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n. 91 del 21.07.2010 periodico (Parte Seconda)

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Costituzione di una Commissione interistituzionale per lo sviluppo di un sistema di regole e criteri finalizzato all'introduzione del Patto di stabilità territoriale in ambito regionale

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Considerato che:

- le Regioni, le Province, i Comuni partecipano al processo di risanamento dei conti pubblici per il rispetto dei vincoli imposti dall’Unione Europea;

- le norme nazionali che regolano i criteri del Patto di stabilità interno si applicano uniformemente a tutte le Regioni a statuto ordinario e al sistema delle autonomie senza prevedere distinzioni a seconda delle diverse realtà socio-economiche, delle dotazioni infrastrutturali, della qualità, efficienza e modalità di organizzazione dei servizi prestati, del grado di sviluppo del processo di decentramento amministrativo, agli aspetti fisico-demografici del territorio (densità abitativa, presenza di rilievi, ecc.) con l’unica eccezione data dalla popolazione, mediante la fissazione di una soglia di 5.000 abitanti, oltre la quale le norme relative al Patto diventano vincolanti per ogni singola ente di governo;

Considerato, inoltre, che la normativa nazionale vigente, nel prossimo biennio, impone pesanti vincoli al sistema regionale e locale che dovranno essere rispettati anche dagli enti virtuosi che hanno saputo gestire con rigore i propri bilanci, esercitando un controllo sulla spesa pubblica e sul livello di indebitamento. Tutto ciò produrrà inevitabili ripercussioni, sia per quanto attiene all’erogazione dei servizi pubblici che per lo sviluppo di interventi di investimento, in una situazione ancora preoccupante sotto il profilo economico e occupazionale che incrementa la domanda di servizi alla persona (asili nido, assistenza agli anziani e disabili, servizi scolastici, ecc.) e di sostegno all’economia locale;

Vista la L. 5 maggio 2009, n. 42 “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art. 119 della Costituzione” e in particolare:

- l’art. 17 “Coordinamento e disciplina fiscale dei diversi livelli di governo” nell’ambito del quale, tra i principi e i criteri direttivi elencati, si prevede, al comma 1, lett. c) “l’assicurazione degli obiettivi sui saldi di finanza pubblica da parte delle regioni che possono adattare, previa concertazione con gli enti locali ricadenti nel proprio territorio regionale, le regole di evoluzione dei flussi finanziari dei singoli enti in relazione alla diversità delle situazioni finanziarie esistenti nelle diverse regioni”;

- l’art. 12 “Principi e criteri direttivi concernenti il coordinamento e l’autonomia di entrata e di spesa degli enti locali” dove al comma 1, lett. l) si stabilisce la “previsione che la legge statale, nell’ambito della premialità ai comuni e alle province virtuosi, in sede di individuazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica riconducibili al rispetto del patto di stabilità e crescita, non possa imporre vincoli alle politiche di bilancio degli enti locali per ciò che concerne la spesa in conto capitale limitatamente agli importi resi disponibili dalla regione di appartenenza dell’ente locale o da altri enti locali della medesima regione”;

Visti, altresì:

- gli artt. 77 “Patto di stabilità”, 77-bis “Patto di stabilità interno per gli enti locali” e 77-ter “”Patto di stabilità interno delle regioni e delle province autonome” del D.L. 25 giugno 2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, convertito in L. 6 agosto 2008 n. 133 e succ. modif., ed in particolare il comma 11, art. 77-ter che dispone che al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi riferiti ai saldi di finanza pubblica, la regione, sulla base dei criteri stabiliti in sede di Consiglio delle autonomie locali, possa adattare per gli enti locali del proprio territorio le regole e i vincoli posti dal legislatore nazionale, in relazione alle diversità delle situazioni finanziarie esistenti nelle regioni stesse, fermo restando l’obiettivo complessivamente determinato in applicazione dell’art. 77-bis per gli enti della regione e risultante dalla comunicazione effettuata dal Ministero dell’Economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato alla regione interessata;

- il D.L. 31 maggio 2010 n. 78 “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” ed in particolare l’art. 14 “Patto di stabilità interno ed altre disposizioni sugli enti territoriali”;

Valutato che la Regione Emilia-Romagna intende proporre una regionalizzazione del patto di stabilità interno applicabile al sistema, unitariamente inteso, dei Comuni, delle Province e alla stessa Regione per una piena valorizzazione dell’azione di governo pubblico sul territorio e in un’ottica di applicazione, in ambito regionale, dei principi in materia di federalismo fiscale, in coerenza con quando previsto dall’art. 119 della Costituzione e dalla L. 5 maggio 2009, n. 42;

Ritenuto che i principali obiettivi che si intendono conseguire dalla previsione di norme regionali per l’applicazione del Patto di stabilità territoriale sono individuate in ordine a:

- maggior grado di flessibilità delle regole in risposta alle diverse situazioni locali, agli indirizzi di programmazione territoriale e locale, alla gestione delle emergenze o delle specificità gestionali;

- ridistribuzione del surplus finanziario generato dalle gestioni separate delle diverse realtà istituzionali (Comuni, Province e Regione) che sono, attualmente, impermeabili tra loro, rimettendo in disponibilità sul territorio regionale le eccedenza di risorse generate dalla sommatoria dei risultati conseguiti dai diversi enti;

- possibilità di gestire le compensazioni tra enti diversi di tipo orizzontale (tra enti dello stesso comparto) o di tipo verticale (tra enti appartenenti a comparti differenti) in risposta a specifiche esigenze o per l’attuazione di investimenti di rilievo per la comunità emiliano-romagnola;

