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n. 127 del 18.07.2012 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 2681 - Risoluzione proposta dai consiglieri Alessandrini, Monari, Zoffoli, Pagani, Moriconi, Mori, Carini, Pariani, Ferrari, Costi, Barbieri, Mazzotti, Fiammenghi, Montanari, Marani, Casadei, Cevenini e Garbi in merito alla riduzione dei consumi energetici e all'opportunità di favorire il recupero edilizio consapevole e sostenibile anche con l'applicazione della delibera di Giunta 1366/2011

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

l’Unione Europea si è data l’obiettivo di ottenere una riduzione dei consumi energetici del 20% entro il 2020;

la Regione Emilia-Romagna ha declinato questo obiettivo nel proprio Piano Energetico regionale approvato nel 2007 e nel secondo Piano di attuazione Triennale 2011-2013;

i consumi di energia del settore civile (residenza e terziario) pesano sull’insieme dei consumi energetici per oltre il 30%, e dunque il contributo più determinante al risparmio e alla migliore efficienza dei consumi energetici può derivare dagli interventi nel settore civile;

il Piano Territoriale Regionale esplicita l’obiettivo della “rigenerazione dei tessuti urbani consolidati attraverso la ristrutturazione e la sostituzione edilizia per raggiungere elevati standard di qualità architettonica e di efficienza energetica”.

Considerato che

a questo fine, con l’approvazione della L.R. 6/2009 si è aggiornata la legislazione urbanistica regionale fornendo, con il nuovo articolo 7 ter introdotto nella L.R. 20/2000, un preciso indirizzo ai Comuni: “la pianificazione urbanistica stabilisce incentivi volumetrici e altre forme di premialità progressive e parametrate ai livelli prestazionali raggiunti, per realizzare un significativo miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici”;

tale disposizione ha carattere generale e la sua attuazione nella strumentazione urbanistica dei comuni non è subordinata alla preventiva approvazione dei nuovi strumenti urbanistici introdotti con la medesima L.R. 20/2000;

i Comuni dunque possono introdurre nuove norme in applicazione di tale disposizione regionale anche nelle more dell’approvazione del PSC e del RUE, tramite variante al PRG vigente, ai sensi dell’art. 15 comma 4 della previgente L.R. 47/78, non dovendosi considerare tali incentivi come forme di modifica del dimensionamento del PRG.

Evidenziato che

nell’intento di favorire un recupero edilizio consapevole e sostenibile, con deliberazione di Giunta n. 1366 del 26 settembre 2011 la Regione Emilia-Romagna ha previsto la possibilità di un bonus volumetrico del 5% nel caso di interventi che prevedano un ricorso massivo alle fonti rinnovabili per la copertura del fabbisogno energetico dell’edificio;

va nella medesima direzione anche lo sforzo che la Giunta regionale intende sviluppare per promuovere l’adesione dei Comuni del territorio regionale al “Patto dei Sindaci”, concorrendo alla copertura dei costi di elaborazione del PAES (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile), nell’ambito del quale - coerentemente agli indirizzi del Piano Triennale 2011-2013 di attuazione del PER - assume particolare rilievo il tema dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio.

Sottolineato che

al momento tuttavia solo pochissimi Comuni della Regione hanno elaborato strumenti urbanistici, e segnatamente Regolamenti Urbanistico-Edilizi, che traducono in concrete disposizioni la suddetta direttiva della L.R. 6/2009;

l’ammodernamento ed adeguamento del patrimonio edilizio esistente dal punto di vista dell’efficienza energetica e del rischio sismico e più in generale la riqualificazione urbana costituisce l’alternativa sostenibile ad una nuova offerta abitativa basata sull’ulteriore consumo di suoli agricoli;

all’esigenza di un urgente allineamento delle politiche urbanistiche locali nel senso indicato con la L.R. 6/2009 si frappongono resistenze e inerzie sia di ordine tecnico che culturale.

Invita la Giunta

a promuovere iniziative locali di sensibilizzazione culturale sul tema del miglioramento energetico degli edifici esistenti.

Invita i Comuni

ad inserire nei nuovi strumenti urbanistici ai sensi della L.R. 20/2000 in avanzata fase di definizione, o eventualmente attraverso varianti ai Piani regolatori vigenti, incentivi volumetrici o altre forme di premialità che espressamente favoriscano la demolizione e ricostruzione del patrimonio edilizio obsoleto privo di interesse storico-testimoniale o la ristrutturazione e recupero con requisiti di alta efficienza energetica;

ad adottare un sistema di indicatori di qualità per la valutazione dei progetti e delle realizzazioni che permetta un controllo preventivo efficace sul rispetto dei livelli prestazionali richiesti per il riconoscimento degli incentivi. 

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 4 luglio 2012

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