n.229 del 26.08.2025 (Parte Seconda)
Approvazione dell'elenco dei Comuni e loro forme associative da ammettere al finanziamento delle risorse del Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e istruzione D.Lgs. n. 65/2017. Anno 2025
Visti:
- la Legge 13 luglio 2015, n. 107, “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, art. 1, commi 180 e 181 e specificamente lettera e);
- il D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 65, “Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), della Legge 13 luglio 2015, n. 107” ed in particolare gli artt. 8 e 12;
- la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 5 ottobre 2021, recante il “Piano di azione nazionale pluriennale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni per il quinquennio 2021-2025”
- l’Intesa/CU n. 134/2023 propedeutica all’adozione dei decreti ministeriali di riparto delle risorse del Fondo nazionale per il sistema integrato zerosei rispettivamente per gli ee.ff. 2024 e 2025;
Visto il Decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 7 del 17 gennaio 2025 che ha definito il riparto delle risorse del citato Fondo nazionale fra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, relativamente all’e.f. 2025, nonchè le tipologie di interventi finanziabili, le modalità di assegnazione, erogazione e rendicontazione;
Dato atto che:
- le risorse del Fondo nazionale per l’anno 2025 per la programmazione regionale dell’Emilia-Romagna sono quantificate in euro 25.926.185,60;
- le Regioni, consultata ANCI regionale, sono tenute a trasmettere al Ministero entro i termini stabiliti annualmente, la programmazione regionale contenente gli elenchi dei Comuni beneficiari, in forma singola o associata, delle risorse di cui sopra;
- in coerenza con quanto previsto dal Piano pluriennale (art. 8, comma 2), le risorse sono erogate dal Ministero direttamente ai Comuni in forma singola o associata, indicati nella programmazione regionale in seguito alla conclusione, da parte delle Regioni, del monitoraggio relativo all’impiego delle risorse erogate ai Comuni a valere sull’e.f. 2021;
Dato atto che il settore regionale di riferimento, ha informatizzato e avviato (comunicazione inviata tramite PEC - Prot. 21/05/2025.0501987.U) la raccolta dei dati sul territorio regionale in base alla scheda di monitoraggio del Ministero dell’Istruzione (All. B Decreto Ministeriale 7/2025) sugli interventi posti in essere con le risorse dell’anno finanziario 2022 e che la relazione regionale annuale per la valutazione del raggiungimento degli obiettivi strategici e degli interventi finanziati con il fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e istruzione, sarà trasmessa entro la scadenza definita, al Ministero dell’Istruzione;
Vista la L.R. 19/2016 “Servizi educativi per la prima infanzia. Abrogazione della L.R. 1 del 10 gennaio 2000”;
Preso atto che l’Assemblea Legislativa ha approvato la deliberazione n. 79/2022, recante “Programmazione degli interventi per l’ampliamento, il consolidamento e la qualificazione del sistema integrato dei servizi educativi per l’infanzia per i bambini in età 0-3 anni e per lo sviluppo del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita sino ai sei anni. Indirizzi per il triennio 2022-2023-2024”, (proposta della Giunta regionale n. 476/2022);
Valutato, ai fini della programmazione regionale, che il Sistema educativo integrato per la prima infanzia, in relazione ai dati elaborati dal Sistema informativo servizi Prima infanzia regionale - SPI.ER, dell’anno educativo 2024/2025 (elaborazione maggio 2025), è caratterizzato da una pluralità di tipologie di Servizi educativi per complessivi 1.297 servizi con una accoglienza di circa 38.800 bambini come di seguito specificato:
- n. 1.078 Nidi d’infanzia, che comprendono anche n. 53 micronidi e n. 151 sezioni primavera, con una accoglienza di quasi 36.500 bambini;
- n. 219 Servizi educativi integrativi, con una accoglienza di circa 2.300 bambini, che comprendono spazi bambino, centri per bambini e famiglie, servizi domiciliari, servizi sperimentali;
- n. 400 Poli per l’infanzia, pubblici e privati;
- circa il 48% dei bambini è in età 3-23 mesi (n. 17.520), mentre circa il 52% è in età 24-36 mesi (n. 18.980);
- la diffusione territoriale dei servizi educativi raggiunge l’85% di copertura dei Comuni e loro forme associative (282 su un totale di 330);
Verificato che le Scuole dell’infanzia statali e paritarie, comunali e private, soddisfano l’accoglienza dei bambini in età, con un indice di presa in carico pari al 90,19% e che l’indice dei bambini anticipatari (calcolato su dati ISTAT e MIM come da All. D al DM 7/2025) è del 6,19%;
