E-R | BUR

n.320 del 05.11.2014 periodico (Parte Seconda)

XHTML preview

Valutazione di impatto ambientale (VIA) relativa al progetto di impianto idroelettrico sul torrente Arso, località Ravarano, nel comune di Calestano (Parma) denominato "San Lorenzo" presentato da Becquerel Electric Sr. poi Idroelettrica Arso Srl- presa d'atto delle determinazioni della conferenza di servizi (Titolo III L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni)

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

(omissis)

delibera:

a) la Valutazione di Impatto Ambientale positiva, per le ragioni di urgenza ed indifferibilità citate in premessa, ai sensi dell’art. 16 della legge regionale 18 maggio 1999, n. 9 e successive modificazioni ed integrazioni, dell’impianto idroelettrico ad acqua fluente sul torrente Arso e sul rio Perignolo, loc. Ravarano in Comune di Calestano, in provincia di Parma, detto “San Lorenzo”, presentato da Becquerel Electric srl poi Idroelettrico Arso srl, poiché l’intervento previsto è, secondo gli esiti dell’apposita Conferenza di Servizi conclusasi il giorno 4 marzo 2014, nel complesso ambientalmente compatibile;

b) di ritenere quindi possibile la realizzazione del progetto di cui al punto a) a condizione che siano rispettate le prescrizioni indicate ai punti 1.C, 2.C e 3.C del Rapporto Ambientale conclusivo della Conferenza di Servizi, che costituisce l’Allegato 1 parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, unitamente alle prescrizioni riportate al punto 3.11 della presente delibera, che vengono di seguito trascritte:

1. Per quanto attiene al nulla osta archeologico, la Soprintendenza per i Beni Archeologici ha espresso un parere di massima favorevole con la prescrizione di sottoporre a controllo archeologico, affidato a personale specializzato, tutti gli interventi che comportano modifiche del sottosuolo.

2. Si ritiene, sulla base delle conoscenze e dei dati disponibili, ammissibile il complessivo quantitativo proposto di 90 l/s, suddiviso tra 75 l/s per l’Arso e da 15 l/s per il Perignolo, quale portata da lasciar defluire in alveo; a fronte dei monitoraggi previsti, si controllerà che i dati indicati siano tali da garantire il mantenimento degli ecosistemi locali legati o connessi ai corpi idrici interessati.

3. Dovrà essere effettuato apposito monitoraggio sia quantitativo sia qualitativo che dovrà essere sottoposto per approvazione alla Regione Emilia-Romagna (Servizio tutela e risanamento risorsa acqua), Provincia di Parma, che varranno coadiuvate da ARPA sezione Parma. Sia la proposta di monitoraggio nonché le prime risultanze (relative ad almeno 8 mesi di monitoraggio), dovranno essere predisposte anteriormente all’emanazione della Autorizzazione Unica.

4. La Regione potrà, per il raggiungimento degli obiettivi di qualità fissati dal PTA, in qualunque momento fissare quantitativi superiori di risorsa da lasciar defluire in alveo.

5. L’impianto dovrà fermare la produzione di energia elettrica nel periodo estivo (dal 20 giugno al 20 settembre).

6. Per la realizzazione dell’opera dovranno essere ottenute tutte le autorizzazioni da acquisire in fase di progetto esecutivo e per l’esercizio del cantiere previste dalle vigenti normative, e non comprese nelle autorizzazioni rilasciate dalla presente Conferenza di Servizi.

7. Per il rispetto della normativa in materia di rischio sismico, in fase di progettazione esecutiva dovrà essere depositato presso lo Sportello unico per l’edilizia del Comune di Calestano il progetto esecutivo riguardante le strutture redatto in conformità alle norme tecniche per le costruzioni e di quanto stabilito all’art. 13 della LR 19/2008.

8. Il progetto esecutivo dell’impianto dovrà essere presentato, per autorizzazione, al Servizio Tecnico di Bacino competente.

9. L’approvvigionamento degli inerti da costruzione e lo smaltimento dei materiali di risulta dovrà essere effettuato utilizzando siti regolarmente autorizzati e nel rispetto delle normative vigenti, privilegiando a parità di idoneità i siti più prossimi all’area di realizzazione al fine di minimizzare gli impatti derivanti dal trasporto e riutilizzando tutti i materiali provenienti dagli scavi come previsto dal progetto.

