n.252 del 08.10.2025 periodico (Parte Seconda)

RISOLUZIONE - Oggetto n. 1034 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad esprimere solidarietà e sostegno istituzionale alla relatrice speciale per i Territori palestinesi dell'ONU, riconoscendone il ruolo nell'ambito delle istituzioni multilaterali e nella promozione dei diritti umani. A firma dei Consiglieri: Gordini, Trande, Lembi, Casadei, Larghetti, Lori, Calvano, Valbonesi, Bosi, Castellari, Ancarani, Albasi, Arduini, Proni, Costi, Sabattini, Donini, Parma, Fornili, Muzzarelli, Daffadà, Costa, Burani

L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna
Premesso che

la giurista italiana Francesca Albanese ricopre, dal 2022, il ruolo di Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati, con il compito di monitorare e riferire sulle violazioni dei diritti umani negli stessi territori sottoposti a occupazione militare;

nell’esercizio del suo mandato ha pubblicato rapporti ufficiali, a nome delle Nazioni Unite, nei quali ha documentato sistematiche violazioni ai danni della popolazione palestinese, come statuito anche da diverse risoluzioni ONU tra cui quella dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 18 settembre 2024;

a luglio 2025, il Governo degli Stati Uniti ha annunciato l’imposizione di sanzioni personali nei suoi confronti, accusandola di aver incoraggiato la Corte Penale Internazionale a indagare su funzionari e imprese statunitensi e israeliane;

tali prese di posizione sollevano interrogativi sull’effettiva tutela dell’indipendenza delle istituzioni multilaterali e pongono l’attenzione sulla necessità di garantire adeguate condizioni di protezione alla suddetta funzionaria, impegnata, su mandato delle Nazioni Unite, nella difesa dei diritti umani.

Rilevato che

le annunciate sanzioni personali statunitensi rappresentano un precedente pericoloso che rischia di compromettere l’autonomia delle Nazioni Unite e l’indipendenza della Corte Penale Internazionale;

il 10 luglio scorso le Nazioni Unite hanno chiesto agli Stati Uniti di revocare le sanzioni contro l’esperta delle Nazioni Unite, che aveva criticato la politica statunitense riguardo al conflitto nella Striscia di Gaza e accusato Israele di “genocidio”, tramite un comunicato dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, il quale dice: “Esorto gli Stati Uniti a revocare rapidamente le sanzioni contro la relatrice speciale per i Territori palestinesi. Gli attacchi e le minacce contro le Nazioni Unite e istituzioni chiave come la Corte penale internazionale devono cessare”;

l’utilizzo di strumenti di propaganda digitale per screditare funzionari delle Nazioni Unite appare in contrasto con il principio di veridicità dell’informazione, richiamato anche dal Digital Services Act dell’Unione Europea;

l’assenza di una ferma reazione da parte delle istituzioni italiane rischia di essere percepita come un segnale di debolezza nei confronti di pressioni politiche esterne;

la strumentalizzazione politica del diritto internazionale mina la credibilità dell’intero sistema multilaterale e mette a rischio chiunque operi con indipendenza e rigore in incarichi sovranazionali.

Considerato che

la giurista, in quanto cittadina italiana, ha diritto anche alla tutela diplomatica da parte del Governo italiano nell’ambito del proprio mandato presso le Nazioni Unite;

l’Italia ha, da sempre, una tradizione di rispetto e sostegno nei confronti del multilateralismo, fondato sulla Carta delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale;

la comunità internazionale, soprattutto in un momento storico segnato da numerosi conflitti armati, ha estremo bisogno di voci indipendenti e competenti per garantire il rispetto dei diritti umani universali, anche nei contesti più complessi e politicamente delicati;

la sua attività rientra pienamente nel mandato ONU e i suoi report costituiscono documenti ufficiali, non opinioni personali, e come tali devono essere riconosciuti e salvaguardati.

Evidenziato che

la vicenda della relatrice ONU sta generando forte mobilitazione nella società civile, con appelli, mozioni e raccolte firme a livello sia nazionale che internazionale;

alcune amministrazioni locali italiane hanno già avviato iniziative formali di sostegno, come proposte di cittadinanza onoraria o la candidatura al Premio Nobel per la Pace;

a livello parlamentare sono state presentate interrogazioni e richieste di informativa urgente, volte a sollecitare il Governo italiano ad un’assunzione chiara di responsabilità;

un’espressione ufficiale di sostegno da parte delle Assemblee elettive regionali contribuirebbe a rafforzare la difesa dei diritti umani e dell’autonomia degli organismi internazionali, valorizzando l’impegno della professionista italiana riconosciuta professionalmente a livello internazionale.

Tutto ciò premesso

Impegna sé stessa e la Giunta regionale

a esprimere solidarietà e sostegno istituzionale alla relatrice speciale dell’ONU, riconoscendone il ruolo nell’ambito delle istituzioni multilaterali e nella promozione dei diritti umani;

a sollecitare il Governo italiano affinché intervenga in sede diplomatica a tutela della dignità, dell’incolumità e della libertà di espressione della relatrice italiana nel pieno esercizio del suo mandato;

a promuovere, anche attraverso iniziative pubbliche e campagne di comunicazione, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul valore dell’indipendenza delle istituzioni internazionali e sulla difesa del diritto internazionale umanitario.

Approvata a maggioranza dalla Commissione V Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità nella seduta del 18 settembre 2025.

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