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n.108 del 19.04.2017 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 4069 - Risoluzione per impegnare l'Assemblea ad esprimere parere negativo, in conferenza Stato-Regione, sul provvedimento previsto dal Piano relativo all'abbattimento selettivo del lupo, a valutare e proporre modalità alternative per tutelare gli interessi degli allevatori e degli agricoltori, anche attraverso misure già disponibili nei Piani di Sviluppo Rurale e che vanno nella direzione di attuare metodi di allevamento compatibili con la presentazione spontanea del lupo sia di compensare i danni accertati e causati dalla sua presenza, con la contemporanea applicazione di misure di prevenzione e mitigazione dei danni, e di soluzione dei conflitti. A firma della Consigliera: Gibertoni

Premesso che

nella seduta del 2 febbraio u.s. della Conferenza Stato-Regioni si è esaminato il “Piano di conservazione del lupo” presentato dal Ministero dell’Ambiente e che, solo, grazie a visioni contrapposte delle varie Regioni si è ottenuto il rinvio dall’approvazione dello stesso alla successiva seduta del 23 febbraio p.v.;

solo grazie al rinvio sollecitato, anche, dalla Regione Emilia-Romagna, la stessa ha evitato di esprimere un assenso affrettato a delle misure, quali quelle dell’abbattimento selettivo del lupo fortemente voluto dagli allevatori e agricoltori che lamentano danni che, però, vanno valutate in rapporto alle effettive ricadute che possono gravare sul nostro territorio;

a quanto si è appreso dalla stampa sembra che non ci sono state obiezioni;

alla base della scelta del rinvio della discussione sul piano di abbattimento dei lupi vi è la valutazione di possibili alternative, che se individuate dovrebbero portare le Regioni, in sede di Conferenza Stato-Regioni, a chiedere la rimodulazione del Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia, in attuazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità;

considerato che

oggi in Italia esistono 22 parchi nazionali di cui due in Emilia-Romagna, quello delle Foreste Casentinesi e quello dell’Appennino Tosco-Emiliano, inoltre sul territorio regionale vi è la presenza di un parco interregionale, del Sasso Simone e Simoncello, che interessa il crinale tra l'Emilia-Romagna e le Marche, e ben 14 parchi regionali, che hanno la primaria finalità di preservare gli ecosistemi in esso presenti e di tutelare le specie in via di estinzione, tra cui il lupo;

il piano governativo elaborato dal Ministero prevede misure di abbattimento selettivo andando in contrapposizione con le altre misure adottate dal Ministero per la tutela della razza che hanno consentito oggi, un ritorno a livello soddisfacente della popolazione di queste specie con una presenza nazionale di circa 1800 capi;

l’abbattimento di singoli esemplari comporta, inoltre, una destrutturazione dei branchi di origine che può spingere i lupi superstiti ad incentivare le prestazioni sugli animali domestici;

a livello nazionale occorre rafforzare il Piano per garantire la diffusione e potenziamento, nei territori montani, delle nuove forme di allevamento cui molti giovani si stanno avvicinando, creando numerose nuove aziende agricole;

il ritorno dei grandi carnivori nel territorio nazionale può destare perplessità e preoccupazioni per l’impatto sulla zootecnia e sull’attività venatoria, in un’altra ottica la loro presenza può diventare un’attrattiva e una risorsa per incrementare forme di turismo naturalistico, attualmente poco sviluppate, e per l’educazione del pubblico alla fruizione sostenibile dell’ambiente naturale;

il lupo è specie strettamente protetta dalle normative comunitarie e nazionali. È quindi responsabilità dei governi centrali e delle amministrazioni locali elaborare adeguati piani di conservazione ed attuare politiche di gestione che consentano di garantire la persistenza di popolazioni vitali di lupo, minimizzando contemporaneamente i conflitti con le attività produttive;

il lupo, lince e orso sono oggetto di tutela a livello internazionale e nazionale: sono inseriti nell’allegato 2 della Convenzione di Berna (“Specie di fauna rigorosamente protette”), negli allegati 2 (“Specie animali e vegetali di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione”) e 4 (“Specie animali e vegetali che richiedono una protezione rigorosa”) della Direttiva Habitat, negli allegati A e B della convenzione di Washington (CITES) e nell’art. 2 della legge nazionale 157/92 (“specie particolarmente protette”);

il monitoraggio garantito della presenza del lupo e l’analisi dell’impatto della predazione sulla fauna selvatica e sul bestiame domestico costituiscono le premesse necessarie perché si possano sviluppare, anche tramite la partecipazione degli amministratori locali e dei gruppi di interesse (allevatori, agricoltori e cacciatori), linee guida e misure che consentano di affrontare le problematiche generate dalla presenza del predatore in territori caratterizzati da insediamenti umani e da significative attività agricole e zootecniche.

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

impegna il Presidente della Giunta regionale

ad esprimere parere negativo, in conferenza Stato-Regione, sul provvedimento previsto dal Piano relativo all’abbattimento selettivo del lupo;

promuovere metodi di allevamento compatibili con la presenza del lupo per garantire la diffusione e potenziamento, nei territori montani, delle nuove forme di allevamento cui molti giovani si stanno avvicinando, creando numerose nuove aziende agricole;

avviare progetti volti ad acquisire conoscenze dettagliate sulla specie e sul suo impatto sulla zootecnia, per poter definire una strategia gestionale che mitighi e risolva i conflitti;

ad avviare azioni di monitoraggio sull’efficacia delle misure adottate e di divulgazione e promozione della conoscenza di interventi anti predatori, che hanno sortito buon esito, escludendo l’abbattimento;

promuovere misure di prevenzione e mitigazione dei danni e prevedere procedure semplificate e tempi certi per il risarcimento dei danni accertati e causati dalla presenza del lupo.

Approvata a maggioranza dalla Commissione II Politiche economiche nella seduta del 15 marzo 2017.

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