n.125 del 20.05.2026 periodico (Parte Seconda)
Oggetto n. 2103 - Risoluzione per sollecitare il Governo nazionale ad assicurare un quadro giuridico chiaro e rispettoso dei diritti dei lavoratori rider e delle piattaforme digitali. A firma dei Consiglieri: Costi, Gordini, Carletti, Castellari, Sabattini, Calvano, Lembi, Bosi, Paldino, Quintavalla, Proni, Larghetti, Daffadà, Muzzarelli, Fornili, Arduini, Critelli, Massari, Albasi, Lori, Casadei, Parma, Donini, Trande, Ferrari
l’Unione europea ha approvato la Direttiva (UE) 2024/2831 relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro mediante piattaforme digitali, con l’obiettivo di garantire maggiore tutela alle persone che operano in tali contesti, rafforzando la trasparenza dei sistemi di gestione algoritmica e contrastando il fenomeno del lavoro autonomo solo formale;
la direttiva si inserisce nel quadro del Pilastro europeo dei diritti sociali e mira a promuovere condizioni di lavoro eque, sostenibili e coerenti con i principi fondamentali dell’ordinamento europeo, in un contesto caratterizzato da rapide trasformazioni tecnologiche e organizzative;
il recepimento e la concreta attuazione delle norme europee rappresentano un passaggio essenziale affinché i principi stabiliti a livello dell’Unione diventino diritti effettivamente esercitabili dalle lavoratrici e dai lavoratori nei singoli ordinamenti nazionali, in particolare per quanto riguarda la corretta qualificazione dei rapporti di lavoro, la trasparenza nell’utilizzo degli algoritmi e la tutela dei diritti individuali e collettivi;
allo stato attuale, la direttiva non risulta ancora recepita nell’ordinamento italiano mediante l’adozione del decreto legislativo attuativo, pur essendo stata prevista la delega al Governo per l’adeguamento della normativa interna.
nell’ordinamento nazionale sono già previste disposizioni che estendono le tutele proprie del lavoro subordinato anche a quelle collaborazioni che, pur formalmente qualificate come autonome, si caratterizzano per una prestazione personale e continuativa organizzata dal committente nelle modalità di svolgimento;
tali disposizioni rappresentano un intervento volto a garantire adeguata protezione a coloro che operano in una posizione intermedia tra autonomia e subordinazione, evitando che la mera qualificazione formale del rapporto possa incidere negativamente sull’effettivo riconoscimento dei diritti sostanziali;
l’evoluzione giurisprudenziale ha contribuito a chiarire i presupposti applicativi della norma, valorizzando la verifica concreta delle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, anche nei casi caratterizzati dall’utilizzo di piattaforme digitali;
permane tuttavia l’esigenza di assicurare una piena e uniforme applicazione delle disposizioni vigenti, al fine di garantire condizioni di lavoro dignitose, certezza del diritto e pari condizioni di concorrenza tra operatori economici.
con il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62 (Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale) il Governo ha introdotto una serie di misure che costituiscono una parziale anticipazione rispetto al recepimento della Direttiva, stabilendo che la qualificazione del rapporto debba avvenire sulla base delle concrete modalità di svolgimento della prestazione, indipendentemente dalla qualificazione formale;
restano esclusi, tuttavia, i principali elementi innovativi previsti a livello europeo, ovvero la presunzione legale di subordinazione e l’inversione dell’onere della prova a carico della piattaforma, risultando così un quadro meno incisivo sul piano della tutela di questi lavoratori.
la materia dell’ordinamento civile e della disciplina dei rapporti di lavoro rientra nella competenza esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, e che le Regioni non possono intervenire con proprie leggi sulla qualificazione dei rapporti di lavoro o sulla definizione delle relative tutele contrattuali;
il fenomeno del lavoro tramite piattaforme digitali interessa anche il contesto regionale, incidendo su dinamiche occupazionali, mobilità urbana e inclusione sociale, e richiede pertanto un’attenzione istituzionale costante;
un quadro normativo chiaro, coerente e stabile costituisce un elemento di garanzia sia per i lavoratori sia per le imprese che operano correttamente, favorendo un equilibrio tra innovazione, competitività e responsabilità sociale.
il rispetto dei diritti fondamentali della persona che lavora, ivi compreso il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente e a condizioni di lavoro sicure e trasparenti, rappresenta un principio cardine dell’ordinamento repubblicano;
l’effettività delle norme già vigenti costituisce il presupposto per prevenire situazioni di incertezza applicativa e possibili fenomeni di concorrenza sleale basata sulla riduzione delle tutele;
il tempestivo recepimento della direttiva europea sul lavoro mediante piattaforme digitali consentirebbe di rafforzare la coerenza del sistema nazionale con il quadro europeo, offrendo maggiore chiarezza interpretativa e strumenti adeguati a fronte delle trasformazioni in atto nel mercato del lavoro;
un metodo istituzionale fondato sull’equilibrio, sulla trasparenza e sul pieno coinvolgimento delle parti sociali e del sistema produttivo costituisce condizione essenziale per garantire un’attuazione efficace e condivisa delle norme vigenti in materia di lavoro e per accompagnare in modo ordinato il recepimento della direttiva europea sul lavoro mediante piattaforme digitali.
a sollecitare il Governo della Repubblica a dare piena e uniforme applicazione alle disposizioni nazionali già vigenti in materia di collaborazioni etero-organizzate e a procedere con tempestività al recepimento e all’attuazione della Direttiva (UE) 2024/2831 sul lavoro mediante piattaforme digitali, assicurando un quadro normativo chiaro, coerente e rispettoso dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, in armonia con le esigenze di sviluppo e competitività del sistema economico;
a rappresentare al Governo della Repubblica l’opportunità che il percorso di attuazione e recepimento sia accompagnato da un confronto strutturato e trasparente con le parti sociali e con i soggetti rappresentativi del sistema produttivo, al fine di garantire un processo decisionale partecipato, fondato sul dialogo e orientato a soluzioni condivise nel rispetto dei principi di correttezza istituzionale e leale collaborazione.
Approvata a maggioranza dalla Commissione V Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità nella seduta del 7 maggio 2026.