n.47 del 25.02.2026 periodico (Parte Seconda)

Oggetto n. 2032 - Risoluzione per impegnare la Giunta a valorizzare e promuovere le opportunità offerte dal Servizio civile regionale e universale presso enti, organizzazioni, associazioni del Terzo Settore. A firma dei Consiglieri: Costi, Massari, Muzzarelli, Lucchi, Carletti, Castellari, Sabattini, Lembi, Fornili, Paldino, Lori, Proni, Parma, Arduini, Bosi, Calvano, Albasi, Donini

L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna
Premesso che

-   il Terzo Settore rappresenta una componente strutturale del sistema di welfare regionale e della cittadinanza attiva, contribuendo in modo determinante alla coesione sociale, alla promozione dei diritti e alla risposta ai bisogni delle comunità locali;

-   gli enti del Terzo Settore operano in una pluralità di ambiti – socio-assistenziale, educativo, culturale, sportivo e ricreativo – rafforzando i legami sociali, contrastando le disuguaglianze e favorendo processi di inclusione e partecipazione.

Considerato che

-   secondo il Rapporto regionale sulla situazione del Terzo Settore, redatto in attuazione della legge regionale n. 3/2023, a giugno 2025 risultano iscritti al RUNTS oltre 136.700 enti a livello nazionale, di cui 11.267 con sede in Emilia-Romagna, pari all’8,2% del totale nazionale, collocando la Regione al terzo posto nella graduatoria nazionale per numero di enti;

-   la distribuzione provinciale evidenzia una presenza diffusa e capillare, con una maggiore concentrazione nelle province di Bologna (2.606 enti, pari al 23,1%), Modena (1.598 pari al 14,2%) e Parma (1.364 pari al 12,1%), ma con un ruolo significativo svolto anche nei territori di Reggio Emilia, Forlì-Cesena, Ravenna, Ferrara, Rimini e Piacenza;

-   la composizione del Terzo Settore regionale è caratterizzata da una prevalenza delle Associazioni di Promozione Sociale, che rappresentano circa il 60% degli enti iscritti, seguite dalle Organizzazioni di Volontariato (24,6%) e dalle Imprese Sociali (10%), a conferma del forte radicamento civico e partecipativo del sistema regionale;

-   dalle iscrizioni al RUNTS emerge inoltre che in Emilia-Romagna sono attivi oltre 245.000 volontari e più di 72.000 lavoratori all’interno degli enti del Terzo Settore, configurando un comparto di rilevante impatto sociale, oltre che occupazionale.

Rilevato che

-   le rilevazioni statistiche ISTAT e il Rapporto regionale segnalano una progressiva tendenza all’invecchiamento della popolazione volontaria e lavoratrice del Terzo Settore, con una crescente criticità legata al ricambio generazionale, che rischia di incidere sulla capacità futura degli enti di rispondere ai nuovi bisogni sociali;

-  il coinvolgimento delle giovani generazioni rappresenta una leva strategica per garantire continuità, innovazione e sostenibilità al sistema del Terzo Settore, rafforzandone al contempo il ruolo educativo e civico della comunità.

Considerato che

- il Servizio civile regionale costituisce uno strumento fondamentale di partecipazione giovanile, formazione civica e impegno sociale, offrendo a ragazze e ragazzi opportunità concrete di crescita personale, acquisizione di competenze e contributo alla vita della comunità locali all’interno di enti pubblici e organizzazioni del Terzo Settore;

- la Regione Emilia-Romagna ha recentemente rafforzato il proprio investimento sul Servizio civile regionale, stanziando per il 2025 risorse pari a 1 milione e 33 mila euro, superando per la prima volta la soglia del milione di euro e mettendo a disposizione 244 posti complessivi distribuiti su tutto il territorio regionale;

- una quota significativa dei posti è riservata ai giovani con minori opportunità, a conferma dell'attenzione regionale ai temi dell'inclusione, dell'equità e dell'accesso alle esperienze di cittadinanza attiva;

-  i progetti di Servizio civile regionale prevedono un significativo investimento in termini di formazione generale e specifica, configurandosi come percorsi di crescita personale, acquisizione di competenze e costruzione di legami di comunità.

Sottolineato che

-   nel 2026 la città di Modena è Capitale italiana del volontariato, a testimonianza del ruolo centrale che il volontariato e il Terzo Settore rivestono nel tessuto sociale regionale e nazionale;

-  a livello nazionale il Servizio Civile Universale (SCU), attivo dal 2017, costituisce a sua volta un potente strumento di sviluppo sociale sostenibile e inclusione dei giovani, avendo ampliato la platea anche a cittadini UE/extra-UE regolarmente soggiornanti.

Tutto ciò premesso e considerato,

Impegna la Giunta regionale

- a valorizzare e promuovere, attraverso i canali istituzionali di informazione e partecipazione, le opportunità offerte dal Servizio civile regionale presso enti, organizzazioni e associazioni del Terzo Settore;

-  a rafforzare il ruolo del Servizio civile regionale come strumento di educazione alla cittadinanza attiva, alla solidarietà e alla responsabilità sociale, riconoscendone il valore strategico anche ai fini del necessario ricambio generazionale nel Terzo Settore;

-  ad incentivare la partecipazione degli enti del Terzo Settore all’Elenco del Servizio civile regionale, sostenendone la capacità progettuale e favorendo la diffusione delle opportunità offerte, anche in collaborazione con i Coordinamenti provinciali degli enti di Servizio civile;

-  ad interloquire con il Governo nazionale, nelle sedi opportune, compresa la Conferenza delle Regioni e Stato-Regioni, affinché assicuri finanziamenti adeguati e continuativi al Servizio Civile Universale e per un coordinamento proficuo con i Servizi Civili regionali per quanto riguarda in particolare l’apporto al mondo no profit e del volontariato.

Approvata a maggioranza dalla Commissione IV Politiche per la Salute e Politiche Sociali nella seduta del 10 febbraio 2026.

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