n.324 del 29.12.2025 (Parte Seconda)
ORDINE DEL GIORNO - Oggetto n. 1760 - Ordine del giorno n. 16 collegato all'oggetto 1507 proposta d'iniziativa Giunta recante: "Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026". A firma dei Consiglieri: Costi, Quintavalla, Lori, Arduini, Daffadà, Bosi, Carletti, Donini, Valbonesi, Critelli, Trande, Paldino, Burani, Sabattini, Calvano, Muzzarelli, Ancarani, Ferrari, Proni, Petitti, Castellari, Lucchi, Lembi, Casadei, Larghetti, Gordini, Fornili, Albasi, Parma
l’Emilia-Romagna rappresenta uno dei principali distretti agroalimentari europei, con particolare rilevanza nella produzione e nell’export di prodotti di eccellenza, tra cui la pasta, verso il mercato statunitense, che assorbe circa il 12,5% dell’export regionale totale, coinvolgendo più di 6.000 imprese del territorio.
Il settore della pasta è tra i più colpiti dalle recenti decisioni amministrative statunitensi, che prevedono l’applicazione di dazi commerciali sino al 107%, con effetto dal 2026, a seguito di procedura antidumping avviata dal Dipartimento del Commercio USA. Tali misure rischiano di compromettere la competitività delle imprese emiliano-romagnole e di produrre effetti negativi tanto sulle filiere produttive quanto sull’occupazione e sui territori, soprattutto nelle province di maggiore vocazione agroalimentare.
le misure adottate dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti risultano in contrasto con i principi sanciti dall’Organizzazione Mondiale del Commercio e dalle regole multilaterali sugli scambi internazionali;
la politica commerciale è di competenza esclusiva dell’Unione Europea, che rappresenta gli Stati membri nelle controversie e nelle trattative commerciali con Paesi terzi;
diverse organizzazioni di rappresentanza del settore agroalimentare (Confagricoltura, Coldiretti, Federalimentare) hanno già manifestato forte preoccupazione per l’impatto delle misure, chiedendo un intervento tempestivo del Governo e della Commissione europea.
l’incremento dei dazi comporterebbe una grave contrazione dell’export regionale e delle basi produttive locali, con potenziali perdite di fatturato, occupazione e indotto;
è necessario salvaguardare la continuità produttiva, l’occupazione nelle filiere pastaie e nelle produzioni agricole correlate, anche con misure di sostegno mirate a compensare le imprese colpite;
l’Emilia-Romagna si distingue per l’elevato livello di qualità e sostenibilità delle sue produzioni Dop, Igp e biologiche, e per il ruolo strategico svolto dalle filiere innovative e cooperativistiche.
nel 2024 l’Emilia-Romagna ha registrato un export verso gli Stati Uniti per un valore prossimo a 10,5 miliardi di euro, che rappresentano oltre il 16% dell’export italiano totale verso quel mercato, posizionando la regione al secondo posto nazionale per valore assoluto e al primo pro capite.
L’agroalimentare costituisce un settore strategico per la regione, con quasi un miliardo di euro di esportazioni verso gli USA, includendo prodotti di alta qualità che sono riconosciuti a livello globale e contribuiscono significativamente alla reputazione e all’economia territoriale.
Nei primi sei mesi del 2025, l’insicurezza generata dai dazi statunitensi ha provocato una flessione dell’export regionale verso gli USA pari al 7,7%, con impatti preoccupanti per importanti aree produttive dell’Emilia-Romagna, che rischiano di compromettere la crescita e la stabilità occupazionale.
è opportuno valutare, in sede nazionale ed europea, l’attivazione di fondi di compensazione e strumenti di sostegno all’export per le aziende colpite.
La contrazione delle esportazioni potrebbe avere effetti significativi anche su lavoratori stagionali e cooperative agricole, con impatti sul tessuto socioeconomico locale.
Tutto ciò premesso,
a sollecitare il Governo italiano e la Commissione europea a rafforzare ogni iniziativa utile alla tutela dei settori agroalimentari regionali esposti all’imposizione dei dazi statunitensi, promuovendo un’azione coordinata e tempestiva che coinvolga le Regioni maggiormente interessate, le associazioni di categoria e i consorzi di tutela, al fine di definire una strategia condivisa a livello nazionale ed europeo;
a rappresentare, anche in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), la posizione contraria dell’Italia e dell’Unione Europea rispetto a misure ritenute discriminatorie e lesive dei principi del commercio internazionale, chiedendo l’apertura di un dialogo istituzionale con le autorità statunitensi per il loro superamento e la salvaguardia delle produzioni italiane ed europee di eccellenza;
a sostenere, altresì, la valutazione in sede nazionale ed europea dell’attivazione di fondi di compensazione e di strumenti di sostegno all’export per le imprese maggiormente colpite;
a coordinare, d’intesa con le associazioni di categoria e i consorzi del settore, azioni di promozione internazionale della pasta emiliano-romagnola, sostenendo l’adeguamento delle strategie commerciali delle imprese e favorendo l’accesso a strumenti di sostegno regionali, nazionali ed europei per l’export e l’internazionalizzazione;
a promuovere, in raccordo con le associazioni di categoria e il sistema universitario regionale, campagne specifiche di valorizzazione della pasta emiliano-romagnola nei mercati esteri maggiormente colpiti dai dazi, anche attraverso attività di ricerca e comunicazione mirate alla tutela dell’identità, della qualità e della reputazione del prodotto come espressione distintiva del Made in Italy agroalimentare.
Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 23 dicembre 2025