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n.192 del 02.07.2014 periodico (Parte Seconda)

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Avviso della decisione relativa alla procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) concernente il progetto di realizzazione di un impianto idroelettrico ad acqua fluente, denominato Sant’ Enrico Martire, da realizzare presso il Rio Spigone, in comune di Calestano (PR), presentata da Ditta Idroelettrica Arso Srl

L’Autorità competente, Provincia di Parma - Servizio Ambiente, Parchi, Sicurezza e Protezione Civile comunica la decisione relativa alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (VIA) concernente il progetto di realizzazione di un impianto idroelettrico ad acqua fluente, denominato Sant’ Enrico Martire, da realizzare presso il Rio Spigone, in Comune di Calestano (PR).

Il progetto è presentato da Ditta Idroelettrica Arso srl.

Il progetto interessa il territorio del comune di Calestano e della provincia di Parma. 

ai sensi del Titolo III della Legge regionale 18 maggio 1999, n. 9 come modificata dalla Legge regionale 16 novembre 2000 n. 35, l’Autorità competente Provincia di Parma - Servizio Ambiente, Parchi, Sicurezza e Protezione Civile con atto delibera di Giunta provinciale 226/14 ha assunto la seguente decisione

Valutazione di Impatto Ambientale positiva, ai sensi dell’art. 16 della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e smi sul progetto di impianto idroelettrico denominato “Sant’Enrico Martire” sul torrente Spigone in Comune di Calestano, presentato da Idroelettrico Arso srl, poiché l’intervento, secondo gli esiti dell’apposita Conferenza dei Servizi conclusasi il giorno 1 aprile 2014, è nel complesso ambientalmente compatibile; di ritenere, quindi, possibile realizzare il progetto denominato “Sant’Enrico Martire” sul torrente Spigone in Comune di Calestano, a condizione siano rispettate le prescrizioni ai punti 1.C, 2.C, 3.C del Rapporto conclusivo della Conferenza dei Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, di seguito trascritte:

1. Dovrà essere predisposto apposito piano di monitoraggio sia quantitativo sia qualitativo che dovrà essere sottoposto per approvazione a Regione Emilia-Romagna (Servizio tutela e risanamento risorsa acqua) e Provincia di Parma che verranno coadiuvate da ARPA sezione Parma. Sia la proposta di monitoraggio nonché le prime risultanze (relative ad almeno 8 mesi di monitoraggio),dovranno essere predisposte anteriormente all’emanazione della Autorizzazione Unica. In particolare tale piano si rende necessario per:

a. analizzare morfologicamente il tratto sotteso individuando gli habitat caratteristici per permettere la definizione delle portate ecologiche da salvaguardare;

b. verificare il mantenimento delle condizioni qualitative di pregio del corso d’acqua;

c. valutare l’efficacia dei dispositivi per la fauna ittica;

d. valutare la congruità del quantitativo da lasciar defluire in alveo per garantire, nel tratto sotteso il mantenimento delle caratteristiche qualitative, con particolare riferimento alle caratteristiche di qualità biotiche e morfologiche dell’ecosistema fluviale, del corpo idrico derivato così come presenti a monte del prelievo.

2. L’impianto dovrà fermare la produzione di energia elettrica nel periodo estivo (dal 20 giugno al 20 settembre).

3. La Regione potrà, per il raggiungimento degli obiettivi di qualità fissati dal PTA, in qualunque momento fissare quantitativi superiori di risorsa da lasciar defluire in alveo.

4. Si ritiene opportuno che venga proposto nell'ambito dell'Autorizzazione Unica un approfondimento progettuale per la realizzazione delle scale di rimonta della fauna ittica.

5. Per la realizzazione dell’opera dovranno essere ottenute tutte le autorizzazioni da acquisire in fase di progetto esecutivo e per l’esercizio del cantiere previste dalle vigenti normative, e non comprese nelle autorizzazioni rilasciate dalla presente Conferenza di Servizi.

6. Per il rispetto della normativa in materia di rischio sismico, in fase di progettazione esecutiva dovrà essere depositato presso lo Sportello unico per l’edilizia del Comune di Calestano il progetto esecutivo riguardante le strutture redatto in conformità alle norme tecniche per le costruzioni e di quanto stabilito all’art. 13 della LR 19/2008.

7. Il progetto esecutivo dell’impianto dovrà essere presentato, per autorizzazione, al Servizio Tecnico di Bacino competente.