10. Gli eventuali materiali in esubero che dovessero risultare dai lavori di scavo dovranno essere smaltiti conformemente alla vigente disciplina in materia di rifiuti fatta eccezione per i materiali ghiaiosi presenti in alveo il cui utilizzo e/o l’asportazione non è normalmente consentito salvo specifica concessione da richiedere al Servizio Tecnico dei Bacini degli Affluenti del Po.

CANTIERE:

11. Per consentire i controlli di competenza, la Società proponente dovrà dare, obbligatoriamente e con congruo anticipo, comunicazione dell’avvio dei lavori al Servizio Tecnico di Bacino degli Affluenti del Po, alla Provincia di Parma, al Comune di Calestano, all’ARPA Sezione Provinciale di Parma, all’AUSL di Parma e alla Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Emilia-Romagna.

12. Per limitare gli impatti attesi in fase di cantiere, si reputa necessario impartire le seguenti prescrizioni:

  • bagnatura periodica dell'area di cantiere e delle piste non asfaltate con frequenza congrua al periodo meteorologico;
  • realizzazione di dispositivi per la pulizia delle ruote all'ingresso e all’uscita dai cantieri fissi;
  • utilizzo dei mezzi destinati al trasporto dei materiali di approvvigionamento e di risulta dotati di idonei teli di copertura;
  • delimitazione e copertura delle aree destinate allo stoccaggio dei materiale a possibile diffusione di polveri;
  • utilizzo di camion e mezzi meccanici conformi alle ordinanze comunali e provinciali, nonché alle normative ambientali relative alle emissioni dei gas di scarico degli automezzi;
  • obbligo di velocità ridotta sulla viabilità di servizio al fine di contenere il sollevamento delle polveri;
  • utilizzo di recinzioni a maglia fitta per delimitare le zone di cantiere o di pannelli mobili che oltre a limitare l’impatto sonoro possono contribuire ad abbassare il livello di polverosità nei pressi dei ricettori.

13. Inoltre in particolare andranno adottati i seguenti accorgimenti:

  • utilizzo di macchine operatrici a norma sottoposti a periodici controlli e manutenzioni;
  • predisposizione di sistemi di drenaggio e raccolta delle acque di dilavamento delle aree di cantiere e degli eventuali sversamenti accidentali al fine di evitarne lo scarico diretto nel corpo idrico;
  • predisposizione di vasche di raccolta delle acque di esubero derivanti dalle operazione di getto dei calcestruzzi al fine di evitare la contaminazione a calce delle acque od in alternativa utilizzo di cementi di tipo pozzolanico con basso contenuto in calce;
  • i reflui derivanti dalle attività di cantiere dovranno essere correttamente smaltiti mediante scarico autorizzato regolarmente ai sensi della disciplina vigente in materia o mediante conferimento ad idoneo sito di trattamento.

14. Le ditte esecutrici dei lavori, titolari degli eventuali scarichi idrici derivanti dai cantieri, dovranno acquisire le richieste autorizzazioni allo scarico rilasciate dalle autorità competenti ai sensi della normativa vigente (D. Lgs. 152/2006 e DPR 59/2013) preventivamente all’installazione dei cantieri.

15. Nella costruzione di basamenti, palificazioni e/o diaframmi si dovranno utilizzare materiali che non interferiscano con le caratteristiche chimiche dell’acquifero e del corso d’acqua superficiale interessato. A tale scopo dovrà essere inviata all’ARPA territorialmente competente, copia delle schede tecniche degli eventuali additivi utilizzati, per l’approvazione dell’uso.

16. L’approvvigionamento degli inerti da costruzione e lo smaltimento dei materiali di risulta dovrà essere effettuato utilizzando siti regolarmente autorizzati e nel rispetto delle normative vigenti, privilegiando a parità di idoneità i siti più prossimi all’area di realizzazione al fine di minimizzare gli impatti derivanti dal trasporto e riutilizzando tutti i materiali provenienti dagli scavi come previsto dal progetto.

