n.47 del 25.02.2026 periodico (Parte Seconda)

Oggetto n. 1026 - Risoluzione relativa ad interventi a favore dell'estensione dei servizi educativi estivi, per il contenimento dell'aumento dei loro costi, nonché per il sostegno socioeconomico ed educativo alle famiglie in difficoltà. A firma dei Consiglieri: Paldino, Gordini

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
premesso che:

i centri estivi sono strutture organizzate per l'accoglienza di bambini e ragazzi durante il periodo estivo. Offrono attività ludiche, sportive e didattiche per favorire lo sviluppo e la socializzazione dei partecipanti, oltre a rappresentare una soluzione per le famiglie che lavorano e non hanno la possibilità di seguire i figli durante le vacanze. Nella maggioranza dei casi, il committente è il Comune di residenza, che affida la gestione del servizio a cooperative sociali o associazioni del territorio; in altri casi, i centri sono organizzati da privati; 

essi costituiscono un concreto aiuto per numerosi genitori lavoratori, risultando fondamentali per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in particolare per le madri, data la lunga sospensione delle lezioni scolastiche (dieci settimane per la scuola dell’infanzia, tredici per gli altri ordini scolastici);

considerato che:

negli ultimi tre anni, si è registrato un aumento esponenziale dei costi del servizio in tutta Italia, mentre, complice il calo demografico, il numero degli utenti è in diminuzione come evidenziato da un’indagine dell’Osservatorio Eures/Adoc che ha evidenziato un costo medio settimanale di un centro estivo in Italia di circa 173 euro. Questa spesa può raggiungere mediamente i 1.400 euro per otto settimane, 1.038 euro per sei settimane, e quasi 700 euro per un solo mese. I costi rischiano di raddoppiare per famiglie con due figli, raggiungendo una media nazionale di 2.671 euro;

nelle principali città del Nord Italia, il costo medio settimanale è di 189 euro a bambino, con un aumento del 18,9 per cento rispetto al 2023. A Bologna, ad esempio, si è passati da 110 euro a 172 euro a settimana in due anni, con un aumento del 56 per cento;

dato atto che:

con delibera di Giunta regionale n. 428 del 2025, la Regione Emilia-Romagna ha previsto risorse pari a 10 milioni di euro per potenziare le opportunità di accesso ai centri estivi, con un incremento delle risorse stesse di oltre il 40 per cento e ricomprese all’interno del progetto per il contrasto alle povertà educative e la conciliazione vita-lavoro finanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus (Fse+) che saranno ripartite tra i Distretti sociosanitari della regione;

l’obiettivo è facilitare la conciliazione tra vita lavorativa e familiare, offrendo ai bambini e ai ragazzi, dai 3 ai 13 anni, un’opportunità di crescita, socializzazione e benessere. Si tratta dell'ottavo anno consecutivo in cui è stato attivato l'intervento;

si stima che nel 2025 le famiglie beneficiarie del contributo regionale passeranno da 26mila a 36mila rispetto all’anno precedente;

sul territorio regionale sono stati attivati, negli scorsi anni, progetti sperimentali estivi, viste le numerose richieste pervenute agli Enti locali promotori mediante un servizio che privilegia la continuità educativa, in modo che ciascuna bambina e ciascun bambino possa ritrovare nel mese di luglio le medesime insegnanti/educatrici dell’anno scolastico e, ove possibile, frequenti la stessa scuola. Si tratta non tanto di un servizio estivo tradizionalmente inteso, ma di una innovazione didattica in un’ottica incentrata prioritariamente sul bambino;

rilevato che:

nonostante l'impegno innegabile della Regione Emilia-Romagna e delle istituzioni locali e regionali, il dato negativo dei costi sempre più alti permane, come riportato dall’indagine sopracitata, rappresentando un sacrificio economico per la maggior parte delle famiglie;

gli aiuti attuali non sembrano sufficienti a coprire interamente l'aumento dei costi; 

le iscrizioni ai centri estivi continuano a diminuire progressivamente dai tempi del Covid, con un dimezzamento degli utenti in alcune strutture;

come richiamato dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni di categoria, l’incremento delle rette a carico delle famiglie registrato negli ultimi anni non si è tradotto, in modo generalizzato, in un corrispondente miglioramento delle condizioni economiche e professionali del personale educativo impiegato nei centri estivi, che spesso opera con retribuzioni contenute e con rapporti di lavoro a carattere stagionale o discontinuo; tali elementi incidono sulla possibilità di garantire la stabilità dei percorsi educativi e la continuità delle relazioni educative, con ricadute particolarmente significative per i bambini e le famiglie in condizioni di maggiore fragilità;

evidenziato che:

è necessario assicurare l'uguaglianza di opportunità per tutti i bambini e le famiglie, evitando che le disparità territoriali o le difficoltà economiche precludano l'accesso a queste preziose occasioni educative e sociali;

è necessario garantire un effettivo accesso ai centri estivi anche ai bambini e ai ragazzi con disabilità e con bisogni educativi speciali, assicurando adeguati supporti educativi e organizzativi, al fine di evitare che le condizioni di fragilità personale o familiare diventino causa di esclusione dai servizi estivi e di ulteriore disuguaglianza educativa;

le iniziative delle associazioni che coinvolgono reti di volontariato rappresentano un modello efficace anche per contenere i costi dei servizi e sono un elemento da tenere particolarmente in considerazione per garantire l'inclusione delle famiglie più fragili;

la rilevanza sociale e educativa dei centri estivi e la loro funzione di supporto alla conciliazione vita-lavoro dei genitori rendono indispensabile un intervento strutturale anche a livello nazionale;

evidenziato inoltre che:

per contenere i costi dei centri estivi e prolungare i servizi 0-6, si potrebbe considerare l'estensione dei servizi fino alla fine di luglio garantendo la continuità educativa e il sostegno alle famiglie;

Impegna la Giunta regionale

a promuovere studi e scambi di buone pratiche per individuare e implementare soluzioni innovative che consentano di contenere i costi dei centri estivi mantenendo alta la qualità del servizio;

a favorire, in sinergia con gli Enti locali, l’attivazione di ulteriori progetti sperimentali estivi, mediante l’estensione dei servizi a tariffa ordinaria, fino alla fine del mese di luglio, garantendo la continuità educativa e il sostegno socioeconomico alle famiglie più in difficoltà nel rispetto dell’autonomia scolastica;

ad attivarsi in sinergia con le istituzioni competenti per potenziare l’intervento già in essere a livello nazionale al fine di garantire politiche di sostegno alle famiglie e di conseguenza valorizzare la rilevanza sociale ed educativa dei centri estivi e la loro funzione di supporto alla conciliazione vita-lavoro dei genitori;

a continuare a promuovere, nell’ambito delle misure regionali e in raccordo con gli Enti locali, criteri di accesso ai servizi e ai contributi che tengano conto delle condizioni economiche dei nuclei familiari, con particolare attenzione alle famiglie a basso reddito, al fine di ridurre le disuguaglianze e favorire una reale uguaglianza di opportunità;

a continuare a promuovere, in raccordo con gli Enti locali e i soggetti gestori, interventi volti a garantire l’effettiva inclusione nei servizi educativi estivi dei bambini e dei ragazzi con disabilità e con bisogni educativi speciali, assicurando adeguati supporti educativi e organizzativi e favorendo, ove possibile, la continuità dei percorsi e delle figure educative di riferimento, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità familiare.

Approvata all’unanimità dalla Commissione V Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità nella seduta del 5 febbraio 2026.

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