8. L’approvvigionamento degli inerti da costruzione e lo smaltimento dei materiali di risulta dovrà essere effettuato utilizzando siti regolarmente autorizzati e nel rispetto delle normative vigenti, privilegiando a parità di idoneità i siti più prossimi all’area di realizzazione al fine di minimizzare gli impatti derivanti dal trasporto e riutilizzando tutti i materiali provenienti dagli scavi come previsto dal progetto.

9. Gli eventuali materiali in esubero che dovessero risultare dai lavori di scavo dovranno essere smaltiti conformemente alla vigente disciplina in materia di rifiuti fatta eccezione per i materiali ghiaiosi presenti in alveo il cui utilizzo e/o l’asportazione non è normalmente consentito salvo specifica concessione da richiedere al Servizio Tecnico dei Bacini degli Affluenti del Po.

10. In riferimento all’inquinamento acustico atteso, al fine della migliore sostenibilità del progetto, visto il funzionamento dell’impianto nell’arco delle 24 ore, si ritiene utile che il locale tecnico della centrale sia dotato di sistemi di insonorizzazione delle emissioni rumorose.

11. La copertura del fabbricato della centrale di trasformazione deve essere di colore verde o marrone.

12. La briglia esistente dovrà essere rivestita in sasso.

13. Al fine di compensare l’inevitabile disturbo alla fauna locale, la Ditta proponente dovrà provvedere all’acquisto ed all’installazione di n. 50 cavità artificiali per uccelli e chirotteri di dimensioni e materiale idonei.

Cantierizzazione

14. Tutti gli interventi che comportino modifiche del sottosuolo dovranno essere sottoposti a controllo archeologico in corso d’opera. Le verifiche archeologiche dovranno essere effettuate da personale specializzato che opererà sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, senza che alcun onere ricada sulla medesima.

15. Per consentire i controlli di competenza, la Società proponente dovrà dare, obbligatoriamente e con congruo anticipo, comunicazione dell’avvio dei lavori al Servizio Tecnico di Bacino degli Affluenti del Po, alla Provincia di Parma, al Comune di Calestano, all’ARPA Sezione Provinciale di Parma, all’AUSL di Parma e alla Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Emilia-Romagna.

16. In fase di cantiere si dovranno adottare tutti gli accorgimenti atti ad evitare interferenze con il pozzo “piscina Spigone” in modo da evitare modifiche qualitative e quantitative della risorsa.

17. Qualora dovessero verificarsi problematiche sulla fonte in questione (ad es. aumento della torbidità, evidenti cali di portata, etc.) i lavori dovranno essere immediatamente sospesi.

18. A risoluzione delle interferenze dell’opera in progetto con impianti e reti dell’acquedotto di Calestano dovrà essere concordata, a titolo oneroso per il proponente, con il competente ufficio di IREN ed essere eseguito sotto la supervisione di IREN.

19. Per limitare gli impatti attesi in fase di cantiere, si reputa necessario impartire le seguenti prescrizioni:

  • bagnatura periodica dell'area di cantiere e delle piste non asfaltate con frequenza congrua al periodo meteorologico;
  • realizzazione di dispositivi per la pulizia delle ruote all'ingresso e all’uscita dai cantieri fissi;
  • utilizzo dei mezzi destinati al trasporto dei materiali di approvvigionamento e di risulta dotati di idonei teli di copertura;
  • delimitazione e copertura delle aree destinate allo stoccaggio dei materiale a possibile diffusione di polveri;
  • utilizzo di camion e mezzi meccanici conformi alle ordinanze comunali e provinciali, nonché alle normative ambientali relative alle emissioni dei gas di scarico degli automezzi;
  • obbligo di velocità ridotta sulla viabilità di servizio al fine di contenere il sollevamento delle polveri;
  • utilizzo di recinzioni a maglia fitta per delimitare le zone di cantiere o di pannelli mobili che oltre a limitare l’impatto sonoro possono contribuire ad abbassare il livello di polverosità nei pressi dei ricettori.
  • durante l’esecuzione dei lavori si dovranno provvedere sistemi atti ad evitare lo sversamento sul terreno di qualsiasi sostanza inquinante (es. ricovero dei mezzi d’opera e dei rifiuti su piazzole impermeabilizzate, raccolta ed allontanamento di qualsiasi sostanza accidentalmente sversata);