17. Per il funzionamento della turbina, dovranno essere utilizzati lubrificanti ecologici e/o biodegradabili; a tale scopo dovrà essere inviata preventivamente ad ARPA e AUSL territorialmente competenti, per l’approvazione dell’uso, copia delle schede tecniche degli stessi lubrificanti.

18. La movimentazione di materiali litici ed in particolare delle ghiaie presenti all’interno dell’alveo demaniale, dovrà essere realizzata in conformità alle norme vigenti ed in ogni caso i materiali dovranno rimanere all’interno delle pertinenze demaniali.

19. Il taglio e lo sfrondamento delle piante sia limitato allo stretto indispensabile per la realizzazione delle opere avendo cura di rimuovere prontamente le ramaglie tagliate e conferirle in impianto di recupero o qualora non possibile, in discarica autorizzata.

20. Sia eseguita e mantenuta efficiente nel tempo un’idonea regimazione idrica superficiale in tutta l’area interessata dai lavori, da collegarsi alla rete di scolo naturale esistente.

21. Qualora i lavori dovessero essere sospesi a causa di eventi meteorologici sfavorevoli, vengano prontamente adottate tutte le misure necessarie a garantire la stabilita dei luoghi.

22. Tutti i movimenti terra dovranno essere eseguiti in periodo stagionale favorevole.

23. bLa dismissione del cantiere dovrà comportare il ripristino dello stato originario dei luoghi. Per il ripristino delle aree di cantiere andrà utilizzato il terreno vegetale derivante dallo scotico, che si avrà cura di accumulare, separatemene dalle altre tipologie di materiale, in spessori adeguati provvedendo alla sua manutenzione per evitarne la morte biologica.

24. Ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs 29 dicembre 2003, n. 387 e dell’art. 35 del RR 20 novembre 2001, n. 41, in caso di rinuncia o cessazione, per qualsiasi motivo, della concessione di derivazione con contestuale dismissione dell’impianto, la Società titolare è tenuta, di norma, a propria cura e spese, alla rimozione delle opere ed al ripristino e recupero ambientale dello stato dei luoghi; a tal fine dovrà essere fornito alla Provincia di Parma e al Servizio Tecnico di Bacino degli Affluenti del Po il progetto degli interventi di dismissione e ripristino.

25. Al fine di garantire la stabilità dei versanti:

  • gli scavi dovranno essere eseguiti per tratte longitudinali limitate e controllate, ovvero non aprendo contemporaneamente tutto lo scavo, ma solo quello necessario, e per lo stretto tempo necessario, alla sistemazione della singola verga di tubo;
  • sul fondo scavo, al di sotto della condotta, dovrà essere realizzato un sistema drenate, in grado di raccogliere eventuali perdite della condotta (seppur decisamente improbabili); in particolare si dovrà predisporre:
  • sul fondo dello scavo, un letto di posa in materiale drenante dello spessore di 15 cm, con funzione di supporto meccanico e ripartizione degli sforzi sulla tubazione della condotta;
  • sul fondo dello scavo, un tubo drenante con microfori nella parte superiore, opportunamente protetto da tessuto non tessuto contro l’intasamento, con funzione di drenaggio delle acque di infiltrazione e di scorrimento superficiale; le acque così captate saranno indirizzate verso la rete idrica esistente;
  • sopra la condotta metallica, laddove necessario, un bauletto di cls magro, di analogo spessore del materasso di allettamento, avente lo scopo di proteggere la condotta dai carichi di superficie di diversa natura ed entità;
  • dovranno essere realizzati ancoraggi della condotta nei punti di variazione plano-altimetrica della livelletta, laddove ritenuta necessaria in funzione delle spinte causate dalle forze di attrito e dalle variazioni vettoriali della quantità di moto del flusso idrico interno alla condotta, costituiti da una delle seguenti tipologie alternative:
    • blocchi di calcestruzzo;
    • ancoraggi metallici perforati nel terreno;
  • dovranno essere impiegati, nelle zone interessate da possibili fenomeni di creep, adeguati giunti di dilatazione/deformazione, in grado di permettere adeguati spostamenti longitudinali e trasversali all’asse della condotta;
  • dovrà essere garantito il monitoraggio della condotta con apposite strumentazioni di rilievo della piezometria (pressione statica e dinamica) e della portata, dotato di trasmissione automatica dei dati a stazione remota; ciò consentirà di identificare, in tempo reale, eventuali perdite idriche lungo il tracciato potenzialmente dannose; il sistema dovrà prevedere un comando di chiusura indirizzato alle opere elettromeccaniche di intercettazione da realizzarsi lungo il tracciato e alla presa d’acqua a monte, intercettando l’afflusso nella condotta e impedendo quindi l’anomala alimentazione di eventuali perdite idriche lungo il tracciato; in particolare dovrà essere previsto l’utilizzo di saracinesche di intercettazione del flusso comandate automaticamente dal sistema di monitoraggio per garantire la segmentazione della condotta nelle tratte “critiche” che permetterà di limitare, in caso di improvvisa rottura della tubazione, il volume d’acqua sversato e la relativa pressione di sfioro.

