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n.170 del 18.06.2014 periodico (Parte Seconda)

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Parere motivato sulla proposta di Accordo di Programma in variante alla pianificazione territoriale ed urbanistica, ai sensi dell'art. 34 del T.U.EE.LL. e dell'art. 40 della L.R. 20/2000, per il risanamento del sistema degli impianti per l'emittenza radio e televisiva ubicati in località Pian Cavallaro Monte Cimone nei comuni di Montecreto, Riolunato e Sestola della Provincia di Modena

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

(omissis)

delibera:

a) di esprimere parere motivato positivo, relativamente all’Accordo di Programma ai sensi dell’art. 40 della L.R. 20/2000 tra la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Modena e i Comuni di Riolunato, Montecreto e Sestola, denominato “Risanamento del sistema degli impianti per l'emittenza radio e televisiva ubicati in località Pian Cavallaro Monte Cimone, ricadenti nei Comuni di Montecreto, Riolunato e Sestola della Provincia di Modena”, in variante al Piano Provinciale di Localizzazione dell’Emittenza Radiotelevisiva (P.P.L.E.R.) della Provincia di Modena, nonché variante al Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Riolunato, al P.R.G del Comune di Montecreto e al Piano Strutturale Comunale (P.S.C.) del Comune di Sestola, ai sensi dell’art.15, del D.Lgs. 152/06, in quanto non si ravvisano rilevanti effetti significativi negativi sull’ambiente, a condizione che si tenga adeguatamente conto di seguito di seguito riportato;

- ai sensi dell’art. 18 del D.Lgs. 152/06, il piano di monitoraggio dovrà essere volto ad assicurare il controllo sugli impatti significativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione dell’Accordo e la verifica del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità̀ prefissati così da individuare tempestivamente gli impatti negativi imprevisti e da adottare le opportune misure correttive; si chiede pertanto di integrare l’allegato F definendo modalità di controllo e verifica del corretto smantellamento e ripristino di tutti i siti da dismettere come previsto dall’Accordo (siti n. 37, n. 58 e n. 77); nonché le necessarie responsabilità e le relative risorse finanziarie;

- in fase di presentazione del Piano unitario di risanamento devono essere approfonditi gli aspetti di compatibilità degli interventi previsti con gli aspetti geologici e di pericolosità sismica così come definiti dai livelli di approfondimento di microzonazione sismica provinciale e comunale; in particolare per il sito dove verrà realizzata la nuova postazione del sito n. 58, dovranno essere realizzate le opportune indagini geognostiche e geofisiche per il corretto dimensionamento dei manufatti;

- i progetti degli interventi previsti conseguentemente alla variante, qualora inseriti negli Allegati III e IV alla parte seconda del D.Lgs. 152/06 e della L.R. 9/99, dovranno essere sottoposti alle procedure di verifica (screening) o alle procedure di VIA ai sensi delle vigenti disposizioni normative, al fine di definire la migliore e specifica determinazione degli impatti ambientali e delle necessarie misure di mitigazione e/o compensazione;

b) di dare atto che il parere motivato, espresso ai sensi dell’art. 15, del D.Lgs. 152/06, ha il valore e gli effetti della valutazione ambientale, ai sensi dell’art. 5, comma 7, lettera d) della L.R. 20/2000;

c) di dare atto della Valutazione di Incidenza approvata dalla Provincia di Modena con Determina del Dirigente n. 76 del 14/5/2014, acquisita in Regione con PG.2014.213157 del 19705/2014, ad esito positivo con valutazioni e prescrizioni che si valutano condivisibili e che si riportano di seguito integralmente:

- il risanamento del sito PLERT n. 58, pur comportando una limitata sottrazione dell’habitat prioritario 6230, non comporti incidenze negative significative tali da condizionare anche parzialmente il sito Natura 2000 nei sui aspetti morfologici, vegetazionali e faunistici a condizione che siano rispettate le seguenti prescrizioni:

- dovranno essere adottate misure di mitigazione tanto nella fase di cantiere quanto in quella di esercizio;

- in fase esecutiva dovrà essere predisposto un approfondimento sulla flora protetta, al fine di adottare modalità operative in grado di ridurre gli impatti. In particolare dovrà essere redatto un rilievo alla scala 1:1000 per individuare le aree con flora tutelata; il rilievo verrà effettuato per un intorno di 50 m di raggio dalla postazione in progetto e dalle postazioni dei siti n. 37 e n. 77 interessate dal ripristino dello stato dei luoghi;

- lo stesso rilievo dovrà interessare le vie di accesso alle postazioni, per una fascia di 10 m (5 m per lato), a partire dai punti in cui inizia il fondo sterrato. Il rilievo sarà corredato da una relazione per il contenimento degli impatti sulla flora (aree interessate dai percorsi, ubicazione shelter, mezzi impiegati) e per il ripristino dello stato dei luoghi sul sedime dei siti PLERT n. 37 e n. 77;

