n.96 del 20.04.2026 (Parte Prima)
Oggetto n. 2404 - Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 2036 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi a sostegno dei settori produttivi dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, modifiche della legge regionale 4 marzo 2019, n. 2 (Norme per lo sviluppo, l'esercizio e la tutela dell'apicoltura in Emilia-Romagna. Abrogazione della legge regionale 25 agosto 1988, n. 35 e dei regolamenti regionali 15 novembre 1991, n. 29 e 5 aprile 1995, n. 18) e altri adeguamenti normativi". A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini, Vignali, Bosi, Fiazza
le aree montane della Regione rappresentano territori strutturalmente fragili, caratterizzati da fenomeni di spopolamento, abbandono agricolo e riduzione delle attività produttive, ma al contempo ricchi di biodiversità, tradizioni rurali e qualità ambientale che costituiscono un patrimonio strategico per l'intero territorio regionale;
l'agricoltura e la zootecnia di montagna svolgono una funzione essenziale che va oltre l'aspetto produttivo, contribuendo al presidio del territorio, alla tutela del paesaggio, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla tenuta sociale ed economica delle comunità locali;
il mantenimento di attività agricole e zootecniche attive rappresenta un fattore determinante per contrastare lo spopolamento delle aree interne e garantire la continuità dei sistemi produttivi tradizionali.
le aziende agricole e zootecniche situate in area montana operano in condizioni strutturalmente più svantaggiate rispetto a quelle di pianura, a causa di maggiori costi di produzione, difficoltà logistiche, frammentazione fondiaria e minore capacità di accesso ai mercati;
tra le produzioni agricole tipiche delle aree montane rivestono particolare importanza le coltivazioni dei cereali vernini, che rappresentano la base storica dell'agricoltura di alta quota e alimentano filiere locali e di prossimità e contribuiscono alla conservazione di varietà tradizionali e di un patrimonio genetico di elevato valore ambientale e culturale;
tra le specie cerealicole tradizionalmente coltivate nelle zone montane regionali rientrano, tra le altre, frumento tenero e frumento duro, orzo, avena, segale, triticale, grano Khorasan, farro, miglio, scagliola, panico, trotordeum, spelta e grano del miracolo e sulla base delle stime riferite all'anno 2025, la superficie complessiva coltivata a tali cereali nelle aree montane regionali da aziende agricole con superficie agricola utile non superiore a 50 ettari è pari a circa 1.400 ettari.
a partire dall'annualità 2025 il comparto zootecnico ovino dell'Emilia-Romagna è stato colpito da una grave emergenza sanitaria legata alla diffusione della Blue Tongue, in particolare del sierotipo BTV8, con un impatto particolarmente rilevante nella provincia di Rimini;
i focolai di Blue Tongue hanno comportato conseguenze particolarmente gravi per gli allevamenti ovini, tra cui l'abbattimento di capi infetti o sospetti, restrizioni alla movimentazione degli animali, blocchi commerciali e riduzione delle capacità produttive;
tali misure sanitarie, pur necessarie, hanno generato danni economici diretti e indiretti alle aziende colpite, mettendo a rischio la continuità dell'attività zootecnica e la sopravvivenza di molte imprese, in particolare di piccole e medie dimensioni.
l'obiettivo è quello di fornire una risposta concreta e tempestiva alle criticità che colpiscono le aree montane, sia attraverso il sostegno alle produzioni cerealicole tradizionali, sia mediante misure specifiche a favore degli allevamenti ovini colpiti dall'emergenza Blue Tongue;
il sostegno alle coltivazioni cerealicole vernine tradizionali può contribuire a:
- contrastare l'erosione del reddito agricolo e prevenire l'abbandono dei terreni;
- preservare la biodiversità agraria e le varietà tradizionali;
- incentivare modelli produttivi sostenibili e filiere corte locali;
- rafforzare la stabilità idrogeologica e il presidio del territorio;
analogamente, un intervento economico straordinario a favore degli allevamenti ovini colpiti dalla Blue Tongue risulta indispensabile per:
- garantire la continuità dell'attività zootecnica;
- sostenere la stabilità economica delle aziende colpite;
- salvaguardare il patrimonio genetico e produttivo regionale;
- evitare la dismissione definitiva di allevamenti già operanti in contesti territoriali vulnerabili.
a valutare l'introduzione di un intervento specifico di sostegno economico alle aziende agricole situate in area montana destinato al sostegno delle coltivazioni e delle rotazioni dei cereali vernini tradizionali delle aree montane;
a valutare l'adozione di misure straordinarie di sostegno economico a favore delle aziende zootecniche ovine colpite dall'emergenza Blue Tongue a decorrere dall'annualità 2025, con particolare riferimento alle aziende che hanno subito abbattimenti, restrizioni alla movimentazione degli animali e significative perdite economiche;
a monitorare gli effetti degli interventi attivati in termini di continuità delle attività agricole e zootecniche, tutela del territorio, redditività delle aziende beneficiarie e contrasto all'abbandono delle aree montane.
Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 15 aprile 2026