26. Dovranno essere eseguite quali opere compensative:

  • Realizzazione drenaggio delle acque sotterranee della zona denominata Piana del Lago - Borello;
  • Realizzazione di difesa spondale in massi ciclopici sul Rio Pescara in prossimità dell’abitato di Borello.
  • Realizzazione di interventi di manutenzione sulla briglia esistente in prossimità dell’abitato del Borello secondo le indicazioni del Servizio Tecnico di Bacino affluenti del Po;

27. In prossimità dei due attraversamenti aerei delle condotte sarà necessario realizzare manufatti ciclo-pedonali, in modo da mitigare la presenza delle condotte stesse, garantendo nel contempo la possibilità di ampliare i percorsi naturalistici già presenti in loco. Detti manufatti dovranno essere preventivamente autorizzati ai sensi della Parte terza del D.Lgs. 42/2004 e smi., e quindi sottoposti a procedura di Autorizzazione Paesaggistica.

28. Per quanto riguarda il Vincolo Idrogeologico:

  • si dovrà procedere con scrupolosa osservanza delle prescrizioni tecniche contenute nella relazione geologica e geotecnica allegata al progetto, con particolare riferimento a quanto specificato in merito alle modalità di scavo e consolidamento dei fronti di scavo;
  • si dovrà avere cura di raccogliere e regimare con l’adozione degli opportuni manufatti ed accorgimenti tecnici tutte le acque gravanti sull’opera;
  • si dovrà assicurare al momento degli scavi la presenza del geologo il quale potrà prescrivere ulteriori varianti ed accorgimenti tecnici dettati al fine di non interferire negativamente sulla stabilità dei terreni e da comunicarsi ad opera del medesimo al Settore Difesa del Suolo della Unione Comuni Appennino Parma Est (già Comunità Montana);
  • l’esecuzione dell’opera non dovrà interferire con il naturale regime delle acque ed inoltre si dovrà aver cura di regimare tutti i corpi idrici gravanti o originatisi dai manufatti;
  • il sistema di raccolta e drenaggio delle acque nell’area di intervento dovrà essere correttamente dimensionato e strutturato in modo tale da risultare efficace anche in occasione di eventi meteorici particolarmente intensi e/o prolungati;
  • il materiale di risulta delle opere di scavo e sbancamento eseguite al fine di ricavare la sede per le fondazioni e per omologare le pendenze, se non localmente riutilizzato, dovrà essere gestito come rifiuto ai sensi dell’art. 184 del D. Lgs 152/2006, comunque non dovrà essere abbandonato e divenire causa di dissesto e di alterazione del regime delle acque;
  • ultimate tutte le opere di progetto, si dovrà provvedere al recupero ambientale dei terreni interessati con il rinverdimento e la piantagione di essenze arboree adatte alla zona aventi funzione protettiva, consolidante e paesaggistica;
  • all’interno del cantiere dovranno essere conservati a disposizione per eventuali controlli copia del progetto approvato con copia di tutte le concessioni e autorizzazioni necessarie ai sensi della legislazione vigente per eseguire l’opera;
  • qualora, in qualsiasi momento, l’opera divenisse causa di dissesto il richiedente dovrà provvedere a farsi carico dell’esecuzione delle sistemazioni necessarie al ripristino delle condizioni di stabilità;
  • dovrà essere comunicata al personale del Comando Stazione Forestale competente per territorio la data di inizio e quella dell’avvenuto termine dei lavori, nonché la tipologia delle opere e degli interventi da eseguire sul terreno con copia di eventuali autorizzazioni urbanistiche;
  • l’autorizzazione per l’esecuzione delle opere in progetto è limitata ad un periodo temporale pari a quello previsto dai titoli abilitativi comunali;
  • il non rispetto di una o più prescrizioni autorizzatorie comporterà l’invalidità del provvedimento autorizzativo nonché l’applicazione degli artt. 24 e 25 del R.D.L. 3267/1923 e le previste sanzioni penali di legge.

