n.125 del 20.05.2026 periodico (Parte Seconda)

Oggetto n. 1351 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo affinché predisponga un intervento strutturale volto a sostenere le spese e gli oneri connessi al mantenimento dei distributori di carburante situati nelle zone marginali e montane. A firma dei Consiglieri: Albasi, Zappaterra, Bosi, Carletti, Costi, Lori, Fornili, Daffadà, Castellari, Costa, Massari, Lembi, Quintavalla, Gordini, Valbonesi, Proni, Critelli, Sabattini, Paldino, Muzzarelli, Calvano, Arduini, Parma, Ferrari, Lucchi

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna
Premesso che

in numerose aree montane della Regione i distributori di carburante rappresentano un presidio fondamentale di servizio per i cittadini, garantendo la mobilità quotidiana e l’accesso a beni e servizi essenziali;

la particolare conformazione geografica e la bassa densità abitativa rendono tali impianti meno remunerativi rispetto a quelli situati in aree urbane e di pianura, determinando un progressivo rischio di chiusura;

gli operatori privati segnalano costantemente che i costi di gestione e manutenzione superano i ricavi derivanti dall’attività commerciale, soprattutto nei periodi di minore affluenza;

in assenza di un supporto istituzionale, il venir meno di questi impianti comporterebbe gravi ripercussioni sociali ed economiche sulle comunità locali, in particolare per le persone anziane e per le attività produttive;

di recente si è registrato un ulteriore e significativo incremento dei prezzi dei carburanti, con livelli medi nazionali che hanno superato, in più fasi, valori pari a circa 1,80 euro al litro per la benzina e 2,10 euro al litro per il gasolio in modalità self, nonché con picchi ancora più elevati in specifiche aree del Paese;

in Emilia-Romagna, secondo dati diffusi da Federconsumatori regionale, la crescita del prezzo del gasolio ha portato la maggioranza degli impianti a collocarsi a ridosso o oltre la soglia dei 2 euro al litro per il self, con punte anche superiori a 2,20 - 2,30 euro al litro in diverse località, incluse aree appenniniche;

tali dinamiche risultano riconducibili anche alle tensioni geopolitiche internazionali e alle criticità nei principali snodi del traffico energetico globale, con conseguenti ripercussioni sulla formazione dei prezzi;

il Governo è recentemente intervenuto sul caro carburanti attraverso misure di riduzione delle accise e contributi mirati a favore di alcuni settori economici; tuttavia, tali interventi, pur avendo determinato un alleggerimento parziale dell’onere a carico degli utenti, non si sono rivelati sufficienti a contenere in modo duraturo l’aumento dei prezzi alla pompa, anche in ragione delle ulteriori tensioni dei mercati energetici internazionali.

Rilevato che

le recenti difficoltà incontrate da alcune aziende operanti nel settore hanno evidenziato la fragilità della rete distributiva nelle aree interne e montane della provincia di Piacenza e di altre zone appenniniche regionali;

nonostante l’impegno degli operatori a mantenere attivi i punti di rifornimento, la sproporzione tra spese sostenute e margini realizzabili rischia di rendere non sostenibile la gestione nel medio periodo;

la chiusura anche di un singolo impianto in una vallata montana può tradursi in chilometri aggiuntivi per i residenti e in un aggravio di costi e tempi di spostamento;

tali disagi incidono negativamente non solo sulla vita quotidiana delle famiglie, ma anche sulla competitività delle imprese e sulla capacità di attrarre turismo nei territori interessati;

nei territori montani e nelle aree interne, dove le distanze verso i servizi essenziali sono maggiori e il trasporto pubblico è spesso insufficiente, l’utilizzo del mezzo privato rappresenta di fatto l’unica modalità di spostamento, con conseguente aggravio diretto e inevitabile sui bilanci familiari, in particolare per pendolari, studenti e anziani;

nei medesimi territori, caratterizzati da percorrenze più lunghe, tempi di spostamento più elevati e condizioni orografiche più impegnative, l’impatto dei rincari risulta amplificato, incidendo anche sui costi di approvvigionamento di beni e servizi essenziali;

nei territori montani e nelle aree interne, in ragione dei maggiori costi di trasporto e distribuzione e della minore presenza di operatori, i prezzi praticati alla pompa risultano frequentemente superiori alle medie nazionali, determinando un ulteriore aggravio di spesa per cittadini e imprese rispetto alle aree di pianura.

