n.208 del 30.07.2026 (Parte Seconda)
Oggetto n. 2956 - Ordine del giorno n. 13 collegato all'oggetto 2747 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2027-2029". A firma dei Consiglieri: Muzzarelli, Parma, Castellari, Massari, Trande, Larghetti, Petitti, Sabattini, Gordini, Quintavalla, Casadei, Arduini, Critelli, Lembi, Daffadà, Valbonesi, Ancarani, Proni, Bosi, Donini, Zappaterra, Costi, Costa, Calvano, Albasi, Paldino
L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Premesso che
il 12 gennaio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato un Disegno di Legge di Delega che punta a riscrivere l'architettura dell'assistenza territoriale e ospedaliera e, più in generale, il modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale;
la proposta di "Schema di disegno di Legge recante Delego al Governo per l'adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio Sanitario Nozionale (SSN)" prevede che il Governo adotti entro il 31 dicembre 2026 uno o più Decreti Legislativi per l'integrazione e la revisione del modello organizzativo del SSN;
in particolare, tra i principi e criteri direttivi è previsto l'aggiornamento della classificazione delle strutture ospedaliere, contemplando, oltre ad ospedali di base, di primo e di secondo livello, anche ospedali di terzo livello;
la proposta di Legge Delega individua gli ospedali di terzo livello tra le strutture ospedaliere di eccellenza a livello nazionale con bacino di utenza nazionale e sovranazionale, comprese le strutture in cui la titolarità e la gestione delle attività assistenziali siano direttamente e integralmente riconducibili a fondazioni, associazioni o altri enti privati, anche a carattere religioso, che operino esclusivamente senza scopo di lucro, ovvero a enti ecclesiastici civilmente riconosciuti;
l'articolo 2 del disegno di Legge prevede che siano stanziate "risorse specifiche per lo svolgimento di funzioni di rilievo nazionale", a cui è logico prevedere come corrispettivo uno spazio di gestione da parte del Governo;
l'iniziativa del Consiglio dei Ministri è destinata ad incidere direttamente sull'organizzazione della sanità pubblica e sulla qualità dei servizi.
Dato atto che
a marzo 2026 il testo del DDL 1825 - recante "Delega al Governo per l'adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale" è stato ufficialmente depositato al Senato per l'avvio dell'iter parlamentare;
tra aprile e maggio 2026 la X Commissione del Senato (Affari sociali, sanità, lavoro) ha avviato un ciclo di audizioni formali per ascoltare i principali attori della sanità;
la Conferenza delle Regioni ha espresso forti critiche sulla "mancanza di leale collaborazione", evidenziando che le Regioni non sono state coinvolte nella stesura iniziale della riforma;
enti indipendenti come la Fondazione GIMBE e Salutequità hanno evidenziato il "nodo risorse", poiché il testo prevede una riorganizzazione profonda ma a "invarianza finanziaria" (ossia a risorse zero).
Valutato che
l'iniziativa del Governo intende concentrare risorse a livello centrale sottraendole alla potestà regionale. Ciò a vantaggio di pochi grandi soggetti quali ad es.: grandi ospedali, mondo accademico, enti privati no profit o religiosi;
la scelta rischia di determinare una torsione del servizio sanitario mettendo al centro dell'interesse nazionale le strutture ospedaliere e comprimendo il ruolo della prevenzione, della medicina territoriale e dei distretti, che garantiscono risposte ai bisogni quotidiani dei cittadini.
Considerato che
l'istituzione degli ospedali di terzo livello, con una linea di finanziamento dedicata, determina lo spostamento di parte della programmazione sanitaria a livello nazionale. Ciò a detrimento del ruolo delle Regioni e della rete territoriale in distonia con quanto previsto dal Titolo V della Costituzione, che affida alle Regioni il compito della programmazione sanitaria;
l'art. 117 della Costituzione al comma 3, così come riformulato con la modifica del Titolo V, attribuisce alla competenza legislativa concorrente la "Tutela della salute" precisando che "Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato";
la previsione di risorse a favore di enti privati, seppure appartenenti alla categoria dei no profit o religiosi, individua, inoltre, una forma di finanziamento pubblico nei confronti di soggetti privati, determinando così una violazione delle norme sugli "Aiuti di Stato".
Considerato altresì che
il Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2027-2029 individua tra le priorità strategiche della legislatura il rafforzamento della sanità pubblica e universalistica, evidenziando la necessità di incrementare il Fondo sanitario nazionale, di garantire la sostenibilità del Servizio sanitario regionale e di preservare il ruolo programmatorio delle Regioni quale elemento essenziale per assicurare servizi di prossimità, equità di accesso e qualità dell'assistenza;
il medesimo DEFR richiama la necessità di difendere il principio della governance multilivello e il ruolo delle Regioni nella programmazione delle politiche pubbliche, quale presupposto indispensabile per garantire l'efficacia degli interventi e la valorizzazione delle specificità territoriali, principio pienamente applicabile anche all'organizzazione del Servizio sanitario nazionale.
Sottolineato che
l'Assemblea legislativa si è già espressa sulla necessità di impegnare maggiori risorse mettendo al centro l'elaborazione di politiche di:
riordino della rete ospedaliera;
integrazione fra ospedale e territorio;
rafforzamento delle relazioni fra singole componenti professionali;
gestione del farmaco e sulle politiche di appropriatezza prescrittiva e buon uso;
finanziamento del SSN secondo una percentuale non inferiore al 7,5% del PIL nominale.
La scelta del Governo, per le ragioni sin qui esposte, rischia di compromettere i percorsi elaborati dalla Regione per l'abbattimento delle liste di attesa, poiché distrarrebbe risorse a ciò destinate dalla Regione in favore di politiche di finanziamento elaborate in sede nazionale;
i policlinici presenti in regione, sembrano possedere tutti le caratteristiche tracciate dalla Legge Delega, ovvero rientrano tra le strutture ospedaliere di eccellenza di livello nazionale con bacino di utenza nazionale e sovranazionale.
Tutto ciò premesso e considerato,
Impegna la Giunta regionale a
promuovere in tutte le sedi più opportune la difesa del servizio sanitario pubblico;
a valutare l'impatto dei decreti legislativi che verranno adottati in attuazione della legge delega e a porre in essere tutte le iniziative ritenute opportune per la tutela e la salvaguardia delle competenze costituzionalmente riconosciute alle Regioni in ambito sanitario, qualora i medesimi decreti non dovessero prevedere un adeguato ruolo delle Regioni nella definizione degli obiettivi di programmazione della rete degli ospedali di terzo livello, o garantire effettività al diritto alla salute, in coerenza con il disposto di cui all'articolo 32 della Costituzione;
a dare attuazione, nell'ambito degli indirizzi strategici contenuti nel DEFR 2027- 2029, alle politiche di rafforzamento del Servizio sanitario regionale pubblico e universalistico, sostenendo in tutte le sedi istituzionali la necessità di un adeguato finanziamento del Fondo sanitario nazionale e la salvaguardia delle competenze regionali nella programmazione e nell'organizzazione dei servizi sanitari
Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 22 luglio 2026