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n.66 del 06.03.2019 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 7944 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare al Governo la messa a disposizione delle risorse per avviare nuovi cantieri finalizzati alla prevenzione idrogeologica, a farsi promotrice affinché siano stanziati i necessari finanziamenti per il territorio della Bassa bolognese e di tutto il bacino del Reno, nonché a proseguire l’azione intrapresa per ottenere maggiore autonomia regionale ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione, specie per la competenza in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema. A firma dei Consiglieri: Caliandro, Boschini, Rontini, Poli, Calvano, Marchetti Francesca, Bessi

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

nei primi giorni di febbraio si sono registrate sul territorio regionale una serie di problematiche legate al maltempo. In particolare, sabato 2 febbraio una piena di portata straordinaria nella Bassa bolognese ha causato una grave esondazione del fiume Reno, il cui argine ha ceduto in prossimità del comune di Castel Maggiore (BO), nel tratto interessato dalla demolizione del vecchio poligono tra le vie Lame, Bondanello e Passo Pioppe.

L’evento ha comportato una falla di 60 metri da cui in 5 ore sono usciti circa 3 milioni di metri cubi d’acqua: in pochi minuti tutta via Bondanello di Castel Maggiore si è allagata e circa 270 cittadini hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. Si tratta di un’area di circa 5 chilometri quadrati, in gran parte nel comune di Castel Maggiore e in parte in quello di Argelato, anch’esso interessato dall’esondazione.

Problematiche e disagi si sono avuti nei territori vicini, come a Castello d’Argile dove sono state chiuse al traffico alcune importanti vie di comunicazione, e San Giorgio di Piano.

Negli stessi giorni difficoltà si sono registrate anche nel comune di Bologna, a Borgo Panigale, con l’acqua che ha raggiunto i piani più bassi di alcune abitazioni, sommergendo cantine e garage, e a Casalecchio di Reno, con danni a impianti sportivi e alla viabilità.

Considerato che

non solo case e strade, ma anche imprese ed attività commerciali hanno subito ingenti danni, tanto che alcune associazioni di categoria hanno attivato sportelli per raccogliere le segnalazioni dei danni da parte dei propri associati e fornire loro assistenza tecnica per ripartire il più in fretta possibile.

In ginocchio il settore agricolo: secondo le stime di Confagricoltura solo a Boschetto, dove si è rotto l’argine, 500 ettari di terreno agricolo hanno subito danni pari a 2.000 euro a ettaro, ai quali bisogna aggiungere complessivamente un milione di euro per la mancata produzione 2019. Su altri 2.000 ettari circa, nell’area circostante, si può stimare una perdita di produzione fino a 4 milioni di euro, senza contare i danni a fabbricati e macchinari sommersi dall’acqua.

Valutato che

l’esondazione del Reno è stata causata da una piena di straordinaria portata, superiore di ben 81 centimetri a quella record del 2014, generata da piogge insistenti per diverse ore su tutta l’asta fluviale e dallo scioglimento repentino di buona parte della neve caduta nei giorni precedenti per l’improvviso rialzo delle temperature.

L’Emilia-Romagna è la prima regione italiana per rischio idraulico e, per farvi fronte, si è dotata di un Piano decennale di interventi di riduzione del rischio idrogeologico da circa 1 miliardo di euro che per Bologna prevede nel bacino Reno-Samoggia interventi di messa in sicurezza, fra cui la realizzazione di casse d’espansione per una portata complessiva di 33 milioni di metri cubi, per un investimento complessivo di 220 milioni di euro, 77 dei quali destinati a opere sul Cavo Napoleonico. Sono già finanziati cantieri per 40 milioni di euro, 23 stanziati dallo Stato e 17 dalla Regione.

Il Piano stralcio per le aree metropolitane, finanziato alla fine del 2015 con l’Accordo tra la Regione e il Ministero, ha stanziato 43,5 milioni di euro per l’Emilia-Romagna dei quali 28,4 di risorse statali e 16 regionali. Sono già stati conclusi e liquidati alle imprese che li hanno eseguiti, lavori per 28,45 milioni di euro, pari al 66% delle risorse complessivamente disponibili. Considerati anche i cantieri in corso e in avvio, il totale dei fondi impegnati sale a 34,56 milioni di euro, pari quasi all’80% dello stanziamento totale.

