SUPPLEMENTO SPECIALE N.122 DEL 09.06.2023

Relazione

Relazione

Come noto, il territorio regionale dell’Emilia-Romagna è tutt'altro che omogeneo: vede, infatti, la coesistenza di grandi aree a forte propulsione economica e dotate di importanti infrastrutture e servizi e, al contempo, zone più complicate e svantaggiate, dove la scarsità di servizi e delle infrastrutture rende difficile la vita stessa dei propri abitanti e l'attività di impresa.

Sono queste, in generale, le aree montane o semimontane che in questi ultimi anni hanno incontrato le maggiori difficoltà dovute agli effetti dell’emigrazione e del conseguente calo e dell’invecchiamento della popolazione, cause che hanno indebolito le prospettive di sviluppo e che peggiorano le condizioni di vita dei cittadini che vi risiedono. Questo contesto, già difficile, è stato aggravato non solo dalla crisi economica e finanziaria che, già a partire dal 2008, ha colpito i sistemi produttivi e sociali della nostra regione, ma anche dalla grave crisi dovuta alla diffusione del virus Covid 19 e dalla conseguente riduzione delle opportunità offerte dal mercato nazionale e internazionale.

Questo fenomeno sta comportando un evidente, maggiore impoverimento di detti territori, rapportato alla media regionale e, oltre a ciò, il fenomeno dello spopolamento di tali aree sta mettendo a repentaglio intere comunità.

Non solo.

L'abbandono di queste zone aree ne comporta necessariamente la mancanza di manutenzione e monitoraggio e, come logica conseguenza, l'aumento dei fenomeni di dissesto, l'impoverimento del territorio oltre alla perdita progressiva di una storia e di una cultura locale.

Già nel 2022, collegato al Documento di Economia e Finanza della Regione Emilia-Romagna 2022, veniva accolto all’unanimità un ordine del giorno proposto ed illustrato in Assemblea Legislativa dallo scrivente consigliere regionale che prevedeva l’impegno da parte della Regione Emilia-Romagna a istituire specifiche agevolazioni e una fiscalità di vantaggio per le aree interne e i Comuni montani al fine di attrarre imprese e cittadini, favorire la residenzialità, introdurre misure che incentivino l’apertura di botteghe e negozi, sostenere la riqualificazione urbana e abitativa e il potenziamento dei servizi di prossimità.

Ad oggi, inoltre, i drammatici eventi alluvionali del maggio scorso, hanno lasciato intere zone montane e collinari dei nostri territori devastate morfologicamente ed economicamente. Inutile, quindi, negare che che sono divenuti assolutamente imprescindibili oltre che improcrastinabili interventi urgenti, capillari e drastici al fine di porre i cittadini e le imprese ivi ubicate nella possibilità di poter ripartire con maggiori agevolazioni al fine di scongiurare una vera e propria desertificazione di quei luoghi e quei borghi, da preservare e salvaguardare.

È doveroso e fondamentale, pertanto, prevedere una fiscalità di vantaggio che serva da stimolo a detti territori, e, nei limiti delle competenze regionali, abbia una funzione di riequilibrio, anche parziale, a compensazione della ricchezza di servizi e opportunità tra le varie aree della regione stessa.

Nasce in quest’ottica la Z.A.M.A., con l'obiettivo di attrarre investitori nazionali e stranieri che potrebbero essere interessati a investire in zone dove ricevono trattamenti vantaggiosi in termini fiscali, economici e finanziari anche al fine di rilanciare gli investimenti, mantenendo al contempo il tessuto produttivo, l'occupazione, la competitività e lo sviluppo dei settori industriale, artigianale, agricolo e manifatturiero, che costituiscono la spina dorsale dell'economia emiliano-romagnola.

L'esperienza, anche estera, con la creazione di zone economiche speciali o di rivitalizzazione rurale, ha ottenuto notevoli successi e dato a questi territori la possibilità di crescere, a beneficio complessivo di tutto il sistema.

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