20. Inoltre in particolare andranno adottati i seguenti accorgimenti:

  • utilizzo di macchine operatrici a norma sottoposti a periodici controlli e manutenzioni;
  • predisposizione di sistemi di drenaggio e raccolta delle acque di dilavamento delle aree di cantiere e degli eventuali sversamenti accidentali al fine di evitarne lo scarico diretto nel corpo idrico;
  • predisposizione di vasche di raccolta delle acque di esubero derivanti dalle operazione di getto dei calcestruzzi al fine di evitare la contaminazione a calce delle acque od in alternativa utilizzo di cementi di tipo pozzolanico con basso contenuto in calce;
  • i reflui derivanti dalle attività di cantiere dovranno essere correttamente smaltiti mediante scarico autorizzato regolarmente ai sensi della disciplina vigente in materia o mediante conferimento ad idoneo sito di trattamento.

21. Le ditte esecutrici dei lavori, titolari degli eventuali scarichi idrici derivanti dai cantieri, dovranno acquisire le richieste autorizzazioni allo scarico rilasciate dalle autorità competenti ai sensi della normativa vigente (D. Lgs. 152/2006 e DPR 59/2013) preventivamente all’installazione dei cantieri.

22. Nella costruzione di basamenti, palificazioni e/o diaframmi si dovranno utilizzare materiali che non interferiscano con le caratteristiche chimiche dell’acquifero e del corso d’acqua superficiale interessato. A tale scopo dovrà essere inviata all’ARPA territorialmente competente, copia delle schede tecniche degli eventuali additivi utilizzati, per l’approvazione dell’uso.

23. L’approvvigionamento degli inerti da costruzione e lo smaltimento dei materiali di risulta dovrà essere effettuato utilizzando siti regolarmente autorizzati e nel rispetto delle normative vigenti, privilegiando a parità di idoneità i siti più prossimi all’area di realizzazione al fine di minimizzare gli impatti derivanti dal trasporto e riutilizzando tutti i materiali provenienti dagli scavi come previsto dal progetto.

24. Per il funzionamento della turbina, dovranno essere utilizzati lubrificanti ecologici e/o biodegradabili; a tale scopo dovrà essere inviata preventivamente ad ARPA e AUSL territorialmente competenti, per l’approvazione dell’uso, copia delle schede tecniche degli stessi lubrificanti.

25. La movimentazione di materiali litici ed in particolare delle ghiaie presenti all’interno dell’alveo demaniale, dovrà essere realizzata in conformità alle norme vigenti ed in ogni caso i materiali dovranno rimanere all’interno delle pertinenze demaniali.

26. Il taglio e lo sfrondamento delle piante sia limitato allo stretto indispensabile per la realizzazione delle opere avendo cura di rimuovere prontamente le ramaglie tagliate e conferirle in impianto di recupero o qualora non possibile, in discarica autorizzata.

27. Sia eseguita e mantenuta efficiente nel tempo un’idonea regimazione idrica superficiale in tutta l’area interessata dai lavori, da collegarsi alla rete di scolo naturale esistente.

28. Qualora i lavori dovessero essere sospesi a causa di eventi meteorologici sfavorevoli, vengano prontamente adottate tutte le misure necessarie a garantire la stabilita dei luoghi.

29. Tutti i movimenti terra dovranno essere eseguiti in periodo stagionale favorevole.

30. La dismissione del cantiere dovrà comportare il ripristino dello stato originario dei luoghi. Per il ripristino delle aree di cantiere andrà utilizzato il terreno vegetale derivante dallo scotico, che si avrà cura di accumulare, separatemene dalle altre tipologie di materiale, in spessori adeguati provvedendo alla sua manutenzione per evitarne la morte biologica.

31. Ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs 29 dicembre 2003, n. 387 e dell’art. 35 del RR 20 novembre 2001, n. 41, in caso di rinuncia o cessazione, per qualsiasi motivo, della concessione di derivazione con contestuale dismissione dell’impianto, la Società titolare è tenuta, di norma, a propria cura e spese, alla rimozione delle opere ed al ripristino e recupero ambientale dello stato dei luoghi; a tal fine dovrà essere fornito alla Provincia di Parma e al Servizio Tecnico di Bacino degli Affluenti del Po il progetto degli interventi di dismissione e ripristino.

