n.84 del 04.04.2025 (Parte Seconda)
ORDINE DEL GIORNO - Oggetto n. 346 - Ordine del giorno n. 2 collegato all'oggetto 230 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2025-2027". A firma dei Consiglieri: Castaldini, Petitti, Parma, Evangelisti, Casadei, Fiazza, Larghetti, Ugolini, Marcello, Fornili, Critelli, Calvano, Paldino, Castellari, Costi
l’impianto dell’ordinamento penitenziario pone i valori dell’umanità e della dignità alla base del trattamento attraverso un graduale recupero e reinserimento nella società. La funzione rieducativa e riabilitativa del carcere è stabilita in maniera chiara dalla nostra Costituzione all’articolo 27, poiché la funzione principale della detenzione è quella di trasmettere un nuovo quadro valoriale.
il garante dei detenuti in commissione Parità a fine 2023 ha dichiarato che la presenza media dei detenuti è stata di 3.339 persone, di cui 144 donne e in media 1.610 stranieri. Il tasso di sovraffollamento è stato in media del 111,10%, il valore massimo raggiunto è stato di 114,87% e mai si è sceso sotto la capienza regolamentare. I condannati non definitivi (appellanti, ricorrenti e con posizione mista) sono 11,43% e quelli in attesa di primo giudizio 12,57: la maggior parte dei detenuti sono definitivi (74,43% in media sul totale della popolazione detenuta, 69,93% per gli stranieri). Sotto l’aspetto della durata della pena i dati dimostrano che una quota importante dei detenuti, il 35%, presenta un residuo pena ridotto e tale da, in via ipotetica, permettere l’accesso a benefici o a misure alternative alla detenzione, mentre i detenuti con la pena all’ergastolo complessivamente arrivano a poco meno di 190.
l'APAC è un'associazione della società civile senza scopo di lucro nata in Brasile che ha come obiettivo l'umanizzazione della pena privativa della libertà, che rappresenta una alternativa al carcere. In Brasile esistono 147 APAC con una recidiva che scende fino al 10%, riconosciute dalla legge e praticata dai Tribunali di 17 stati brasiliani;
l’Unione Europea all’interno del programma di cooperazione politica fra Europa e America Latina ha indicato il modello brasiliano APAC come buona pratica nel panorama internazionale in alternativa al sistema carcerario classico.
esistono nel territorio emiliano-romagnolo comunità educanti riconosciute ufficialmente come APAC che vantano ottimi risultati di reinserimento;
la Comunità Papa Giovanni XXIII da anni sperimenta il progetto CEC "Comunità Educante con i Carcerati", un percorso educativo per detenuti che beneficiano di una misura alternativa al carcere che concepisce la pena come occasione riparativa, rieducativa e non vendicativa, proprio come stabilito dalla Costituzione Italiana;
infatti, se nelle carceri la tendenza a commettere di nuovo dei reati - la cosiddetta recidiva - è del 70% dei casi, per quanto riguarda queste comunità i casi di recidiva sono appena il 15%;
ad oggi queste comunità non ricevono nessun contributo per l'accoglienza dei detenuti. Il costo per ognuno dei detenuti accolti è di 35 euro al giorno contro i 140 euro dell’amministrazione penitenziaria;
se venisse riconosciuta una retta di 40 euro al giorno a persona dallo Stato, in un solo anno per 10.000 detenuti sarebbe possibile avere un significativo risparmio della spesa pubblica a loro dedicata, oltre ad un'importante ricaduta sul tessuto sociale;
le CEC possono rappresentare una effettiva leva per il contrasto al sovraffollamento penitenziario in Emilia-Romagna tenuto conto del dato del 35% dei reclusi che possono in via ipotetica accedere a benefici alternativi alla detenzione, ma che molto spesso non hanno risorse e proposte idonee. Leva positiva contro il sovraffollamento è anche la riduzione della recidiva, che ne è una delle maggiori cause.
dal 3 al 13 settembre 2024 l’Assemblea legislativa ha proposto in esposizione la mostra “Dall’amore nessuno fugge. Esperienze di rinascita dall’Apac del Brasile al CEC dell’Italia” con un convegno sul tema che si è tenuto il 12 settembre 2024.
dare seguito alla volontà dell’Assemblea legislativa di supportare economicamente i percorsi di esecuzione penale esterna promossi dalle CEC presenti sul territorio emiliano-romagnolo;
proporre nella Conferenza unificata Stato-Regioni il modello emiliano-romagnolo delle CEC come soluzione alternativa al sovraffollamento del sistema di detenzione carcerario.
Approvato all’unanimità dei votanti nella seduta pomeridiana del 25 marzo 2025