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n. 101 del 04.08.2010 periodico (Parte Seconda)

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Piano per l'adeguamento strutturale ed antisismico di edifici scolastici, ai sensi dell'art.1, comma 4 dell'ordinanza P.C.M. n. 3728/2008. Approvazione modalità di attuazione e istruzioni tecniche per la realizzazione degli interventi. Assegnazione contributi

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Visti:

– l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (PCM) n. 3728 del 29 dicembre 2008 concernente “Modalità di attivazione del Fondo per interventi straordinari della Presidenza del Consiglio dei Ministri, istituito ai sensi dell’art. 32-bis del decreto-legge 30 settembre 2003, n.269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 ed incrementato con la legge 24 dicembre 2007, n. 244” (pubblicata sulla G.U. n. 11 del 15 gennaio 2009) che disciplina, tra l’altro, le modalità che le regioni devono seguire per la redazione di un piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico degli edifici del sistema scolastico, nonché la costruzione di nuovi immobili sostitutivi degli edifici esistenti, laddove indispensabili a sostituire quelli a rischio sismico; nonché le procedure e le modalità che gli Enti beneficiari devono rispettare, per gli interventi su edifici scolastici compresi in tale piano, e ripartendo tra le regioni le risorse finanziarie relative all’anno 2008, con destinazione alla Regione Emilia-Romagna di un finanziamento complessivo di € 1.621.312,66;

– la nota prot. PG/2009/63275 del 13 marzo 2009, indirizzata al Dipartimento della protezione civile, con la quale la Regione Emilia-Romagna ha trasmesso la proposta di piano di interventi di cui all’art. 1, comma 4 dell’Ordinanza PCM 3728/2008, evidenziando la necessità, per due degli interventi previsti, di tener conto della Direttiva del 12 ottobre 2007 “Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni” in quanto disciplinati dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137”;

– la nota del Dipartimento della Protezione Civile prot. DPC/SISM/0049219 del 24 luglio 2009, che comunica l’approvazione del piano degli interventi della Regione Emilia-Romagna, con riserva di ricezione, da parte del Dipartimento stesso, di una nota della Regione che dichiari, per gli interventi di miglioramento sismico, l’interesse culturale e l’impossibilità di raggiungere l’adeguamento sismico;

– la nota congiunta dei due assessori regionali alla Sicurezza territoriale, difesa del suolo e della costa. Protezione civile, e alla Scuola, Università, Formazione professionale, Lavoro, prot. PG/2009/0173770 del 31 luglio 2009, che dichiara l’interesse storico-architettonico per i due edifici oggetto di intervento di miglioramento, conferma l’obiettivo di raggiungere l’adeguamento sismico compatibilmente con le esigenze di tutela e assume l’impegno ad inviare documentazione che dimostri l’impossibilità di raggiungere l’adeguamento sismico;

– la nota del Dipartimento della Protezione Civile prot. DPC/SISM/0051718 del 6 agosto 2009, che accoglie la dichiarazione degli assessori della Regione Emilia-Romagna di cui al punto precedente e comunica l’approvazione del piano degli interventi della Regione Emilia-Romagna,

– il Decreto del P.C.M. del 12 gennaio 2010 “Assegnazione alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto di risorse finanziarie ai sensi dell’art. 32-bis del decreto-legge 30 settembre 2003, n.269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326” (pubblicato sulla G.U. n. 63 del 17 marzo 2010), che assegna alla Regione Emilia-Romagna i finanziamenti da destinare alla effettuazione di interventi per l’adeguamento strutturale ed antisismico degli edifici del sistema scolastico per un importo complessivo di € 1.562.500,00 articolati secondo il seguente schema:

N. prog, 1 - Prov. RE – Comune Baiso – Denominazione: Scuola Primaria - Soggetto Beneficiario: Comune di Baiso - Importo finanziato - 262.500,00

N. prog, 1 - Prov. BO – Ozzano Emilia – Denominazione: Scuola El. Minghetti - Soggetto Beneficiario: Comune di Ozzano - Importo finanziato - 760.000,00

N. prog, 1 - Prov. MO – Marano sul Panaro – Denominazione: Scuola Media Quasimodo - Soggetto Beneficiario: Comune di Marano sul Panaro - Importo finanziato - 540.000,00

Considerato che con propria deliberazione n. 498 dell’8 marzo 2010 “Assegnazione dello Stato per verifiche tecniche e interventi di adeguamento sismico o miglioramento sismico – variazione di bilancio”, si prende atto della predetta assegnazione apportando una variazione in aumento al bilancio dell’esercizio finanziario 2010 dotando il Capitolo 48282 “Contributi a Comuni, province e USL per le verifiche tecniche e gli interventi di miglioramento o adeguamento sismico sugli edifici (D.L. 30 settembre 2003, n. 269 convertito con modificazioni, dalla l. 24 novembre 2003, n.326; O.P.C.M. 8 luglio 2004, n. 3362; D.P.C.M. 6 giugno 2005 e D.P.C.M. 3 agosto 2007, O.P.C.M. 29 dicembre 2008, n.3728 e D.P.C.M. 13 gennaio 2010) - Mezzi statali” afferente all’U.P.B. 1.4.4.3 17570, dello stanziamento di € 1.562.500,00;

Dato atto che in attuazione di quanto previsto all’art. 3, comma 3, l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (PCM) n. 3728 del 29 dicembre 2008, i soggetti beneficiari hanno provveduto alla comunicazione dell’affidamento degli incarichi di progettazione di ciascun intervento entro i termini previsti dal medesimo articolo;

Dato atto inoltre che ricorrono le condizioni per poter provvedere con la presente deliberazione all’assegnazione dei contributi a favore dei Comuni di Baiso (RE) per E. 262.500,00, Ozzano dell’Emilia (BO) per E. 760.000,00 e Marano sul Panaro (MO) per E. 540.000,00 per l’importo complessivo di E. 1.562.500,00 la cui spesa grava sul predetto capitolo 48282 del bilancio per l’esercizio finanziario in corso;

Dato atto altresì che al fine della realizzazione dei suddetti interventi si rende necessario definire le modalità di attuazione e verifica che si approvano con il presente provvedimento nell’Allegato 1 “Modalità di attuazione per la redazione del progetto e la realizzazione degli interventi su edifici compresi nel piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico di edifici scolastici ai sensi dell’art. 1, comma 4 dell’Ordinanza P.C.M. n. 3728/2008)” e nell’Allegato 2 “Istruzioni tecniche per lo svolgimento delle verifiche e degli interventi su edifici compresi nel piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico di edifici scolastici, ai sensi dell’art. 1, comma 4 dell’Ordinanza P.C.M. n. 3728/2008”;