Considerato che l’articolazione tecnica e normativa del Patto di stabilità territoriale dell’Emilia-Romagna dovrà essere sviluppata in coerenza con le linee di indirizzo di seguito indicate. Il patto di stabilità territoriale:

- è applicato all’insieme dei Comuni, delle Province e alla Regione Emilia-Romagna. Tale insieme è tenuto al rispetto di un unico obiettivo territoriale;

- nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Regione è l’unico interlocutore istituzionale e l’unico soggetto responsabile per il rispetto dell’obiettivo prefissato a livello territoriale;

- la Regione, sulla base dei criteri stabiliti in sede di Consiglio delle Autonomie, definisce le regole applicative per comuni e province, con la massima attenzione alle differenti situazioni finanziarie ed economiche presenti nel territorio;

- a garanzia della tenuta complessiva dei conti pubblici e degli impegni istituzionali assunti, la Regione stabilisce altresì un sistema premiale e sanzionatorio e le procedure necessarie per effettuare un costante monitoraggio dei flussi finanziari;

Ritenuto necessario costituire, a tal fine, una commissione interistituzionale, formata da tecnici esperti nelle materie finanziarie e di bilancio, alla quale assegnare il compito di analizzare i dati di finanza regionale, provinciale e comunale e di sviluppare, anche mediante sperimentazioni e simulazioni, regole tecnico-contabili per l’introduzione di un modello alternativo di Patto di stabilità territoriale;

Acquisiti, a tal fine, le indicazioni da parte del Direttore generale di ANCI – Emilia-Romagna, dott. Antonio Gioiellieri e di UPI – Emilia-Romagna, dott. Enrico Manicardi in relazione alle collaborazioni tecniche;

Acquisita, altresì, l’indicazione della Direttrice generale centrale agli Affari istituzionali e legislativi, dott.ssa Filomena Terzini;

Vista la L.R. 26 novembre 2001, n. 43 e successive modifiche e integrazioni;

Richiamata la deliberazione della Giunta Regionale n. 2416 del 29 dicembre 2008 “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007”;

Dato atto del parere allegato;

Su proposta del Presidente della Giunta regionale;

A voti unanimi e segreti

delibera:

1. di costituire, per le motivazioni espresse in premessa e che qui si intendono integralmente riportate, una Commissione interistituzionale per lo sviluppo di un sistema di regole e criteri finalizzato all’introduzione del Patto di stabilità territoriale in ambito regionale. La Commissione prevede la presenza di esperti economico-finanziari, anche in rappresentanza di ANCI e UPI;

2. di assegnare alla Commissione il compito di elaborare una proposta tecnica, articolata, per l’applicazione in ambito regionale del Patto di stabilità territoriale, nel rispetto dei principi e delle indicazioni espresse in premessa;

3. di stabilire nel 31 luglio 2010 il termine ultimo per la conclusione delle attività della Commissione e la presentazione al Presidente della Giunta regionale della proposta elaborata e del materiale tecnico prodotto a supporto;

4. di assegnare la responsabilità del progetto al dott. Luciano Pasquini, Direttore generale centrale alle Risorse Finanziarie e Patrimonio;

5. di assegnare il coordinamento tecnico della Commissione alla dott.ssa Tamara Simoni, titolare della PO Qualità, innovazione e supporto organizzativo istituita presso la Direzione generale centrale Risorse Finanziarie e Patrimonio;

6. di stabilire la composizione della suddetta Commissione nel seguente modo:

per la Regione Emilia-Romagna:

- Luciano Pasquini, Direttore generale centrale alle Risorse Finanziarie e Patrimonio;

- Tamara Simoni, titolare della PO Qualità, innovazione e supporto organizzativo della Direzione generale centrale Risorse Finanziarie e Patrimonio;

- Nerio Rosa, Dirigente professional titolare della posizione Specialista in materia di finanza e contabilità degli enti locali, istituita presso il Gabinetto della Giunta regionale;

- Francesco Palladino, Dirigente professional titolare della posizione Presidio delle attività nell’ambito delle competenze attinenti la concertazione istituzionale e interistituzionale, istituita presso il Servizio Politiche di concertazione istituzionale del Gabinetto della Giunta regionale;

- Maurizio Ricciardelli, Dirigente Responsabile del Servizio Affari legislativi e qualità dei processi normativi, istituito presso la Direzione generale centrale Affari istituzionali e legislativi;

per UPI, Unione Province Italiane - Emilia-Romagna:

- Enrico Manicardi, Direttore dell’UPI – Emilia-Romagna;

- Onelio Pignatti, Direttore generale della Provincia di Modena;

- Giovanni Ravelli, componente dell’Osservatorio sulla finanza locale del Ministero dell’Interno e consulente dell’Upi nazionale

per ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani - Emilia-Romagna:

- Antonio Gioiellieri, Direttore dell’Anci – Emilia-Romagna;

- Stefano Bigi, Capo Dipartimento Bilancio del Comune di Bologna;

- Paolo Leonardi, consulente ANCI – Emilia-Romagna;

per Ce.s.f.e.l- Centro Servizi Finanza Enti Locali Emilia-Romagna e su indicazione congiunta di ANCI e UPI sezioni regionali Emilia-Romagna:

- Marcello Marconi, coordinatore CE.S.F.E.L. e Dirigente in staff al Servizio Finanziario del Comune di Reggio Emilia;

7. di assegnare alla collaboratrice Sabina Fiorentini, collocata in staff presso la Direzione generale centrale Risorse Finanziarie e Patrimonio uno specifico incarico in ordine agli aspetti amministrativi e di supporto al funzionamento della Commissione;

8. di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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