n.111 del 06.05.2026 periodico (Parte Seconda)
Oggetto n. 763 - Risoluzione per impegnare la Giunta a intraprendere ogni iniziativa utile a sostenere presso il Parlamento l'approvazione del Progetto di Legge n. 1926, relativo alla fiscalità incentivante per le aree montane appenniniche svantaggiate e a valutare analoghi strumenti per le aree interne svantaggiate. A firma dei Consiglieri: Muzzarelli, Fornili, Critelli, Daffadà, Zappaterra, Costi, Carletti, Parma, Castellari, Bosi, Albasi, Quintavalla, Proni, Sabattini, Arduini, Lori, Costa, Ferrari, Petitti, Calvano, Valbonesi, Massari, Gordini, Ancarani, Paldino, Casadei, Burani, Lembi, Trande
Premesso che
Il Progetto di Legge Atto Camera n. 1926, d’iniziativa dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, concernente l’istituzione di una fiscalità incentivante per le aree montane appenniniche svantaggiate, è stato depositato alla Camera dei Deputati il 21 giugno 2024, avviando un importante iter parlamentare che ha già visto, nella fase di discussione preliminare, l’assenza di pregiudiziali da parte dei gruppi politici, a testimonianza di un clima di disponibilità e attenzione trasversale.
Tale proposta nasce da un ampio percorso partecipativo regionale, che ha coinvolto attivamente territori e rappresentanze sociali, e che si fonda su un’idea precisa: considerare l’Appennino non come un problema ma come una risorsa strategica per il futuro del Paese, da valorizzare attraverso strumenti fiscali innovativi e mirati.
I territori appenninici soffrono da anni una grave crisi demografica, caratterizzata da spopolamento, invecchiamento della popolazione, rarefazione insediativa e difficoltà di accesso ai servizi essenziali, aggravata da fragilità fisiografiche e socioeconomiche che impongono soluzioni complesse e non semplificabili a criteri altimetrici;
La legge n. 131 del 2025, recante disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane, approvata dal Parlamento lo scorso settembre, ha ridefinito il quadro normativo nazionale in materia, introducendo nuovi strumenti di sostegno e avviando la fase attuativa dei criteri di classificazione dei territori, che, tuttavia, presentano elementi di rigidità e non risultano pienamente in grado di cogliere la complessità socio-economica e demografica dei territori appenninici con il rischio di escludere realtà che presentano evidenti condizioni di fragilità;
Sottolineato che
La proposta legislativa si fonda su princìpi costituzionali ed europei di coesione sociale e riequilibrio territoriale e propone, attraverso la leva fiscale, un nuovo modello di sviluppo locale, orientato alla residenzialità, all’attrattività imprenditoriale e alla qualità della vita per le comunità montane.
L’Appennino interessa 15 regioni italiane e circa 10 milioni di abitanti: intervenire sulle sue aree svantaggiate significa rispondere a una sfida nazionale, capace di innescare una rigenerazione economica e sociale che superi la marginalizzazione, rilanciando le potenzialità produttive, culturali e ambientali di questi territori.
Rilevato che:
Il progetto di legge, articolato in sei capi, definisce nei primi due articoli i principi generali e le modalità di individuazione delle aree montane appenniniche svantaggiate, stabilendo che tali aree siano identificate da ciascuna Regione sulla base dell’Indice di Fragilità Comunale (IFC) e di altri criteri oggettivi legati a vulnerabilità socio-economiche e demografiche, superando così una visione esclusivamente altimetrica e valorizzando la complessità dei territori;
Il Capo II (artt. 3-5) introduce un articolato sistema di benefici fiscali e contributivi per le microimprese, piccole e medie imprese che operano nelle aree individuate: tra le misure previste vi sono l’esenzione dalle imposte sui redditi e dall’IRAP per un periodo di dieci anni (con esonero pieno nei primi cinque), l’esonero dai contributi previdenziali per le assunzioni a tempo indeterminato o determinato di durata significativa, la possibilità di dedurre dal reddito d’impresa oneri locali come la tassa sui rifiuti, il canone per l’occupazione del suolo pubblico e l’imposta di bollo, nonché l’estensione delle agevolazioni previste per le Zone Economiche Speciali (ZES) e per le Zone Franche Urbane (ZFU);
Sempre nel Capo II, l’articolo 4 prevede l’esenzione totale dall’IVA per i prodotti con l’indicazione facoltativa di qualità “Prodotto di montagna”, purché realizzati, trasformati e confezionati nelle aree montane in coerenza con i regolamenti europei e nazionali, sostenendo così le filiere locali agroalimentari e favorendo la competitività delle produzioni tipiche;