Richiamate le seguenti leggi regionali:

- 26 novembre 2001, n. 43 recante “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e s.m.;

- 15 novembre 2001, n. 40 recante “Ordinamento contabile della Regione Emilia-Romagna, abrogazione delle L.R. 6 luglio 1977, n. 31 e 27 marzo 1972, n. 4”;

- Legge regionale 22 dicembre 2009, n.24 recante “Legge Finanziaria regionale adottata a norma dell’articolo 40 della Legge regionale 15 novembre 2001, n.40 in coincidenza con l’approvazione del Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l’esercizio finanziario 2010 e del Bilancio pluriennale 2010-2012”;

- L.R. 22 dicembre 2009, n. 25 di approvazione del Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2010 e Bilancio pluriennale 2010-2012;

Richiamate le proprie deliberazioni:

- n. 1057 del 24 luglio 2006 concernente “Prima fase di riordino delle strutture organizzative della Giunta regionale. Indirizzi in merito alle modalità di integrazione interdirezionale e di gestione delle funzioni trasversali”;

- n. 1663 del 27 novembre 2006 concernente “Modifiche all’assetto delle Direzioni Generali della Giunta e del Gabinetto del Presidente”;

- n. 1720 del 4 dicembre 2006 recante “Conferimento degli incarichi di responsabilità delle Direzioni generali della Giunta regionale”;

- n. 2416 del 29 dicembre 2008 recante “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007.” e s.m.;

- n.1173 del 27 luglio 2009 recante “Approvazione degli atti di conferimento degli incarichi di livello dirigenziale (decorrenza 1.8.2009)”;

Dato atto dei pareri allegati;

Su proposta dell’Assessore alla “Sicurezza territoriale. Difesa del suolo e della costa. Protezione civile” e dell’Assessore alla “Scuola. Formazione professionale. Università e ricerca. Lavoro”;

a voti unanimi e palesi

delibera:

1) di confermare il piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico di edifici scolastici, ai sensi dell’art.1, comma 4 dell’Ordinanza P.C.M. n. 3728/2008, per un importo complessivo di Euro 1.562.500,00;

2) di confermare che, per lo svolgimento di tutte le attività finalizzate alla realizzazione degli interventi di miglioramento o adeguamento strutturale ed antisismico negli edifici scolastici elencati di seguito, devono essere rispettate le modalità e le tempistiche di cui all’Ordinanza P.C.M. n.3728/2008:

N. prog, 1 - Prov. RE – Comune Baiso – Denominazione: Scuola Primaria - Soggetto Beneficiario: Comune di Baiso - Importo finanziato - 262.500,00

N. prog, 1 - Prov. BO – Ozzano Emilia – Denominazione: Scuola El. Minghetti - Soggetto Beneficiario: Comune di Ozzano - Importo finanziato - 760.000,00

N. prog, 1 - Prov. MO – Marano sul Panaro – Denominazione: Scuola Media Quasimodo - Soggetto Beneficiario: Comune di Marano sul Panaro - Importo finanziato - 540.000,00

3) di assegnare i predetti contributi a favore dei Comuni di Baiso (RE) per E. 262.500,00, Ozzano dell’Emilia (BO) per E. 760.000,00 e Marano sul Panaro (MO) per E. 540.000,00 per l’importo complessivo di E. 1.562.500,00 la cui spesa grava sul predetto capitolo 48282 “Contributi a Comuni, Province e USL per le verifiche tecniche e gli interventi di miglioramento o adeguamento sismico sugli edifici (D.L. 30 settembre 2003, n. 269 convertito con modificazioni, dalla L. 24 novembre 2003, n.326; O.P.C.M. 8 luglio 2004, n. 3362; D.P.C.M. 6 giugno 2005 e D.P.C.M. 3 agosto 2007, O.P.C.M. 29 dicembre 2008, n.3728 e D.P.C.M. 13 gennaio 2010) - Mezzi statali” afferente all’U.P.B. 1.4.4.3 17570” afferente all’U.P.B. 1.4.4.3.17570 del bilancio per l’esercizio finanziario in corso;

4) di approvare quali parti integranti e sostanziali del presente atto:

- l’Allegato 1 “Modalità di attuazione per la redazione del progetto e la realizzazione degli interventi su edifici compresi nel piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico di edifici scolastici ai sensi dell’art. 1, comma 4 dell’Ordinanza P.C.M. n. 3728/2008)”;

- l’Allegato 2 “Istruzioni tecniche per lo svolgimento delle verifiche e degli interventi su edifici compresi nel piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico di edifici scolastici, ai sensi dell’art. 1, comma 4 dell’Ordinanza P.C.M. n. 3728/2008”;

5) di dare atto che alla concessione e liquidazione dei contributi oggetto della presente delibera, provvederà il Dirigente regionale competente con propri atti formali ai sensi della L.R. n. 40/2001 e della propria delibera n.2416/2008 e s.m. nel rispetto delle modalità di cui all’Allegato 1 parte integrante del presente provvedimento;

6) di dare atto altresì che le eventuali economie, legate all’Ordinanza P.C.M. n.3728/2008, risultanti a saldo dei contributi assegnati con il presente atto, torneranno nella disponibilità della Regione che provvederà a darne comunicazione al Dipartimento della protezione civile;

7) di provvedere alla pubblicazione della presente atto deliberativo nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

Allegato 1 

Modalità di attuazione per la redazione del progetto e la realizzazione degli interventi su edifici compresi nel piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico di edifici scolastici, ai sensi dell’art. 1, comma 4 dell’Ordinanza P.C.M. n. 3728/2008)

Disposizioni generali

I Soggetti che attuano gli interventi (Soggetti beneficiari) di cui al “Piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico di edifici scolastici, ai sensi dell’art. 1, comma 4 dell’Ordinanza P.C.M. n. 3728/2008”, hanno la responsabilità ed espletano gli adempimenti di competenza in ordine a tutte le fasi di realizzazione degli stessi. In particolare ai soggetti beneficiari spetta:

- l’esecuzione o l’affidamento della progettazione, l’approvazione del progetto esecutivo, l’acquisizione dei pareri, visti, nulla osta e assensi, comunque denominati, da rilasciarsi a cura delle Amministrazioni competenti. In particolare, per quanto concerne l’autorizzazione sismica preventiva ai sensi dell’art. 11 della L.R. n. 19/2008, questa sarà rilasciata dalle rispettive Strutture tecniche competenti in materia sismica, così come individuate dalla D.G.R. n.1852/2009;

- l’affidamento dei lavori, della direzione lavori, del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, la nomina del collaudatore, nonché i pagamenti, le liquidazioni e le rendicontazioni conseguenti.

