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n. 32 del 02.03.2011 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE Oggetto n.939 - Risoluzione proposta Risoluzione proposta dalla consigliera Barbati per invitare la Giunta a porre in essere azioni volte a contrastare i fenomeni di subcultura contro le donne nella società, nella politica e nella pubblicità

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

L’uguaglianza fra le donne e gli uomini rappresenta uno dei principi fondamentali sanciti dal Diritto comunitario e gli obiettivi dell’Unione Europea e dalla nostra Costituzione, in materia di non discriminazione legata al genere hanno da sempre lo scopo di assicurare le pari opportunità e l’uguaglianza di trattamento in tutti i campi: dal lavoro, all’economia, al sociale, alle istituzioni.

L’etimologia del sostantivo abuso e del verbo corrispondente riporta alle numerose varianti del verbo di origine latina, il quale ha anche un valore passivo. Abusare può significare infatti usufruire, usare completamente, consumare, sfruttare, approfittare di, usare impropriamente, far cattivo uso. Si può abusare della fiducia, della pazienza, dei sentimenti, ma anche del corpo, o di una parte di esso.

Considerato che

Il ruolo dei media e della rappresentazione della donna nei media, pubblicità e televisione, nel processo democratico di affermazione dei pari diritti è ampiamente identificato e riconosciuto da Onu, Ue, Consiglio d’Europa. Quello che in molti Paesi Europei ha prodotto un serissimo dibattito culturale e normativo, nel nostro paese, appare ancora come un tema di frontiera.

Stenta In Italia ad affermarsi il principio che una rappresentazione “plurale” delle donne, una rappresentazione non offensiva della loro dignità, non volgare e che non la riduca sempre e solo ad oggetto sessuale, è un diritto costituzionale, quel diritto che afferma in tutte le Costituzioni dei paesi democratici che ogni cittadino ha diritto a non essere discriminato per ragioni di sesso.

Evidenziato che

attualmente la sessualità sta entrando prepotentemente nella sfera pubblica, politico-istituzionale, portando allo scoperto i legami tra una sessualità “di servizio”, come quella femminile, e il potere che ne gode i benefici, compensandoli con protezione, denaro, doni, onorificenze;

 rapporto tra i sessi riscontrabile nello scambio di sesso con cariche di rappresentanza o benefici di varia natura non solo investe le persone, ma la democrazia stessa e la credibilità delle istituzioni che rappresentano: ciò non può che riversarsi in modo infausto nella quotidianità del comune cittadino, acuendone il maschilismo e l’aggressività;

 impressionante è l’attuale regressione quasi collettiva rispetto al riconoscimento della dignità delle donne, che colpisce anche inconsapevoli, al momento, bambini e ragazzi maschi, il modello “velina” e tutte le immagini pubblicitarie che rappresentano la donna solo come corpo erotico, hanno sicuramente contribuito a incrementare quella “violenza sottile” che reca discredito preconcetto verso le donne.

Invita la Giunta regionale

a contrastare con ogni mezzo i fenomeni di subcultura, a cui oggi assistiamo, che legittimano la violenza maschile quale modalità di relazionarsi, attraverso l’esercizio di potere e di controllo dell’uomo sulla donna, soprattutto quando questo è ricco, importante e necessita di “divertimento”;

ad attivarsi perché la pubblicità che abusa del corpo delle donne non trovi spazio nelle nostre strade e nelle nostre piazze;

a sensibilizzare almeno le testate giornalistiche locali perché non accettino o tolgano dalle loro pagine pubblicità o messaggi che invitano chiaramente alla prostituzione sia maschile che femminile;

a sostenere con maggiori fondi le organizzazioni no profit (associazioni, società cooperative, organizzazioni di volontariato, ONG, le Case delle donne ed altri enti di carattere privato senza scopo di lucro) che combattono la violenza sulle donne;

a proporre percorsi di aiuto per le donne vittime di stalking. Intervenire con misure di sostegno sociale e cura, medica e psicologica. Aiutarle a rivolgersi a strutture socio-sanitarie, ad associazioni di auto-mutuo-aiuto, ad operatori qualificati, per uscire dal silenzio e dall’isolamento della paura e del terrore. Contrastare questo fenomeno anche con iniziative come: la Regione che si costituisce parte civile (il disegno di legge sullo stalking);

ad attuare anche nella nostra Regione: piani di illuminazione straordinaria che rendano sicuri soprattutto i percorsi che portano ai mezzi di trasporto, come capolinea degli autobus e stazioni ferroviarie, punti nevralgici dove bisogna aumentare i controlli delle forze dell’ordine e potenziamento dei “taxi rosa”;

a organizzare corsi che intendano coinvolgere giovani e adolescenti nella riflessione sulla violenza di genere a partire dalla loro stessa percezione del senso e delle conseguenze di un distorto rapporto con l’altra/o, di una sessualità equivocata, di un’idea patriarcale della relazione uomo-donna e della libertà femminile;

a promuovere la socializzazione delle giovani generazioni all’uguaglianza di genere, attraverso la comunicazione di una diversa visione della vita pubblica, tale da far risaltare il contributo femminile e da fornire alle giovani modelli di ruolo femminili a cui ispirarsi;

a rivedere i ruoli e le competenze delle Consigliere di parità: impegnarle nella discussione, nell’approfondimento e nell’elaborazione di proposte sulle diverse tematiche che riguardano la condizione femminile, per proporre attività comuni e programmare iniziative territoriali su problemi specifici, al fine di individuare e rimuovere gli ostacoli che di fatto costituiscono discriminazione diretta e indiretta nei confronti delle donne;

ad attivare subito la Commissione per le Pari opportunità e i diritti civili e le differenze di genere.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana dell’8 febbraio 2011

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