32. Al fine di garantire la stabilità dei versanti:

  • per interferenze con corsi d’acqua sono a carico dell’esecutore e gestore dell’impianto tutte le opere di difesa idraulica; la esecuzione delle opere di difesa deve essere preceduta dall’autorizzazione e concessione rilasciate dal competente Servizio Tecnico Bacini Affluenti del F. Po.
  • La regimazione della rete scolante di versante (rete idrica minore) dovrà essere curata, in tutte le aree interessate dalle opere, a carico dell’esecutore e gestore dell’impianto
  • Dovrà essere messo in opera e mantenuto in efficienza un monitoraggio delle opere e della condotta (per la quale sono previsti appositi giunti di dilatazione a fronte di eventuali spostamenti per instabilità di pendio) con idonee strumentazioni di rilievo. Al riguardo, si ritiene che tale strumentazione di monitoraggio debba risultare tale da consentire, in presenza di deformazioni, la interruzione in tempo reale della portata liquida nelle condotte per prevenire perdite idriche.
  • Nella relazione vengono anche indicate le opere per la sistemazione del dissesto verificatosi nella primavera 2013: si ritiene che tali opere debbano essere eseguite preventivamente alla posa delle condotte.
  • Ogni criticità manutentiva e gestionale dell’opera è a completo carico dell’esecutore e gestore dell’impianto.
  • Occorrerà comunque procedere per le procedure sismiche di cui alla L.R. n. 19/2008 alla effettuazione del Deposito del progetto presso lo sportello unico del Comune.

33. Per quanto riguarda il Vincolo Idrogeologico

  • Per realizzare l’opera si dovranno utilizzare piste e cantieri esistenti. Qualora fosse indispensabile realizzare nuove piste per l’accesso al cantiere o ad opere complementari si dovrà chiedere, se non già palesate negli elaborati tecnici presentati, apposita autorizzazione;
  • i movimenti terra necessari alla posa in opera della condotta dovranno essere ridotti al minimo indispensabile.
  • si dovrà avere particolare cura nel sostenere, sino alle operazioni di rinterro, sia le pareti di scavo che i terreni provvisoriamente accumulati in loco;
  • i materiali di risulta provenienti dagli scavi per l’esecuzione dell’opera in progetto non dovranno in alcun modo divenire causa di dissesto idrogeologico ne tanto meno di alterazione del regime idrico superficiale e, se non localmente riutilizzati, dovranno essere portati a rifiuto in idonee aree o discariche controllate;
  • nelle aree a scarsa stabilità o predisposte al dissesto e ancor più in quei tratti di versante interessati da movimenti gravitativi di massa, siano essi attivi che quiescenti, si dovrà altresì avere cura di posare la condotta all’interno di una canaletta drenante il cui scopo è di raccogliere e convogliare fuori dalle zone instabili eventuali acque originatesi dalla rottura della medesima;
  • si dovrà attuare la stabilizzazione di quei terreni interessati da dissesti attivi, attivando almeno in tal senso le indicazioni riportate nella relazione integrativa INT00;
  • le scelte progettuali e le loro eventuali varianti in corso d’opera dovranno comunque essere tali da garantire il mantenimento, o meglio ancora l’incremento, dei movimenti stabilizzanti che regolano l’equilibrio d’insieme del tratto di versante oggetto d’intervento e di quello ad esso circostante. In tal senso si ritiene utile rimarcare la necessità di attuare gli accorgimenti di cui al paragrafo 7 delle relazione INT00, volti a segnalare in tempo reale eventuali perdite dalla condotta;
  • in occasione dei movimenti di terra, sarà opportuno assicurare la presenza di un geologo professionista che potrà prescrivere, in funzione di quanto emerso nei lavori e dei contenuti degli elaborati geologici di progetto, ulteriori accorgimenti tecnici utili a garantire maggiormente la stabilità dei fronti di scavo e dei terreni mobilitati oltre che prevenire e/o ridurre l’insorgenza di eventuali interferenze negative per quanto concerne la stabilità d’insieme del pendio; tali varianti dovranno essere comunicate ad opera del medesimo al Settore Difesa del Suolo dell’Unione Montana Appennino Parma Est;
  • dovrà essere attentamente strutturata dimensionata e realizzata (in modo da essere efficiente anche in occasione di eventi meteorici particolarmente intensi e/o prolungati) un’efficiente rete di drenaggio, regimazione e deflusso delle acque meteoriche di scorrimento superficiale provenienti dall’area di intervento, o in essa confluenti, al fine di evitarne la stagnazione, limitarne l’infiltrazione e garantirne un regolare e rapido deflusso nel reticolo idrografico naturale;
  • tutte le acque derivanti dagli scarichi dei serbatoi o dalle opere di presa dovranno anche esse essere regimate, raccolte e fatte defluire mediante opportuni manufatti, al fine di evitarne la stagnazione, limitarne l’infiltrazione e garantirne un regolare e rapido deflusso nel reticolo idrografico naturale;
  • tutti i terreni denudati, sia a seguito degli scavi che del loro riutilizzo in loco, dovranno essere protetti dall’erosione e da fenomeni di ruscellamento mediante inerbimento e messa a dimora di essenze arboree autoctone consolidanti, funzionali tra l’altro anche a mitigare l’impatto paesaggistico dell’opera;
  • alla fine dei lavori l’area d’intervento e quelle di contorno interessate dal cantiere e/p dalle opere di servizio dovranno essere opportunamente sistemate;
  • all’interno del cantiere dovranno essere conservati a disposizione per eventuali controllo copia del progetto approvato e di tutte le concessioni ed autorizzazioni necessarie ai sensi della legislazione vigente per eseguire l’opera;
  • qualora, in qualsiasi momento, l’opera o gli interventi eseguiti per la sua realizzazione divenissero causa di dissesto idrogeologico o di danni su proprietà pubbliche, reti di servizi strategici o altro, il richiedente dovrà provvedere a farsi carico dell’esecuzione delle opere necessarie al ripristino delle condizioni di stabilità idrogeologica oltre che delle azioni più idonee a garantire il recupero della proprietà pubblica, della funzionalità delle reti di servizi o quant’altro; in tal senso si suggerisce di eseguire le opere nei periodi siccitosi, quando in genere è minore la presenza di acqua ipodermica, e di ridurre al minimo la formazione di fronti di scavo e/o di riporti se non opportunamente sorretti nel breve medio termine;
  • dovrà essere comunicata al personale del Comando Stazione Forestale competente la data di inizio e quella dell’avvenuto termine degli interventi da eseguire con copia di eventuali autorizzazioni urbanistiche.

