n.77 del 31.03.2025 (Parte Prima)
Oggetto n. 396 - Ordine del giorno n. 8 collegato all'oggetto 229 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027". A firma dei Consiglieri: Lori, Gordini, Costi, Carletti, Trande, Larghetti, Valbonesi, Lucchi, Parma, Critelli, Casadei, Calvano, Castellari, Arduini, Fornili, Petitti, Ferrari, Proni, Bosi, Daffadà, Albasi, Muzzarelli, Quintavalla
da oltre 50 anni, il popolo Saharawi, originario del Sahara Occidentale, vive in gran parte sotto l'occupazione del Regno del Marocco, subendo violazioni dei diritti umani e attendendo ancora lo svolgimento di un referendum di autodeterminazione, come previsto dalle Risoluzioni delle Nazioni Unite dal 1960 (Risoluzioni: 1514 del 1960; 2072 del 1965; 229 del 1966);
il Regno del Marocco esercita un'occupazione de facto sul Sahara Occidentale a partire dal 1975, considerata illegittima dall'ONU, in base al diritto internazionale. Tale occupazione si è tradotta nell'imposizione di un controllo politico, economico e militare, spesso mediante l'uso della forza, in violazione dei diritti umani e del diritto all'autodeterminazione del popolo Saharawi;
l'occupazione militare da parte del Regno del Marocco e l'autorità imposta sul Popolo Saharawi si pone in violazione delle disposizioni di diritto internazionale umanitario cristallizzate nelle Convenzioni di Ginevra del 1949 nonché delle norme della Carta delle Nazioni Unite (1945), nella parte in cui riconosce i diritti fondamentali dell'uomo, l'eguaglianza dei diritti tra le genti e il diritto all'auto decisione dei popoli (art. 1);
in particolare, il diritto inalienabile all'autodeterminazione è stato riconosciuto al Popolo Saharawi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (1963), dalla Corte Internazionale di Giustizia (1975), nonché dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea che, nel 2016 e nel 2018, ha statuito che il Sahara Occidentale, in virtù della Carta delle Nazioni Unite, gode di "uno status distinto e separato" rispetto al Regno del Marocco e "che il territorio del Sahara Occidentale non costituisce parte del territorio del Regno del Marocco".
la IV Commissione dell'ONU "Politiche speciali e decolonizzazione" ha incluso sin dal 1975 il Sahara Occidentale nella lista dei territori di sua competenza, e designandolo come unico territorio senza potenza amministratrice, ha ribadito la necessità di un referendum sotto l'egida delle Nazioni Unite;
nel 1991 l'ONU ha raggiunto l'accordo da parte delle due parti in conflitto di un Piano di Pace che prevedeva il cessate il fuoco e l'istituzione della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO);
nello svolgimento degli accordi stipulati nel quadro di detto Piano di Pace, Marocco e Fronte Polisario sono stati riconosciuti come rappresentanti legittimi delle parti in conflitto;
sebbene l'ONU abbia definito formalmente e ufficialmente nel 2000 la lista dei votanti al referendum di autodeterminazione, grazie a un'identificazione realizzata congiuntamente dalle parti in conflitto, il processo referendario si bloccò per la mancata accettazione del Marocco di tale lista dei votanti;
da allora il processo di autodeterminazione è stato ostacolato da continue tensioni tra le parti, culminate nel 2020 con la ripresa degli scontri armati dopo 29 anni di "cessate il fuoco" monitorato dalle Nazioni Unite;
la ripresa del conflitto nel Sahara Occidentale ha provocato lo sfollamento di oltre cinquemila saharawi che vivevano nelle "zone liberate" e che sono rientrati nei campi profughi di Tindouf in Algeria, dove da oltre 50 anni i profughi saharawi ivi residenti godono dello status di rifugiati dell'ONU;
ad oggi sono 173.600 circa i saharawi che vivono nei campi profughi di Tindouf (Algeria), organizzati nella Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), riconosciuta da oltre 80 Stati, ma non dall'ONU (dati UNHCR 2018);
nonostante la situazione in corso di definizione secondo il diritto internazionale, il Marocco beneficia delle risorse naturali del Sahara Occidentale, stipulando accordi commerciali anche con l'Unione Europea;
la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con sentenza del marzo 2024, ha ribadito il principio per il quale l'Unione Europea non può concludere trattati con il Marocco la cui applicazione si estenda anche al Sahara Occidentale, senza il consenso del popolo sahrawi, annullando di conseguenza tutte le decisioni del Consiglio UE in merito a tali Accordi (Cause: T-512/12; C-104/16 P; C-266/16; T- 180/14; T-275/18; T-279/19; T-344/19; T-356/19).
