n.47 del 25.02.2026 periodico (Parte Seconda)
Oggetto n. 1008 - Risoluzione per impegnare la Giunta a esprimere solidarietà e sostenere le lavoratrici e i lavoratori delle Farmacie Private e le Organizzazioni Sindacali, che scioperano per la legittima richiesta di aumenti salariali e di condizioni di lavoro più dignitose. A firma dei Consiglieri: Trande, Gordini, Sabattini
il 13 maggio 2025 si è interrotta la trattativa tra Federfarma e le Organizzazioni Sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro delle Farmacie Private poiché l’associazione datoriale si è dichiarata indisponibile a discutere di un aumento salariale che tenga realmente conto dell’aumento del costo della vita, avanzando invece una controfferta di un aumento economico salariale nel triennio di 120 euro;
sono circa sessantamila le lavoratrici e i lavoratori dipendenti interessati dal negoziato in Italia, di cui circa seimilatrecento nella sola Regione Emilia-Romagna, e con loro a maggio le Organizzazioni Sindacali hanno avviato lo stato di mobilitazione, con numerose iniziative territoriali;
grazie alla mobilitazione di farmaciste e farmacisti delle Farmacie Private, Federfarma ha chiesto di riaprire il tavolo della trattativa con un prossimo incontro previsto per il 5 agosto 2025.
nello scorso mese di marzo la Conferenza Stato-Regioni ha firmato l’Accordo Collettivo Nazionale che disciplina i rapporti delle farmacie pubbliche e private con il Servizio Sanitario Nazionale. La Convenzione aggiorna, - dopo benventisei anni, - la normativa che regola il rapporto tra le farmacie e il Servizio sanitario nazionale adeguandola alle nuove esigenze di assistenza sanitaria territoriale e all’evoluzione vissuta dalla farmacia in questi anni;
la nuova Convenzione regola non solo le modalità di erogazione dei farmaci, la disponibilità dei farmaci essenziali, gli orari di apertura delle farmacie, ma anche tutti i servizi, dai test con prelievo di sangue capillare alle prestazioni di telemedicina, alla somministrazione dei vaccini.
il lavoro di farmacista è cambiato negli ultimi anni, anche per effetto dell’accordo di convenzione sottoscritto tra lo Stato e le associazioni datoriali Federfarma e Assofarm, e i servizi che si svolgono in farmacia stanno aumentando la professionalità del personale, sia esso laureato e iscritto all’ordine oppure no;
ad un maggiore impegno professionale si rileva tuttavia l’indisponibilità da parte delle associazioni datoriali ad incrementare i salari, con orari lavorativi sempre più gravosi e questo rende la professione sempre meno attrattiva. Questo cambiamento, se non governato, rischia di spazzare via una professione nobile e un servizio essenziale alle cittadine e ai cittadini;
la Regione Emilia-Romagna ha da tempo attivato un tavolo regionale di confronto con le associazioni di categoria delle farmacie per negoziare i termini della convenzione tra le farmacie private e il Servizio Sanitario Regionale, stabilendo i rimborsi per i farmaci erogati, regolare i servizi offerti e discutere le problematiche del settore.
dopo un ulteriore sciopero nel novembre 2025, il 4 febbraio 2026 si è svolto un nuovo incontro tra Federfarma e le Organizzazioni Sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs, nel corso del quale la parte datoriale ha avanzato una nuova proposta economica che prevede un aumento complessivo di 130 euro nel triennio, cui si aggiungerebbero 70 euro riservati esclusivamente al personale laureato in farmacia e 20 euro a titolo di vacanza contrattuale decentrata;
tale proposta è stata giudicata inadeguata dalle Organizzazioni Sindacali, che hanno abbandonato il tavolo di confronto e riproclamato lo stato di agitazione, preannunciando nuove iniziative di mobilitazione e sciopero;
le motivazioni addotte dalle rappresentanze dei lavoratori attengono, da un lato, alla insufficienza dell’offerta economica rispetto al tasso inflattivo registrato negli anni di vacanza contrattuale successivi alla scadenza del contratto nell’agosto 2023, già preceduto da un rinnovo 2021-2023 conclusosi con incrementi salariali ritenuti non adeguati alla perdita di potere d’acquisto e, dall’altro lato, al mancato riconoscimento e alla mancata valorizzazione delle nuove funzioni, dei nuovi ruoli e dell’aumento dei carichi di lavoro del personale, laureato e non, connessi all’evoluzione delle attività delle cosiddette “farmacie dei servizi”, ulteriormente potenziate anche dall’ultima legge di bilancio 2026-2028.
Tutto ciò premesso,
esprime solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori delle Farmacie Private e alle Organizzazioni Sindacali, che scioperano per la legittima richiesta di aumenti salariali e di condizioni di lavoro più dignitose;
chiede di addivenire in tempi brevi ad un accordo che affronti tutti i temi a partire dalla difesa del potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori.
ad attivarsi, nell’ambito del tavolo regionale di confronto con le associazioni di categoria delle farmacie, affinché siano create le condizioni per la ripresa del dialogo tra le parti sociali e per il ritorno delle Organizzazioni Sindacali al tavolo negoziale, favorendo una contrattazione che consenta di giungere in tempi brevi a un accordo in grado di riconoscere adeguatamente il valore professionale delle lavoratrici e dei lavoratori e di garantire incrementi salariali coerenti con le maggiori funzioni da svolgere, in particolare quelle derivanti dall’integrazione delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie previste per le “farmacie dei servizi” resa strutturale dalla Legge di Bilancio 2026 e con la tutela del potere d’acquisto.
Approvata a maggioranza dalla Commissione II Politiche economiche nella seduta del 10 febbraio 2026.