Per gli adempimenti di cui ai precedenti punti, i Soggetti beneficiari tengono conto di quanto disposto ai sensi delle normative vigenti sui lavori pubblici e delle disposizioni del presente documento.

L’esame dei progetti da parte della Regione, al fine di verificarne la coerenza con gli obiettivi del programma e con le prescrizioni tecniche regionali, sarà seguito dal rilascio dell’ “Attestazione di coerenza “

1. Progettazione degli interventi

Ai fini del rilascio dell’“Attestazione di coerenza”, i progetti devono:

  • riguardare lavori coerenti con le finalità del “Piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico di edifici scolastici, ai sensi dell’art. 1, comma 4 dell’Ordinanza P.C.M. n. 3728/2008”,
  • essere conformi alle vigenti normative tecniche;
  • attenersi alle “Istruzioni tecniche per l’esecuzione degli interventi su edifici compresi nel piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico di edifici scolastici, ai sensi dell’art. 1, comma 4 dell’Ordinanza P.C.M. n. 3728/2008” riportate nell’Allegato 2 e sub-allegato 2.a relativo alla “Guida alla redazione dei progetti esecutivi di interventi di riparazione e miglioramento sismico su edifici danneggiati”.

Il progetto da sottoporre alle procedure di cui al presente documento, può comprendere anche opere aggiuntive cofinanziate a carico del Soggetto beneficiario e, in tal caso, l’“Attestazione di coerenza” è limitata ai soli aspetti strutturali delle stesse opere aggiuntive cofinanziate.

2. Modalità di presentazione dei progetti per il rilascio dell’ “Attestato di coerenza”

Ai sensi di quanto previsto all’art. 3, comma 3 dell’O.P.C.M. n. 3728/2008 i Soggetti beneficiari hanno comunicato alla Regione Emilia-Romagna, Nucleo tecnico del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli, l’affidamento dell’incarico di progettazione entro i termini previsti dal decreto[1] di cui all’art. 3 comma 2, O.P.C.M. n.3728/2008, e provvederanno a comunicare l’aggiudicazione della gara per l’affidamento dei lavori entro 12 mesi dalla stessa data.

I Soggetti beneficiari trasmetteranno i progetti approvati alla Regione Emilia-Romagna, presso le strutture tecniche di seguito indicate, in due copie, una delle quali verrà restituita agli Enti stessi a seguito dal rilascio dell’”Attestazione di coerenza”.

L’esame dei progetti da parte della Regione, al fine di verificarne la coerenza con gli obiettivi del programma e con le prescrizioni tecniche regionali, sarà eseguito dal Servizio Tecnico dei Bacini degli Affluenti del Po, sede di Reggio Emilia per l’intervento 1 relativo alla Scuola Primaria in Comune di Baiso e dal Nucleo tecnico del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli, per gli interventi 2 e 3, relativi rispettivamente alla Scuola Elementare Minghetti, in Comune di Ozzano Emilia, e alla Scuola Media Quasimodo in Comune di Marano sul Panaro, che ne daranno comunicazione ai Soggetti beneficiari e, per conoscenza, alla, Direzione Generale Cultura Formazione e Lavoro, con apposita “Attestazione di coerenza”. 

Detta “Attestazione di coerenza” specificherà la quota parte percentuale dell’intervento finanziata col contributo regionale, con il relativo importo, e quella eventualmente cofinanziata dal Soggetto beneficiario.

Nel caso di incompletezza del progetto, entro il termine di 60 giorni dal ricevimento del progetto esecutivo, e con la conseguente sospensione dello stesso, la Regione Emilia-Romagna richiede al Soggetto beneficiario le integrazioni necessarie, assegnando a tal fine un congruo termine. Qualora le integrazioni richieste non siano trasmesse entro tale termine, la Regione Emilia-Romagna informa del mancato rilascio dell’”Attestazione di coerenza” il Dipartimento di protezione civile per gli adempimenti di competenza.

3. Concessione contributo

Sulla base delle risultanze dedotte dal progetto esecutivo/definitivo presentato dai soggetti beneficiari, il Dirigente regionale competente provvederà con apposito atto formale, alla presa d’atto del costo complessivo dell’opera, alla concessione del contributo nei limiti dell’importo assegnato con la presente deliberazione nonché alla contestuale assunzione degli oneri finanziari sul capitolo di spesa all’uopo istituito.

4. Consulenza

Per la redazione dei progetti e/o nel corso dei lavori, qualora sorgano difficoltà di giudizio tecnico, i Soggetti beneficiari possono avvalersi della consulenza tecnica regionale che, tramite esperti del Comitato Tecnico Scientifico istituito con Deliberazione di Giunta Regionale n. 1430 del 28 settembre 2009, verrà svolta d’intesa con i tecnici incaricati dai Soggetti stessi, della progettazione e/o conduzione lavori.

5. Varianti

Sono soggette alla procedura suddetta anche le eventuali varianti in corso d’opera concernenti il progetto originario rispetto al quale è stata rilasciata l’”Attestazione di coerenza”, anche nel caso non comportino aumento di spesa, ma siano da considerare sostanziali in rapporto alla soluzione tecnica strutturale.

Non costituiscono varianti, su cui rilasciare una nuova “Attestazione di coerenza”, quelle indicate all’art. 132, comma 3, II periodo, del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE) e sue successive modifiche ed integrazioni, purché soddisfino l’ulteriore condizione di poter essere considerate come varianti non sostanziali in rapporto alla soluzione tecnica strutturale adottata nell’originario progetto già corredato di “Attestazione di coerenza”, nel rispetto delle disposizioni di cui all’allegato B alla D.G.R. n.121/2010[2]. A tal fine il direttore dei lavori, su proprio responsabile giudizio, descrive e certifica il carattere non sostanziale della variante, secondo le indicazioni contenute nell’allegato C (C.1) della deliberazione sopra citata.

Ogni variazione di quanto stabilito nel quadro tecnico economico deve essere comunicata alla struttura regionale preposta all’apposizione dell’”Attestazione di coerenza”. Tali variazioni non possono comportare aumento del contributo assegnato di cui all’”Attestazione di coerenza” e la maggior spesa rimane a carico del Soggetto beneficiario.