Con i fondi stanziati dalla Legge di Bilancio per l’anno 2018 la Regione ha predisposto e trasmesso al Governo, nei primi mesi dello scorso anno, il “Programma Italia Sicura 2018” con un pacchetto di interventi da oltre 100 milioni di euro su fiumi, versanti, costa: tra questi, sul nodo idraulico bolognese, erano previsti lavori su Cassa Bagnetto per 5,8 milioni.

Nel giugno 2018 il nuovo Governo ha tuttavia cancellato la Struttura di Missione “Italia Sicura” e bloccato i finanziamenti del “Programma Italia Sicura 2018”.

La Regione ha richiesto formalmente al Governo di rendere operative quelle risorse.

Il Ministro Costa ha annunciato la disponibilità per l’intero Paese di 900 milioni per i prossimi tre anni da investire in interventi di prevenzione e cura del territorio.

Rilevato che

la situazione evidenziata ha creato e crea preoccupazione in tutti i territori attraversati dal fiume Reno nella Bassa bolognese, specie nei territori interessati dal passaggio dei fiumi Reno e Samoggia, che hanno registrato livelli idrometrici già preoccupanti ancor prima del possibile colmo di piena.

Evidenziato che

la risposta del sistema di emergenza regionale, grazie anche al repentino coordinamento con sindaci e prefetture, è stata rapida ed efficace: il personale della Protezione civile si è subito attivato per chiudere la falla apertasi nell’argine del Reno a Castel Maggiore, mentre le forze dell’ordine sono intervenute celermente per mettere al riparo la popolazione, attività che ha causato anche il ricovero di sei carabinieri e di quattro civili per un principio di ipotermia.

Sono stati impegnati nei territori più colpiti dall’emergenza oltre 250 volontari della Protezione civile regionale al giorno (73 a Castel Maggiore, 166 ad Argelato e 17 a Castello d’Argile), suddivisi in 68 squadre.

Sottolineato che

la Regione Emilia-Romagna ha chiesto al Governo lo stato di emergenza nazionale, necessario perché vi sia uno stanziamento di risorse da parte del Consiglio dei Ministri, dato che alle gravi esondazioni, in primis quella del fiume Reno nella Bassa bolognese, si sono aggiunte, per il maltempo che ha colpito anche altre zone dell’Emilia-Romagna, episodi franosi e di gelicidio, mentre una situazione di allarme si mantiene anche per i fiumi del Modenese.

Una prima stima ancora parziale dei danni sul territorio regionale, ha dichiarato il Presidente Bonaccini, ammonta a 22 milioni di euro per spese di soccorso, assistenza alla popolazione e ai cittadini, interventi di somma urgenza eseguiti o in corso.

Tutto ciò premesso e considerato

impegna la Giunta

a sollecitare al Governo la messa a disposizione delle risorse più volte annunciate per avviare nuovi cantieri finalizzati alla prevenzione idrogeologica in tutto il territorio nazionale e anche emiliano-romagnolo;

a farsi promotrice presso le sedi competenti circa il grave rischio idrogeologico del territorio della Bassa bolognese e di tutto il bacino del Reno affinché il Governo stanzi urgentemente i necessari finanziamenti - in totale 200 milioni di euro - per ultimare i lavori delle casse di espansione previste dal sistema Reno-Samoggia nella Bassa bolognese dando attuazione al piano integrato;

a proseguire con determinazione l'azione intrapresa per ottenere maggiore autonomia regionale ai sensi dell'art. 116 della Costituzione, specie per quanto riguarda il riconoscimento alla Regione in via esclusiva della competenza legislativa e amministrativa di programmazione nella materia della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, con particolare riferimento alla programmazione triennale degli interventi di difesa del suolo, in coerenza con la pianificazione di bacino distrettuale e in relazione alle criticità regionali, al fine di elevare il livello di qualità, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa nell’ottica di una gestione certa delle risorse e della semplificazione delle procedure;

a richiedere al Governo nazionale di stanziare celermente le risorse necessarie a coprire non solo i danni agli edifici pubblici ed alle infrastrutture, ma anche alle abitazioni civili, all’agricoltura, ad imprese ed esercizi danneggiati, ed a velocizzare le procedure di risarcimento.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 12 febbraio 2019

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