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n. 147 del 27.10.2010 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 512 - Risoluzione proposta dal Presidente della I Commissione, su mandato della stessa Commissione, recante: "Indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell’Unione Europea - Sessione comunitaria 2010"

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

visto l’articolo 38, comma 2, del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa, nonché l’art. 5 della legge regionale n. 16 del 2008;

visti la Relazione approvata dalla I Commissione assembleare ai sensi dell’articolo 38, comma 2, del Regolamento interno ed i pareri e gli indirizzi delle Commissioni competenti per materia approvati ai sensi dello stesso articolo 38, comma 1, allegati alla Relazione;

visto il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2010 – COM (2010) 135 def. del 31 marzo 2010;

vista la Relazione della Giunta regionale sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale all’ordinamento comunitario per il 2009;

visto il Rapporto conoscitivo della Giunta per la sessione comunitaria dell’Assemblea legislativa (delibera di Giunta n. 1031 del 19 luglio 2010);

vista la Strategia “Europa 2020” proposta dalla Commissione europea il 3 marzo 2010;

considerato che la legge regionale n. 16 del 2008 al suo articolo 5 disciplina la sessione comunitaria dell’Assemblea legislativa quale occasione annuale per la riflessione generale sulla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e alla fase discendente del diritto UE nelle materie di competenza regionale;

considerato l’interesse della Regione Emilia-Romagna in riferimento a determinati atti e proposte preannunciati per il 2010, e oltre, dalla Commissione europea, ed individuati a seguito dell’esame del Programma di lavoro della Commissione europea per il 2010 da parte delle Commissioni assembleari per le parti di rispettiva competenza;

considerato l’interesse regionale ad avviare l’approfondimento dell’incidenza sull’ordinamento regionale e l’individuazione degli ambiti di competenza regionale, ai fini dell’eventuale recepimento da parte della Regione Emilia-Romagna, delle direttive indicate dalle Commissioni assembleari in esito all’esame della Relazione della Giunta sullo stato di conformità dell’ordinamento per il 2009;

considerata l’opportunità di adottare la legge comunitaria regionale per il 2011, sulla base degli esiti di tale approfondimento e dell’individuazione degli ambiti di competenza regionale;

considerato inoltre l’avanzamento del procedimento legislativo relativo alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera;

considerata l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e l’imminente processo di riforma della legge n. 11 del 2005;

considerata l’importanza del ruolo delle Assemblee legislative regionali nella fase di formazione delle decisioni europee, come confermato, da ultimo, anche dal Trattato di Lisbona con il Protocollo n. 2 ad esso allegato;

considerata l’importanza della collaborazione tra le Assemblee a partire dal livello regionale, fino a quello nazionale ed europeo, sia nel controllo della sussidiarietà che nel controllo di merito degli atti e delle proposte dell’Unione europea;

considerata altresì l’opportunità di contribuire a favorire la massima circolazione orizzontale delle informazioni, tra Assemblee legislative regionali sia italiane che europee;

considerata infine l’opportunità di perseguire il massimo raccordo anche a livello europeo, informando le Istituzioni e Organi dell’Unione europea, in particolare il Parlamento europeo e il Comitato delle Regioni, circa l’esame degli atti presso questa Assemblea.

Con riferimento alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla formazione del diritto dell’Unione europea (cd. fase ascendente)

a)Auspica che la IX legislatura regionale, al fine di contribuire al superamento dell’idea di un legislatore europeo avulso dalla realtà regionale, si caratterizzi per la sistematica partecipazione della Regione Emilia-Romagna al processo decisionale dell’Unione europea, con riferimento agli aspetti di particolare rilevanza ed impatto per il territorio e per i cittadini, nel massimo raccordo tra gli organi fondamentali della Regione che esercitano funzioni e prerogative distinte;