6. Modalità di liquidazione/pagamento

La liquidazione ed il pagamento della somma spettante nel rispetto delle disposizioni indicate all’art. 3, comma 3, dell’O.P.C.M. n. 3728/2008 integrate con il presente atto si provvederà, nei limiti del finanziamento concesso per ciascun intervento in esecuzione del provvedimento amministrativo di cui al precedente punto 3, attraverso richieste del relativo Soggetto beneficiario al Nucleo tecnico del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli, con le modalità di seguito specificate:

  • a seguito della comunicazione dell’ affidamento dell’incarico di progettazione è erogato il relativo importo;
  • a seguito della comunicazione dell’avvenuta aggiudicazione della gara di affidamento dei lavori e del costo necessario per la relativa realizzazione, è erogato l’80% della quota corrispondente calcolata proporzionalmente sul finanziamento concesso tenuto conto delle risultanze dedotte dall’“Attestazione di coerenza”;
  • a seguito dell’avvenuta approvazione da parte del Soggetto attuatore degli atti di contabilità finale è erogato il saldo.

Le eventuali economie quale differenza tra l’importo concesso e quello dovuto a saldo torneranno nella disponibilità della Regione. In caso di cofinanziamento da parte del Soggetto beneficiario, le economie saranno accertate in misura proporzionale alle rispettive fonti di finanziamento.

Allegato 2

Istruzioni tecniche per l’esecuzione degli interventi su edifici compresi nel piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico di edifici scolastici, ai sensi dell’art. 1, comma 4 dell’Ordinanza P.C.M. n. 3728/2008

1Il presente documento fornisce istruzioni tecniche per la progettazione di interventi di miglioramento o adeguamento sismico, su edifici scolastici compresi nel piano redatto ai sensi dell’ art. 1, comma 4 dell’Ordinanza P.C.M. n. 3728/2008.

Esso ha, come principale quadro di riferimento, il D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, Parte II, nonché il DM 14 gennaio 2008 “Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni”, la Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 del C.S.LL.PP. “Istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008” e la “Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni”(D.P.C.M. 12 ottobre 2007).

In particolare, l’azione sismica nel sito di riferimento dovrà tenere conto di eventuali effetti locali (stratigrafici e/o topografici), prendendo comunque in considerazione studi di risposta sismica locale ove disponibili.

Le valutazioni di sicurezza e le conseguenti progettazioni andranno impostate tenendo conto dell’unità strutturale e dovranno essere precedute da una valutazione strutturale complessiva dell’aggregato e delle possibili interazioni tra unità strutturali adiacenti.

In relazione a tale esigenza l’aggregato e l’unità strutturale possono essere così definiti:

  • l’aggregato strutturale è costituito da un insieme di elementi strutturali non omogenei e che possono interagire sotto un’azione sismica (o dinamica in genere). Un aggregato strutturale può essere costituito da uno o più unità strutturali accorpate dove, per accorpamento, si deve intendere un contatto, o un collegamento, più o meno efficace tra fabbricati con caratteristiche costruttive generalmente diverse. La presenza di un giunto di separazione, ove ritenuto efficace ai fini sismici, dà luogo alla individuazione di due aggregati strutturali ben distinti;
  • all’interno degli aggregati strutturali si individuano le unità strutturali, omogenee da cielo a terra e, in genere, distinguibili dalle altre adiacenti per almeno una delle seguenti caratteristiche che possono individuare un comportamento dinamico distinto:
    • tipologia costruttiva,
    • differenza di altezza,
    • irregolarità planimetrica con parti non collegate efficacemente,
    • età di costruzione,
    • sfalsamento dei piani,
    • talvolta, ristrutturazioni da cielo a terra.

La tipologia costruttiva riguarda essenzialmente i materiali e le modalità di costruzione delle strutture verticali; quindi, per esempio, se ad un fabbricato con struttura in elevazione costituita da pietra sbozzata ne è stato costruito in aderenza un altro in mattoni, i due fabbricati vanno considerati distinti, quali unità strutturali differenti nell’ambito dello stesso aggregato strutturale.

3 Operazione preliminare ad ogni attività sarà l’esecuzione di un accurato rilievo finalizzato principalmente alla determinazione delle strutture resistenti (per carichi verticali ed orizzontali), della loro geometria, ed alla caratterizzazione, se necessario tramite sondaggi ed indagini diagnostiche, dei materiali costitutivi e dei reciproci collegamenti tra strutture. Eventuali indagini di laboratorio o specialistiche - ossia quelle che vanno oltre i semplici esami a vista o saggi manuali - dovranno essere adeguatamente giustificate e comunque eseguite solo dopo aver condotto valutazioni preliminari che ne definiscano chiaramente l’obiettivo e le modalità di esecuzione. Tali indagini dovranno essere inquadrate in un progetto diagnostico complessivo.

4 Le valutazioni di sicurezza dovranno essere restituite in termini di periodo di ritorno, espresso in anni, dell’azione sismica in grado di attivare un dato meccanismo di danneggiamento/collasso. In particolare andranno:

a) evidenziate le vulnerabilità non valutabili numericamente o valutabili con scarsa affidabilità (normalmente legate a problematiche di fatiscenza di singoli elementi strutturali, collegamenti, etc.) dando su di esse un giudizio esperto;

b) eseguite le verifiche di sicurezza nei confronti dei carichi statici su strutture orizzontali e verticali, evidenziando eventuali incompatibilità con le prevedibili condizioni di esercizio;

c) valutato il periodo di ritorno dell’azione sismica in grado di attivare i singoli meccanismi di danneggiamento/collasso locale, evidenziando questi ultimi in ordine decrescente di vulnerabilità;

d) valutato il periodo di ritorno dell’azione sismica in grado di attivare meccanismi di danneggiamento/collasso globale.

Il livello di approfondimento delle verifiche numeriche sarà legato alla complessità ed all’importanza della struttura: andranno comunque eseguite verifiche preliminari di tipo approssimato che consentano un agevole controllo degli ordini di grandezza.

5 I progetti esecutivi degli interventi devono essere sempre inquadrati in una visione unitaria per tutti gli interventi e finanziamenti, anche differiti nel tempo sullo stesso immobile, essendo questa condizione necessaria per valutarne la coerenza.

6 Nei casi di edifici di valore storico-artistico, gli interventi dovranno tendere ad attenuare e, possibilmente, a eliminare i fattori specifici di vulnerabilità evitando, in linea di massima, di apportare modifiche sostanziali che alterino il comportamento statico e dinamico degli edifici stessi. A tal fine dovrà essere individuata caso per caso la soluzione che maggiormente si conforma ai criteri di sicurezza, oltre che di tutela e di conservazione del bene oggetto dell’intervento. Sulla base dell’accertamento delle condizioni d’uso della costruzione, si potranno prendere eventualmente in considerazione opportune ipotesi di diversa regolamentazione (o ridimensionamento) dell’uso stesso.

