruolo strategico in termini di competitività, esportazioni e presidio del territorio.

La corretta informazione e la trasparenza nei confronti dei consumatori rappresentano un pilastro per la tutela delle filiere e per contrastare efficacemente fenomeni di Italian Sounding, frodi alimentari e concorrenza sleale.

Visto che

La Legge n. 206/2023 sul Made in Italy contiene un intero capo dedicato al contrasto della contraffazione, rafforza la tutela delle Indicazioni Geografiche, estende la competenza delle procedure distrettuali nei reati contro DOP e IGP, aumenta le sanzioni e introduce strumenti di certificazione e promozione del Made in Italy.

Il DDL sulla tutela agroalimentare (divenuto legge nel 2026) introduce i nuovi reati di frode alimentare, commercio di alimenti con segni mendaci e agropirateria, rafforza la protezione delle DOP e IGP e rende le sanzioni più efficaci e proporzionate.

Il rafforzamento dell’attività dell’ICQRF e della caina di regia interforze (Carabinieri, Guardia di Finanza, Agenzie delle Dogane e altri organismi) garantisce migliaia di controlli annuali, sequestri di prodotti contraffatti e una particolare attenzione alle produzioni DOP e IGP.

Valutato inoltre che

L’iter di candidatura Unesco “La tradizione dell’aceto balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare nelle comunità emblematiche di Modena e Reggio Emilia”, avviato negli scorsi anni, rappresenta un’opportunità strategica per il riconoscimento internazionale del valore immateriale e culturale connesso alla produzione dell’aceto balsamico tradizionale.

A tale proposito, dopo il parere rilasciato dal Ministero della Cultura nell’agosto 2023, non risultano ulteriori atti ufficiali, fatta eccezione per alcune dichiarazioni pubbliche – tra cui quella del Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura nel maggio 2024 – che non si sono però tradotte in azioni concrete.

Tenuto conto che

Restano ancora da completare alcune attività essenziali per la prosecuzione dell’iter Unesco, quali:

- la trasmissione al Ministero dell’Agricoltura e all’INPAI della proposta di modifica del titolo della candidatura (da “Emilia-Romagna” a “Modena e Reggio Emilia”), già approvata dai Consorzi di Tutela ABTM DOP e ABM IGP;

-  la risposta al parere istruttorio del Ministero della Cultura.

I Presidenti dei Consorzi di tutela ABTM DOP e ABM IGP, hanno recentemente rinnovato il loro impegno a riattivare l’iter della candidatura, anche attraverso un dialogo diretto con referenti istituzionali;

Tutto ciò premesso e considerato

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna
Impegna la Giunta regionale a

a sostenere concretamente la ripresa dell’iter per la candidatura Unesco della tradizione dell’aceto balsamico, agevolando il coordinamento tra i Consorzi e i Ministeri competenti, vigilando sull’attuazione degli adempimenti ancora pendenti (tra cui la risposta al parere istruttorio), e attivando, per quanto di competenza, ogni utile interlocuzione per favorire un avanzamento effettivo del dossier;

a collaborare con i Ministeri interessati nella difesa delle Indicazioni Geografiche italiane, con particolare riferimento all'Aceto Balsamico di Modena IGP e agli Aceti Balsamici Tradizionali DOP, anche nell'ambito dei procedimenti europei finalizzati ad impedire l'utilizzo improprio della denominazione "aceto balsamico" da parte di prodotti non conformi ai disciplinari di tutela;

a tutelare con forza, in tutte le sedi istituzionali, il comparto produttivo dell’aceto balsamico di Modena e quello tradizionale di Modena e di Reggio Emilia sostenendo le istanze avanzate dai Consorzi di tutela e garantendo l’applicazione rigorosa dei disciplinari DOP e IGP;

a promuovere iniziative di valorizzazione e comunicazione, a livello regionale, nazionale ed europeo, che mettano in risalto la qualità, la storia e la specificità delle produzioni balsamiche, contrastando L’italian Sounding e le pratiche di concorrenza sleale;

a rafforzare il coordinamento con il Governo e con le altre Regioni italiane per tutelare in sede europea le Indicazioni Geografiche e impedire l’approvazione di denominazioni ingannevoli che ledano le produzioni certificate italiane.

Approvata all’unanimità dalla Commissione II Politiche economiche nella seduta del 14 luglio 2026.

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