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n. 52 del 28.03.2012 periodico (Parte Seconda)

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Progetto " Strada statale n. 12 "dell'Abetone e del Brennero" - lavori di costruzione del 2° lotto (km 217+000 - 220+175) della variante della S.S.12 in prossimità dell'abitato di Mirandola (MO)

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

(omissis)

delibera: 

a) di escludere, ai sensi dell’art. 10, comma 1 della legge regionale 21 maggio 1999, n. 9, e successive modifiche e integrazioni, in considerazione dei modesti impatti attesi, il progetto di Variante alla S.S. n. 12 “dell’Abetone e del Brennero” – Lavori di costruzione del 2° lotto (km 217+000 – 220+175) in prossimità dell’abitato di Mirandola (MO), dalla ulteriore procedura di VIA, con le seguenti prescrizioni già riportate al punto 7:

1.  il progetto di Variante alla S.S. n. 12 è realizzabile solo a seguito della necessaria variante urbanistica allo strumento urbanistico vigente e recependo l’evoluzione progettuale apportata dal proponente;

2.  in merito alla classificazione sismica in zona 3, la progettazione definitiva degli interventi dovrà essere realizzata nel rispetto del D.M 14/1/2008 e della L.R. 19/08 e in coerenza con gli studi di microzonazione realizzati per il PSC comunale;

3.  per minimizzare gli impatti durante le fasi di cantiere andranno messe in atto le azioni di mitigazione di seguito riportate che andranno inserite nel capitolato lavori:

  •  al fine limitare gli impatti dovuti all’attività dei mezzi di cantiere andranno utilizzati macchinari rispondenti alle normative, dotati di tutti gli accorgimenti utili per limitare il rumore e le emissioni in atmosfera;
  •  durante le fasi di cantiere dovrà essere garantita la continuità e l’efficienza del reticolo di drenaggio delle acque superficiali al fine di evitare difficoltà di scolo delle acque e formazione di ristagni a monte dell’infrastruttura;
  •  dovranno essere raccolte le acque reflue prodotte direttamente o indirettamente dai lavori di costruzione stradale per evitare ogni possibile apporto di inquinanti nei corpi acquiferi superficiali e sotterranei;
  •  per limitare le emissioni diffuse e puntuali di polveri derivanti dalla movimentazione dei materiali di costruzione e dalla circolazione dei mezzi di cantiere si ritiene necessario:
    • prevedere la umidificazione dei depositi tempora­nei di terre, dei depositi di materie prime ed inerti delle piste di cantiere e delle aree di cantiere non impermeabilizzate, soprattutto quando queste si trovino nelle vicinanze di abitazioni;
    • limitare la velocità di transito dei mezzi sulle piste di cantiere a 30 km/h;
    • per il trasporto degli inerti prevedere un sistema di ricopertura dei cassoni con teloni;
    • prevedere impianti di lavaggio per la pulizia delle ruote dei mezzi in uscita dai cantieri;
  • provvedere all’impermeabilizzazione delle aree di cantiere adibite a deposito o lavorazioni potenzialmente inquinanti ed alla raccolta separata delle acque meteoriche di dilavamento che andranno sottoposte ad adeguato trattamento;
  • per le operazione di getto dei calcestruzzi (muro di sostegno in calcestruzzo e spalle dei manufatti) si dovrà provvedere alla predisposizione di vasche a tenuta per la raccolta delle acque di esubero che andranno opportunamente smaltite;
  • per l’approvvigionamento degli inerti da costruzione e per lo smaltimento dei rifiuti derivanti dai lavori di cantiere andranno utilizzati siti regolarmente autorizzati sulla base di quanto disposto dagli specifici strumenti di pianificazione di settore vigenti, privilegiando quelli più idonei alla minimizzazione degli impatti legati al traffico;
  • per il ripristino delle aree di cantiere andrà riutilizzato il terreno vegetale proveniente dallo scotico, che si avrà cura di accumulare separatamente dalle altre tipologie di materiale in spessori adeguati e di provvedere alla sua manutenzione per evitarne la morte biologica;
  • dovranno essere preventivamene stimati gli impatti acustici del progetto durante la fase di realizzazione; qualora si preveda un superamento dei valori limite, dovrà essere richiesta autorizzazione in deroga per le attività di cantiere ai sensi della DGR della Regione Emilia-Romagna n. 45 del 21/01/2002 corredata dalla documentazione prevista dalla DGR 673/04, comprensiva dell’indicazione delle misure di mitigazione acustica che si intendono adottare al fine di ridurre le emissioni sonore;

