n.327 del 29.12.2025 (Parte Prima)

ORDINE DEL GIORNO - Oggetto n. 1781 - Ordine del giorno n. 24 collegato all'oggetto 1603 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2026-2028". A firma dei Consiglieri: Parma, Sabattini, Valbonesi, Fornili, Calvano, Lucchi, Arduini, Ancarani, Costi, Petitti, Proni, Muzzarelli, Gordini, Bosi, Carletti, Larghetti, Casadei, Paldino

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna 
Premesso che

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno strumento strategico per la transizione energetica, la riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese, il contrasto alla povertà energetica e la promozione di modelli partecipativi e diffusi di produzione da fonti rinnovabili. 

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) aveva inizialmente previsto una dotazione pari a 2,2 miliardi di euro per il sostegno alle CER, successivamente ridotta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a 795,5 milioni di euro nell’ambito della sesta revisione del Piano, con un taglio complessivo pari al 64% delle risorse. 

Reso noto che

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha comunicato che, al 23 novembre 2025, le richieste presentate per impianti in configurazione di Comunità Energetiche Rinnovabili e Gruppi di autoconsumatori nei Comuni sotto i 50.000 abitanti hanno già raggiunto un valore complessivo pari a 864,6 milioni di euro, superando la nuova dotazione finanziaria disponibile. 

Le richieste hanno inoltre superato la milestone di potenza prevista dal PNRR pari a 1.730 MW, raggiungendo complessivamente 1.971,2 MW, come confermato dai dati ufficiali del GSE. 

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha comunicato che tutte le domande saranno sottoposte a istruttoria tecnica e amministrativa, ma che i progetti valutati positivamente e privi di copertura finanziaria resteranno soltanto “idonei” per eventuali scorrimenti, senza alcuna garanzia di finanziamento. 

Considerato che

La rimodulazione delle risorse PNRR è sì motivata dal rispetto delle stringenti scadenze di rendicontazione previste entro il 2026, ma modifica in modo sostanziale e retroattivo le condizioni operative su cui si basavano migliaia di iniziative già avviate da Comuni, enti locali, imprese, cooperative e cittadini. 

La scelta del Governo di concentrare le risorse su misure ritenute a più rapido assorbimento, come Transizione 4.0 e gli IPCEI, penalizza strumenti come le CER, che pur presentando tempistiche più complesse sono fondamentali per una transizione energetica equa e territoriale. 

Il limite massimo del contributo a fondo perduto pari al 40%, previsto dal Decreto CACER, resta formalmente invariato, ma il drastico ridimensionamento della dotazione finanziaria riduce fortemente la platea dei progetti effettivamente finanziabili. 

La riduzione delle risorse a sportello ancora aperto ha di fatto trasformato l’accesso ai contributi in un “click-day”, penalizzando molti progetti strutturati e rendendo non più bancabili numerose iniziative, poiché né la tariffa CER né il Ritiro Dedicato (RID) sono considerati flussi finanziari sufficientemente stabili dal sistema bancario. 

Valutato che

La Regione Emilia-Romagna, con la legge regionale n. 5 del 27 maggio 2022, si è dotata di una propria normativa con cui promuove l'autoconsumo collettivo e le comunità energetiche erogando contributi e strumenti finanziari per supportarle dalla fase di costituzione e progettazione fino all'acquisto e installazione di impianti di produzione e accumulo di energia. 

A seguito del provvedimento del Governo nazionale, che ha determinato le modalità di incentivazione tariffaria per l’energia prodotta dalle Cer, la Regione ha poi inteso sostenere gli investimenti per realizzarne gli impianti. 

Per l’attuazione di tale legge, la Regione ha previsto l’utilizzo di fondi comunitari destinando 12 milioni di euro del Fesr e rinforzando tramite l’Fse+ le attività formative su impianti e tecnologie green. 

A ciò si affianca quanto previsto dal PNRR nella Misura M2C2, investimento 1.2 in oggetto, che prevede per la promozione della costituzione di comunità energetiche e gruppi di autoconsumo collettivo nei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, la cui attuazione è appunto in capo al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; 

Evidenziato che

Una delle specificità della legge emiliano-romagnola è la previsione di contributi maggiori per la costituzione di comunità energetiche rinnovabili a particolare valenza sociale e territoriale, composte da soggetti con fragilità economica, oppure da enti del terzo settore, enti proprietari di gestione di alloggi di edilizia residenziale pubblica o sociale, o situate in aree montane e interne del territorio regionale o, in alternativa, che realizzino progetti di inclusione e solidarietà in collaborazione con gli enti del terzo settore o con gli enti locali. 

Soprattutto in contesti di questo tipo, le CER rappresentano pertanto una via alternativa e complementare rispetto ai grandi impianti centralizzati, favorendo una produzione energetica diffusa, compatibile con i territori e con il paesaggio. 

Visto che

In una regione come l’Emilia-Romagna, dove numerosi enti locali, ad esempio il Comune di Rimini, hanno investito tempo, risorse e competenze nella costruzione di CER, il taglio delle risorse PNRR rischia di compromettere progetti già pronti o in fase avanzata di realizzazione, con effetti negativi sullo sviluppo locale e sulla coesione sociale. 

Il superamento formale dei target di potenza non garantisce che tutti i progetti presentati possano essere finanziati, né chiarisce come il Governo intenda sostenere le Comunità Energetiche Rinnovabili oltre l’orizzonte temporale del PNRR. 

Tutto ciò premesso e considerato, 

impegna la Giunta regionale

a sollecitare il Governo e il Parlamento affinché venga rifinanziata la misura PNRR dedicata alle Comunità Energetiche Rinnovabili, recuperando risorse adeguate a coprire i progetti già presentati e valutati positivamente. 

A chiedere al Governo di prorogare o eliminare il termine attualmente fissato al 31 dicembre 2027 per l’erogazione degli incentivi a sostegno della costituzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, al fine di garantire certezze agli enti locali, alle imprese e ai cittadini coinvolti. 

A rappresentare, in sede di Conferenza Stato-Regioni e nei confronti delle istituzioni europee, le criticità che il taglio delle risorse PNRR sta producendo sui territori, con particolare riferimento all’Emilia-Romagna. 

A valutare, compatibilmente con le risorse disponibili, l’attivazione di strumenti regionali di sostegno, anche attraverso fondi europei e nuove programmazioni, per accompagnare e salvaguardare le progettualità di Comunità Energetiche Rinnovabili già avviate. 

A ribadire il ruolo strategico delle CER come strumento di partecipazione locale, di riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese e di raggiungimento degli obiettivi di produzione da fonti rinnovabili previsti dal PNIEC, il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima. 

Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 23 dicembre 2025

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