Dato atto che la programmazione regionale per l’anno 2025, articolata negli Obiettivi 1 e 2, di cui all’allegato parte integrante e sostanziale della deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 79/2022, è finanziata come segue:
- quanto all’Obiettivo 1 “Ampliare, consolidare e qualificare il sistema integrato dei servizi educativi per la prima infanzia – L.R. n. 19/2016”, da risorse regionali, pari ad euro 8.000.000,00 che sono state assegnate dalla Regione ai Comuni e loro forme associative con propria deliberazione n. 1079 del 30/06/2025;
- quanto all’Obiettivo 2 “Promuovere, rafforzare e qualificare il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni, D.Lgs n. 65/2017”, da risorse statali, di cui al presente provvedimento, pari ad euro 25.926.185,60 che non determinano rilevanza sul bilancio regionale in attuazione di quanto disposto dall’art. 12, comma 4, del D.Lgs. n. 65/2017, in quanto erogate dal MIM direttamente ai Comuni e loro forme associative;
Dato atto, altresì, che le risorse regionali, per l’anno 2025 di cui alle norme di riferimento per le Scuole dell’infanzia, L.R. n. 26/2001 e L.R. n. 12/2003 e s.m.i., sono state ripartite con propria deliberazione n. 709 del 12/05/2025 alle Province/Città metropolitana di Bologna, secondo i vigenti indirizzi approvati dall’Assemblea legislativa con deliberazione n. 51/2021 per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle Scuole dell’infanzia, per complessivi euro 4.800.000,00;
Dato atto che l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna con Decreto direttoriale n. 282/2025 ha approvato il riparto dei finanziamenti ai progetti di offerta formativa per bambini da 24 a 36 mesi per n. 66 “Sezioni Primavera Sperimentali”, per un totale di euro 530.761,09;
Valutato inoltre, al fine di consentire l’erogazione delle risorse da parte del MIM ai Comuni e loro forme associative, di procedere alla programmazione delle risorse del Fondo nazionale, per l’attuazione del suddetto Obiettivo 2 di cui alla deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 79/2022, secondo il seguente schema:
A. euro 24.111.352,61 (corrispondenti al 93% del finanziamento complessivo statale) per il “sostegno al consolidamento” dei servizi educativi, ivi comprese le sezioni primavera e delle scuole dell’infanzia paritarie, comunali e private;
B. euro 1.814.832,99 (corrispondenti al 7% del finanziamento complessivo statale) per il “sostegno alla qualificazione”;
Valutato altresì, nell’ambito dei suddetti importi, di declinare ulteriormente il sostegno alle diverse azioni che orientano lo sviluppo del sistema integrato di educazione e istruzione, così come sotto specificato:
A. Sostegno al consolidamento dei servizi educativi pubblici e privati in concessione, appalto e convenzione e delle scuole dell’infanzia paritarie.
Sulla base della valutazione dei trasferimenti nazionali e regionali già in essere e delle normative di riferimento, l’importo complessivo di euro 24.111.352,61, destinato a supportare le spese di gestione del sistema dei servizi educativi 0-6, viene ripartito percentualmente come segue:
· 90% per i servizi educativi, quantificato in euro 21.700.217,35
· 10% per le scuole dell’infanzia paritarie, quantificato in euro 2.411.135,26;
Criteri di ripartizione delle risorse agli Enti locali e loro forme associative:
- con riferimento ai Servizi educativi: in base al numero dei bambini iscritti ai servizi educativi e, limitatamente ai centri per bambini e famiglie, ai bambini frequentanti. I dati utilizzati per il riparto sono assunti attraverso la rilevazione annuale dei servizi educativi per la prima infanzia (sistema informativo SPI.ER), anno educativo 2024/2025 ai sensi dell’art. 14 della L.R. n. 19/2016. Per quanto già specificamente oggetto della delibera A.L. n. 79/2022 si precisa che le “Sezioni primavera sperimentali”, rientranti nella tipologia di servizio denominato “Nido d’Infanzia” (dall’anno finanziario 2018) già assegnatarie di finanziamento nazionale ad esse dedicato (con sopracitato decreto dell’USR n. 282/2025), sono conteggiate anche per il riparto oggetto del presente provvedimento;
- con riferimento alle Scuole dell’infanzia paritarie, comunali e private: in base al numero dei bambini iscritti alle scuole dell’infanzia paritarie, comunali e private. I dati utilizzati per il riparto sono assunti attraverso la rilevazione annuale delle scuole dell’infanzia non statali, a.s. 2023/2024 (L.R. n. 26/01, L.R. n. 12/03 e s.m.i.), già trasmessi alle Province/Città Metropolitana di Bologna per la validazione.
