n.247 del 23.09.2026 periodico (Parte Seconda)
Oggetto n. 1310 - Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione, con l'obiettivo di accrescere la consapevolezza sui sintomi della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), sui principali fattori di rischio e sull'importanza di una diagnosi precoce. A firma dei Consiglieri: Marcello, Evangelisti, Ugolini
- la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una patologia respiratoria cronica caratterizzata da una progressiva limitazione del flusso aereo, solitamente associata a sintomi debilitanti quali tosse persistente, produzione di catarro, difficoltà respiratorie (dispnea) e ridotta tolleranza allo sforzo;
- le cause principali sono riconducibili al fumo di tabacco, all’inquinamento atmosferico e ad esposizioni ambientali e lavorative. Il decorso della malattia è caratterizzato da riacutizzazioni frequenti, che peggiorano la qualità della vita e aumentano la mortalità dei soggetti affetti;
- le terapie disponibili comprendono l’uso di broncodilatatori, fluidificanti e, in alcuni casi selezionati, di corticosteroidi inalatori. Interventi fondamentali restano la cessazione del fumo, la vaccinazione, la riabilitazione respiratoria e, per i pazienti in stadio avanzato, l’ossigenoterapia e il telemonitoraggio domiciliare;
- la malattia è frequentemente associata a multi-morbilità, in particolare patologie cardiovascolari, diabete, anemia ed osteoporosi, che aggravano il quadro clinico e aumentano i costi assistenziali e sociali;
- l’incidenza della BPCO è in crescita per effetto dell’invecchiamento della popolazione, del persistere dell’abitudine tabagica, dell’inquinamento atmosferico e “del cambiamento climatico” con prospettive di ulteriore aumento del carico assistenziale nei prossimi anni;
- secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) rappresenta una delle prime tre cause di morte a livello globale. In Italia la patologia interessa oltre tre milioni di persone, pari a circa il 5-6% della popolazione adulta e costituisce la principale causa di mortalità tra le malattie respiratorie.
- il Piano Nazionale della Cronicità (2016) ha inserito la BPCO tra le patologie prioritarie da affrontare attraverso specifici Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA);
- le Linee di indirizzo nazionali sulla Telemedicina (2022) hanno individuato la BPCO come una delle condizioni croniche in cui il telemonitoraggio e il supporto a distanza possono migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre i ricoveri ospedalieri;
- alcune Regioni italiane, tra cui la Campania (con il DCA n. 24/2017), hanno già adottato PDTA specifici, a testimonianza della necessità di una presa in carico più strutturata e uniforme dei pazienti;
- in Emilia-Romagna l’impatto è significativo: a livello nazionale si stimano oltre 50.000 ricoveri ospedalieri evitabili nel solo 2021, con un rilevante impatto anche sulla nostra Regione.
- la malattia è spesso sottodiagnosticata: fino all’85% dei casi non viene individuato, soprattutto per il ricorso non sistematico alla spirometria, che costituisce l’esame essenziale per una diagnosi corretta;
- la diagnosi tardiva comporta una perdita di opportunità di intervento precoce e determina un peggioramento della prognosi e della qualità della vita;
- la gestione della BPCO richiede un approccio multidisciplinare e integrato che coinvolga medici di medicina generale, pneumologi, farmacisti, infermieri di comunità, fisioterapisti respiratori e caregiver, secondo percorsi strutturati e condivisi.
- per rispondere in modo adeguato al crescente impatto clinico, sociale ed economico della BPCO è necessario rafforzare la diagnosi precoce, la presa in carico territoriale, la riabilitazione respiratoria e i programmi di cessazione dal fumo, oltre a sviluppare il telemonitoraggio secondo gli standard nazionali;
- è fondamentale inoltre coinvolgere attivamente società scientifiche, associazioni di pazienti e rappresentanze territoriali, affinché le politiche sanitarie possano essere costruite su basi condivise, realmente efficaci e con prevenzione delle complicanze e dei ricoveri ospedalieri.
