n.252 del 08.10.2025 periodico (Parte Seconda)
RISOLUZIONE - Oggetto n. 148 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Governo affinché venga rivisto il provvedimento che prevede il declassamento dell'Ufficio delle Dogane di Ravenna e delle altre sedi regionali di Reggio Emilia, Forlì e Ferrara e che rischia di ostacolare le vocazioni economiche dei territori. A firma dei Consiglieri: Bosi, Proni, Calvano, Paldino, Casadei, Larghetti, Massari, Castellari, Zappaterra, Costa, Costi, Daffadà, Arduini, Albasi, Ferrari, Fornili, Carletti, Burani, Ancarani, Lori, Gordini, Valbonesi, Muzzarelli, Quintavalla, Sabattini, Critelli
nel luglio 2023 è stato avviato da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli l’iter di ridefinizione del proprio modello territoriale, tramite la revisione di numero, dimensione, competenza e articolazione interna delle Direzioni Territoriali e dei relativi Uffici.
Il 24 gennaio scorso il nuovo assetto è stato formalizzato con la presentazione alle organizzazioni sindacali del Verbale di confronto sulla riorganizzazione territoriale.
Da tale verbale emerge, per la nostra Regione, un unico ufficio doganale di primo livello, con sede a Bologna, mentre cinque sedi provinciali si trovano ad un livello fra il terzo ed il quinto, con declassamento di Piacenza in penultima fascia e tre sedi - Reggio Emilia, Forlì e Ferrara - perdono la propria autonomia divenendo sezioni di altri uffici.
Il declassamento delle sedi di Reggio Emilia, Forlì e Ferrara ha suscitato preoccupazioni crescenti da parte delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze industriali, poiché tale accorpamento rischia di tradursi in rallentamenti significativi delle operazioni di business, a discapito delle tante aziende del territorio.
se da un lato questa rivisitazione rischia di avere un impatto negativo sui singoli territori, che hanno vocazioni economiche fra loro diverse attualmente tutelate dal decentramento su base provinciale, ancora più incomprensibile è il declassamento da prima a terza fascia - unico fra i Porti concorrenti del Nord Adriatico - del Porto di Ravenna, sesto in Italia per movimentazione merci ed in grado di generare un gettito erariale di due miliardi di euro all’anno tra dazi e IVA.
le organizzazioni sindacali che hanno partecipato al confronto hanno sottolineato la loro contrarietà ad una dequalificazione assunta, rispetto alla metodologia generale, prima di attivare i criteri e gli indicatori di graduazione; scelta che nei fatti ha condizionato l’intero processo di individuazione di una ordinata e leggibile graduatoria delle sedi dirigenziali.
Le stesse contestano, inoltre, la mancanza di una parte di parametri e la non corretta pesatura di quelli utilizzati per le sedi portuali, rilevando anche la non corrispondenza fra il risultato ottenuto e la graduatoria nazionale prodotta ufficialmente dalle Autorità di Sistema Portuale.
il declassamento dell’Ufficio delle Dogane di Ravenna definisce la totale assenza di una visione strategica che rischia di compromettere un Hub fondamentale anche per l’economia nazionale, snodo primario nel traffico di merci e passeggeri.
Tale scelta, per altro, contraddice sistematicamente il recente riconoscimento Ministeriale del Porto di Ravenna quale cardine della Zona Logistica Semplificata, che costituirà nell’immediato futuro uno dei progetti trainanti dell’economia regionale e nazionale.
la Regione Emilia-Romagna, come ha avuto modo di dichiarare il Presidente de Pascale nell’unirsi alle tante voci di protesta e alle preoccupazioni degli operatori del settore, non intende consentire che una riorganizzazione amministrativa basata su un’analisi parziale e distorta delle realtà territoriali su cui andrà ad incidere possa pregiudicare lo sviluppo futuro del Porto di Ravenna e della tanta parte di economia regionale e nazionale che intorno ad esso gravita.
A tal fine, in data 28 gennaio 2025, il Presidente de Pascale ha inviato formale nota all’Agenzia delle dogane e dei monopoli evidenziando come il declassamento del Porto di Ravenna avrebbe gravissime ripercussioni sull’economia regionale e nazionale e richiedendo un immediato confronto.
a proseguire con celerità nel percorso immediatamente avviato, coinvolgendo anche il Governo nazionale, affinché venga immediatamente rivisto un provvedimento privo di logicità ed oggettività, che rischia di ostacolare le vocazioni economiche dei singoli territori - inficiando sull’operatività del servizio col conseguente rallentamento delle operazioni di business delle aziende dei territori che hanno subito accorpamenti o declassamenti - e contraddittorio rispetto alle stesse politiche nazionali che hanno appena riconosciuto la strategicità del Porto di Ravenna per il “Sistema Paese”.
Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta antimeridiana del 16 settembre 2025