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n.210 del 20.07.2017 (Parte Seconda)

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ORDINE DEL GIORNO - Oggetto n. 4959 - Ordine del giorno n. 8 collegato all’oggetto 4635 Proposta recante: "Piano sociale e sanitario 2017-2019". A firma dei Consiglieri: Delmonte, Prodi, Torri, Mori

 L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

a fine del mese di giugno, la direzione aziendale AUSL di Reggio Emilia ha deciso, dopo un confronto con la Regione, la chiusura temporanea in sequenza per un mese dei punti nascita degli ospedali di Montecchio, Scandiano e Castelnovo ne’ Monti.

Si è deciso di procedere inizialmente con l’ospedale di Montecchio, per alcune ragioni: innanzitutto, la carenza di organico di medici ginecologi, aggravata dall’assenza del direttore, recentemente venuto a mancare, del vice direttore e di un medico esperto in uro-ginecologia in lunga assenza per problemi familiari e di un altro medico in lunga assenza per gravidanza; in secondo luogo la carenza di pediatri, che attualmente sono rimasti solo in due nonostante i ripetuti e infruttuosi tentativi di reclutamento attraverso i numerosi bandi concorsuali.

L’AUSL ha poi chiarito che la chiusura del punto nascita di Castelnovo nel periodo compreso fra il 16 settembre ed il 15 ottobre (alla pari di quanto accadrà nei mesi precedenti per i punti nascita di Montecchio e Scandiano), trae origine esclusiva da una situazione contingente di improvvisa e persistente carenza di specialisti in ostetricia/ginecologia e pediatria, tale da precludere la possibilità di assicurare piena continuità operativa delle strutture nel corso dei prossimi mesi, anche qualora i professionisti in servizio rinunciassero a fruire delle ferie estive.

Pochi giorni fa, tramite mezzo stampa, il direttore generale dell’azienda sanitaria provinciale di Reggio Emilia, Fausto Nicolini, ha chiaramente detto che: ”…dovrò realizzare le indicazioni che provengono dalla Regione e di certo non mi tirerò indietro”.

Considerato che

a detta della commissione nascite regionale e dei tecnici dell’AUSL le ragioni di un’eventuale mancanza di sicurezza del punto di Castelnovo ne’ Monti sarebbe causata dal non raggiungimento di un numero adeguato di parti in un anno individuato, dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2010, in 500.

Gli operatori che eseguono i parti nel punto nascite dell’Appennino, sono gli stessi che operano al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, turnando tra i due reparti durante la settimana.

Durante il periodo previsto dall’AUSL per la chiusura alternata dei punti nascite di Montecchio, Scandiano e Castelnovo ne’ Monti, si potrebbero informare e indirizzare le partorienti dei comprensori chiusi verso gli altri punti nascite provinciali, in modo tale da non sovraccaricare l’Arcispedale Santa Maria Nuova.

Impegna la Giunta regionale

a richiedere all’AUSL di Reggio Emilia di comunicare a tutte le partorienti dei comprensori di Montecchio, Scandiano e Castelnovo ne’ Monti, la possibilità, durante il rispettivo periodo di chiusura estiva, di concludere il percorso del parto in tutti gli altri punti nascite della Provincia di Reggio Emilia.

Approvato all'unanimità dei votanti nella seduta pomeridiana del 12 luglio 2017 

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