34. Dovranno essere eseguite quali opere compensative:

  • Progetto di sistemazione idrogeologica relativo all’area coinvolta dal nuovo fenomeno di dissesto attivatosi nella primavera del 2013 così come previsto nel documento INT 00 di cui le in Tavole 02 - Progetto di sistemazione e Tavola 03.
  • Riqualificazione ambientale dell’area ex Piscine ed aree limitrofe da concordare con il Comune di Calestano;

la presente delibera di VIA e gli atti accorpati diventeranno efficaci dalla data di emanazione dell’Autorizzazione Unica alla costruzione e all’esercizio di impianto alimentato da fonti rinnovabili ai sensi dell’art. 12 del DLgs 29 dicembre 2003, n. 387 e della LR 23 dicembre 2004, n. 26, che sarà rilasciata dalla Provincia di Parma successivamente alla emanazione del presente atto;

di dare atto che i pareri di Provincia di Parma Servizio Programmazione e Pianificazione Territoriale, Sviluppo Economico e Attività Produttive del 20/6/13 prot. n. 44426, Provincia di Parma Servizio Agricoltura e Risorse Naturali del 12/2/14 prot. n. 9295, IREN Emilia del 17/2/14 prot. n. EM001522, Unione Montana Appenino Parma Est del 19/2/14 prot. n. 701, Regione Emilia-Romagna Servizio Tecnico dei Bacini degli Affluenti del Po del 25/3/14 prot n. 81658, Ministero dell’Interno Comando Provinciale Vigili del Fuoco del 06/5/13, prot. n. 4937, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Direzione Generale Territoriale nord – est, U.S.T.I.F. di Bologna del 26/0ì3/13 prot. n. 775, del Ministero dello Sviluppo Economico Ispettorato Territoriale Emilia-Romagna prot. 3030/Settore 3 (acquisito agli atti in data 4/4/14 prot. n. 26126), Aeronautica Militare Reparto Territorio e Patrimonio del 15/4/13 prot. n. 7870 sono contenuti all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di servizi;

di dare atto che l’autorizzazione paesaggistica n. 04/2014 rilasciata, ai sensi dell’art. 146 del DLGS 22 gennaio 2004, n. 42 dal Comune di Calestano, costituisce l’Allegato 2, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

