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n.73 del 12.03.2014 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 5100 - Risoluzione proposta dai consiglieri Alessandrini, Pariani e Mazzotti per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte a promuovere e sostenere, presso il Governo, il rilancio socio-economico del territorio della Provincia di Forlì-Cesena, con particolare riferimento al Tavolo istituzionale a tal fine costituito, sostenendo i settori imprenditoriali tradizionalmente ivi operanti, con particolare riferimento alla Electrolux

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

la crisi che da oltre 5 anni interessa l’economia globale ha assestato duri colpi al tessuto economico del nostro Paese, con drammatiche conseguenze anche di ordine sociale;

la ripresa, che in alcuni Paesi si è già avviata, resta ancora lontana per l’Italia e le analisi tendenziali continuano a spostarne l’orizzonte;

un declino tanto intenso e prolungato ha intaccato anche il tessuto economico e sociale della nostra Regione, provato anche dal terremoto, che nel 2013 ha visto il segno meno davanti a tutti gli indicatori economici: -1,4% il PIL (-8% sul 2007), -2,4% la domanda interna, -2,1% i consumi delle famiglie, -5,5% gli investimenti. Dati che si inseriscono in un contesto di continua diminuzione delle imprese attive (-1,4%) ed aumento della disoccupazione (+8,6%) (dati: Rapporto 2013 Unioncamere E-R).

Evidenziato che

il quadro descritto risulta ancor più cupo per il territorio forlivese che, oltre agli effetti della crisi globale, sconta anche debolezze e criticità ormai sedimentate da tempo anche per via della ridotta propensione del sistema locale ed imprenditoriale all’innovazione ed all’internazionalizzazione: in un anno i disoccupati sono aumentati del 7,9%, mentre il tessuto imprenditoriale risulta in diminuzione per il complesso dei comparti con una variazione del -2,1% della consistenza delle imprese attive e la produzione scende dello 0,8% (dati Camera commercio Forlì, agg. nov. 2013);

negli ultimi 5 anni hanno chiuso 450 imprese della Provincia e la cassa integrazione, ordinaria, in deroga e straordinaria segna 10.201.896 ore in un anno (+39%);

Aeroporto, Sapro, Ferretti, Del Pardo, Bartoletti, Trasmital, Electrolux sono i nomi più evocativi, ma non certo gli unici, del declino del forlivese, mentre solo in extremis si è riusciti a trovare un accordo sulle vicende di Alpi e Dometic Italia: crisi aziendali e delocalizzazioni che inginocchiano l’economia e la società locale;

ma accanto a queste grandi imprese è l’intero tessuto produttivo forlivese che si spegne, fatto di piccoli imprenditori che chiudono spesso per mancanza di credito (-2,1% i prestiti erogati) e di commercianti che non resistono alla contrazione dei consumi (-3,3% il commercio al dettaglio, -6,5% il settore dell’ospitalità e ristorazione).

Sottolineato che

il territorio forlivese possiede le risorse necessarie, in termini di tecnologia e ricerca applicata, per consentire il rilancio di filiere tradizionali e la crescita di nuovi settori: dal mobile imbottito all’aeronautica, dalla nautica all’abitare ecologico, dagli elettrodomestici al turismo;

affinché tale sviluppo sia possibile occorre che ogni attore sociale faccia la propria parte: dalle imprese che devono investire maggiormente in formazione e ricerca, al mondo del credito che deve concedere capitali per investire, fino alle Istituzioni locali e nazionali che devono creare un ambiente attrattivo agli investimenti e favorevole all’insediamento delle imprese, senza che ciò avvenga a discapito dei diritti dei lavoratori.

