n.135 del 29.05.2026 (Parte Prima)
Oggetto n. 2621 - Ordine del giorno n. 10 collegato all'oggetto 2235 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Individuazione delle aree idonee e disciplina dell'installazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili nel territorio regionale". A firma dei Consiglieri: Lucchi, Calvano, Parma, Castellari, Critelli, Larghetti, Casadei, Quintavalla, Proni, Costi, Petitti, Valbonesi, Ferrari
il contesto geopolitico internazionale, segnato da tensioni e conflitti negli ultimi anni, ha inciso in modo significativo sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici, in particolare sul mercato del gas naturale, storicamente esposto a dinamiche di instabilità e dipendenza da fornitori esterni.
Le forti oscillazioni dei prezzi del gas nei mercati internazionali e la struttura stessa del mercato elettrico europeo, che determina il prezzo dell'energia elettrica sul costo marginale più elevato fra le fonti di produzione, hanno rapidamente portato ad un innalzamento significativo del prezzo dell'energia elettrica.
la volatilità dei prezzi dell'energia rappresenta un fattore di forte incertezza per il sistema economico, incidendo negativamente sulla programmazione delle attività produttive e sugli investimenti - in particolare per le imprese energivore e per le piccole e medie imprese - e sulla competitività delle imprese italiane ed europee nei mercati internazionali: secondo le recenti analisi di Confindustria, lo scenario peggiore prefigura un aggravio dei costi energetici per le imprese italiane che potrebbe raggiungere i 21 miliardi di euro.
L'aumento dei costi energetici ha anche comportato un aggravio delle bollette per le famiglie, contribuendo alla riduzione del potere d'acquisto e accentuando fenomeni di vulnerabilità e povertà energetica: i dati Arera confermano per il trimestre aprile-giugno 2026 un incremento delle tariffe elettriche pari all'8,1% per i clienti vulnerabili, che in Italia ammontano a 2,4 milioni di persone.
la crisi energetica ha evidenziato la vulnerabilità strutturale dell'Unione europea, caratterizzata da una forte dipendenza da importazioni di combustibili fossili e dalla volatilità dei prezzi internazionali, nonché da criticità persistenti nel funzionamento del mercato elettrico e da limiti legati all'insufficienza e frammentazione delle infrastrutture e al coordinamento tra politiche nazionali.
L'UE è chiamata a sostenere un ingente fabbisogno di investimenti per la transizione energetica, come evidenziato anche dal Rapporto Draghi, riguardante non solo lo sviluppo delle fonti rinnovabili ma anche il potenziamento delle reti, dei sistemi di accumulo e delle tecnologie innovative, al fine di rafforzare la sicurezza energetica, ridurre la dipendenza dalle importazioni e sostenere la competitività del sistema economico europeo.
La politica energetica europea, orientata alla transizione verso fonti rinnovabili, alla decarbonizzazione e alla sicurezza degli approvvigionamenti, ha bisogno di potenziare gli investimenti comuni in infrastrutture, reti e fonti rinnovabili per rafforzare la propria autonomia strategica, garantendo al contempo maggiore stabilità dei prezzi e competitività del sistema produttivo.
l'attuale politica energetica nazionale evidenzia criticità legate alla prevalenza di interventi di natura contingente e non strutturale, nonché da una perdurante incertezza normativa e da una frammentarietà dei regimi di incentivazione che stanno determinando una paralisi degli investimenti privati e rischiano di compromettere l'efficacia delle risorse stanziate dal PNRR per la diversificazione energetica.
È, dunque, necessario accelerare l'attivazione delle aste e dei meccanismi incentivanti già legiferati, nonché semplificare le procedure per l'installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, anche destinati all'autoconsumo industriale, al fine di ridurre strutturalmente il costo dell'energia, rafforzare la competitività del sistema produttivo e favorire l'elettrificazione dei consumi.
Altrettanto prioritario è promuovere una strategia organica volta a disaccoppiare progressivamente il prezzo dell'energia elettrica da quello del gas, favorire la stabilizzazione dei prezzi attraverso strumenti di lungo periodo e sbloccare lo sviluppo delle fonti rinnovabili - incluso l'eolico offshore mediante l'avvio delle relative aste sugli impianti già autorizzati, ma bloccati per ritardi amministrativi.
la Regione Emilia-Romagna ha orientato la propria politica energetica alla transizione ecologica e alla decarbonizzazione, attraverso strumenti di programmazione quali il Piano energetico regionale ed i Patti sottoscritti nel tempo fino all'attuale Patto per l'Emilia-Romagna. Insieme, con cura, promuovendo lo sviluppo delle fonti rinnovabili, l'efficienza energetica e l'elettrificazione dei consumi, con l'obiettivo di ridurre le emissioni climalteranti, contenere i costi energetici e rafforzare la resilienza del sistema economico e produttivo regionale.
