n.258 del 07.10.2026 periodico (Parte Seconda)

Oggetto n. 3230 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a promuovere la definizione di indirizzi regionali volti a rafforzare il sistema dell'affido familiare, riducendo le disomogeneità territoriali e favorendo livelli quanto più possibile omogenei di sostegno economico, educativo, psicologico e sociale alle famiglie affidatarie, nel rispetto delle competenze degli enti locali. A firma dei Consiglieri: Parma, Castaldini, Gordini, Costi, Proni, Lembi, Albasi, Casadei, Muzzarelli, Daffadà

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Premesso che

- l'affidamento familiare rappresenta uno degli strumenti prioritari di tutela dei minori temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo, garantendo loro un contesto educativo, relazionale e affettivo adeguato e favorendo, ove possibile, il mantenimento dei legami con la famiglia d'origine;

- le famiglie affidatarie svolgono una funzione di elevato valore sociale, educativo e solidaristico, contribuendo alla tutela dei minori e al rafforzamento della coesione e della responsabilità comunitaria;

- l'efficacia dei percorsi di affidamento è strettamente legata alla presenza di adeguati interventi di sostegno economico, educativo, psicologico e formativo, nonché alla collaborazione tra istituzioni, servizi territoriali, famiglie affidatarie e associazioni del settore.

Reso noto che

- la normativa nazionale e regionale individua l'affidamento familiare quale misura preferenziale rispetto all'inserimento in strutture residenziali, ove compatibile con il superiore interesse del minore;

- in particolare, la legge 4 maggio 1983 n. 184 (Diritto del minore a una famiglia), attribuisce alle Regioni, nell'ambito delle proprie competenze in materia sociale e sociosanitaria, funzioni di sostegno ai nuclei familiari, promozione dell'affidamento familiare, formazione degli operatori e delle famiglie affidatarie, nonché compiti di programmazione, indirizzo, monitoraggio, organizzazione e coordinamento del sistema dei servizi territoriali e delle attività connesse alla tutela dei minori, anche attraverso l'adozione di linee guida e atti di indirizzo rivolti agli enti locali e ai servizi competenti;

Considerato che

- in diversi territori della Regione Emilia-Romagna si registrano modalità organizzative e forme di sostegno all'affido familiare differenziate, sia sotto il profilo economico sia sotto quello dei servizi di accompagnamento alle famiglie;

- comune è, invece, la crescente criticità nel reperimento di nuove famiglie affidatarie segnalata dai servizi territoriali, dagli enti locali e dalle associazioni del settore, che rende necessario rafforzare le politiche di sostegno, accompagnamento e valorizzazione dell'affido familiare;

- un sistema di supporto adeguato alle famiglie affidatarie costituisce infatti non solo uno strumento indispensabile per la buona riuscita dei progetti di accoglienza, ma anche una condizione essenziale per promuovere nuove disponibilità all'affidamento e ampliare la rete delle famiglie accoglienti presenti sul territorio regionale;

- tale sostegno deve pertanto comprendere, accanto agli interventi economici, servizi educativi, psicologici, sociali e formativi capaci di accompagnare le famiglie durante tutte le fasi del percorso di affido.

Preso atto che

- in Regione è attivo dal 2014 il “Tavolo tecnico regionale in materia di adozione”, quale luogo di incontro e confronto strutturato fra i diversi attori coinvolti finalizzato alla qualificazione del sistema dei servizi attraverso la promozione di una corretta cultura dell’adozione, la concertazione degli obiettivi e dei contenuti, la promozione di forme di collaborazione tra Enti titolari delle diverse, l’elaborazione di protocolli operativi e di strumenti di lavoro condivisi, l’individuazione di buone prassi ed il monitoraggio del sistema sull’intero territorio regionale, con particolare attenzione agli standard quali-quantitativi;

- nell'ambito del percorso di revisione delle politiche regionali a sostegno della genitorialità e delle famiglie, è in corso una riflessione finalizzata al rafforzamento e alla qualificazione del sistema regionale dell'affidamento familiare;

- gli esiti del monitoraggio regionale e del confronto con enti locali, servizi territoriali e soggetti del Terzo settore potranno costituire la base per l'adozione di indirizzi regionali volti a promuovere una maggiore omogeneità territoriale nelle misure di sostegno all'affidamento familiare;

- l'obiettivo di tale percorso è contribuire alla costruzione di un sistema regionale di sostegno all'affido familiare che assicuri alle famiglie affidatarie adeguati supporti economici, educativi, psicologici e sociali, garantendo livelli di accompagnamento quanto più possibile uniformi sull'intero territorio regionale e valorizzando il ruolo svolto dalle famiglie che scelgono di intraprendere percorsi di accoglienza e tutela dei minori.

Ritenuto che

- la Regione, nell'esercizio delle proprie funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento possa favorire una maggiore omogeneità territoriale nell'organizzazione dei servizi affido e nell'accesso alle misure di sostegno, contribuendo a garantire pari opportunità ai minori accolti e condizioni di supporto più eque e omogenee per le famiglie affidatarie sull'intero territorio regionale, nel rispetto dell'autonomia e delle competenze degli enti locali;

- un sistema regionale di sostegno più strutturato e uniforme, articolato su interventi economici, educativi, psicologici e sociali, possa contribuire sia alla migliore riuscita dei progetti di affidamento sia ad accrescere la disponibilità di nuove famiglie affidatarie.

Tutto ciò premesso e considerato,

Impegna la Giunta regionale

- a promuovere, nell'ambito del percorso di confronto in essere con enti locali, servizi territoriali e associazioni sulle politiche regionali a sostegno delle famiglie e della genitorialità, la definizione di indirizzi regionali volti a rafforzare il sistema dell'affido familiare in Emilia-Romagna, riducendo le disomogeneità territoriali e favorendo livelli quanto più possibile omogenei di sostegno economico, educativo, psicologico e sociale alle famiglie affidatarie, nel rispetto delle competenze degli enti locali;

- a potenziare il monitoraggio regionale delle misure economiche e delle modalità di sostegno adottate nei diversi territori, particolarmente tramite il Tavolo tecnico regionale in materia di adozione, e a favorire il confronto e lo scambio delle buone pratiche, valorizzando le esperienze più efficaci e significative sviluppate dai Comuni e dai distretti;

- a sostenere iniziative di promozione e sensibilizzazione dell'affido familiare sull'intero territorio regionale, valorizzando le buone pratiche maturate nei diversi distretti e favorendo il coinvolgimento delle associazioni del settore.

Approvata all’unanimità dalla Commissione IV Politiche per la Salute e Politiche Sociali nella seduta del 15 settembre 2026.

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