Considerato che

la salvaguardia dei servizi di prossimità è un obiettivo coerente con le politiche regionali di riequilibrio territoriale e di contrasto allo spopolamento delle aree interne;

il carburante, pur in una fase di transizione energetica, resta ancora oggi indispensabile per la mobilità privata e per il trasporto delle merci nelle zone montane;

un’adeguata rete distributiva costituisce inoltre un presidio di sicurezza, permettendo l’approvvigionamento di mezzi di soccorso, forze dell’ordine e servizi pubblici essenziali;

è necessario prevenire un fenomeno di desertificazione dei servizi che renderebbe ancora più fragile il tessuto sociale ed economico delle comunità montane;

l’incremento dei costi dei carburanti determina un aumento generalizzato del costo della vita nei territori montani, incidendo su lavoro, accesso ai servizi, istruzione e sanità, e accentuando le disuguaglianze rispetto alle aree urbane e di pianura;

le imprese agricole, agroalimentari, artigiane e turistiche operanti nelle aree montane risultano particolarmente esposte ai rincari, a causa dell’aumento dei costi di trasporto, approvvigionamento e mobilità del personale;

in assenza di adeguate misure compensative, tale dinamica rischia di alimentare una spirale di marginalità economica e sociale, contribuendo allo spopolamento e all’indebolimento del tessuto produttivo locale.

Evidenziato che

gli operatori del settore hanno più volte espresso la volontà di proseguire l’attività, ma hanno rimarcato l’impossibilità di sostenere a lungo i costi senza interventi compensativi;

la Regione può farsi promotrice presso il Governo della richiesta di misure straordinarie, data la natura nazionale del mercato dei carburanti e delle regole di concorrenza;

un intervento governativo, finalizzato a contenere spese e oneri delle gestioni minori in zone montane, appare indispensabile per garantire continuità del servizio;

senza un sostegno specifico, il rischio concreto è che le comunità di montagna restino prive di un presidio strategico per la mobilità, aggravando ulteriormente le condizioni di marginalità territoriale;

l’aumento dei prezzi alla pompa non si traduce automaticamente in un incremento dei margini per i gestori, in particolare negli impianti minori di montagna, dove la domanda ridotta e l’elevato livello dei costi fissi, uniti alla volatilità delle quotazioni, compromettono ulteriormente la sostenibilità economica delle attività;

il caro carburante si somma alle criticità strutturali già esistenti, aumentando il rischio di chiusura degli impianti e determinando potenziali vuoti di servizio in territori nei quali il distributore rappresenta spesso l’unico punto di rifornimento disponibile.

Tutto ciò premesso e considerato,

Impegna la Giunta regionale

a rappresentare nelle sedi istituzionali nazionali l’importanza strategica che i presidi di distribuzione carburanti rivestono per i cittadini e per le attività economiche dei territori appenninici;

a sollecitare il Governo ad adottare un intervento organico e strutturale che: sostenga la sostenibilità economica degli impianti minori situati nelle aree montane; preveda misure efficaci e durature di contenimento dei prezzi dei carburanti, tenuto conto del contesto internazionale; introduca interventi specifici a favore dei lavoratori pendolari e delle comunità residenti nelle aree interne; riconosca e compensi i maggiori costi della mobilità e dell’approvvigionamento che gravano su famiglie e imprese nei territori montani abbassando le accise per gli impianti situati nelle aree cosiddette a fallimento di mercato; e assicuri che le politiche di sostegno non si limitino a misure temporanee e settoriali, ma si traducano in azioni strutturali capaci di incidere stabilmente sull’equità territoriale, sulla sostenibilità economica dei servizi e sulla permanenza delle comunità locali;

a sollecitare il Governo a prevedere misure specifiche finalizzate a garantire la continuità dei presidi di distribuzione carburanti nelle aree montane e interne, anche attraverso strumenti di sostegno economico alle gestioni, forme di compensazione dei maggiori costi operativi, nonché interventi di natura fiscale e regolatoria idonei a prevenire la chiusura degli impianti e a contrastare fenomeni di desertificazione dei servizi.

Approvata all’unanimità dalla Commissione II Politiche economiche nella seduta del 27 aprile 2026.

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