n.54 del 11.03.2026 periodico (Parte Seconda)

Oggetto n. 1575 - Risoluzione per il rafforzamento della sicurezza urbana attraverso la formazione specialistica, il coordinamento istituzionale e la valorizzazione dello Street Tutor. A firma dei Consiglieri: Paldino, Castellari, Calvano, Costi, Massari, Daffadà, Fornili, Bosi, Donini, Albasi, Ferrari, Proni

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Premesso che

la Regione Emilia-Romagna promuove politiche integrate di sicurezza urbana dal 1994. La disciplina in questo ambito di policy è definita dalla Legge Regionale n. 23 del 4 dicembre 2003 e ss.mm. (“Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza”);

gli interventi della Regione in materia di sicurezza urbana riguardano, tra gli altri, la prevenzione e il contrasto delle cause del disagio sociale e dell'emarginazione; la riqualificazione urbana; la promozione della polizia amministrativa locale; le pratiche di mediazione dei conflitti e riduzione del danno, l’educazione alla convivenza, l'attività di analisi, monitoraggio e ricerca sui fenomeni di criminalità, disordine urbano e sicurezza percepita.

Dato atto che

la Regione Emilia-Romagna promuove un sistema integrato di sicurezza basato sulla collaborazione tra istituzioni centrali, enti locali, associazioni e cittadini con l’obiettivo di realizzare azioni volte al conseguimento di una convivenza ordinata e civile, intervenendo anche sulla riduzione dei fenomeni di illegalità e inciviltà diffusa;

il Programma di mandato della XII legislatura considera centrali per politiche di sicurezza la collaborazione interistituzionale e la riqualificazione urbana. In quest’ottica, la collaborazione tra istituzioni a diversi livelli è alla base di un sistema integrato di sicurezza, mentre la riqualificazione urbana basata sulla progettazione ambientale e la rigenerazione degli spazi può rappresentare una strategia di prevenzione diretta anche contro i fenomeni di criminalità e di disordine urbano;

la Regione Emilia-Romagna, come indicato nel Programma di mandato sopra richiamato, intende anche valorizzare l’attività di mediazione dei conflitti, promuovendo patti di gestione degli spazi di socialità e protocolli operativi tra operatori sanitari e addetti alla sicurezza. In questo contesto, un’attenzione specifica è rivolta allo Street Tutor, una figura professionale adatta a mettere in atto strategie efficaci di mediazione e prevenzione dei rischi nelle aree e negli spazi pubblici adiacenti ai pubblici esercizi e in luoghi nei quali si svolgono eventi pubblici oltre che a promuovere modelli positivi di utilizzo dello spazio pubblico.

Dato atto inoltre che

la diagnosi locale di sicurezza urbana è un’analisi sistematica condotta per acquisire una maggiore comprensione dei problemi di criminalità e vittimizzazione di una città; individuare i vantaggi e le risorse per un’attività preventiva; consentire l’individuazione delle priorità e contribuire all’elaborazione di una strategia che permetta di affrontare con efficacia e efficienza tali priorità;

la presenza di funzionari con un’adeguata formazione a condurre una rigorosa Diagnosi locale di sicurezza è ancora poco diffusa nelle amministrazioni comunali della regione con il risultato di essere praticata solo in pochi comuni dell'Emilia-Romagna, tra cui: Bologna, Cesena, Ferrara, Parma, Piacenza e Modena.

Rilevato che

nonostante nell’ultimo decennio si sia assistito a una significativa riduzione del numero dei reati, raggiungendo livelli paragonabili a quelli registrati alla metà degli anni Novanta del secolo scorso, la percezione di insicurezza dei cittadini non sempre ne ha giovato in misura altrettanto significativa, considerato che in questi anni il problema della microcriminalità nei sondaggi di opinione è stato spesso citato dai cittadini emiliano-romagnoli come un problema rilevante di cui la classe politica nazionale e locale dovrebbe occuparsi con maggiore impegno;

dati recenti indicano tuttavia una tendenza all'incremento della criminalità soprattutto predatoria e di alcune forme di criminalità violenta che richiede un approfondimento di analisi anche su fenomeni emergenti - quali, ad esempio, la devianza giovanile - per poter riorientare le politiche sulla sicurezza e di prevenzione della criminalità alla luce dei cambiamenti intervenuti negli ultimi anni nell’ambito della devianza e della criminalità.