Ai fini della determinazione dei finanziamenti destinati ai Comuni e loro forme associative, vengono altresì riconosciute, per i servizi educativi e per le scuole dell’infanzia paritarie, comunali e private, le quote di incremento di seguito specificate:
- il 2,8% del budget per le spese di gestione, è ripartito in base al numero dei bambini iscritti/frequentanti i servizi educativi e le scuole dell’infanzia paritarie, appartenenti a Comuni montani (secondo le indicazioni delle proprie deliberazioni n. 1734/2004 e n. 1813/2009);
- il 2,1% del budget per le spese di gestione, è ripartito in base al numero dei bambini con disabilità certificata, iscritti/frequentanti i servizi educativi e le scuole dell’infanzia paritarie;
B. Sostegno alla qualificazione dei Servizi educativi pubblici e privati in concessione, appalto e convenzione e delle Scuole dell’infanzia paritarie, pubbliche (comunali) e private, anche in relazione al percorso di valutazione della qualità.
La somma destinata alla qualificazione del sistema, pari a euro 1.814.832,99 corrispondente al 7% del fondo nazionale, è orientata ad un rafforzamento del sistema integrato dei servizi per la prima infanzia, così come regolamentato dalla normativa regionale (L.R. n. 19/2016 e propria deliberazione n. 1564/2017) con un progressivo rafforzamento delle collaborazioni attraverso attività di progettazione, di coordinamento e di formazione comuni, in una prospettiva 0-6.
La formazione continua di tutto il personale in servizio e il coordinamento pedagogico territoriale, inoltre, sono aspetti qualificanti dell’offerta educativa e centrali nelle politiche regionali di sviluppo, consolidamento e qualificazione del sistema educativo in coerenza con gli obiettivi strategici previsti dalla normativa statale. Si invita pertanto alla massima integrazione tra gli Enti ed organismi di riferimento interessati: i Comuni Capofila di Distretto, destinatari dei finanziamenti per la formazione degli operatori dei servizi educativi e delle azioni/progetti innovativi, i Comuni capoluogo per i Coordinamenti pedagogici territoriali, destinatari dei finanziamenti per le funzioni conferite con L.R. n. 19/2016, art. 33.
Criteri di ripartizione delle risorse agli Enti locali e loro forme associative, per i singoli interventi sotto specificati:
B.1 per il coordinamento pedagogico territoriale (CPT), istituito dai Comuni capoluogo di provincia, la quota parte di euro 500.000,00 viene ripartita in base al numero dei bambini iscritti/frequentanti i servizi educativi pubblici, e privati in concessione, appalto, convenzione, nel territorio provinciale di riferimento ai Comuni capoluogo di provincia;
B.2 per la formazione permanente degli operatori dei servizi educativi la quota parte di euro 315.000,00 viene ripartita agli enti capofila degli ambiti distrettuali in base al numero dei bambini iscritti/frequentanti i servizi educativi pubblici e privati in concessione, appalto, convenzione, nei territori di riferimento dei distretti;
B.3 per i coordinamenti pedagogici, nei Comuni - sedi di servizi educativi per la prima infanzia - con popolazione inferiore/pari ai 30.000 abitanti, la quota parte di euro 350.000,00 viene ripartita ai suddetti Comuni e loro forme associative in base al numero dei bambini iscritti/frequentanti i servizi educativi pubblici e privati in concessione, appalto, convenzione;
B.4 per le azioni di carattere innovativo rivolte ai servizi educativi pubblici e privati in concessione, appalto e convenzione e scuole dell’infanzia, la quota parte di euro 649.832,99 di spesa corrente, viene ripartita in parti uguali tra i 38 Enti capofila di ambito distrettuale (euro 17.100,87 ciascuno).