- la Regione Emilia-Romagna riconosce la BPCO come una delle principali patologie croniche a elevato impatto epidemiologico, sanitario e sociale e, nell'ambito del Piano Regionale della Prevenzione 2021-2025, ha promosso azioni per la tutela della salute respiratoria e il contrasto ai principali fattori di rischio, che proseguiranno nel nuovo Piano Regionale che sarà adottato a seguito dell'approvazione del Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031. In particolare, verranno rafforzate le attività di comunicazione e sensibilizzazione, la promozione della spirometria quale strumento diagnostico di primo livello e l'accesso ai servizi territoriali di prevenzione e diagnosi precoce, in collaborazione con le Aziende USL, i Dipartimenti di Sanità Pubblica e le associazioni di pazienti e professionisti;
- in attuazione del Documento di Indirizzo Regionale per la Gestione Integrata della BPCO adottato nel 2018, e in coerenza con gli obiettivi della Missione 6 "Salute" del PNRR e del DM 77/2022, la Regione sta sviluppando un modello integrato di prevenzione e presa in carico della BPCO attraverso la promozione di programmi di screening mirato per l'individuazione precoce dei soggetti a rischio, il potenziamento della rete territoriale della pneumologia mediante Case della Comunità, Ospedali di Comunità, ambulatori specialistici, Centrali Operative Territoriali, telemedicina e Fascicolo Sanitario Elettronico, nonché la partecipazione a progetti di ricerca e valutazione promossi da AGENAS e ALTEMS finalizzati alla definizione di modelli innovativi di PDTA e di gestione della cronicità secondo un approccio value based, favorendo l'integrazione tra ospedale e territorio e l'uniformità dei percorsi di diagnosi, cura e monitoraggio dei pazienti affetti da BPCO.
- è comunque opportuno procedere all’elaborazione di uno specifico PDTA per la BPCO alla luce dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche e dei nuovi assetti organizzativi territoriali, costituendo a tal fine un Tavolo tecnico regionale che veda il coinvolgimento delle società scientifiche, delle associazioni di pazienti e dei referenti aziendali e finalizzato ad aggiornare i percorsi diagnostico-terapeutici, definire indicatori di esito e promuovere una maggiore integrazione tra ospedale e territorio, in linea con i principi di equità e omogeneità assistenziale.
- a promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sui sintomi della BPCO, sui principali fattori di rischio e sull’importanza di una diagnosi precoce, favorendo in particolare la diffusione della spirometria come strumento di prevenzione e di screening;
- ad avviare progetti di screening territoriali, in collaborazione con la sanità locale e in coerenza con quanto previsto dal PNRR, così da intercettare tempestivamente i casi sospetti e garantire un percorso diagnostico-assistenziale rapido e appropriato;
- a proseguire il rafforzamento della territorializzazione della pneumologia, attraverso l'integrazione tra Case della Comunità, Ospedali di Comunità, ambulatori specialistici territoriali, Centrali Operative Territoriali e strumenti di telemedicina, al fine di migliorare la presa in carico, il monitoraggio e il follow-up dei pazienti affetti da BPCO;
- a istituire un Tavolo tecnico regionale che coinvolga società scientifiche, associazioni di pazienti e rappresentanze territoriali, con il compito di aggiornare il PDTA dedicato alla BPCO e di definire percorsi condivisi tra ospedali e territorio, così da assicurare omogeneità di intervento su tutto il territorio regionale;
- a garantire, nell’ambito del nuovo Piano Regionale della prevenzione, in collaborazione con le Aziende USL, i Dipartimenti di Sanità Pubblica e le associazioni di pazienti, la prosecuzione delle azioni regionali e delle campagne di comunicazione rivolte alla popolazione finalizzate ad assicurare ai pazienti affetti da BPCO percorsi di cura appropriati, accessibili, coordinati e coerenti con il modello di sanità di prossimità previsto dalla programmazione sanitaria regionale.
Approvata all’unanimità dalla Commissione IV Politiche per la Salute e Politiche Sociali nella seduta del 15 settembre 2026.