4.  dovrà inoltre essere approfondito nelle successive fasi di progettazione e in accordo con ARPA sezione di Modena, lo Studio di impatto atmosferico con una campagna di dati meteorologici più ampia, il calcolo degli indicatori più critici quali PM10 e NO2 e la presentazione di mappe di concentrazione con l’individuazione dei recettori esposti;

5.  rispetto all’impatto atmosferico, dovrà essere approfondito in fase di progettazione definitiva l’impatto della fase di cantierizzazione mediante un’analisi delle sorgenti e dei relativi contributi emissivi, con particolare riguardo alle polveri, al fine di individuare eventuali azioni di mitigazione per limitare il diffondersi delle polveri ed emissioni inquinanti in atmosfera; tali approfondimenti andranno presentati e validati da comune e arpa;

6.  considerando che nello Studio di impatto acustico proposto non è stato valutato l’impatto acustico determinato dalla fase di cantierizzazione dell’opera, in fase di progettazione definitiva dovrà essere integrato tale aspetto individuando eventuali soluzioni mitigative rispetto ai recettori individuati; tali approfondimenti andranno presentati e validati da comune e arpa;

7.  inoltre in fase di progettazione definitiva ed esecutiva dovrà essere approfondita la valutazione acustica relativamente ai ricettori in prossimità delle nuove rotonde, ed in particolare al ricettore abitativo R22, considerando anche il contributo delle rotonde stesse;

8.  si prescrive di adottare asfalto fonoassorbente, al fine di ridurre l’impatto acustico dell’opera;

9.  si ritiene necessario che in fase di progettazione definitiva, anche in coerenza con gli interventi mitigativi previsti nel tratto di variante alla S.S. 12 in corso di ultimazione, vengano definite le eventuali opere di mitigazione degli impatti acustici previste dal progetto privilegiando, dove possibile, la realizzazione di barriere antirumore (dune o pannelli) e in alternativa asfalto fonoassorbente; tali approfondimenti andranno presentati e validati da comune e arpa;

10. la relazione geologica e geotecnica dovrà essere approfondita in fase di progettazione definitiva attraverso la realizzazione di indagini geognostiche specifiche lungo il tracciato di progetto e in corrispondenza delle principali opere e manufatti, in ottemperanza con il DM 14/01/08, con la normativa sismica e tenendo conto dello studio di microzonazione sismica realizzato per il PSC di Mirandola;

11. deve essere definito il bilancio movimenti terra tra inerti scavati e riportati; con la individuazione anche delle eventuali aree di stoccaggio del materiale scavato;

12. in relazione al fabbisogno di inerti previsto, si ritiene necessario il riutilizzo del terreno derivante dagli scavi, e si prescrive di massimizzarne il riutilizzo anche tramite il trattamento a calce piuttosto che il ricorso a materiali proveniente da cava;

13. in relazione alle interferenze con i canali gestiti dal Consorzio della Bonifica Burana:

- la soluzione proposta con la leggera traslazione verso sud-ovest della rotatoria S.P. n. 7 Via delle Valli interferisce in modo significativo con l’importante canale consorziale Dugale Zalotta per cui potranno essere necessarie prescrizioni e variazioni progettuali nelle successive fasi di progettazione;