7 Nei casi di edifici in muratura gli interventi strutturali devono essere prioritariamente finalizzati:

  • a riparare eventuali danni o dissesti in atto,
  • ad assicurare una buona organizzazione della struttura, curando particolarmente l’efficienza dei collegamenti tra le pareti verticali dell’edificio e tra queste ultime e gli orizzontamenti,
  • ad eliminare gli indebolimenti locali,
  • a ridurre, a entità sicuramente accettabile, l’eventuale spinta generata dalle coperture e dalle strutture voltate,
  • a raggiungere una distribuzione di masse non strutturali ottimale ai fini della risposta sismica della struttura, evitando, se non in casi dimostrati necessari, interventi diretti sulle fondazioni, di sostituzione dei solai e dei tetti o indeterminatamente tesi ad aumentare la resistenza a forze orizzontali dei maschi murari.

Sono di norma da evitare gli spostamenti di aperture nelle pareti portanti, a meno che essi non siano finalizzati a riorganizzare la continuità del sistema resistente. Dovranno essere chiuse con tecniche adeguate le aperture che indeboliscono palesemente la struttura.

Nell’ipotizzare gli interventi, sono da limitarsi le soluzioni che implicano aumento dei carichi permanenti soprattutto in presenza di qualche insufficienza preesistente nelle murature; e, nel caso di interventi su orizzontamenti a struttura in legno o a volte, è da privilegiare la conservazione della tipologia esistente adottando opportuni accorgimenti realizzativi per garantire la rispondenza del comportamento strutturale alle ipotesi di progetto (stabilità dell’insieme e delle parti, collegamento alle strutture verticali e, se richiesta, rigidezza nel piano).

8 Nei casi di edifici in cemento armato o a struttura metallica, saranno da privilegiare, in linea di principio, gli interventi che portino:

  • alla riparazione di eventuali danni agli elementi strutturali e alle tamponature che possono essere considerate efficaci ai fini dell’assorbimento delle forze orizzontali,
  • all’eventuale miglioramento della stabilità di dette tamponature mediante idonea connessione alla struttura intelaiata.
  • alla ridistribuzione in pianta e in alzato delle tamponature efficaci al fine di ridurre sia gli effetti torsionali che le irregolarità in altezza o le zone critiche determinate dalla presenza di elementi tozzi.

Nelle strutture prefabbricate andrà curata prioritariamente l’efficacia dei collegamenti ai fini della stabilità e della resistenza alle azioni orizzontali.

9Nei casi di edifici a struttura mista valgono le tipologie di intervento e le priorità elencate per la parte in muratura e per quella in cemento armato o a struttura metallica. Particolare attenzione deve essere posta ai collegamenti fra i due tipi di parti strutturali e alla compatibilità delle loro diverse deformazioni.

10Per ogni intervento si dovrà comunque dimostrare, tramite considerazioni qualitative supportate da analisi numeriche, secondo quanto indicato al precedente punto 4, di avere effettivamente conseguito un miglioramento sismico rispetto alla situazione preesistente, e quantificarlo.

Gli elaborati di progetto e il loro contenuto tecnico devono risultare coerenti con il sub-allegato 2.a “Guida alla redazione dei progetti esecutivi di interventi su edifici compresi nel piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico degli edifici del sistema scolastico, nonché la costruzione di nuovi immobili sostitutivi degli edifici esistenti, (art. 1, comma 4 dell’Ordinanza PCM 3728/2008)” parte integrante e sostanziale delle presenti indicazioni tecniche.

11 I progetti devono contenere anche indicazioni analitiche per le stime dei lavori, tenendo a tal fine presente che sono ammesse a finanziamento le opere a carattere strutturale, necessarie per conseguire l’obiettivo del miglioramento o dell’adeguamento come meglio specificato ai commi precedenti, nonché le finiture strettamente connesse. A tal fine:

  •  il computo metrico estimativo dovrà essere redatto secondo i criteri previsti e con riferimento al vigente “Elenco prezzi per opere di riparazione e consolidamento sismico di edifici esistenti”[3] ove non diversamente specificato;
  • il quadro economico riepilogativo dovrà specificare la suddivisione dei costi in opere oggetto di finanziamento e opere oggetto di cofinanziamento, secondo il disposto normativo, con relativa suddivisione, oltre che delle spese per lavori, anche delle spese tecniche e dell’I.V.A.. A tal fine, le spese tecniche sono ammesse a contributo entro il limite massimo del 10% dell’importo netto dei lavori per opere strutturali e finiture strettamente connesse oltre a IVA e oneri connessi;

Per tipologie di opere non previste nell’”Elenco prezzi” rimane salva la possibilità di creare nuove voci fornendo la relativa analisi del prezzo, oppure facendo riferimento ad altri prezziari ufficiali.

Nel momento in cui fosse reso ufficialmente disponibile un documento di aggiornamento del suddetto “Elenco prezzi”, questo diventerà automaticamente il documento di riferimento.

Per quanto riguarda gli oneri della sicurezza, tenuto conto del D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008, che disciplina i contenuti minimi dei piani della sicurezza e di coordinamento dei cantieri edili temporanei e mobili, dovrà essere elaborato un computo metrico specifico sulla base del vigente “[4] il cui aggiornamento è stato approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 872/2008, pubblicata sul BURE-R n. 107 del 27 giugno 2008 e s.m.i., ove non diversamente specificato. Elenco regionale dei prezzi per lavori di difesa del suolo, di bonifica e della costa, indagini geognostiche e rilievi e formazione elenco prezzi per la sicurezza”

Relativamente ai costi di eventuali indagini diagnostiche (quali saggi, prelievi di campioni, prove di caratterizzazione fisica, chimica o meccanica dei materiali ecc.), effettuate nello spirito di cui al punto 3, agli elaborati di verifica e progetto dovrà essere allegata una dettagliata analisi dei prezzi che specifichi le singole voci e l’eventuale elenco prezzi utilizzato.