Considerato che

esiste oggi una domanda sociale chiara e forte che richiede città e spazi urbani più sicuri e che chiama in causa direttamente chi è responsabile della progettazione e della costruzione delle città;

osservando analiticamente questi temi, si coglie che i principi della composizione, della funzionalità e della gestione degli spazi che determinano la qualità urbana di un progetto, sono molto vicini a quelli che favoriscono la sicurezza degli spazi e il senso di sicurezza dei cittadini;

in questo senso che la sicurezza può essere assunta come un vero e proprio obiettivo della progettazione urbana. Si collega infatti alle istanze per uno sviluppo sostenibile, quale condizione per la conservazione nel tempo degli spazi costruiti e quale elemento della qualità stessa del progetto urbano;

una riqualificazione urbana attenta alla prospettiva della sicurezza presuppone delle azioni finalizzate al recupero e alla rigenerazione degli spazi dismessi o abbandonati, all’evitamento delle ghettizzazioni spaziali e sociali e a promuovere un attento mix socioeconomico, di diversi gruppi sociali e di diverse età, con diverse abitudini, tempi e modalità di spostamento. Tutto questo aiuta a creare vicinati con buona vitalità, e di conseguenza a migliorare la sicurezza delle città;

l’efficacia delle politiche di sicurezza urbana dipende dalla sinergia che si riesce a instaurare con le politiche di pianificazione del territorio e tra le strutture che si occupano della costruzione delle città e chi ne cura professionalmente la sicurezza;

tra gli obiettivi della Regione rientrano la promozione e lo sviluppo delle collaborazioni istituzionali e della formazione in materia di sicurezza urbana e dell’aggiornamento professionale integrato per gli operatori di polizia nazionale, locale e di altre professionalità, specializzate nei settori di prevenzione dei fenomeni di devianza sociale o nel campo della mediazione interculturale.

Evidenziato che

data la complessità del fenomeno della sicurezza urbana, una compiuta diagnosi locale di sicurezza richiede competenze e conoscenze altamente specializzate all’interno delle amministrazioni locali;

potenziare la formazione è pertanto un elemento chiave per comprendere quanto avviene nei territori e funzionale a supportare le politiche locali di sicurezza urbana;

un forte impegno da parte degli attori principali con competenza nelle aree politiche pertinenti è essenziale, poiché il successo dipende dalla loro capacità di dare seguito ai risultati della diagnosi locali di sicurezza;

le diagnosi locali di sicurezza forniscono, in particolar modo, la base empirica per strategie efficaci volte a prevenire la criminalità e a migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Tutto ciò premesso e considerato,

impegna la Giunta regionale

ad attivarsi al fine di potenziare ed ampliare, in sinergia con gli Enti locali e tutti i soggetti coinvolti, la formazione specifica e continuativa di esperti nelle Diagnosi Locale di Sicurezza nelle amministrazioni comunali e provinciali, con particolare attenzione allo sviluppo di competenze avanzate nell'analisi dei fenomeni di microcriminalità e della sicurezza urbana, al fine di garantire un'efficienza massima del sistema integrato di sicurezza e nel contempo fornire le basi per un’efficace risoluzione dei problemi, consentendo di trovare il giusto equilibrio tra attività e approcci alternativi di prevenzione;

ad attivarsi per istituire un coordinamento permanente, a tutti i livelli istituzionali, Regione, Province e Comuni, tra gli assessorati competenti in materia di riqualificazione urbana e quelli in materia di sicurezza per migliorare ed ottimizzare le strategie di sicurezza integrata sul territorio regionale;

a favorire, secondo le modalità previste dalle disposizioni della richiamata L.R. 24/2003 e ss.mm., la promozione, il sostegno e la valorizzazione dello Street Tutor, quale figura professionale dedicata ad un’azione di mediazione sociale e prevenzione dei rischi nelle aree e negli spazi pubblici adiacenti ai pubblici esercizi e in luoghi nei quali si svolgono eventi pubblici, promuovendo in tal modo un modello positivo di utilizzo dello spazio pubblico e gestione delle criticità.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 18 febbraio 2026

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