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n.73 del 12.03.2014 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 5222 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere le AUSL affinché la chiusura del Punto Nascita di Porretta non pregiudichi il mantenimento sul territorio di tutti i servizi necessari al percorso prenatale e post-nascita. A firma dei Consiglieri: Marani, Piva, Mumolo, Pariani, Carini, Paruolo, Monari

 L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna 

Premesso che

La conferenza socio-sanitaria di Bologna ha approvato un Piano di riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali ed ospedalieri che, in coerenza con la delibera regionale recante Linee di finanziamento e programmazione 2013, ridisegna il proprio sistema di offerta.

I provvedimenti assunti, che hanno riguardato tutti gli ospedali della città di Bologna e della provincia, hanno tenuto conto delle caratteristiche del territorio montano e della necessità di salvaguardare e potenziare i servizi esistenti, anche al fine di valorizzare i recenti ed importanti investimenti nelle strutture ospedaliere di Vergato e di Porretta.

In particolare, integrando le attività dei due ospedali sono state eliminate duplicazioni, si sono coperti i posti di direttore di medicina e chirurgia con incremento delle prestazioni di chirurgia generale e specialistica, si è potenziata l'attività diagnostica e la specialistica ambulatoriale.

Evidenziato che

Nel caso dei punti nascita la riorganizzazione è un impegno previsto dal patto per la salute 2010/2012 meglio specificato negli accordi Stato-Regione del 2010.

Standard e requisiti previsti sono coerenti con le indicazioni dell'OMS.

Una delle criticità rilevate è stato il Punto Nascita situato presso l'ospedale di Porretta, che non solo si colloca al di sotto degli standard previsti dai requisiti per l'accreditamento, ma non garantisce adeguati livelli di sicurezza ed appropriatezza dell'assistenza.

In particolare, la sperimentazione avviata nel 2009 dopo anni di interruzione dell'attività, ha visto una progressiva riduzione della capacità attrattiva del Punto Nascita di Porretta sulle donne residenti nel distretto stesso, che scelgono di partorire in altri ospedali.

Nel 2012 infatti, su 441 parti che hanno interessato donne residenti nel distretto di Porretta, 311 sono avvenuti negli ospedali bolognesi (246 al Maggiore e 65 al Sant'Orsola) e solo 140 nell'ospedale di Porretta, cifra che ha subito una ulteriore contrazione nel 2013, attestandosi a 112 parti. Nello stesso anno il Maggiore ha ospitato 3124 parti e il Sant'Orsola 3570.

Rilevato che

Si tratta di numeri che rendono del tutto impensabile un qualsiasi tipo di riorganizzazione del Punto Nascita di Porretta, che consenta il mantenimento della clinical competence definita dagli standard di attività dei due nosocomi bolognesi.

Inoltre il Punto Nascita di Porretta non garantisce l'assistenza continuativa h24 né la costante presenza di un medico pediatra/neonatologo ed è sprovvisto di terapia intensiva neonatale perché non compatibile con un razionale utilizzo delle risorse né con la reale possibilità di reperire idonee competenze professionali. Si determina quindi un rischio maggiore per le partorienti ed i neonati e che sono probabilmente alla base della scelta di molte donne porrettane di partorire già oggi negli ospedali cittadini di Bologna.

Valutato che

A seguito delle considerazioni fin qui esposte l'AUSL di Bologna il 14 febbraio scorso ha disposto la chiusura del Punto Nascita di Porretta al fine di garantire maggiore qualità, sicurezza ed appropriatezza dell'assistenza.

Valutato altresì che

Ad alimentare le preoccupazioni delle cittadine e dei cittadini di Porretta, oltre alla distanza ed ai problemi legati alla viabilità, è anche il timore che questa chiusura si traduca in un primo passo verso il depotenziamento di altri servizi sanitari presenti sul territorio.

Impegna la Giunta

A sostenere l'operato della AUSL di Bologna affinché la chiusura del Punto Nascita di Porretta non pregiudichi, come già garantito, il mantenimento sul territorio di tutti i Servizi necessari al percorso prenatale e post-nascita, garantendo la presenza continuativa di ginecologi ed ostetriche in grado di seguire l'intero percorso di madri e figli.

A mantenere la ginecologia chirurgica ed ambulatoriale.

A mantenere l'attività ospedaliera pediatrica anche attraverso la sperimentazione di modelli innovativi di integrazione con i pediatri di base e di comunità.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta antimeridiana del 25 febbraio 2014

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