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n.9 del 11.01.2017 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 3456 - Risoluzione per impegnare la Giunta a riavviare il dialogo con Poste Italiane e a promuovere un'Intesa, condivisa con i Comuni, finalizzata a concordare la riapertura degli Uffici chiusi, anche con modalità di servizio flessibili. A firma dei Consiglieri: Molinari, Taruffi, Soncini, Boschini, Tarasconi, Rontini, Sabattini, Montalti, Caliandro, Zoffoli, Torri, Bagnari, Campedelli

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna 

Premesso che 

negli anni scorsi, in tutto il territorio nazionale, Poste Italiane ha proceduto alla chiusura di molti uffici postali, spesso posti a presidio di piccole comunità, magari collocate in zone montane caratterizzate da spostamenti verso la città né veloci né agevoli; 

l’ultimo, massiccio intervento, è avvenuto nel 2015 ed ha riguardato, in Emilia-Romagna, una cinquantina di uffici, senza contare le rimodulazioni di orario; 

a fronte di tale prospettiva, già nell’aprile di quell’anno la Regione - coinvolgendo Anci e Uncem – aveva avviato un confronto con Poste Italiane, chiedendo anche il coinvolgimento dei sindacati ed evidenziando la necessità di valutare con attenzione le singole realtà territoriali, a tutela delle comunità e dei soggetti più svantaggiati rispetto alle chiusure degli uffici postali più decentrati. Tuttavia i risultati non sono stati apprezzabili, a causa dell’indisponibilità della controparte a rivedere sostanzialmente il proprio piano di rimodulazione. 

Valutato che 

numerose amministrazioni, soprattutto dei piccoli comuni, hanno avviato ricorsi, avverso il piano di razionalizzazione avviato da Poste italiane, ritenendo che questo non tenga nella dovuta considerazione i disagi arrecati alla popolazione, soprattutto anziana, con la chiusura dell’ufficio postale nei piccoli centri interessati dai tagli; 

secondo i ricorrenti modificare un servizio, soprattutto dove diventa presidio sociale delle fasce più deboli della popolazione non può essere, semplicemente, una scelta di mercato; 

alcuni TAR hanno rigettato le motivazioni dei ricorrenti, mentre altri li hanno accolti e diversi sono gli uffici che hanno dovuto riaprire i battenti. 

Rilevato che 

è stato licenziato dalla Camera, e passa ora all’esame del Senato, il DDL “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni”, che prevede la possibilità che i piccoli comuni, anche in forma associata e d’intesa con la Regione, possano proporre iniziative volte a sviluppare, anche attraverso l’eventuale ripristino di uffici postali, l’offerta complessiva dei servizi postali congiuntamente ad altri servizi, in specifici ambiti territoriali, individuati tenuto conto di ragioni di efficienza e razionalizzazione della fornitura dei medesimi servizi; 

nel dibattito alla Camera è stato approvato un emendamento al DDL, pur essendo relativo ai piccoli Comuni, apre comunque uno spiraglio per richiedere la riapertura degli uffici chiusi, indipendentemente dalla dimensione o localizzazione dei Comuni coinvolti; 

tale orientamento evidenzia la rinnovata consapevolezza dell’importanza di garantire ai cittadini, soprattutto a quelli residenti nelle zone più disagiate, l’agevole fruizione dei servizi essenziali alla qualità della vita. 

Tutto ciò premesso e considerato

impegna la Giunta 

anche nelle more della definitiva approvazione del provvedimento, a riavviare il dialogo con Poste italiane teso alla riapertura di quegli uffici soppressi giudicati invece fondamentali per le comunità locali, eventualmente anche con modalità flessibili che coniughino l’esigenza di contenimento dei costi e quella di servizio alla popolazione; 

a riavviare un'Intesa tra Poste e Regione (coinvolgendo ANCI) al fine di concordare un piano condiviso con i Comuni in cui inserire anche la riapertura degli Uffici chiusi, eventualmente stabilendo orari/giornate ridotte e con un ragionamento complessivo a livello regionale. 

Approvata all'unanimità dei presenti nella seduta pomeridiana del 21 dicembre 2016

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