Sub-Allegato 2.a

Guida alla redazione dei progetti esecutivi di interventi su edifici compresi nel piano per l’adeguamento strutturale ed antisismico degli edifici del sistema scolastico, nonché la costruzione di nuovi immobili sostitutivi degli edifici esistenti, (art. 1, comma 4 dell’Ordinanza PCM 3728/2008)

Scopo del presente documento è fornire una guida per la redazione delle valutazioni di sicurezza e dei progetti di intervento di miglioramento o adeguamento sismico, su edifici scolastici compresi nel piano ex art. 1, comma 4 dell’Ordinanza PCM 3728/2008, oggetto di contributo pubblico, sia in merito al tipo di elaborati richiesti, sia all’impostazione generale del lavoro, coerentemente con i principi e gli obiettivi delineati nelle “Istruzioni tecniche”.

Di seguito si riporta un indice degli argomenti con la specifica dei contenuti delle singole voci.

A – predisposizione della valutazione di sicurezza dello stato di fatto 

Introduzione

Contiene un inquadramento generale dell’immobile: descrizione delle funzioni svolte, qualificazione tipologica dei sistemi resistenti, etc.

Norme di riferimento

In questa sezione viene definito il quadro normativo di riferimento, sia amministrativo che tecnico. Vengono indicate sia le norme che i documenti tecnici applicativi a cui si farà riferimento nei punti successivi esplicitando, nel caso siano impiegati più documenti, gli aspetti riferiti a ciascuno di essi (es. azione sismica assunta secondo le NTC 2008, parametri meccanici delle murature secondo le indicazioni delle “Circolari”, rotazione ultima delle sezioni in c.a. secondo FEMA, interpretazione delle prove sulle murature secondo EC6, etc.).

Sebbene pleonastico, si evidenzia come alcune parti di questo paragrafo siano strettamente legate allo sviluppo delle parti successive (ad esempio, le norme di riferimento per l’interpretazione delle prove sperimentali potranno essere definite - e qui aggiornate - solo a valle delle prove stesse).

Rilievo geometrico-strutturale

1. Esame della documentazione disponibile ed analisi storico-critica

In questo paragrafo viene indicata la documentazione reperita e vengono esplicitate le informazioni desunte da ciascuno dei documenti esaminati. Viene ricostruita, per quanto possibile, l’evoluzione storica dell’edificio/aggregato (anche mediante adeguata schematizzazione grafica). Viene altresì allegata, per quanto possibile, copia del materiale reperito (foto, scansioni, etc.).

2. Dati dimensionali e schemi plano-altimetrici

Viene anzitutto effettuato il rilievo geometrico dell’edificio/aggregato, ad un livello di dettaglio sufficiente per una corretta rappresentazione degli elementi strutturalmente significativi (spessori dei muri, altezze e larghezze con una precisione adeguata, aperture, tramezzi ed altri elementi non strutturali che possono comunque incidere sulla determinazione dei carichi o interagire con gli elementi strutturali, spessori degli orizzontamenti, pendenze delle coperture, etc.).

Il rilievo geometrico deve essere restituito graficamente mediante piante, prospetti e sezioni in numero e con un livello di dettaglio sufficiente a rappresentare quanto sopra richiesto. Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla rappresentazione (anche schematica) dei “fattori di vulnerabilità geometrica” (ad esempio: piani sfalsati, muri in falso, disassamenti, volte non contrastate ecc.).

Inoltre, dovrà essere presente: (a) un inquadramento generale dell’edificio/aggregato (che ne consenta l’individuazione nel tessuto urbano ed il rapporto con gli immobili adiacenti); (b) un’adeguata descrizione (possibilmente mediante sintetica mappatura ai piani) delle destinazioni d’uso dei diversi locali; (c) un’esaustiva documentazione fotografica, sia di insieme che delle parti maggiormente significative (elementi caratteristici, fattori di vulnerabilità, lesioni, etc.), opportunamente referenziata.

3. Caratteristiche geomorfologiche del sito

Devono essere acquisite le informazioni relative alle caratteristiche del terreno, quantomeno nella misura necessaria alla definizione dell’azione sismica di riferimento (effetti stratigrafici, topografici, etc.) e alla valutazione della sicurezza delle strutture di fondazione. I metodi per la definizione di dette caratteristiche (dalle valutazioni qualitative all’esame di documenti disponibili, fino alle specifiche prove in situ) possono variare significativamente, anche in funzione della presenza o meno di eventuali problematiche connesse alle fondazioni ed al terreno di sedime.

4. Quadro fessurativo e/o di degrado

Viene rilevato il quadro fessurativo presente e, per quanto possibile, ricostruito quello pregresso e “nascosto” da interventi, volti o meno alla riparazione dei danni strutturali. Le informazioni saranno adeguatamente restituite negli elaborati grafici (specifici o utilizzando quelli di cui al precedente punto 2 “Dati dimensionali e schemi plano-altimetrici”).

5. Rilievo materico e dei particolari costruttivi

Vengono effettuati i saggi necessari alla qualificazione tipologico-materica degli elementi resistenti (es. tipologia di muratura, relativa tessitura, qualità della malta e dei mattoni, presenza di “sacchi”, stratigrafie ed orditure dei solai, etc.) e delle relative connessioni (es. organizzazione degli innesti murari, appoggi dei solai, etc.).

Le informazioni relative a questa fase dovranno essere restituite in opportuni elaborati grafici (piante, prospetti, sezioni e particolari costruttivi di cui al precedente punto 2 “Dati dimensionali e schemi plano-altimetrici” o appositamente redatti), evidenziando le informazioni ottenute da indagini dirette e quelle estrapolate mediante interpretazione di queste.

Al termine di questa fase, deve essere possibile una ricostruzione completa ed adeguata di tutti i meccanismi resistenti presenti nella struttura (sia nei confronti dei carichi statici che di quelli sismici).

6. Descrizione della struttura e sintesi delle vulnerabilità riscontrate e/o possibili

Viene fornita una descrizione della struttura rilevata (in sostanza, vengono commentati gli elaborati di cui al secondo capoverso del paragrafo precedente). Vengono altresì evidenziate le sue possibili vulnerabilità, sia nei confronti dei carichi statici che sismici: in questa fase vengono descritte le vulnerabilità “non quantificabili”, sia strutturali (fatiscenza di singoli elementi, collegamenti, ecc.) che non strutturali (infissi o vetrate non sicure, controsoffitti o elementi appesi mal collegati, camini, ecc.) e vengono individuati i meccanismi da investigare numericamente (carichi statici, meccanismi locali, meccanismi globali) al fine di esprimere un calibrato giudizio sulle corrispondenti vulnerabilità. 

