n.243 del 24.09.2025 periodico (Parte Seconda)
RISOLUZIONE - Oggetto n. 34 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a promuovere lo sviluppo di impianti a micro biogas attraverso varie forme di incentivazione e a sollecitare e coinvolgere il settore del credito per favorire e sostenere questo tipo di investimento da parte delle aziende zootecniche. A firma dei Consiglieri: Bocchi, Gianella, Aragona, Arletti, Pestelli, Ferrero, Pulitanò, Evangelisti, Sassone, Tagliaferri, Marcello
Premesso che
secondo l’ultimo censimento regionale dell’Agricoltura, in Emilia-Romagna vi sono 4.900 allevamenti bovini, 1.091 suini, 1.015 caprini, 3.178 avicoli;
il numero di capi censito era (2020) il seguente: 581.811 bovini, 1.017.948 suini, 54.203 ovini, 11.406 caprini e 30.701.294 avicoli;
nonostante la diminuzione degli allevamenti e l’aumento dei capi medi per azienda, il numero medio di capi per azienda è di 119 bovini, 933 suini, 53 ovini, 9.661 avicoli.
Rilevato che
tra gli obbiettivi del Green Deal e del REPowerEU per il 2030, l’UE ha fissato quello di raggiungere il 42,5% della quota di copertura dei consumi attraverso l’impiego di fonti rinnovabili;
esistono micro-impianti biogas che sono progettati per la produzione di biogas attraverso la digestione anaerobica dei soli reflui zootecnici dell’allevamento;
i moderni impianti di micro-biogas sono in grado di produrre energia elettrica ed energia termica contribuendo al miglioramento della sostenibilità ambientale, energetica ed economica degli allevamenti;
l’energia elettrica generata dal biogas può essere utilizzata in autoconsumo dall’azienda e/o immessa nella rete elettrica nazionale ricevendo una tariffa incentivante (attualmente si riconoscono 233 €/MWh per 20 anni);
il calore in esubero prodotto dall’impianto viene utilizzato per soddisfare le necessità termiche di diversi processi aziendali e come integrazione al riscaldamento ed alla produzione di acqua calda sanitaria;
il residuo della digestione anaerobica, il digestato, è considerato un sottoprodotto fertilizzante ad elevato contenuto di elementi nutrizionali utilizzabile in alternativa ai tradizionali concimi chimici;
i cogeneratori per micro-impianti possono avere potenze variabili, generalmente comprese tra 11 kW e 90 kW. Questa flessibilità consente di adattare il sistema alle specifiche esigenze produttive dell'azienda: in particolare gli impianti di micro-biogas, facili da installare e da gestire, sono progettati per essere efficienti e vantaggiosi, anche se di piccole dimensioni (da 11 kW la potenza fattibile per una stalla da 45/50 capi in mungitura, dimensione largamente diffusa nelle zone pedemontane e di alta collina).
Considerato che
sarebbe importante promuovere l’utilizzo di questa tecnologia (micro impianti di biogas) che ha ricadute virtuose sulla comunità e che produce vantaggi così riassumibili:
- vantaggi economici per l'azienda agricola:
riduzione dei costi energetici: l'autoproduzione di energia rinnovabile riduce l’utilizzo di combustibili fossili e la dipendenza da fonti esterne;
valorizzazione degli scarti e dei reflui che vengono trasformati in risorsa, contribuendo a una gestione più sostenibile;
- benefici ambientali:
riduzione delle emissioni di gas serra: la digestione anaerobica genera meno CO₂ rispetto alla decomposizione aerobica degli scarti, comporta una notevole riduzione delle emissioni di metano e di ammoniaca;
produzione di fertilizzante organico: il digestato risultante può essere utilizzato come fertilizzante, migliorando la qualità del suolo ed evitando le problematiche legate agli spandimenti (meno odore e meno presenza di mosche);
promozione dell'economia circolare.
Rilevato inoltre che
la Regione, nella redazione del nuovo COPSR, ha scelto di ammettere a finanziamento attraverso la misura SRD01 questo tipo di impianti all’interno di un progetto più complessivo di investimenti volti all’innovazione aziendale ed è attualmente in fase di raccolta delle istanze il bando di finanziamento per gli impianti dedicati a produzione energetica per autoconsumo aziendale.
Constatato che
gli allevamenti di piccole-medie dimensioni, gli utenti ideali per questa tecnologia, presentano resistenze alle innovazioni e, anche se sensibili ad un discorso ambientale, andrebbero aiutati, guidati e incentivati a compiere un investimento di questo tipo;
oltre alla tariffa incentivante di riacquisto dell’energia elettrica reimmessa in rete, non vi sono particolari agevolazioni che incentivino l’installazione di tali impianti;
l’adozione di un impianto a micro-biogas costituirebbe un modo di aumentare la sostenibilità ambientale e soprattutto economica degli allevamenti situati nelle aree interne contribuendo così ad evitarne l’abbandono e lo spopolamento.
Tutto ciò premesso
in riferimento al programma elettorale e soprattutto al programma di mandato 2025-2030 illustrato per punti salienti dal Presidente de Pascale,
impegna la Giunta regionale
a proseguire nella promozione dello sviluppo di questa tecnologia attraverso varie forme di incentivazione;
a sollecitare e coinvolgere il settore del credito per favorire e sostenere questo tipo di investimento da parte delle aziende zootecniche.
Approvata all’unanimità dalla Commissione II Politiche economiche nella seduta del 9 settembre 2025.