n.55 del 12.03.2025 periodico (Parte Seconda)

RISOLUZIONE - Oggetto n. 221 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad esprimere pieno sostegno e gratitudine alle Forze dell'Ordine, impegnate quotidianamente a garantire la sicurezza dei cittadini e a mantenere le condizioni nelle quali possono concretizzarsi i diritti costituzionali dei singoli e il progresso della collettività. A firma dei Consiglieri: Parma, Calvano, Larghetti, Casadei, Paldino

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Premesso che

lo Stato democratico disegnato dalla Costituzione del 1948 si incardina sull'idea di una società che consenta, ed anzi supporti, la crescita e la partecipazione libera e democratica di tutti i cittadini alla vita pubblica.

Un concetto di Democrazia che si basa sul valore del confronto e sulla dinamica del dissenso quale strumento di crescita sociale e culturale e sull'idea dello Stato a servizio della persona e a tutela dei diritti e dei doveri fondamentali di questa.

La separazione dei poteri, l'uguaglianza di fronte alla legge, i rigidi limiti entro cui i detentori di una funzione pubblica devono muoversi, sono le garanzie dettate dai Costituenti affinché questa prospettiva non possa essere smantellata.

Evidenziato che

il pieno realizzarsi di un simile contesto richiede la capacità da parte dello Stato di garantire la Sicurezza pubblica, affinché le libertà individuali e lo sviluppo della comunità possano trovare concreta attuazione.

Sicurezza che passa attraverso la protezione giuridica, ma che a monte richiede un investimento sul tessuto sociale, culturale ed economico del Paese, per garantirne la tenuta e ridurre quelle sacche di marginalità da cui più facilmente può scaturire criminalità.

Questo significa, in primo luogo, investire sulla Scuola e sulla Formazione per combattere la povertà educativa, sulla Sanità Pubblica per assicurare a tutti cure tempestive e di qualità senza differenze di censo, sulla Cultura quale leva di emancipazione e sugli spazi culturali in cui coltivare una socialità consapevole e propositiva, sulla Riqualificazione Urbana per sottrarre spazi al degrado, sulle politiche di accoglienza ed Inclusione quali leve sociali ed economiche per il futuro di un Paese che invecchia a ritmi preoccupanti.

E, parallelamente, significa investire sulle Forze dell'Ordine, che con dedizione e professionalità offrono quotidianamente un preziosissimo contributo al mantenimento della Sicurezza Pubblica sul fronte della prevenzione e repressione della criminalità.

Rilevato che

le politiche portate avanti da questo Governo nei confronti delle Forze dell'Ordine stanno esacerbando i problemi che da tempo si registrano sia sul fronte stipendiale, sia su quello della qualità del lavoro stesso.

Il Contratto rinnovato a dicembre scorso prevede aumenti che si aggirano intorno al 6%, contro un'inflazione che nel biennio ha raggiunto il 17%; per la Polizia di Stato gli straordinari eccedenti in pagamento oggi risalgono quasi a due anni fa; l'intera partita legata alla previdenza complementare e dedicata è rinviata alla discussione nel neoistituito Tavolo; il problema della carenza di organico, sebbene sia stato scongiurato il taglio del 25% delle capacità assunzionali inizialmente presente in DDL Bilancio 2025, è tutt'altro che risolto.

I territori sono spesso lasciati soli di fronte a carenze d'organico che impediscono il corretto espletamento di quelle funzioni di prevenzione e controllo necessarie non solo alla tranquillità dei residenti, ma anche a rendere un territorio attrattivo dal punto di vista economico.

Sottolineato che

l'attuale Maggioranza, con uscite estemporanee e pericolosi provvedimenti spot, quali il DDL Sicurezza, il decreto sui rave party, sta esacerbando un clima di crescente violenza e tensione di cui gli operatori delle forze dell'ordine sono i primi bersagli. A tal proposito, l'allinearsi dell'Italia agli altri Paesi dell'UE attraverso l'identificazione dell'agente tramite codici alfanumerici ben visibili sull'uniforme - osteggiata dalla destra di governo quale vessazione nei confronti delle Forze dell'ordine - sarebbe invece una garanzia a salvaguardia sia dei cittadini, sia degli stessi operatori, garantendo trasparenza e tutelando coloro che svolgono con serietà e spirito di servizio un mestiere tanto importante per la nostra democrazia.

Gli strumenti di carattere straordinario ipotizzati dal Governo, come il cd. "scudo penale", non solo contrastano il principio costituzionale di Uguaglianza e i limiti imposti all'utilizzo del potere in uno Stato democratico, ma si rivelano del tutto inefficaci a fermare gli episodi di violenza urbana e il degrado della convivenza civile, come hanno evidenziato anche importanti sigle sindacali del comparto sicurezza.

Impegna la Giunta

ad esprimere pieno sostegno e gratitudine alle Forze dell'Ordine, impegnate quotidianamente a garantire la sicurezza dei cittadini e a mantenere le condizioni nelle quali possono concretizzarsi i diritti costituzionali dei singoli e il progresso della collettività.

A sollecitare Governo e Parlamento affinché tutti gli sforzi e le risorse diretti dal Governo Meloni ad inventare provvedimenti inutili e pericolosi, siano invece rivolti ad efficaci politiche di sicurezza, con investimenti consistenti e mirati alla ricostruzione di un tessuto sociale sempre più deteriorato e a creare un ambiente nel quale chi indossa un'uniforme possa operare con serenità, avendo a disposizione risorse, organici e formazione adeguati.

A richiedere che venga finalmente avviata, a livello nazionale, una discussione costruttiva e libera da preconcetti circa l'adozione di codici alfanumerici identificativi sulle divise degli operatori, partendo dall'esame delle tante Proposte di legge che giacciono inevase in Parlamento da inizio Legislatura.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 19 febbraio 2025

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