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n.123 del 28.04.2021 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 3073 - Risoluzione sulla definizione di strumenti di conciliazione (congedi parentali, bonus baby sitting) nelle situazioni di emergenza sanitaria che comportino restrizioni alle attività scolastiche in presenza. A firma dei Consiglieri: Pillati, Zappa-
terra, Zamboni, Taruffi, Pigoni, Costi, Bondavalli, Costa, Tarasconi, Amico, Mori, Marchetti Francesca, Rontini, Maletti, Montalti, Caliandro, Soncini

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

in questi primi mesi dell'anno in diverse aree del Paese si è verificato un riacutizzarsi dell'emergenza sanitaria, a seguito del prevalere di varianti del virus che si caratterizzano per una maggiore velocità di diffusione, anche tra bambine e bambini.

ln data 2 marzo 2021, il primo Dpcm del Presidente Draghi ha previsto per le cosiddette "zone rosse", misure sulla scuola più restrittive rispetto a quelle precedentemente in vigore e ha stabilito in tali aree la sospensione delle attività in presenza sia dei nidi che delle scuole di ogni ordine e grado.

L'inattesa chiusura dei nidi e delle scuole ha provocato ulteriori difficoltà nella gestione e organizzazione delle famiglie e ripercussioni negative sulla condizione delle donne, che molto spesso si trovano a dover conciliare impegni di lavoro ed esigenze di cura dei figli.

Tenuto conto che

nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione del Dpcm, avendo tale provvedimento previsto all'articolo 43 "la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso dei laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali", sono uscite due note del Ministero dell'Istruzione: la prima che estendeva la possibilità di attività in presenza anche per gli alunni figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, che svolgono prestazioni indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione, mentre la seconda che restringeva il perimetro delle attività in presenza a quanto esplicitato dal Dpcm.

Le note, oltre a non aiutare le istituzioni scolastiche e gli enti locali a gestire questa delicata situazione, hanno generato e poi disatteso legittime aspettative da parte di molte famiglie, soprattutto quelle del personale sanitario, in un momento di grande complessità.

Solo con la nota operativa del 12 marzo si è poi fatta chiarezza sui contenuti del Dpcm chiarendo che, anche in zona rossa, dove ricorrano le condizioni per la frequenza di studentesse e studenti con bisogni educativi speciali e con disabilità, le scuole non dovranno limitarsi a consentire la frequenza solo a tali studentesse e studenti ma, con l'obiettivo di rendere effettivo il principio di inclusione, dovranno valutare di coinvolgere nelle attività in presenza anche altri alunni della stessa sezione o gruppo classe, secondo metodi e strumenti che verranno stabiliti nell'autonomia delle istituzioni scolastiche.

Dato atto inoltre che

in data 13 marzo 2021, il decreto-legge n. 30 ha introdotto ulteriori misure urgenti in risposta all'emergenza coronavirus e ha previsto oltre 280 milioni di euro per misure di conciliazione a favore dei genitori che lavorano.

Tale decreto all'art. 2, comma 1, riconosce la possibilità di lavorare in modalità agile per il genitore, lavoratore/lavoratrice dipendente, con figli conviventi minori di 16 anni, alternativamente all'altro genitore, per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell'attività didattica in presenza del figlio o, in alternativa, all'eventuale infezione o quarantena del figlio.

Il provvedimento legislativo riconosce, però, la possibilità di fruire di congedi nella sola ipotesi che la prestazione del lavoratore/lavoratrice dipendente non possa essere svolta in modalità agile.

Inoltre, il medesimo provvedimento mette a disposizione di coloro che hanno figli conviventi minori di anni 14 uno o più bonus per l'acquisto di servizi di baby-sitting per complessivi 100 euro settimanali per i soli lavoratori/lavoratrici iscritti alla gestione separata INPS, i lavoratori/lavoratrici autonomi, il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato per le esigenze connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, e i lavoratori/lavoratrici dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato e gli operatori/operatrici socio-sanitari, escludendo quindi anche in questo caso le famiglie in cui almeno uno dei genitori (quasi sempre la donna) può svolgere la propria attività attraverso lo smart working.

Considerato che

il decreto legge n. 30, che cerca di rispondere alle numerose difficoltà causate dalla sospensione delle attività scolastiche in presenza ai genitori che svolgono talune attività ritenute essenziali, configura, però, in modo implicito il lavoro agile (o smart working) come una misura di conciliazione e non come una modalità di lavoro, escludendo pertanto dalla possibilità di usufruire di congedi e bonus baby sitting tutte le famiglie in cui almeno un genitore è in smart working.

La cura dei figli piccoli o l'affiancamento dei bambini nella gestione della didattica a distanza non è, però, facilmente conciliabile con un'attività lavorativa ancorché prestata da casa.

È necessario, dunque, che il legislatore riconosca che il lavoro agile è una forma di lavoro a tutti gli effetti e che come tale non possa essere considerata un'alternativa a strumenti di conciliazione come congedi e bonus baby sitting, riconoscendo così anche a tali lavoratrici/lavoratori adeguate misure di sostegno alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Evidenziato che

in data 26 marzo 2021 il Presidente del Consiglio Mario Draghi in una conferenza stampa ha comunicato che, a causa di una diminuzione del tasso di crescita dei contagi, si è prevista la riapertura dopo Pasqua dei nidi e delle scuole fino alla prima media anche in zona rossa.

Pur augurandoci che ci siano presto le condizioni perché tutta la scuola secondaria possa riprendere le attività in presenza, non viene meno la necessità di sostenere con strumenti di conciliazione le famiglie, che potranno comunque dover far fronte a sospensioni della frequenza per eventuali infezioni da COVID-19 o quarantena dei propri figli.

Tutto ciò premesso e considerato,

impegna la Giunta regionale

a chiedere urgentemente al Governo, nei prossimi provvedimenti legislativi per far fronte alla pandemia, di estendere la platea dei beneficiari dei congedi parentali, del bonus baby sitting e di qualunque altro strumento di conciliazione venga introdotto, riconoscendoli anche ai genitori che possono usufruire dello smart working, per consentire loro di svolgere adeguatamente le prestazioni lavorative, anche nel caso di figli in quarantena o che debbano seguire la didattica a distanza, valutando la possibilità di estendere il bonus oltre il 30 giugno 2021 per la frequenza di attività estive.

A chiedere al Governo di sollecitare l'INPS perché acceleri i tempi e metta in condizione le famiglie di avere risposte immediate.

A promuovere attraverso la Conferenza delle Regioni un protocollo con il Governo, che definisca tempi e modalità da agire nelle situazioni di emergenza sanitaria future che comportino restrizioni alle attività scolastiche in presenza, per garantire una chiara e corretta informazione alle istituzioni scolastiche e alle famiglie, utili a permettere alle famiglie stesse di organizzarsi per gestire al meglio l'emergenza e conciliare le diverse esigenze tra la cura dei figli e il lavoro.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 13 aprile 2021

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