La Regione ha altresì individuato come prioritarie l'accelerazione degli investimenti in impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e comunità energetiche, nonché il sostegno all'innovazione tecnologica e alle filiere industriali connesse alla transizione energetica, favorendo al contempo la semplificazione delle procedure autorizzative e il coordinamento con gli strumenti nazionali ed europei, al fine di contribuire alla sicurezza energetica, alla competitività delle imprese e alla riduzione strutturale della dipendenza dalle fonti fossili.
La legge oggi approvata dall'Aula, recante Individuazione delle aree idonee e disciplina dell'installazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili nel territorio regionale, proponendosi di rendere più coerente e semplificata la normativa sulle fonti rinnovabili, contribuisce in maniera significativa all'accelerazione di tale processo. In particolare, essa persegue l'esigenza di massimizzare l'individuazione delle aree nelle quali installare gli impianti a fonti rinnovabili minimizzando gli impatti sul paesaggio, sull'ambiente, sul patrimonio culturale, sul territorio, sul settore agricolo. Inoltre, vengono introdotti innovativi meccanismi premiali per l'autoconsumo dell'energia prodotta da fonti rinnovabili da parte delle imprese emiliano-romagnole.
proseguire e rafforzare l'attuazione delle politiche regionali di transizione energetica, promuovendo in modo prioritario lo sviluppo degli impianti da fonti rinnovabili, con particolare riguardo a quelli meno impattanti sul paesaggio, sull'ambiente, sul patrimonio culturale, sul territorio, sul settore agricolo come il fotovoltaico installato sugli edifici.
Sostenere l'autoconsumo energetico, in particolare in ambito produttivo, anche attraverso meccanismi premiali e strumenti di supporto alle imprese, al fine di rafforzarne la competitività e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.
Potenziare ulteriormente la strategia regionale integrata di innovazione e sviluppo industriale nel settore energetico, valorizzando le filiere produttive locali, sostenendo la ricerca e l'adozione di tecnologie innovative e rafforzando il raccordo con le politiche nazionali ed europee, al fine di cogliere le opportunità della transizione energetica in termini di crescita economica, occupazione e sostenibilità.
Integrare nel piano energetico regionale, in sinergia con il Piano regionale per il contrasto alla povertà, misure per la povertà energetica che integrino gli strumenti già esistenti (Fondo Energia, bandi CER, Fondi europei), anche sostenendo azioni specifiche per l’installazione di impianti rinnovabili e interventi di efficienza energetica a beneficio delle famiglie in condizioni di vulnerabilità economica.
Favorire un'attuazione celere della legge, fornendo indirizzi per un'azione coordinata sul territorio in accompagnamento alle Amministrazioni procedenti, fornendo supporto anche in termini di chiarimento delle disposizioni normative.
definire urgentemente un piano di sviluppo energetico nazionale capace di incidere già nel breve e medio periodo sulla riduzione dei costi di produzione e delle bollette per famiglie e imprese, attraverso una maggiore diversificazione delle fonti e delle modalità di approvvigionamento, delineando al contempo un percorso di medio periodo volto alla progressiva diminuzione del peso del gas nel mix energetico nazionale e all'incremento significativo della produzione da fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo;
sostenere a livello comunitario la necessità di disaccoppiare il prezzo dell'elettricità prodotta da fonti rinnovabili da quello del gas, garantendo a imprese e famiglie tariffe basate sui costi reali di generazione e neutralizzando le speculazioni sui mercati marginali;
adottare iniziative normative volte a semplificare ed incentivare l'installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo destinati all'autoconsumo da parte delle imprese;
prevedere la realizzazione delle procedure di asta necessarie al completamento degli impianti di offshore eolico già autorizzati;
promuovere in ambito europeo tutte le iniziative utili a sfruttare pienamente i margini di flessibilità previsti dalla normativa dell'Unione, in particolare per quanto riguarda le deroghe in materia di aiuti di Stato, al fine di sostenere politiche efficaci di contenimento dei costi energetici, rafforzare la competitività del sistema produttivo e tutelare le famiglie e le imprese.
Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 27 maggio 2026