b)Rileva l’interesse prioritario della Regione Emilia-Romagna in riferimento ai seguenti atti ed iniziative preannunciate dalla Commissione europea nel proprio Programma di lavoro per il 2010, sottolineando fin d’ora l’importanza delle “iniziative faro” della Strategia “Europa 2020”: Comunicazione su un’Agenda europea del digitale; Comunicazione sulla piattaforma europea contro la povertà; Comunicazione su un progetto europeo per la ricerca e l’innovazione; Iniziativa “Youth on the Move”; Comunicazione sull’occupazione giovanile; Agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro; Piano d’azione che attua il programma di Stoccolma; Libro bianco sul futuro dei trasporti; Pacchetto relativo all’infrastruttura dell’energia; Nuovo quadro normativo generale per la protezione dei dati; Comunicazione su una strategia per la sicurezza interna; Comunicazione su una nuova strategia e politica dell’UE sulla biodiversità dopo il 2010; Comunicazione su “Una strategia commerciale per Europa 2020”; Comunicazione sul futuro della politica agricola comune; Comunicazione sul potenziamento della capacità di reazione dell’Unione europea in caso di catastrofi; Proposte legislative quale seguito dato alla comunicazione della Commissione sulla politica agricola comune dopo il 2013; Pacchetto sulla politica della qualità del prodotto agricolo; Proposta legislativa successiva alla Comunicazione “Rendere più mirati gli aiuti agli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali (zone svantaggiate)”; Comunicazione riguardante l’integrazione dell’adattamento al cambiamento climatico e dell’attenuazione dei suoi effetti nelle politiche UE e l’adeguatezza degli strumenti finanziari; Piano d’azione eHealth; Proposta della Commissione per una Raccomandazione del Consiglio sull’abbandono scolastico prematuro; Proposta di Raccomandazione del Consiglio riguardante la promozione della mobilità dei giovani per l’apprendimento; Comunicazione sull’iniziativa riguardante le nuove competenze europee; Comunicazione sull’esecuzione delle disposizioni del Trattato di Lisbona riguardanti lo sport; Comunicazione della Commissione: proposta di un nuovo parametro sulle competenze linguistiche; Comunicazione sul piano d’azione riveduto in materia di efficienza energetica; Calendario per un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse e a basse emissioni di carbonio nel 2020; Direttiva concernente l’efficienza idrica degli edifici; Valutazione finale del sesto programma di azione ambientale; La nuova politica per la coltivazione di OGM; Legge sulla salute degli animali; Regolamento sull’istituzione di un corpo volontario europeo di aiuto umanitario; Comunicazione sull’istituzione di un corpo volontario europeo di aiuto umanitario; Proposte legislative sul rinnovo del meccanismo della protezione civile e dello strumento finanziario per la protezione civile; Comunicazione sul quadro rinnovato dell’UE per la politica del turismo; Comunicazione sulla competitività sostenibile del settore edile dell’UE; Iniziativa su concessioni; Comunicazione sull’integrazione sociale ed economica dei rom in Europa; Comunicazione su una strategia per la parità tra i sessi; Comunicazione sulla lotta al razzismo e alla xenofobia; Proposte sulla riforma della politica comune della pesca; Revisione del pacchetto 2005 sui servizi di interesse generale; Comunicazione sulla regolamentazione intelligente; Proposta legislativa sul Fondo sociale europeo; Proposte legislative sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e sul Fondo di coesione. Segnala inoltre  l’importanza dell’Allegato III al Programma di lavoro della Commissione europea per il 2010, contenente l’elenco delle iniziative di semplificazione che la Commissione stessa intende presentare con l’obiettivo principale di riduzione degli oneri amministrativi;

c) Impegna l’Assemblea e la Giunta regionale a valutare, al momento della effettiva presentazione degli atti, l’opportunità di inviare osservazioni al Governo ai sensi della legge n. 11 del 2005, articolo 5, comma 3, per gli aspetti di competenza regionale, oltre all’eventuale esame della sussidiarietà da parte dell’Assemblea;

 d) Impegna l’Assemblea e la Giunta regionale a seguire l’evoluzione, l’attuazione, i risultati ottenuti e gli atti conseguenti alle iniziative che, tra quelle indicate alla lettera b), sono state nel frattempo già presentate dalla Commissione Europea;

e) Auspica che la sessione comunitaria 2011 si svolga quanto prima all’inizio dell’anno e, in ogni caso, non oltre i termini stabiliti dalla legge regionale n. 16 del 2008, al fine di ottenere il miglior risultato possibile con particolare riferimento alla partecipazione alla fase ascendente;

f) Impegna la Giunta e l’Assemblea ad assicurare il massimo raccordo in fase ascendente, informandosi tempestivamente e reciprocamente all’avvio dell’esame degli atti, sia in occasione del controllo di merito che del controllo di sussidiarietà, in attesa della disponibilità dello strumento informatico di cui alla delibera UP n. 56 del 2 marzo 2010 e Delibera GR n. 500 dell’8 marzo 2010;

g) Si impegna ad inviare le Risoluzioni approvate in esito all’esame degli atti svolto ai sensi della legge n. 11 del 2005 e della legge regionale n. 16 del 2008 presso l’Assemblea legislativa, al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati, ai fini dell’inoltro alle competenti Commissioni parlamentari, al Parlamento europeo, al Comitato delle Regioni e alle Assemblee legislative regionali.