il diritto all'autodeterminazione del popolo Saharawi, riconosciuto dalle Nazioni Unite, è ancora disatteso;
tale conflitto va ad aggiungersi ai tantissimi che stanno interessando il continente africano e il mondo intero, causando distruzione e vittime;
una escalation della guerra in Sahara Occidentale può interessare i paesi confinanti e determinare un'ulteriore area di instabilità nel Mediterraneo;
il sostegno della comunità internazionale e delle istituzioni locali italiane è fondamentale per mantenere alta l'attenzione sulla questione e garantire continuità alle azioni di supporto e sostegno politico nei confronti di questo popolo e delle sue legittime istanze, nonché delle sue rappresentanze istituzionali che hanno sempre agito nel solco del diritto internazionale e nel rispetto delle sentenze dei vari organismi a ciò preposti, senza mai ricorrere al terrorismo quale modalità di risoluzione del conflitto.
l'impegno a fianco del popolo Saharawi, del Sahara occidentale, è uno dei più consolidati, radicati nel tempo e sentiti fra quelli di cooperazione e solidarietà internazionale della Regione Emilia-Romagna;
la Regione, nel corso delle precedenti legislature, ha manifestato il proprio sostegno alla causa del popolo Saharawi attraverso diverse iniziative istituzionali e di cooperazione internazionale anche in collaborazione con enti locali, associazioni di volontariato e organizzazioni della società civile;
la Regione ha inoltre aderito e contribuito ai lavori della Rete Nazionale di Enti Locali per il Popolo Saharawi, promuovendo azioni di sensibilizzazione e sostegno con attività specifiche a beneficio della popolazione Saharawi attraverso il Tavolo Permanente di Coordinamento per il Popolo Saharawi, istituito in collaborazione con enti locali e organizzazioni del terzo settore;
l'Assemblea legislativa ha già dimostrato il proprio impegno con atti ufficiali e deliberazioni a favore del diritto all'autodeterminazione del popolo Saharawi ed è impegnata per l'attivo riconoscimento dell'autodeterminazione del popolo Saharawi fin dagli anni Novanta;
nel corso delle precedenti legislature l'Assemblea Legislativa ha partecipato a missioni organizzate in collaborazione con l'Area Cooperazione internazionale della Giunta regionale, che hanno consentito il consolidamento delle relazioni politiche e istituzionali con i rappresentanti del Governo italiano in Algeria e del Governo Saharawi in esilio, il monitoraggio dei progetti realizzati con il contributo della Regione, la creazione di reti di appoggio solidale al popolo saharawi con istituzioni e organizzazioni di altri paesi;
la Regione Emilia-Romagna, attraverso il Tavolo Paese Saharawi, sostiene e coordina le attività delle numerose associazioni di volontariato, enti locali, organizzazioni attive sul territorio regionale, che con il loro costante impegno rendono possibili i progetti di cooperazione internazionale e aiuto umanitario direttamente nei campi profughi in Algeria;
nel corso della scorsa legislatura la Regione ha contribuito finanziariamente alla realizzazione di 18 progetti nei campi profughi Saharawi in Algeria, nei settori sanitario, educativo, di sviluppo umano, creazione di reddito, ed emergenziale a vantaggio principalmente di donne, bambini, giovani, e questo grazie al lavoro solidale di enti locali, associazioni e organizzazioni della nostra regione;
da oltre 25 anni molti bambini Saharawi vengono accolti da famiglie, parrocchie, e associazioni della nostra regione nel periodo estivo, nell'ambito dei progetti di accoglienza solidale dei "bambini Saharawi" e dei protocolli sanitari collegati.
il diritto all'autodeterminazione del popolo Saharawi, riconosciuto dalle Nazioni Unite, è ancora disatteso;
il sostegno umanitario internazionale è fondamentale per garantire la sopravvivenza del popolo Saharawi in esilio;
il sostegno della comunità internazionale e delle istituzioni locali italiane è fondamentale per mantenere alta l'attenzione sulla questione e garantire continuità alle azioni di supporto.
a consolidare e rafforzare gli impegni umanitari a favore del popolo Saharawi con progetti di cooperazione internazionale e aiuto umanitario, per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita, a partire dai minori, donne e giovani;
a proseguire l'impegno già assunto nei confronti del popolo Saharawi, in continuità con le iniziative realizzate nel corso delle precedenti legislature, anche attraverso la partecipazione ai tavoli e agli organismi di coordinamento già attivi, in particolare la rete nazionale di enti locali per il popolo Saharawi e il tavolo permanente di coordinamento per il popolo Saharawi;
ad istituire, anche per questa legislatura, in seno all'Assemblea legislativa un intergruppo consiliare per il popolo Saharawi, che possa fungere da riferimento istituzionale per le attività di sensibilizzazione e sostegno;
a mantenere un dialogo costante con le istituzioni nazionali e internazionali per favorire il riconoscimento dei diritti del popolo Saharawi e la soluzione della crisi politica e umanitaria in corso;
a valutare la possibilità di realizzare missioni nei campi profughi Saharawi, in collaborazione con la Presidenza della Giunta regionale, competente sulla cooperazione internazionale, per il consolidamento delle relazioni istituzionali con le istituzioni Saharawi, l'aggiornamento continuo della conoscenza dell'evoluzione politica, sociale e umanitaria, il monitoraggio delle progettazioni realizzate con un contributo regionale.
Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 26 marzo 2025