n.274 del 05.11.2025 periodico (Parte Seconda)
RISOLUZIONE - Oggetto n. 659 - Risoluzione per impegnare la Giunta a valutare l'attivazione di interventi per la Val di Zena, colpita da tre eventi alluvionali di rilevante intensità in un arco temporale di poco più di un anno, promuovendo un approccio sistemico alla prevenzione del rischio idraulico e all'adattamento ai cambiamenti climatici. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
Premesso che
- la Val di Zena è stata duramente colpita da tre eventi alluvionali di rilevante intensità in un arco temporale di poco più di un anno (maggio 2023, settembre e ottobre 2024), che evidenziano la necessità di procedere, come anche in altri territori regionali e come espresso nelle priorità del mandato della XII legislatura, a interventi di riduzione del rischio idraulico;
- la definizione delle linee di intervento a scala di asta fluviale e la conseguente delimitazione delle fasce del Piano Stralcio Assetto Idrogeologico (PSAI) è in corso di aggiornamento a cura della competente Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (AdBPo). Pertanto, l’assetto di progetto dei principali corsi d’acqua dell’Emilia-Romagna, tra cui anche il torrente Zena, sarà conseguentemente definito da parte della medesima Autorità mediante un’apposita Variante al PSAI, all’interno della quale, sulla base di analisi idrologiche ed idrauliche aggiornate saranno individuati gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio idraulico alla luce delle nuove modellazioni, tenendo anche conto degli eventi meteorologici estremi che stanno diventando sempre più frequenti;
- l’AdBPo ha confermato che il progetto di Variante al PSAI per il bacino del fiume Reno, tra cui ricade il torrente Zena, sarà adottato entro il mese di dicembre prossimo, per essere sottoposto alla successiva fase di consultazione e osservazioni;
Premesso, inoltre, che
- sono in corso le attività previste dall’Accordo di collaborazione ex art. 15 L. 241/1990 tra Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, Regione Emilia-Romagna, Comune di San Lazzaro di Savena, Comune di Pianoro e Università di Modena e Reggio Emilia, accordo approvato con DGR 2077 del 04/11/2024, finalizzato alla “realizzazione di uno studio per lo sviluppo di modelli idrologici e idraulici innovativi atti a garantire un adeguato livello di sicurezza della Val di Zena”;
- gli interventi strutturali e sistemici per garantire la sicurezza idraulica e la resilienza del territorio che verranno proposti dallo studio sopra menzionato, dovranno necessariamente coordinarsi con l’assetto di progetto definito a scala di asta fluviale dall’Autorità competente, ragione per la quale sono in corso approfondimenti tecnici al fine di garantire la necessaria coerenza del citato studio in approfondimento e attuazione dell’assetto di progetto definito da AdBPo;
Considerato che
- la regione Emilia-Romagna dispone da tempo di un articolato sistema di pianificazione volto alla prevenzione e gestione del rischio idraulico e idrogeologico, all’interno del quale la Val di Zena è individuata. In particolare, le vulnerabilità del territorio e le relative misure di mitigazione sono state evidenziate nei seguenti strumenti di pianificazione:
· Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI), con i suoi aggiornamenti adottato dalle Autorità di Bacino Distrettuali per individuare e prevenire e gestire i rischi idraulici e geologici;
· Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PSAI), che contiene in particolare l’individuazione delle aree a rischio idrogeologico e la perimetrazione delle aree da sottoporre a misure di salvaguardia, con particolare attenzione ai bacini collinari e montani, nonché le misure da adottare;
· Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), redatto in attuazione della Direttiva 2007/60/CE, (cd. ‘Direttiva Alluvioni’) recepita con il D.Lgs. 49/2010, con la finalità di costruire un quadro omogeneo a livello distrettuale per la valutazione e la gestione dei rischi da fenomeni alluvionali, al fine di ridurne le conseguenze negative nei confronti della vita e salute umana, dell’ambiente, del patrimonio culturale, delle attività economiche e delle infrastrutture strategiche;
· Delibera di Giunta Regionale n. 1919 del 2019, che approva le linee guida regionali metodologiche e operative ai fini del coordinamento tra le misure finalizzate alla riduzione del rischio idraulico e le esigenze di tutela e valorizzazione della vegetazione arborea ed arbustiva ripariale presente nelle aree di pertinenza idraulica, al fine di integrare e supportare le strategie delineate nei PAI e PSAI, di cui fornisce un quadro operativo per la gestione sostenibile delle aree ripariali;
Considerato inoltre che
- in base alla Legge n. 100 del 31 luglio 2023 l'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (AdBPo) ha elaborato un piano speciale di interventi sulle situazioni di dissesto idrogeologico nelle aree alluvionate nel maggio 2023. Il piano speciale prevede la definizione delle linee di indirizzo per la mitigazione del rischio idro-geologico e l’individuazione degli interventi strutturali e non strutturali sulle situazioni di dissesto, con priorità per le situazioni che costituiscono pericolo per centri abitati ed infrastrutture, con particolare riguardo a quelli integrati con la tutela ed il recupero degli ecosistemi e alla delocalizzazione di beni in aree a elevata pericolosità.