Invita la Giunta regionale,

in accordo con le Istituzioni e le rappresentanze economico-sociali del territorio forlivese e col supporto del Governo nazionale:

1) a dare vita ad un Tavolo istituzionale per lo sviluppo del territorio forlivese, allo scopo di:

  1. favorire il processo di ricerca, innovazione, internazionalizzazione delle imprese, a partire da quelle del manifatturiero, anche costituendo specifiche reti di imprese per sopperire alle ridotte dimensioni di molte di esse;
  2. mappare le imprese del territorio allo scopo di effettuare strategie e azioni sostenibili in grado di prevenire e arginare la crisi economica dello stesso e dei settori maggiormente colpiti, anche attraverso la creazione di un ambiente attrattivo per gli investimenti imprenditoriali;
  3. studiare azioni di marketing territoriale che mettano a frutto la presenza nel forlivese di un affermato distretto della conoscenza, operante soprattutto nel settore aeronautico, al fine di essere in grado di attrarre sul territorio nuova imprenditorialità o l’insediamento di importanti branch di grandi aziende, anche multinazionali;
  4. stimolare il ruolo attivo dei laboratori della Rete Regionale Alta Tecnologia e dei Centri per l’Innovazione a partire da quelli più direttamente legati al territorio, nello stimolare ed accompagnare processi di innovazione e diversificazione produttiva delle imprese;
  5. sostenere la piccola impresa ed il commercio sia attraverso una riqualificazione dei centri storici per renderli maggiormente attrattivi, sia tramite la sottoscrizione di accordi con gli istituti di credito che rendano più facile l’accesso al credito per le imprese in difficoltà, che tramite il potenziamento del locale fondo per la crescita;
  6. dare impulso alla realizzazione/formazione di una vera e propria “filiera delle costruzioni” (imprese, professionisti, tecnici, impiantisti e pp.aa.), in grado di recuperare, ristrutturare, abbattere e ricostruire ex novo interi comparti abitativi, a partire dai centri storici, specializzata nella progettazione, produzione ed installazione di impianti alimentati da energia rinnovabile e con sistemi di risparmio energetico, per promuovere uno sviluppo compatibile e sostenibile.

2) A promuovere, di concerto con i diversi attori istituzionali e privati del territorio, il monitoraggio della situazione nei settori della “nautica” e del “mobile imbottito” finalizzato alla condivisione entro un anno di un piano di rilancio di tali settori. Tale azione appare essere l'unica realistica possibilità per evitare il declino di settori che possono avere grandi possibilità di sviluppo e di generare ricerca ed innovazione (elettronica, design, progettazione, materiali, ecc.).

3) A promuovere un tavolo fra le regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria e Marche per intraprendere politiche sinergiche inerenti ai due settori: “nautica” e “mobile imbottito”, evitando la deteriore competizione fra settori e/o stabilimenti delle stesse Regioni (vedi caso Ferretti).

4) A giungere ad una positiva soluzione del caso Electrolux, che consenta il mantenimento in loco dello stabilimento a condizioni non lesive dei diritti dei lavoratori.

5) A sollecitare il Governo, attraverso il Ministero dello sviluppo economico:

  1. a rendere stabile il Tavolo nazionale, prontamente richiesto dal presidente Vasco Errani, in cui affrontare le casistiche più rilevanti, quali quelle che riguardano imprese con diversi stabilimenti sul territorio italiano, fra cui Electrolux, che ha avanzato proposte inaccettabili per non delocalizzare la produzione in Polonia, o Ferretti, la cui chiusura sarebbe un danno irreparabile per l’economia forlivese;
  2. per attivare il Punto di Contatto Nazionale (PCN), affinché possa tutelare il valore socio-economico del territorio, attraverso l’esame delle casistiche più rilevanti di imprese che presentano diversi stabilimenti e favorire l’attuazione delle linee guida dell’OCSE destinate alle imprese multinazionali inerenti ai temi della responsabilità sociale d’impresa;
  3. per chiedere alla Commissione Europea di sostenere il settore degli elettrodomestici, soprattutto in quei Paesi come l’Italia, che non sono competitivi sotto il profilo della pressione fiscale e del costo del lavoro ma che sono all’avanguardia in materia di innovazione e di tutela dei diritti dei lavoratori;
  4. per chiedere alla Commissione Europea di approfondire se il trasferimento di produzioni nei paesi dell’est Europa avvenga sulla base di aiuti di Stato assegnati da qualche autorità pubblica e di approfondire la legittimità di tali eventuali aiuti di Stato ai sensi del diritto comunitario, in particolare in relazione alle regole che disciplinano la concorrenza. 

Approvata all'unanimità dei presenti nella seduta antimeridiana dell'11 febbraio 2014

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