Indagini specialistiche

Eventuali indagini di laboratorio o specialistiche - ossia quelle che vanno oltre i semplici esami a vista o saggi manuali - dovranno essere giustificate ed eseguite solo dopo aver condotto valutazioni preliminari che ne definiscano chiaramente l’obiettivo e le modalità di esecuzione. Tali indagini dovranno essere inquadrate in un progetto diagnostico complessivo. Si intende, quindi, che le operazioni in oggetto non possono che essere condotte via via che si procede alle valutazioni numeriche di cui al paragrafo successivo, procedendo spesso per iterazioni/approssimazioni successive.

In ogni caso, le indagini specialistiche condotte dovranno essere restituite:

I) fornendo copia di tutta ladocumentazione prodotta dalle Ditte specializzate incaricate;

II) ubicando chiaramente le prove condotte sugli elaborati grafici (appositamente predisposti o impiegando alcuni di quelli predisposti nei paragrafi precedenti);

III) fornendo una chiara interpretazione delle stesse (indicando anche la letteratura/normativa di riferimento per l’interpretazione).

In caso di risultati ritenuti poco affidabili, gli stessi saranno comunque riportati, indicando la motivazione per la quale si ritengono tali e pertanto non presi in considerazione nelle analisi numeriche.

Azione sismica di riferimento

Sulla base dei dati relativi alle destinazioni d’uso presenti (vita nominale, classi d’uso periodo di riferimento) ed alle caratteristiche geomorfologiche del sito (vds. sopra), viene definita l’azione sismica di riferimento per ciascuno degli stati limite considerati (in termini di forme spettrali e/o accelerogrammi da impiegare nelle analisi sismiche).

Verifiche numeriche

Per tutte le analisi di tipo numerico appresso descritte dovranno essere:

I) illustrate le ipotesi alla base della modellazione numerica, commentandone l’attendibilità; se necessario, si potrà fare riferimento, di volta in volta, a schemi limite che considerino le condizioni estreme dei parametri più incerti (es: da “piano infinitamente rigido” a “diaframma inesistente”; da “solaio in semplice appoggio” a “solaio incastrato o semi-incastrato”; etc.);

II) chiaramente identificati (anche graficamente) gli schemi statici impiegati e, per verifiche di tipo locale, localizzati gli elementi/meccanismi investigati;

III) chiaramente dichiarati i valori numerici dei parametri coinvolti (aspetti dimensionali - modello geometrico; carichi applicati - modello delle azioni; caratteristiche meccaniche dei materiali - modello meccanico), esplicitandone l’origine (ad esempio, indicando i riferimenti normativi/bibliografici e/o le prove sperimentali da cui sono “estratti” i dati impiegati);

IV) riportati i passaggi maggiormente significativi delle analisi svolte (ad esempio, parametri, formule, grandezze, grafici o risultati intermedi utili alla comprensione dei risultati finali di cui al successivo punto “Relazione conclusiva”).

V) illustrati i risultati delle analisi, sintetizzandoli mediante grafici, tabelle riepilogative e/o mappe di sintesi (ad esempio: le piante su cui si sintetizza la portata di ciascun campo di solaio, direttamente calcolata o desunta; l’accelerazione al suolo ed il periodo di ritorno corrispondente allo SLU, per le diverse combinazioni/direzioni/meccanismi-locali considerati; etc.).

1. Verifica nei confronti dei carichi statici

Le verifiche nei confronti delle combinazioni statiche dovranno essere condotte sia per le fondazioni ove necessario[5], sia per gli elementi resistenti verticali (e per travi e altri elementi, ove presenti), sia per gli orizzontamenti. Relativamente a questi ultimi, i campi di solaio investigati (dai saggi atti a definirne spessori, armature e quant’altro necessario, fino alla verifica numerica) dovranno essere geometricamente e tipologicamente rappresentativi. Gli elementi investigati dovranno essere localizzati in appositi elaborati grafici.

Dovranno essere riportati i dettagli delle singole verifiche condotte e dovrà essere sintetizzato l’esito esprimendo un giudizio complessivo e motivato sulla capacità portante delle diverse tipologie di membrature. Qualora quest’ultima risulti inferiore a quella richiesta per le nuove costruzioni con medesima destinazione d’uso (secondo quanto previsto per l’adeguamento di una costruzione esistente), dovrà essere fornita una “ragionevole” stima (indicandone il valore numerico).

2. Analisi dei meccanismi locali

Dovranno essere valutati i periodi di ritorno in grado di attivare i singoli meccanismi di danneggiamento/collasso locale (o di “primo modo”), individuati al punto 6 “Descrizione della struttura e sintesi delle vulnerabilità riscontrate e/o possibili”, evidenziando gli stessi meccanismi in ordine decrescente di vulnerabilità. Per ciascun tipo di meccanismo dovrà essere chiaramente illustrato lo schema statico/cinematico alla base del calcolo eseguito. Gli elementi/meccanismi investigati dovranno essere localizzati in appositi elaborati grafici.

3. Analisi dei meccanismi globali

Dovranno essere determinati i periodi di ritorno e le accelerazioni al suolo dell’azione sismica in grado di attivare meccanismi di danneggiamento/collasso globale (o di “secondo modo”). Nel caso di analisi che prevedano il controllo puntuale domanda/capacità per i singoli elementi (analisi lineari, analisi non lineari su strutture in calcestruzzo, etc.), si dovrà tener conto delle possibili ridistribuzioni delle sollecitazioni, così che i valori delle accelerazioni di attivazione siano sufficientemente rappresentativi del raggiungimento dello SLU.

I risultati saranno commentati, evidenziando le principali criticità (direzioni deboli, piani maggiormente vulnerabili, elementi sensibili – es. fasce di piano e/o maschi murari)

B – predisposizione del progetto dell’intervento

Per tutte le tipologie costruttive, i progetti degli interventi di riparazione, “miglioramento sismico”[6] o adeguamento, devono comprendere:

I) la scelta motivata, sulla base delle considerazioni sviluppate nella sezione “A”, del tipo di intervento, tenendo presente che:

1) nel caso di interventi di riparazione o intervento locale il progetto potrà essere riferito alle sole parti e/o elementi interessati e documentare che, rispetto alla configurazione precedente il danno, non siano prodotte sostanziali modifiche al comportamento delle altre parti e della struttura nel suo insieme, e che gli interventi comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti;

2) per interventi di miglioramento sismico il progetto dovrà essere esteso a tutte le parti della struttura potenzialmente interessate da modifiche di comportamento, nonché alla struttura nel suo insieme;

3) infine, nel caso di interventi di adeguamento della costruzione, il progetto dovrà riportare le verifiche dell’intera struttura post intervento;