I finanziamenti sono diretti alla realizzazione di azioni di carattere innovativo, quali ad esempio: attività collegate al progetto “Sentire l’inglese, nella fascia di età 0-3-6 anni”, azioni di incremento della flessibilità organizzativa; azioni di coinvolgimento delle famiglie nei servizi educativi; azioni di sostegno organizzativo alla progettazione educativa rivolta ai Poli per l’infanzia ovvero nei luoghi o nelle strutture in cui sono presenti servizi educativi 0-3 e scuole dell’infanzia; interventi organizzativi per rispondere ad incrementi imprevisti delle liste d’attesa; interventi organizzativi per far fronte a bisogni emergenti anche diversificando la rete dei servizi territoriali.
Le risorse utilizzate per le azioni di carattere innovativo, di cui al presente provvedimento saranno oggetto di monitoraggio entro la data del 31 dicembre 2026.
Si evidenzia che le risorse per sostenere gli interventi di carattere innovativo sono assegnate all’Ente capofila di distretto, il quale in raccordo con gli Enti territoriali afferenti al proprio distretto ed in coerenza con le caratteristiche territoriali, individuerà le attività finanziabili.
Dato atto inoltre che, i Comuni e loro forme associative, possono utilizzare le risorse nazionali di spesa corrente, di cui agli interventi indicati ai punti A), B), B1), B2), B3), B4), nel seguente modo:
- per i Servizi educativi, in attuazione delle loro funzioni indicate all’art. 11 della L.R. 19/2016, a favore dei soggetti gestori di cui all’art. 5, comma 1, di seguito specificati:
lettera a) - ai Comuni, anche in forma associata;
lettera b) - ad altri soggetti pubblici;
lettera c) - a soggetti privati, accreditati ai sensi dell’art. 17, convenzionati con i Comuni;
lettera d) – a soggetti privati scelti dai Comuni mediante procedura ad evidenza pubblica;
- per le Scuole dell’infanzia paritarie (comunali e private), a favore dei soggetti gestori di Scuole dell’infanzia comunali e private, facenti parte del sistema nazionale di istruzione che hanno conseguito la “parità” ai sensi della Legge 62/2000;
Preso atto che i Comuni sono interessati da processi associativi in evoluzione e che gli stessi possono anche non comprendere le scuole dell’infanzia tra le funzioni amministrative associate, e che per quanto riguarda i Comuni interessati da fusioni, vengono compresi quelli risultanti da fusioni già formalmente disciplinate alla data della presente deliberazione;
Acquisito il parere di ANCI Emilia-Romagna in data 24 giugno 2025 (Prot. 24/06/2025.0619824;
Considerato che per la fattispecie qui in esame non sussiste in capo alla Regione l’obbligo di cui al citato art. 11 della Legge n. 3/2003 e che il Codice Unico di Progetto dovrà essere acquisito, ove necessario, da parte di ciascun Ente locale in sede di concessione ai soggetti beneficiari delle somme qui assegnate;
Visti:
- il d.lgs. 118/2011 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli artt. 1 e 2 della legge n. 42/2009” e s.m.i.;
- la L.R. n. 40/2001 “Ordinamento contabile della Regione Emilia-Romagna, Abrogazione della L.R. 6 luglio 1977, n. 31 e 27 marzo 1972, n. 4”, per quanto applicabile;
- la L.R. n. 2/2025 “Disposizioni collegate alla Legge Regionale di Stabilità per il 2025”;
- la L.R. n. 3/2025 “Disposizioni per la formazione del Bilancio di Previsione 2025-2027 (Legge di stabilità regionale 2025)”;
- la L.R. n. 4/2025 “Bilancio di Previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027”;
- la deliberazione di G.R. n. 470/2025 “Approvazione del Documento Tecnico di Accompagnamento e del Bilancio finanziario gestionale di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025- 2027”;
Richiamati:
- il D.lgs. n. 33/2013, “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e s.m.i.;
- la L.R. 43/2001, “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna”;
- la Legge n. 3/2003, recante "Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione";
Richiamate, altresì, le proprie deliberazioni:
- n. 325 del 7 marzo 2022 “Consolidamento e rafforzamento delle capacità amministrative: riorganizzazione dell’ente a seguito del nuovo modello di organizzazione e gestione del personale”;
- n. 2077 del 27 novembre 2023 “Nomina del Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza”;
- n. 2376 del 23 dicembre 2024 “Disciplina organica in materia di organizzazione dell'ente e gestione del personale. Aggiornamenti in vigore dal 1° gennaio 2025”;
- n. 157 del 29 gennaio 2024 “Piano Integrato delle attività e dell’organizzazione 2024-2026. Approvazione”;
- n. 279 del 27 febbraio 2025 ad oggetto “Conferimento incarico di Direttore Generale Cura della Persona, Salute e Welfare a dirigente regionale”;
Richiamate le determinazioni dirigenziali:
- n. 2335 del 9 febbraio 2022 ad oggetto “Direttiva di indirizzi interpretativi degli obblighi di pubblicazione previsti dal Decreto Legislativo n. 33/2013. Anno 2022”;
- n. 14385/2023 “Modifica dell'assetto delle aree della Direzione Generale Cura della Persona Salute e Welfare. Conferimento incarico”;
- n. 5755/2025, avente ad oggetto “Proroga di incarichi dirigenziali presso la Direzione generale Cura della persona, salute e welfare”;
Viste le Circolari del Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta regionale PG/2017/0660476 e PG/2017/0779385 relative ad indicazioni procedurali per rendere operativo il sistema dei controlli interni, predisposte in attuazione della propria deliberazione n. 468/2017;
Dato atto che la responsabile del procedimento ha dichiarato di non trovarsi in situazione di conflitto, anche potenziale di interessi;
Dato atto dei pareri allegati;
Su proposta dell’Assessora Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia, Scuola - Isabella Conti;
1. di approvare la programmazione delle risorse del Fondo nazionale per l’anno 2025 di cui al D.M. 7/2025 per l’attuazione di quanto previsto all’ Obiettivo 2 - Sostenere il progressivo rafforzamento del Sistema integrato di educazione e istruzione, anche valorizzando il sistema delle convenzioni - Legge 107/2015 e D.Lgs. n. 65/2017, secondo i criteri stabiliti dall’Assemblea legislativa con deliberazione n. 79/2022, per un importo complessivo di euro 25.926.185,60, con gli opportuni arrotondamenti, così come dettagliato negli Allegati da 1) a 6) e riepilogati nell’Allegato 7), parti integranti e sostanziali del presente atto;
2. di approvare altresì l’elenco dei Comuni e loro forme associative da ammettere al finanziamento relativo al Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e istruzione, per l’importo di cui al punto 1., totalmente destinato a spesa corrente, così come sintetizzato nell’All. 8), parte integrante e sostanziale del presente atto, nel quale la programmazione regionale si riconduce alle tipologie prioritarie di intervento di cui alle lettere b), c) di cui al D.Lgs. n. 65/2017 art. 12, comma 2;
3. di dare atto che la programmazione regionale di cui al presente provvedimento è orientata al raggiungimento degli obiettivi strategici di cui all’art. 4, del D.Lgs. n. 65/2017 ed è realizzata in considerazione dell’offerta educativa rivolta alla popolazione 0/6 e dei bisogni espressi dalle famiglie e come di seguito articolati (dati a.e. 2024/2025 fonte: sistema informativo regionale SPI.ER):
- il sistema educativo territoriale dell’Emilia-Romagna si compone di 1.297 Servizi educativi (di cui 219 sono servizi integrativi), con la pluralità delle tipologie previste dal D.Lgs. n. 65/2017 e L.R. n. 19/2016, ed accoglie complessivamente 38.800 bambini;
- rispetto al totale di bambini iscritti ai servizi educativi 0-3, il 94%, circa 36.500, è relativo ai Nidi d’infanzia (tempo pieno, parziale, sezioni di nido aggregate alle scuole dell’infanzia e sezioni primavera);
- circa il 48% dei bambini è in età 3-23 mesi (n. 17.520) e quella dei bambini in età 24-36 mesi e oltre, corrisponde circa al 52% (n. 18.980);