Con riferimento alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla attuazione del diritto dell’Unione europea (cd. fase discendente)

h) Invita la Giunta regionale ad adoperarsi affinché sia avviata l’applicazione dei contenuti dell’Accordo siglato in Conferenza Unificata il 24 gennaio 2008, relativamente al suo articolo 1, comma 2, laddove si prevede che il Governo, nell’ambito della predisposizione della legge comunitaria annuale, promuova il coordinamento con le Regioni e le Province Autonome, per individuare le direttive o altri atti comunitari incidenti su materie di competenza statale e regionale e che tale coordinamento può essere richiesto anche dalle Regioni stesse;

i) Invita la Giunta alla presentazione del progetto di legge comunitaria regionale per il 2011, ai sensi della legge regionale n. 16 del 2008, articoli 8 e 9, qualora a seguito dell’approfondimento della verifica dell’incidenza sull’ordinamento regionale siano individuati ambiti di competenza legislativa regionale in riferimento alle seguenti direttive: Direttiva 2008/72/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, relativa alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi (versione codificata); Direttiva 2008/124/CE della Commissione, del 18 dicembre 2008, che limita la commercializzazione delle sementi di talune specie di piante foraggere, oleaginose e da fibra alle sementi ufficialmente certificate sementi di base o sementi certificate (versione codificata); Direttiva 2009/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, sull’impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati (rifusione); Direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi; Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive; Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa; Direttiva 2008/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (versione codificata); Direttiva 96/98/CE del Consiglio del 20 dicembre 1996 sull’equipaggiamento marittimo; Direttiva 2008/119/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli (versione codificata); Direttiva 2008/120/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini (versione codificata); Direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro; Direttiva 2008/106/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare (rifusione);

j) Invita la Giunta a seguire il procedimento legislativo relativo alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera e ad avviare tempestivamente il necessario approfondimento dei contenuti della direttiva non appena verrà approvata, ai fini del recepimento nell’ambito della legge comunitaria regionale per gli aspetti di competenza.

Sull’utilità della diffusione dell’esame del Programma legislativo e di lavoro annuale della Commissione europea a livello regionale

k) Sottolinea l’utilità che l’esame del Programma legislativo e di lavoro annuale della Commissione europea si diffonda al livello regionale, sia in funzione preparatoria rispetto all’esame di singoli atti e proposte che nel Programma vengono preannunciati, ma anche ai fini di organizzare la migliore collaborazione tra livelli istituzionali diversi in fase ascendente.

In considerazione del ruolo dell’Assemblea legislativa regionale

 l) Auspica che la collaborazione tra il Parlamento nazionale e le Assemblee legislative regionali, sul controllo della sussidiarietà di cui al Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona, possa essere attivata al più presto e sottolinea, al contempo, anche l’importanza dell’esame di merito degli atti e delle proposte dell’Unione europea a livello regionale;

m) Si impegna ad adottare un atto di indirizzo da presentare al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati contenente le possibili modifiche alla legge n. 11 del 2005 che si ritengono di interesse regionale, con particolare riferimento al ruolo delle Assemblee legislative;

n) Si impegna a seguire da vicino gli sviluppi della riforma della legge n. 11 del 2005 a livello statale e a modificare di conseguenza, al momento opportuno, la legge regionale n. 16 del 2008;

 o) Si impegna a proseguire nella partecipazione alle attività del Network Sussidiarietà del Comitato delle Regioni, configurandosi tale collaborazione interistituzionale come un canale ulteriore di partecipazione che si aggiunge, rafforzandolo, al “dialogo” Giunta – Assemblea a livello regionale e al “dialogo” parlamentare tra i livelli regionale, nazionale, europeo;

 p) Si impegna a creare e mantenere un rapporto costante con il Parlamento europeo, il Comitato delle Regioni e le altre Assemblee legislative regionali, italiane ed europee, per favorire lo scambio di informazioni sulle rispettive attività, il confronto e lo scambio di buone pratiche al fine di intervenire precocemente nel processo decisionale europeo;

 q) Si impegna ad inviare la presente Risoluzione al Senato, alla Camera, al Parlamento europeo, al Comitato delle Regioni, alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome italiane, alla Conferenza delle Assemblee legislative regionali europee. 

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta antimeridiana del 7 ottobre 2010

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