II) la scelta delle tecniche e/o dei materiali impiegati;

III) il dimensionamento preliminare dei rinforzi e degli eventuali elementi strutturali aggiuntivi;

IV) l’analisi strutturale considerando le caratteristiche della struttura post intervento: tale analisi deve comprendere la definizione esplicita dei “modelli di capacità per i rinforzi”, ossia le modalità con cui gli interventi sono tenuti in considerazione nelle modellazioni numeriche. Nel caso di edifici in muratura si distinguono le due situazioni tipiche: (a) per i meccanismi locali (analisi cinematiche) i rinforzi sono messi in conto attraverso un’appropriata variazione del cinematismo attivato; (b) per i meccanismi globali le caratteristiche meccaniche degli elementi rinforzati potranno essere determinate con riferimento alla tabella C8A.2.2 contenuta nella Circolare n. 617 del 02.02.2009 C.S.LL.PP., recante “ Istruzioni per l’applicazione delle “ Nuove norme tecniche per le costruzioni ” di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008”; nel caso di edifici o elementi in calcestruzzo armato, i modelli di capacità per i rinforzi possono essere determinati con riferimento al punto C8A.7 della citata Circolare. Si intende che modelli ulteriori e/o alternativi, adeguatamente giustificati e documentati, possono essere proposti dal progettista;

V) la verifica della struttura post-intervento, secondo le modalità definite nella precedente sezione “A”;

VI) le considerazioni qualitative e numeriche di cui sopra dovranno essere adeguatamente illustrate e rese comprensibili in esaustivi elaborati grafici di progetto, in scala adeguata, che descrivano le soluzioni tecniche adottate, le interazioni tra elementi aggiunti e strutture esistenti, mediante piante, prospetti, sezioni e particolari costruttivi, in numero e con un livello di dettaglio sufficiente a rappresentare l’intero processo costruttivo. Nella progettazione preliminare, ove prevista, detti elaborati grafici saranno sostituiti da rappresentazioni semplificate, anche schematiche, degli interventi e della loro localizzazione e da una relazione programmatica che illustri sinteticamente le fasi esecutive, le tecniche di intervento e i materiali scelti, in rapporto agli obiettivi che si intendono raggiungere con il progetto.

C – Relazione conclusiva per il soggetto attuatore 

Nella relazione conclusiva e di sintesi per il soggetto attuatore, da intendersi quale “apposita relazione” ai sensi del punto 8.3 – ultimo capoverso – delle NTC 2008, saranno:

  • sintetizzati gli elementi salienti tra quelli descritti nei paragrafi precedenti;
  • riepilogate le problematiche emerse e le relative soluzioni di progetto;
  • evidenziate le eventuali problematiche non risolte dall’intervento e le eventuali limitazioni da porre all’uso della costruzione.

In particolare andranno sviluppati i seguenti aspetti:

1. Sintesi del percorso conoscitivo

Verrà sintetizzato il percorso conoscitivo, dai sopralluoghi preliminari, al materiale informativo reperito, alle modalità di rilievo geometrico e del quadro di danneggiamento, ai saggi effettuati, alle eventuali prove specialistiche, etc.

Verrà fornita una sintesi descrittiva della struttura, della qualità dei materiali, delle vulnerabilità, del quadro fessurativo e relativa interpretazione.

Verranno elencate le verifiche numeriche condotte, indicando per ciascuna di esse le principali ipotesi che la caratterizzano (grado di affidabilità, eventuali ipotesi “limite”, etc.).

Verranno sintetizzati e commentati i risultati delle analisi, sia qualitative sia numeriche, esprimendo un giudizio generale sul fabbricato, con riferimento ai 4 principali “filoni”: (i) vulnerabilità non quantificabili, (ii) verifiche nei confronti dei carichi statici, (iii) analisi dei meccanismi locali, (iv) analisi dei meccanismi globali.

2. Interventi di progetto

Verrà evidenziato il rapporto tra i risultati delle valutazioni di cui al punto precedente e le soluzioni tecniche adottate per risolverli.

Sarà restituita una descrizione sintetica degli interventi.

Verrà riportata una considerazione conclusiva sullo stato del fabbricato dopo l’intervento, evidenziando eventuali problematiche non risolte dall’intervento progettato.

Saranno esplicitate le eventuali conseguenti limitazioni all’uso della costruzione (es. portata dei diversi campi di solaio, etc.). Il giudizio sulla capacità portante potrà essere differenziato per le diverse porzioni dell’edificio e/o per vani con funzione diversa (ad esempio, in una scuola, si potranno definire limitazioni d’uso differenziate per le aule e per i corridoi e/o per i diversi “corpi” del complesso). 

Contenuti e linguaggio della Relazione Conclusiva devono essere tali da consentirne una chiara lettura anche a soggetti “non specialisti”; in particolare, le scelte relative agli interventi e la descrizione delle problematiche non risolte e delle eventuali limitazioni all’uso della costruzione dovranno essere comprensibili e gestibili dal soggetto attuatore.

[1] Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri “ Assegnazione alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto di risorse finanziarie ai sensi dell’art.32-bis del decreto-legge 30 settembre 2003, n.269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.326” del 12 gennaio 2010.

[2] D.G.R. n.121 del 1 febbraio 2010 (pubblicata sul BUR-ER n. 44 del 12 marzo 2010) “ Atto di indirizzo recante individuazione degli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici e delle varianti, riguardanti parti strutturali, che non rivestono carattere sostanziale e definizione della documentazione attinente alla riduzione del rischio sismico necessaria per il rilascio del permesso di costruire e per la denuncia di inizio attività, ai sensi degli articoli 9, comma 4 e 10, comma 3, della L.R. n. 19 del 2008”.

[3] Allegato alla D.G.R. n. 755 del 29 maggio 2007 recante “Approvazione dell’aggiornamento dell’elenco prezzi per opere di riparazione e consolidamento sismico di edifici esistenti”, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna n. 101 del 13 luglio 2007, scaricabile anche da internet al sito http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/geologia/canali/sismica/per_approfondire/emilia_romagna.htm vedendo in “Documenti” a destra della pagina web.

[4] Allegato A alla D.G.R. 519 del 31 marzo 2003, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna n. 72 del 20 maggio 2003.

[5] Cfr. in merito il punto 6.3.9 della “Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni – D.P.C.M. 12 ottobre 2007.

[6] Per “miglioramento sismico” si intende un intervento di miglioramento ai sensi del punto 8.4.2 delle NTC 2008 particolarmente finalizzato all’accrescimento della capacità di resistenza alle azioni sismiche.

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