- verificato che le Scuole dell’infanzia statali e paritarie, comunali e private, soddisfano l’accoglienza dei bambini in età, con un indice di presa in carico pari al 90,19% e che l’indice dei bambini anticipatari (calcolato su dati ISTAT e MIM come da All. D al DM 17/2024) è del 6,19%;
4. di incrementare l’importo ai Comuni destinatari di importi inferiori ai 1.000 euro, fino a raggiungere detta soglia, ai sensi della deliberazione del Consiglio dei Ministri del 5 ottobre 2021, recante il “Piano di azione nazionale pluriennale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni per il quinquennio 2021-2025” e successiva Intesa/CU n. 134/2023 relativa agli ee.ff. 2024 e 2025), relativamente ai Comuni di seguito riportati:
Comune di Verghereto (FC): da € 393,25 a € 1.000;
5. di trasmettere la presente deliberazione al Ministero dell’Istruzione e del Merito – “Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione” in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 4 del D.M 7/2025;
6. di prendere atto che le risorse statali di cui al presente provvedimento non determinano rilevanza sul bilancio regionale in quanto, ai sensi dell’art. 12, comma 4, del D.Lgs. n. 65/2017, le risorse sono erogate dal MIM direttamente ai Comuni e loro forme associative;
7. di dare atto che i Comuni e loro forme associative, destinatari diretti dei finanziamenti, possono utilizzare le risorse nazionali di spesa corrente, come segue:
- per i Servizi educativi, in attuazione delle loro funzioni indicate all’art. 11 della L.R. 19/2016, a favore dei soggetti gestori di cui all’art. 5, comma 1, di seguito specificati:
lettera a) - ai Comuni, anche in forma associata;
lettera b) - ad altri soggetti pubblici;
lettera c) - a soggetti privati, accreditati ai sensi dell’art. 17, convenzionati con i Comuni;
lettera d) – a soggetti privati scelti dai Comuni mediante procedura ad evidenza pubblica;
- per le Scuole dell’infanzia paritarie comunali e private a favore dei soggetti gestori di scuole dell’infanzia comunali e private, facenti parte del sistema nazionale di istruzione che hanno conseguito la “parità” ai sensi della Legge n. 62/2000;
8. di dare atto, che il Codice unico di progetto dovrà essere acquisito, ove necessario, da parte di ciascun Ente locale in sede di concessione ai soggetti beneficiari delle somme qui trasferite;
9. di dare atto, inoltre, che le risorse regionali, impegnate con propria deliberazione n. 1079 del 30/06/2025 per complessivi 8.000.000,00 euro, rappresentano la compartecipazione regionale al finanziamento del Sistema integrato nazionale di educazione e di istruzione per l’anno finanziario 2025;
10. di stabilire che i Comuni e loro forme associative, beneficiari dei finanziamenti regionali e nazionali, dovranno trasmettere al servizio regionale competente nei termini che saranno successivamente comunicati, le informazioni sull’utilizzo dei fondi, al fine di consentire il monitoraggio degli interventi entro il 30 agosto 2028, come indicato dal comma 8 art 4 del citato D.M. 7/2025;
11. di dare atto, inoltre, che i Comuni e loro forme associative sono tenuti all’invio telematico delle informazioni relative all’utilizzo delle risorse del Fondo nazionale 2022 al Settore Regionale di competenza, ai fini di consentirne la trasmissione al MIM entro la data del 30 agosto 2025, condizione perché la Regione Emilia-Romagna possa accedere all’assegnazione delle risorse dell’annualità successiva;
12. di stabilire che, per quanto non espressamente previsto nel presente provvedimento, si rinvia alle disposizioni indicate nella richiamata deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 79/2022;
13. di disporre la pubblicazione integrale del presente atto nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico per garantirne la più ampia diffusione;
14. di dare atto, infine, che, per quanto previsto in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, si provvederà ai sensi delle disposizioni normative e amministrative richiamate in parte narrativa.