n.103 del 13.04.2022 periodico (Parte Seconda)

RISOLUZIONE - Oggetto n. 4908 - Risoluzione relativa ai rincari dei carburanti e alle conseguenze sulle aziende del settore dell'autotrasporto. A firma dei Consiglieri: Bulbi, Zappa-
terra, Daffadà, Pillati, Costa, Gerace, Rontini, Maletti, Costi, Caliandro, Marchetti Francesca, Sabattini, Mori, Rossi, Montalti, Tarasconi, Paruolo, Fabbri

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

ai recenti rincari dei prezzi dell’energia e delle materie prime, iniziate già nel corso del 2021 e oggi rese dirompenti a causa del conflitto tra Russia e Ucraina, si è aggiunto il rincaro vertiginoso dei carburanti che stanno determinando situazioni di grande difficoltà per il settore autotrasporti;

per tale ragione il 19 marzo prossimo sono previste una serie di manifestazioni in diverse Regioni, finalizzate a sollecitare il Governo a intervenire;

in Italia l’85% dei beni viaggia su gomma; uno stop vorrebbe dire meno rifornimenti di merce al commercio e una inevitabile, ulteriore, impennata dei prezzi;

tra le aziende di autotrasporto risentono del caro carburante in particolare:

- le imprese della logistica, con conseguenze pesanti per gli operatori, specialmente di alcuni comparti specializzati del settore. La situazione più grave si registra nel comparto dei magazzini frigoriferi, dove il costo dell'energia è imprescindibile per garantire il servizio principalmente a tutela degli utenti, in special modo nelle attività legate al settore alimentare e farmaceutico;

- le imprese che si occupano del trasporto persone dove l’impatto dell’aumento del carburante è molto penalizzante per un settore già colpito duramente dalla crisi pandemica, si scaricherà sui margini di ciascuna impresa e in particolare sul comparto taxi che opera con tariffe amministrate, ma anche sulle imprese di bus che operano in subaffidamento nei servizi di TPL, sulle imprese di noleggio con conducente auto e bus che non hanno più beneficiato della moratoria dei leasing, in un mercato che non ha dato ancora cenni solidi di ripresa;

i prezzi rilevati dall’Osservatorio Prezzi carburanti del Ministero dello sviluppo economico, riportano il prezzo medio della benzina a marzo 2022 pari a 1,953 mentre per il gasolio pari a 1,829. Attualmente si è superata la soglia dei due euro a litro;

il picco di innalzamento dei prezzi dell'ultimo periodo rischia di produrre a breve significativi effetti negativi su inflazione e prezzi al consumo, oltre che sui settori sopra menzionati e sulle filiere produttive connesse.

Rilevato che

l'aumento dei prezzi dei carburanti ha generato un incremento del gettito fiscale, grazie all'applicazione dell'iva. Mentre il valore delle accise, infatti, è fisso, indipendentemente dai listini dei carburanti, l'ammontare derivante dall'iva cresce in proporzione all'aumento del prezzo;

la tassazione incide sul prezzo finale il 55,3% sulla benzina e il 51,8% sul gasolio. Percentuale che è progressivamente aumentata nell'ultimo decennio e sul quale incide l'Iva al 22%, che viene calcolata non solo sulla materia prima ma anche sulle accise.

Considerato che

possibili soluzioni potrebbero essere adottate emendando il decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17, recante “misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali" nell’iter di conversione in legge;

tra le possibili soluzioni emerge l’istituzione di un credito d’imposta del 30% sul prezzo industriale del gasolio. Tale credito d’imposta dovrebbe essere destinato a calmierare e a compensare in parte i maggiori costi sostenuti in primis dalle imprese di trasporto professionale di merci e di persone;

tale misura se adottata consentirebbe di recuperare circa 24 centesimi sul prezzo industriale del gasolio riportandolo ai livelli dell’anno 2019, ante pandemia, inoltre, intervenendo direttamente sul prezzo industriale del gasolio, sarebbe salvaguardato il contenuto della direttiva 2003/1996/CE sul rimborso dell’accisa.

Impegna la Giunta regionale

a sollecitare il Governo affinché adotti tempestivamente tutte le opportune iniziative valutando la riduzione delle accise e l’iva sui carburanti, anche attraverso il coinvolgimento delle imprese produttrici di carburanti, affinché possano essere calmierati i costi del carburante;

a sollecitare il Parlamento ad avviare un percorso di largo confronto e approfondimento con le parti sociali, le associazioni e le rappresentanze dei settori economici interessati dai rincari dei carburanti nell’iter di approvazione della conversione in legge del suddetto provvedimento legislativo.

Impegna se stessa

a trasmettere il presente atto ai parlamentari eletti nelle circoscrizioni emiliano-romagnole, affinché si attivino per presentare emendamenti alla "Conversione in legge del decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17, recante misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali" (atto Camera 3495) per introdurre l’istituzione di un credito d’imposta per le imprese di autotrasporto del 30% sul prezzo industriale del gasolio, cosi come auspicato dalle rappresentanze delle aziende danneggiate dal rincaro dei carburanti.

Approvata all'unanimità dei votanti nella seduta pomeridiana del 22 marzo 2022

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