Il Capo III (artt. 6-11) disciplina le misure volte a incentivare la residenzialità stabile, attraverso crediti d’imposta per i canoni di locazione e per l’acquisto della prima casa, con maggiorazioni specifiche per il personale sanitario e scolastico, riduzioni dell’IRPEF fino al 65% per i lavoratori pubblici di quei settori che si insediano nei territori interessati, deduzioni totali delle spese scolastiche e del trasporto pubblico locale per i residenti, e possibilità di cessione dei crediti fiscali a soggetti terzi in favore di chi non ha capienza fiscale;
Il Capo IV (artt. 12-13) affronta il tema della finanza locale e del rischio idrogeologico, prevedendo per i Comuni ubicati nelle aree beneficiarie il rimborso integrale dell’imposta municipale (IMU) e l’applicazione di un’aliquota IVA agevolata al 5% sugli interventi di prevenzione e tutela del territorio, mentre i successivi Capi V e VI introducono la possibilità per enti locali di rafforzare ulteriormente le agevolazioni con misure proprie, attribuire punteggi premianti nei bandi pubblici, e stabiliscono la copertura finanziaria attraverso la revisione della spesa, il contrasto all’evasione e l’uso del Fondo per lo sviluppo e la coesione.;
I successivi Capi V e VI introducono la possibilità per enti locali di rafforzare ulteriormente le agevolazioni con misure proprie, attribuire punteggi premianti nei bandi pubblici e stabiliscono un rigoroso meccanismo di monitoraggio e controllo per garantire l’applicazione efficace delle misure e prevenirne usi impropri;
Inoltre, il progetto di legge prevede il regime fiscale agevolato per il personale sanitario e docente neo-residente, offrendo condizioni favorevoli per il rientro in Italia di professionisti che abbiano trascorso almeno cinque anni all’estero, con una tassazione forfettaria ridotta sui redditi esteri.
Viene inoltre garantito il sostegno alle microimprese e PMI preesistenti, permettendo anche alle attività già operanti nei territori montani prima del 1° gennaio 2025 di accedere ai benefici previsti dalla legge.
L’impatto complessivo previsto è significativo ma sostenibile a livello nazionale, orientato a contrastare in modo strutturale i fenomeni di abbandono e declino dei territori montani, attraverso la creazione di un quadro normativo innovativo.
Considerato che:
Con tale proposta la Regione Emilia-Romagna ha saputo svolgere con responsabilità e lungimiranza il proprio ruolo di promotrice legislativa, contribuendo con una proposta concreta e di ampio respiro a un dibattito di interesse nazionale, nel pieno esercizio delle prerogative previste dall’articolo 121 della Costituzione.;
Si auspica che il Parlamento voglia esaminare e valorizzare la proposta, accompagnandone il percorso legislativo con l’obiettivo di tradurla in una misura normativa concreta di riequilibrio territoriale, avvalendosi del contributo costruttivo di tutte le forze politiche, al di là delle rispettive collocazioni;
Si ritiene opportuno che i parlamentari eletti in Emilia-Romagna, presso entrambe le Camere, possano sostenere attivamente l’iter legislativo della proposta, rappresentando con coerenza le istanze dei territori dell’Appennino e favorendo un’ampia convergenza istituzionale a supporto della sua approvazione.
L’approvazione della legge costituirebbe un punto di svolta per la lotta alle disuguaglianze territoriali, offrendo uno strumento concreto per il contrasto allo spopolamento e per l’incentivazione allo sviluppo sostenibile nelle aree interne e fragili;
L’urgenza di intervenire è oggi rafforzata anche dagli effetti dei cambiamenti climatici, dalla crisi dei servizi sanitari e scolastici nelle aree marginali, e dalla necessità di rafforzare la resilienza delle comunità locali in vista delle future sfide ambientali e demografiche.
Tutto ciò premesso
A intraprendere ogni iniziativa utile a sostenere presso il Parlamento l’approvazione del Progetto di Legge n. 1926 relativo alla fiscalità incentivante per le aree montane appenniniche svantaggiate;
a sollecitare formalmente il sostegno trasversale da parte di tutti i parlamentari eletti in Emilia-Romagna, indipendentemente dall’appartenenza politica, affinché si facciano promotori e garanti di un iter parlamentare rapido e favorevole alla sua approvazione;
a promuovere, nell'ambito del confronto con il Governo, una revisione e integrazione dei criteri nazionali di classificazione dei territori montani, al fine di evitare l'esclusione di comuni caratterizzati da condizioni di fragilità, garantendo un approccio più equo e maggiormente aderente alla realtà dei territori, superando criteri eccessivamente rigidi o semplificati;
a rafforzare il coordinamento con le altre Regioni appenniniche per creare un fronte comune di sostegno, favorendo un’azione unitaria che dia forza politica e istituzionale alla proposta di legge;
a valutare analoghi strumenti per le aree interne e svantaggiate, valorizzandone le specificità, in un’ottica di riequilibrio territoriale e coesione sociale su scala nazionale.
Approvata a maggioranza dalla Commissione I Bilancio Affari generali ed istituzionali nella seduta del giorno mese anno.