- la progettazione esecutiva dei lavori dovrà poi adeguarsi, nell’organizzazione dell’area di cantiere e nelle modalità di collocazione del manufatto, ai risultati degli approfondimenti;

- le cautele da impiegare dovranno essere accompagnate da analisi puntuali su tutte le fasi di lavoro, dalla cantierizzazione ai trasporti per le manutenzioni, con individuazione delle mitigazioni possibili sia di tipo preventivo che successivo;

- gli impianti di raffreddamento che saranno installati nel manufatto che alloggia gli apparati tecnologici a terra, dovranno adottare macchine a ridotta potenza sonora e dotate di attenuatori acustici;

- in fase di cantiere i mezzi utilizzati dovranno essere dotati di dispositivi per il contenimento della rumorosità a fine di contenere il disturbo alla fauna;

- i fanghi prodotti dalla perforazione dovranno essere raccolti e smaltiti prontamente in luoghi idonei. E’ vietato il deposito dei fanghi direttamente al suolo;

- per la salvaguardia della vegetazione presente, dovrà essere effettuata l’asportazione del cotico erboso in corrispondenza del manufatto per l’alloggiamento degli apparati e senza trascinamenti di materiale e/o deposito dello stesso sulle piante presenti. Il cotico erboso asportato dovrà essere mantenuto in condizioni vitali e reimpiegato negli interventi di ripristino dei luoghi previsti dall’Accordo;

- durante la fase di cantiere è necessario contenere le superfici destinate ad aree di lavoro, operare con i mezzi su percorsi stabiliti ed effettuare le operazioni durante la stagione estiva, evitando periodi con suolo bagnato;

- a tutela dell’avifauna in fase esecutiva dovrà essere predisposto un approfondimento sul tema finalizzato a verificare l’opportunità di installare dispositivi anticollisione non percepibili alla scala territoriale;

- dovrà essere predisposto ed effettuato un piano di monitoraggio post operam dell'avifauna della durata minima di un anno. Tale monitoraggio dovrà essere concordato con l'Ente gestore dell'area protetta;

- al fine di ridurre il disturbo all’avifauna la fase di cantiere dovrà svolgersi tra il 1 agosto ed il 30 settembre.

- rispetto alla presenza di mezzi e personale per la manutenzione degli apparati, dovranno essere individuati percorsi e modalità di accesso dedotti dagli approfondimenti in tema di flora e fauna;

- in fase esecutiva deve essere redatto il Piano di dismissione dell’impianto. I criteri da adottare saranno definiti in coerenza con i risultati degli approfondimenti tematici in materia di flora e fauna tutelate. Il progetto di ripristino e dismissione del sito, che dovrà necessariamente basare la sua impostazione sugli esiti degli apprendimenti in tema di flora e fauna tutelate, dovrà avere particolare cura;

- riguardo alle operazioni di ripristino dei luoghi, tenuto conto che le praterie di Piancavallaro costituiscono una delle massime espressioni a livello regionale dell’habitat 6230, si prevede lo smantellamento del sito n. 37 e dei relativi percorsi di accesso e dovranno essere previsti interventi finalizzati alla ricostituzione degli habitat presenti e al miglioramento delle sue condizioni ecologiche. Le azioni di mitigazione dovranno essere in misura superiore a quella che sarà alterata dai lavori;

- per il sito n. 77 che ricade su un crinale principale, in un punto di transizione tra l’habitat 4060 (Lande alpine e subalpine) e l’habitat 6170 (Terreni erbosi calcarei alpini), si dovrà prevedere il ripristino dello stato dei luoghi finalizzato al recupero degli habitat e al miglioramento delle loro condizioni ecologiche;

d) di ritenere che le presenti valutazioni relative alla variante in oggetto sono valide salvo sopravvenute modifiche sostanziali ai contenuti; diversamente, ai sensi di quanto previsto dalla parte II del D.Lgs. 152/06, sarà necessaria una nuova valutazione;

e) di dare atto che sia necessario redigere, nell’atto conclusivo di approvazione dell’Accordo, la Dichiarazione di sintesi, di cui all’art. 17 del D.Lgs. 152/06;

f) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, del D.Lgs 152/06, copia della presente deliberazione alla Provincia di Modena e ai Comuni di Riolunato, Montecreto e Sestola; al riguardo si ricorda che, ai sensi dell’art. 17, del D.Lgs 152/06, si dovrà provvedere a rendere pubblica la decisione finale in merito all’approvazione dell’Accordo, nonché il parere motivato, la Dichiarazione di sintesi e le misure adottate in merito al monitoraggio;

g) di informare che è possibile prendere visione dell’Accordo e di tutta la documentazione oggetto dell’istruttoria presso la Regione Emilia-Romagna, Via della Fiera, 8, Bologna - Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale;

h) di rendere pubblico attraverso la pubblicazione sul proprio sito web, ai sensi dell’art. 17, del D.Lgs 152/06 il presente partito di deliberazione, la Dichiarazione di sintesi nonché le misure adottate in merito al monitoraggio;

i) di pubblicare, in estratto, il presente partito di deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

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