29. Per la progettazione antisismica sono necessari gli approfondimenti indicati già in Relazione quali la necessita di eseguire, nella successiva fase di progettazione esecutiva, approfondite indagini sismiche (MASW, REMI ) nella zona interessata dalla centrale idroelettrica, in grado di stabilire con precisione il valore delle VS,30 e conseguentemente la categoria di sottosuolo da considerare nelle verifiche geotecniche.

30. Per interferenze con corsi d'acqua sono a carico dell'esecutore e gestore dell'impianto tutte le opere di difesa dalle erosioni spondali e di piede di versante esercitate dal corso d'acqua; la esecuzione di eventuali opere di difesa deve essere preceduta dall'autorizzazione e concessione rilasciate dal competente Servizio Tecnico Bacini Affluenti del F. Po.

31. Dovrà essere messo in opera e mantenuto in efficienza un monitoraggio delle opere e della condotta (per la quale sono previsti appositi giunti di dilatazione a fronte di eventuali spostamenti per instabilità di pendio) con idonee strumentazioni di rilievo. AI riguardo, si ritiene che tale strumentazione di monitoraggio debba risultare tale da consentire, in presenza di deformazioni, la interruzione in tempo reale della portata liquida nelle condotte per prevenire perdite idriche.

32. La progettazione esecutiva dell'opera dovrà essere preceduta dalla esecuzione delle indagini e studi geognostici, geologici e geotecnici, necessari al fine di fronteggiare le criticità descritte nella relazione del SIA con lo scopo di prevedere e progettare ogni rimedio e/o opera di mitigazione contro il rischio geologico ed idrogeologico.

33. Le eventuali scarpate che si andranno ad intaccare dovranno essere riprofilate secondo le caratteristiche geomeccaniche dei terreni, in modo da evitare fenomeni di instabilità nelle zone a monte e a valle delle stesse e da non creare rotolamento di materiale, ovvero se ne garantisca la stabilità mediante l’esecuzione di idonee opere di contenimento. Per la stabilizzazione saranno da preferirsi tecniche di ingegneria naturalistica.

34. Per quanto riguarda gli attraversamenti stradali, sia per l'esecuzione di posa in attraversamento trasversale che in percorrenza, l'autorizzazione o la concessione è rilasciata prescrivendo, ove possibile, l'utilizzo di spingitubo o TOC. Solo in case di comprovata impossibilita, da dimostrare, verrà concessa la percorrenza l'attraversamento stradale con scavo a cielo aperto ad una profondità minima che consenta di posizionare l'estradosso del tubo a cm. 100 del piano viabile. In tale caso, sia per l'attraversamento che per la percorrenza il taglio della pavimentazione dovrà essere eseguito con fresa a disco prestando tutti gli accorgimenti finalizzati ad ottenere un taglio netto senza sbavature e frangiature. In particolare gli attraversamenti, che dovranno risultare perpendicolari all'asse stradale, andranno eseguiti come segue:

  • esecuzione di scavo su metà carreggiata con deviazione del traffico sull'altra metà (il materiale di risulta dovrà essere trasportato a rifiuto)
  • posa della condotta con sola sabbia di copertura;
  • posa di lastre portanti e formazione raccordi in conglomerato bituminoso a freddo per addolcire il gradino derivante dallo spessore della lastra;
  • inversione del traffico sulle lastre in acciaio;
  • ripetizione delle operazioni 1. e 2. sull'altra semicarreggiata stradale;
  • getto della malta cementizia areata (avente le caratteristiche che saranno descritte sull'alto di concessione) per tutto lo scavo (intera carreggiata) fino a 12 cm. al di sotto del piano stradale;
  • posa delle lastre portanti e formazione dei raccordi sulla parte mancante;
  • riapertura completa al traffico;
  • trascorse 36 ore, si dovrà precedere alla posa del binder all'interno dello scavo per cm. 12 al fine di raggiungere il livello del piano stradale, indi entro 3 mesi dovrà essere eseguita la fresatura del manto stradale per una larghezza minima di cm. 500 a cavaliere dello scava, per una profondità pari a cm. 3,5 si procederà alla immediata stesa del tappeto bituminoso nell’area di fresatura;
  • in caso di percorrenza stradale con scavo a cielo aperto, questa andrà eseguita al centro della corsia ed in caso di strade di mezzacosta dovrà essere eseguito tassativamente nella corsia di monte;
  • dovranno essere eseguiti i lavori in modo tale da avere tratti assoggettati al senso unico alternato (da regolamentarsi con movieri nelle ore di punta e con impianto semaforico nelle ore rimanenti) non superiori a m 70/80 m. di lunghezza;
  • per i ripristini degli scavi vale quanto prescritto per gli attraversamenti, con la specificazione che deve essere fresata e ripavimentata l'intera corsia di marcia interessata per la sua larghezza, oppure nei casi in cui si preferisca irrobustire la pavimentazione alzando il piano stradale per lo spessore del nuovo tappeto, si procederà alla ripavimentazione dell'intera carreggiata evitando così la preventiva fresatura;
  • la posa di eventuali pozzetti di ispezione o di raccordo dovrà avvenire al di fuori del piano viabile pavimentato;
  • la percorrenza in banchina sarà ammessa solo ed esclusivamente nei casi in cui la larghezza della medesima sia tale da consentire che il bordo verso strada della scavo sia ad almeno cm100 dal bordo bitumato; in tal caso il riempimento della scavo dovrà essere eseguito con cls magro fino al piano campagna della banchina stessa al fine di irrobustire il fianco stradale indebolito dallo scavo;
  • sia per g1i scavi in sede stradale che per gli scavi n banchina saranno comunque a carico del concessionario i ripristini di eventuali avvallamenti o cedimenti che si verificassero nel tempo a seguito dei lavori eseguiti;
  • per quanto riguarda la staffatura della condotta sul ponte in attraversamento al Rio sarà necessario venga fornita una relazione di calcolo strutturale con verifica della compatibilità dell'intervento con la struttura del ponte. Si intende che eventuali interventi di consolidamento del manufatto, se necessari, saranno a carica del concessionario;
  • Il concessionario, inoltre, si dovrà anche accollare tutti gli oneri relativi allo smontaggio e rimontaggio della condotta per i futuri interventi di manutenzione che si rendessero nel tempo necessari da parte della Provincia.

35. Per quanto riguarda le strade comunali, sulle quali vige attualmente il divieto di transito dei mezzi con peso maggiore a 10 tonnellate, utilizzate per il transito dei mezzi di cantiere per raggiungere le singole aree di lavorazione, dovrà essere presentato al Comune un programma operativo di manutenzione che analiticamente valuti le criticità e le condizioni che in esse si riscontrano in relazione dei mezzi di transito (cedimenti del fondo stradale, erosione manti stradali e superficiali, vibrazioni, rischio danneggiamenti infrastrutture, griglie, chiusini sottoservizi, ecc….).

36. Con riferimento all’impatto acustico atteso in fase di esercizio la Ditta, tramite tecnico competente, dovrà predisporre un collaudo delle sorgenti sonore a confine e presso i recettori abitativi individuati, con misura del livello differenziale negli orari e nelle condizioni di maggiore disturbo. La relazione di collaudo, dovrà essere presentata al Comune e ad ARPA.

37. In riferimento all’inquinamento acustico atteso, al fine della migliore sostenibilità del progetto, visto che il funzionamento dell’impianto avviene attraverso l’utilizzo di turbine nell’arco delle 24 ore, il locale tecnico della centrale dovrà essere dotato di sistemi di insonorizzazione delle emissioni rumorose.

38. Per quanto riguarda le misure di compensazione per la componente boscata, andranno messe in atto le proposte presentate in progetto e nelle integrazioni documentali specifiche.