di dare atto che il parere vincolante sulla suddetta autorizzazione paesaggistica, espressa ai sensi dell’art. 146 del DLGS 22 gennaio 2004, n. 42 dalla Soprintendenza per i beni archittettonici e per il paesaggio per le province di Parma e Piacenza del 7/3/14 prot. n. 1531, è contenuto all’interno del Rapporto Ambientale;

di dare atto che il parere preliminare ai sensi dell’art. 28, comma 4, del DLgs 22 gennaio 2004 n. 42 e smi, n. 42 e smi espresso con lettera formale della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna è contenuta nel Rapporto Ambientale. Ai sensi dell’art. 14ter,

comma 9, della L. 7 agosto 1990, n. 241. il presente atto sostituisce il suddetto parere della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, non intervenuta in sede di Conferenza di Servizi conclusiva;

di dare atto che il permesso di costruire n. 4 del 31/3/2014 rilasciato dal Comune di Calestano, costituisce l’Allegato 3, parte integrante e sostanziale alla presente delibera;

di dare atto che la concessione di derivazione di acqua pubblica ad uso idroelettrico ad uso idroelettrico, comprensiva di concessione per l’utilizzo di aree del demanio idrico e Nulla Osta idraulico, rilasciata ai sensi del RR 20 novembre 2001, n. 41, della LR 14 aprile 2004, n. 7 e del RD 30 giugno 1904, n. 523, rilasciata dal Servizio Tecnico Bacini Affluenti del Po con determina dirigenziale n. 6067 del 8/5/14, costituisce l’Allegato 4, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

di dare atto che gli Enti i cui pareri hanno carattere di obbligatorietà ai sensi dell’art. 9 e dell’art. 12 del RR 41/01 hanno espresso il loro parere ed eventuali prescrizioni nella Conferenza dei Servizi indetta per la procedura di VIA;

di dare atto che al fine dell’efficacia degli atti, la Società proponente è tenuta a perfezionare le istanze delle singole autorizzazioni/concessioni accorpate nella presente procedura, provvedendo al pagamento degli oneri, a qualsiasi titolo dovuti, previsti dai diversi dispositivi di legge;

di dare atto che la presente delibera di VIA e gli atti accorpati diventeranno efficaci dalla data di emanazione dell’Autorizzazione Unica alla costruzione e all’esercizio di impianto alimentato da fonti rinnovabili ai sensi dell’art. 12 del Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387 e della L.R. 23 dicembre 2004, n. 26 che sarà rilasciata dalla Provincia di Parma successivamente all’emanazione del presente atto;

di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e smi, copia della presente deliberazione alla Società proponente Idroelettrica Arso Srl;

di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della L.R. 18 maggio 1999, n°9 e smi, per opportuna conoscenza e per gli adempimenti di rispettiva competenza copia della presente deliberazione a: Regione Emilia-Romagna (RER) Servizio Tecnico Bacini Affluenti del Po, RER Servizio Tutela e Risanamento Acqua, Comune di Calestano, Autorità di Bacino del fiume Po, AIPO, Unione Montana Appennino Parma Est, ARPA - Sezione provinciale di Parma, AUSL di Parma distretto SudEst, Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le Province di Parma e Piacenza, MIBAC Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, ENEL Unità territoriale di rete Emilia-Romagna, Comando Militare Esercito Emilia-Romagna, Aeronautica Militare Comando 1^ Regione Aerea Reparto Territorio e Patrimonio, Marina Militare Dipartimento Militare dell’Alto Tirreno (subentrata per competenze del progetto al Dipartimento Militare Marittimo dell’Adriatico), Ministero della Difesa Direzione Generale dei Lavori e del Demanio, Ministero dello Sviluppo Economico Comunicazioni, Ministero dello Sviluppo Economico Comunicazioni U.N.M.I.G., Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti U.S.T.I.F., Agenzia delle Dogane, Comando provinciale dei vigili del fuoco di Parma, IREN Emilia Spa, SNAM rete gas, Telecom Italia.

di fissare, ai sensi dell’art. 17, comma 10), della LR 18 maggio 1999, n. 9 e smi, l’efficacia temporale della presente Valutazione d’Impatto Ambientale in anni cinque, salvo eventuali proroghe ai sensi di legge;

di pubblicare per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna BURERT, ai sensi dell’art. 16, comma 4), della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e smi, il dispositivo del presente atto;

di pubblicare integralmente la presente delibera sul sito web della Provincia di Parma.

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