- per ogni interferenza con i canali gestiti dal Consorzio dovranno essere rilasciati i relativi nulla-osta previa specifica richiesta da parte di ANAS;

14. vista la sensibilità del contesto, nella progettazione definitiva oltre a garantire la continuità dei fossi predisponendo manufatti di idonee dimensioni che non ne modificheranno la funzionalità, dovrà essere posta particolare cura al fine di migliorare la capacità di scolo del sistema di raccolta delle acque di piattaforma;

15.gli interventi di regimazione delle acque superficiali e di drenaggio, adeguatamente progettati in fase definitiva, saranno raccordati in un sistema di raccolta adeguato, in modo da permetterne l’allontanamento delle acque ed evitare eventuali ristagni, così come già evidenziato nella Relazione idraulica;

16. al fine di evitare fenomeni di inquinamento durante le fasi di realizzazione si dovrà provvedere all’impermeabilizzazione delle aree di cantiere destinate a lavorazioni potenzialmente inquinanti e alla predisposizione di presidi di raccolta e trattamento delle acque di dilavamento;

17. nel caso di eliminazione di vegetazione si dovrà prevedere nel progetto definitivo la compensazione della vegetazione abbattuta attraverso un adeguato impianto di vegetazione autoctona, sia arboreo che arbustivo;

18. dovrà comunque essere prevista nel progetto definitivo la creazione, ove possibile, di fasce vegetate laterali che contribuiranno, oltre alla mitigazione percettiva dell’infrastruttura, al potenziamento della vegetazione esistente e alla mitigazione atmosferiche delle polveri conseguenti al traffico;

19. i dettagli del progetto di inserimento paesaggistico andranno definiti in ambito dell’eventuale rilascio dell’autorizzazione paesaggistica in accordo con il Comune e con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio competente per quanto concerne le eventuali aree a bosco interessate dagli interventi di progetto e i corsi d’acqua interferiti;

20. nel caso in cui sia previsto il riutilizzo dei materiali di risulta degli scavi al di fuori del cantiere, il progetto esecutivo dovrà contenere apposito elaborato a firma del progettista in cui si dimostri la sussistenza dei requisiti previsti dal’art. 186, del DLgs 152/06 e s.m.i.;

21. in fase di progettazione esecutiva andrà elaborato un piano di gestione, manutenzione e verifica di funzionalità del sistema di trattamento delle acque di prima pioggia da sottoporre all’approvazione del competente Servizio della Provincia di Modena;

22 la realizzazione dell’impianto di illuminazione stradale dovrà essere conforme alla LR 19/2003 “Norme in materia di riduzione dell’inquinamento luminoso e di risparmio energetico” e alle specifiche tecniche definite nei relativi strumenti di attuazione (Direttiva approvata con Delibera di G.R. 2263/05 e Circolare approvata con Determina del Direttore Generale Ambiente e Difesa del suolo e della costa n. 14096 del 12 ottobre 2006 e successive modifiche ed integrazioni);

23. resta fermo che la realizzazione del progetto in esame è subordinata al rilascio da parte delle autorità competenti di tutte le autorizzazioni ed i pareri necessari ai sensi delle vigenti disposizioni di legge e all’approvazione della variante specifica allo strumento urbanistico comunale di Mirandola;

b) di dare atto delle osservazioni sintetizzate nell’allegato 1 parte integrante della presente delibera, delle controdeduzioni del proponente riportate nell’allegato 2 e delle risposte riportate nell’allegato 3 parte integrante della presente delibera;

c) di trasmettere la presente delibera al proponente ANAS SpA, alla provincia di Modena, al Comune di Mirandola, all’ARPA – sezione provinciale di Modena, al Consorzio della Bonifica Burana;

d) di pubblicare per estratto, ai sensi dell'art.10, comma 3, della legge regionale 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, il presente partito di deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna;

e) di pubblicare il presente atto sul sito WEB della Regione Emilia-Romagna.

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