39. Devono essere eseguiti i monitoraggi dell’ittiofauna, concordati con il Servizio provinciale Risorse Naturali, in fase di costruzione e di esercizio dell’impianto, al fine di valutare la possibile presenza di specie di interesse conservazionistico.

40. Al fine di compensare l’inevitabile disturbo alla fauna locale, la Ditta proponente dovrà provvedere all’acquisto ed all’installazione di n. 50 cavità artificiali per uccelli e chirotteri di dimensioni e materiale idonei.

41. Le opere a verde di mitigazione previste dal progetto andranno monitorate con controlli periodici allo scopo di verificarne l’efficacia e di garantire il conseguimento degli obiettivi paesaggistici e naturalistici previsti. A tal fine i nuovi impianti vegetazionali dovranno essere assistiti per almeno 3 anni, laddove necessario, con irrigazione di soccorso, risarcimenti delle fallanze e sfalcio periodico delle infestanti.

c) di dare atto che i pareri dalla Provincia di Parma e del Comune di Calestano ai sensi dell’art. 18, comma 6 della LR 18 maggio 1999 n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, in merito al progetto in esame, sono compresi all’interno del Rapporto Ambientale di cui al punto 3.9;

d) di dare atto che il Comune di Calestano ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica ai sensi del DLgs 42/2004 con atto n. 03/2014 del 3 marzo 2014, in conformità al parere della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le provincie di Parma e Piacenza, acquisita con nota prot. n. 1364 del 3 marzo 2014, Autorizzazione che costituisce l’Allegato 2 parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

e) di dare atto che il Servizio Tecnico di Bacino degli Affluenti del Po, sede di Parma, ha rilasciato la Concessione di derivazione di acqua pubblica ad uso idroelettrico ai sensi del R.R. 41/2001, con Determinazione n. 3716 del 20/02/2014 a firma del Responsabile del Servizio dr Gianfranco Larini, che costituisce l’Allegato 3 parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

f) di dare atto che il parere di competenza della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna è compreso all’interno del Rapporto di cui al punto 3.9; la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna non ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi, trova quindi applicazione quanto disposto dall’art. 14-ter, comma 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e dell’art. 17, comma 2 della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni;

g) di dare atto che il parere di competenza dell’Autorità di Bacino del fiume Po acquisito agli atti della Regione Emilia-Romagna con nota del 21/2/2012 prot. PG.2012. 126900 è compreso all’interno del Rapporto di cui al punto 3.9 e costituisce l’Allegato 4 parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; l’Autorità di Bacino del fiume Po non ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi, trova quindi applicazione quanto disposto dall’art. 14-ter, comma 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e dell’art. 17, comma 2 della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni;

h) di dare atto che il parere di competenza del Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua della Regione Emilia-Romagna ai sensi del RR 41/2001 è compreso all’interno del Rapporto di cui al punto 3.9;

i) di dare atto che il parere di competenza della Provincia di Parma ai sensi del RR 41/2001 è compreso all’interno del Rapporto di cui al punto 3.9;

j) di dare atto che l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di linea elettrica da rilasciarsi, ai sensi del la L.R. 10/93, sarà emessa da parte della competente Provincia di Parma, successivamente alla presente deliberazione e contestualmente al rilascio della Autorizzazione Unica ai sensi del D.Lgs 387/2003 e della L.R. 26/2004;

k) di dare atto che la autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di linea elettrica, ai sensi del la LR 10/93, sarà emessa da parte della competente Provincia di Parma, successivamente alla presente deliberazione e contestualmente al rilascio della Autorizzazione Unica ai sensi del D.Lgs 387/2003 e della L.R. 26/2004;

l) di dare atto che in merito alla suddetta autorizzazione:

- l’Aeronautica Militare - Comando 1^ Regione Aerea ha rilasciato il parere di competenza previsto all’art. 3 della LR 10/93 ed il nulla osta per eventuali interferenze del progetto con nota prot. n. 18831 del 20/07/2012 acquisito agli atti della Regione Emilia-Romagna, è compreso all’interno del rapporto di cui al punto 3.9; l’Aeronautica Militare non ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi, trova quindi applicazione quanto disposto dall’art. 14-ter, comma 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e dell’art. 17, comma 2 della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni;

