n.286 del 19.11.2025 periodico (Parte Seconda)
RISOLUZIONE - Oggetto n. 1504 - Risoluzione per impegnare la Giunta a ribadire in tutte le sedi opportune la propria adesione ai principi e ai valori dell'ONU, riconoscendo l'urgenza di vedere garantiti i diritti dei suoi funzionari illegittimamente sanzionati e a chiedere al Governo di esprimere con assoluta chiarezza la propria contrarietà e preoccupazione nei confronti dell'iniziativa del Governo degli Stati Uniti nei loro confronti. A firma dei Consiglieri: Fornili, Carletti, Costa, Calvano, Paldino, Arduini, Castellari, Costi, Casadei, Larghetti, Quintavalla, Gordini
a Gaza lo scorso 8 ottobre è stato finalmente raggiunto e firmato un accordo di tregua, auspicata da mesi dalla comunità internazionale per portare sostegno umanitario alla popolazione palestinese, ormai stremata; la situazione rimane tuttavia estremamente fragile e vengono segnalate continue violazioni;
il conflitto israelo-palestinese ha portato sofferenze inaudite nella regione per la popolazione civile, inerme sotto attacchi che - senza rispetto né dei diritti umani, né delle regole del Diritto Internazionale - non mirano ad obiettivi militari o strategici, ma colpiscono in modo tanto violento quanto casuale;
sono molte le voci che in questi mesi si sono alzate per chiedere di fermare una carneficina priva di scopo;
una posizione abbracciata anche dalla Regione Emilia-Romagna e da molti amministratori, a partire dai sindaci, a testimonianza dell’impegno che da sempre contraddistingue la nostra comunità regionale nel farsi parte attiva sostenendo i valori della pace, della solidarietà e del rispetto della vita sullo scenario globale;
molte amministrazioni hanno conferito onorificenze e cittadinanze onorarie a persone che si sono distinte per le loro attività di tutela e promozione della pace e dei diritti umani e della convivenza tra i popoli.
fra i Comuni più attivi nel supportare i movimenti di solidarietà internazionale c’è sicuramente quello di Reggio Emilia, che fin dagli anni ’60 del Novecento ha dimostrato il proprio appoggio a molte delle lotte per l’autodeterminazione dei popoli (Mozambico, Vietnam, l’apartheid in Sud Africa, Balcani) ed oggi denuncia in maniera chiara l’intollerabile situazione di Gaza e della Cisgiordania;
in questo contesto, il 28 settembre scorso è stato conferito il Primo Tricolore, massimo riconoscimento della Città, alla dott.ssa Francesca Albanese per il suo impegno nella difesa dei diritti umani e del diritto internazionale, così ribadendo il supporto della Città al processo di pace e ai valori che l’ONU incarna per il tramite dei suoi rappresentanti.
Francesca Albanese ricopre dal 2022 la carica di Relatrice speciale sui territori palestinesi occupati, facente capo all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Si tratta di un esperto indipendente che ha il compito di “indagare, monitorare e riferire su questioni relative ai diritti umani … conducendo attività attraverso procedure speciali che includono, ma non limitatamente a, denunce individuali, attività psicologiche e manipolazione da parte dei media controllati e del mondo accademico; condurre ricerche e sondaggi, fornire consulenze sulla cooperazione tecnica a livello nazionale e svolgere attività promozionali generali”;
ai sensi dell’art. 105 della Carta delle Nazioni Unite adottata dall'Assemblea Generale ONU il 26 giugno 1945, i funzionari godono “dei privilegi e delle immunità necessari per l’esercizio indipendente delle loro funzioni inerenti all’Organizzazione”. Nel novero di tali immunità, da intendersi non “per il beneficio personale degli individui stessi, ma per salvaguardare l’esercizio indipendente delle loro funzioni” rientra anche quella “da qualsiasi procedimento legale per le parole pronunciate o scritte e per tutti gli atti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni” (art. V della Convenzione sui privilegi e le immunità delle Istituzioni Specializzate, adottata dall'ONU il 21 novembre 1947).
sebbene gli USA abbiano ratificato i due Trattati, essendo per altro uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, nel luglio scorso hanno annunciato sanzioni contro la dott.ssa Albanese a seguito della presentazione a Ginevra di un rapporto in cui la relatrice accusa alcune imprese (fra cui colossi americani come Lockheed Martin, Google, Amazon, Microsoft, IBM e Palantir) di “contribuire al progetto israeliano di sfollamento e sostituzione della popolazione palestinese” e chiede agli Stati membri di imporre “un embargo totale sulle forniture di armi a Israele e di sospendere ogni forma di cooperazione economica, inclusi accordi commerciali e investimenti”;
parole giudicate dal segretario di stato Marco Rubio alla stregua di “illegittimi e vergognosi sforzi di Albanese per fare pressione sulla Corte Penale Internazionale affinché agisca contro funzionari, aziende e leader statunitensi e israeliani”, sottolineando che “la campagna di guerra politica ed economica di Albanese contro gli Stati Uniti e Israele non sarà più tollerata”.
oltre ad avere ricadute estremamente negative sulla quotidianità della dott.ssa Albanese, (impossibilità di aprire un conto corrente, di chiedere una carta di credito o fornire garanzie economiche necessarie alle attività comuni, a causa della sua inclusione nelle liste sanzionatorie statunitensi), vittima di ritorsione in quanto funzionaria ONU, ancora più preoccupante è il discredito che questo inedito precedente getta sulle stesse Nazioni Unite, disconoscendo nei fatti la loro potestà ad agire a difesa dei diritti umani e del rispetto del diritto internazionale.
a ribadire in tutte le sedi opportune la propria adesione ai principi ed ai valori dell’ONU, riconoscendo il pieno valore delle norme che la regolano ed esprimendo solidarietà alla dott.ssa Albanese ed a tutti i funzionari illegittimamente sanzionati per l’esercizio dei loro uffici;
a chiedere al Governo di esprimere con assoluta chiarezza la propria contrarietà e preoccupazione nei confronti dell’iniziativa degli USA, che mina dalle fondamenta il mandato e l’esistenza stessa dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Approvata a maggioranza dalla Commissione V Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità nella seduta del 6 novembre 2025.