- Il Piano Speciale preliminare elaborato da AdBPo è stato approvato con determinazione del Commissario Straordinario n. 82 del 23 aprile 2024, previa acquisizione in sede di cabina di Coordinamento dell’intesa della Regione Emilia-Romagna (DGR 703 del 22/04/2024) e del parere di tutte le amministrazioni statali competenti.
- Successivamente all’approvazione del Piano preliminare e all’adozione delle correlate misure di salvaguardia di cui al DSG 32/2024, la Segreteria tecnica operativa dell’Autorità ha proseguito le attività previste dall’Ordinanza commissariale n. 22/2024, all’esito delle quali ha predisposto e perfezionato (a ottobre 2024) una proposta di Piano Speciale di interventi sulle situazioni di dissesto idrogeologico che si configura quale aggiornamento e completamento dei contenuti del Piano preliminare.
- La proposta di Piano Speciale riveste un ruolo rilevante nel contesto delle attività di pianificazione di bacino distrettuale, inquadrando anche l’aggiornamento degli indirizzi di pianificazione urbanistica, delocalizzazioni e infrastrutture adottati con le nuove misure di salvaguardia oggetto del Decreto SG AdBPo n. 13/2025.
- In riferimento al bacino idrografico del torrente Zena la proposta di Piano Speciale definisce come intervento prioritario la “riacquisizione delle aree di naturale divagazione e di pertinenza del corso d'acqua”, stimando un importo di 3 milioni di euro per realizzare tale intervento.
Evidenziato che
- sono in corso approfondimenti nell’ambito dell’Accordo di collaborazione ex art. 15 L. 241/1990 tra AdBPo, Regione Emilia-Romagna, Comune di S. Lazzaro di Savena, Comune di Pianoro e Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, accordo approvato con DGR 2077 del 04/11/2024, e finalizzato alla “realizzazione di uno studio per lo sviluppo di modelli idrologici e idraulici innovativi atti a garantire un adeguato livello di sicurezza della Val di Zena”;
- l’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile ha in corso la progettazione dei seguenti interventi relativi alla creazione di aree di espansione che costituiscono soluzioni progettuali del tutto in linea con gli esiti degli studi in corso, come analizzato in specifici incontri tecnici svolti con Regione, ADB ed UniMoRe.
- Ottimizzazione della funzionalità idraulica ed ecologica del torrente Zena nei Comuni di San Lazzaro, Pianoro, Loiano, Monterenzio - importo complessivo: € 1.050.000 - finanziato con fondi FESR
- Ripristino dell'officiosità e reinalveamenti del tratto del torrente Zena nei Comuni di Pianoro e San Lazzaro – importo complessivo: € 1.100.000 - finanziato con ord. 1109/2025
- sono stati organizzati già diversi incontri e sopralluoghi al fine di realizzare un coordinamento interistituzionale, dai quali è emersa in via prioritaria la necessità, per una più rapida ed efficace messa a terra degli interventi, di un’efficace collaborazione, finalizzata ad esempio anche ad approfondire l’interferenza con il deflusso delle acque dei numerosi attraversamenti stradali presenti nella vallata dello Zena;
- il Presidente già dalla primavera ha avviato incontri territoriali, organizzati per bacino idrografico, proprio per informare e condividere con gli stakeholder territoriali le strategie di intervento sui corsi d’acqua, preventivamente condivise con l’Autorità di bacino, e per raccogliere dati e suggerimenti. Gli incontri già svoltisi hanno riguardato il Lamone, Sillaro, Senio e Santerno; seguiranno a breve specifici incontri per i bacini della Città metropolitana di Bologna;
- l’importanza di questi incontri di condivisione delle strategie si collega strettamente alle attività che il Presidente - in qualità di Sub Commissario - sta portando avanti, a seguito dell’approvazione del D.L. 7 maggio 2025, n. 65, in relazione ad una proposta di Programma straordinario di interventi per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico, finanziato con 1 miliardo di euro dal medesimo decreto e che, in un orizzonte temporale di dodici anni a partire dal 2027, consentirà di dare finalmente operatività alla ricostruzione.
- a valutare l’attivazione degli interventi prioritari e necessari per la messa in sicurezza idraulica della Val di Zena, anche considerando lo studio idrologico-idraulico, quando depositato agli Enti dal prof. ing. Stefano Orlandini per la Val di Zena, promuovendo un approccio sistemico alla prevenzione del rischio idraulico e all’adattamento ai cambiamenti climatici, in coerenza con gli indirizzi già contenuti negli strumenti di pianificazione vigenti (PAI, PSAI, PGRA e DGR 1919/2019);
- a continuare nel rafforzamento di un coordinamento interistituzionale, promuovendo la costituzione di un tavolo tecnico permanente tra Regione, Enti locali, Autorità di bacino, comunità locali ed esperti, finalizzato alla gestione integrata del rischio idraulico e alla definizione condivisa delle priorità di intervento nella Val di Zena.”.
Approvata all’unanimità dalla Commissione III Territorio, Ambiente, Mobilità nella seduta del 22 ottobre 2025.