- i pareri di ARPA sez. di Parma e del Comune di Calestano sono compresi all’interno del rapporto di cui al punto 3.9;

- il nulla osta del Ministero dello Sviluppo Economico è ricompreso all’interno del rapporto Ambientale di cui al punto 3.9; il Ministero dello Sviluppo Economico non ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi, trova quindi applicazione quanto disposto dall’art. 14-ter, comma 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e dell’art. 17, comma 2 della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni;

- il benestare del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è ricompreso all’interno del rapporto Ambientale di cui al punto 3.9; il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti non ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi, trova quindi applicazione quanto disposto dall’art. 14-ter, comma 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e dell’art. 17, comma 2 della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni;

- il nulla osta del Ministero della Difesa Direzione Lavori e Demanio è ricompreso all’interno del rapporto Ambientale di cui al punto 3.9; il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti della Difesa Direzione Lavori e Demanio non ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi, trova quindi applicazione quanto disposto dall’art. 14-ter, comma 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e dell’art. 17, comma 2 della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni;

- il parere di Dipartimento Militare Marittimo dell’Adriatico è ricompreso all’interno del rapporto Ambientale di cui al punto 3.9; il Dipartimento Militare Marittimo dell’Adriatico non ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi, trova quindi applicazione quanto disposto dall’art. 14-ter, comma 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e dell’art. 17, comma 2 della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni;

m) di dare atto che il Permesso di Costruire ai sensi della LR 31/2002 per le opere di competenza comunale ed i pareri previsti dalla LR 31/2002 di competenza, di ARPA e dell’AUSL, saranno ricompresi nell’atto comunale, e sarà emesso contestualmente alla Autorizzazione Unica provinciale di cui al Dlgs 387/2003 e prima dell’inizio dei lavori;

n) di dare atto che l’approvazione del progetto di utilizzo delle terre e rocce di scavo ai sensi dell’art. 186 del DLgs 152/2006 e s.m.i. di competenza del Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale della Regione Emilia-Romagna è compresa all’interno del Rapporto di cui al punto 3.9;

o) di dare atto che al fine dell’efficacia degli atti, la Società proponente è tenuta a perfezionare le istanze delle singole autorizzazioni/concessioni accorpate nella presente procedura, provvedendo al pagamento degli oneri, a qualsiasi titolo dovuti, previsti dai diversi dispositivi di legge;

p) di dare atto che la presente procedura di VIA non comprende l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ai sensi del DLgs 387/2003 che andrà rilasciata dall’Amministrazione provinciale di Parma a seguito della presente valutazione di impatto ambientale: il presente atto e gli atti da esso accorpati assumeranno efficacia dalla data di rilascio della suddetta Autorizzazione Unica da parte della Provincia di Parma;

q) di stabilire ai sensi dell’art. 26, comma 6 del DLgs 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni che il progetto oggetto della presente valutazione dovrà essere realizzato entro 5 anni dalla sua approvazione, salvo proroghe debitamente concesse su istanza del proponente;

r) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, copia della presente deliberazione alle ditta proponente Becquerel Electric srl poi Idroelettrico Arso srl;

s) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, per opportuna conoscenza e per gli adempimenti di rispettiva competenza, copia della presente deliberazione alla Provincia di Parma, al Comune di Calestano, al Servizio Tecnico di Bacino affluenti del Po, al Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua della Regione Emilia-Romagna, all’Autorità di Bacino del Po, ad AIPO, alla Unione Montana Appennino Parma Est, all’AUSL di Parma, all’ARPA - Sezione provinciale di Parma, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Bologna, alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, ad ENEL distribuzione, ad IREN Parma SpA, al Ministero dello Sviluppo Economico Comunicazioni, all’UNMIG del Ministero dello Sviluppo Economico; all’USTIF del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; al Comando Militare Esercito Emilia-Romagna e allo Comando 1^ Regione Aerea Reparto Territorio e Patrimonio dell’Aeronautica Militare; alla Marina Militare Dipartimento Militare Marittimo dell'Adriatico; all’Agenzia delle dogane di Parma;

t) di pubblicare per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, il presente partito di deliberazione;

u) di pubblicare il presente atto sul sito WEB della Regione Emilia-Romagna.

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it